MASHA HAMILTON.
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LA BIBLIOTECA SUL CAMMELLO.
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Titolo originale: The Camel Bookmobile. 2007.
Traduzione di: Sara Caraffini.
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2007 Garzanti Libri, MILANO.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
           Fondazione Ezio Galiano 
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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Era il Giorno della Biblioteca. Il giorno in cui sarebbero arrivati i libri, chiusi in casse di legno che penzolavano ai lati della gobba di un cammello.
Ben presto Kanika si sarebbe ritrovata ad accarezzare le copertine e a passare le dita su parole scelte a caso, prima di concentrarsi sui due volumi che poteva prendere in prestito.
A quel punto li avrebbe ghermiti con aria possessiva, portati a casa e depositati al centro della stanza. Fiona Sweeney fa la bibliotecaria a New York. Ha un buon lavoro, un fidanzato che
le vuole bene, un'esistenza tutto sommato gratificante. Ma a trentasei anni decide di dare una svolta alla sua vita. Quando legge un annuncio in cui si cerca una bibliotecaria per la fondazione della prima biblioteca itinerante in Kenya, non ci pensa due volte e, lasciate le luci scintillanti di New York, parte per l'Africa. L'idea  semplice e geniale: per gli abitanti di quelle regioni, il libro  un oggetto sconosciuto, che suscita diffidenza. Per renderglielo familiare, i libri arriveranno al villaggio sul dorso di un animale assai conosciuto, anzi, un animale indispensabile, il cammello.
Nasce cos la Biblioteca sul cammello. Tra le capanne di Mididima la vita segue gli stessi ritmi da millenni. Non ci sono n elettricit n acqua corrente, e gli abitanti sono nomadi che vivono immersi nelle tradizioni e nelle superstizioni locali.
L'arrivo della Biblioteca sul cammello  un evento straordinario, che scatena cambiamenti nella rigida organizzazione tribale: la fatica nell'assimilare la novit divide la popolazione. C' chi pensa che la cultura possa aiutare a costruire un mondo migliore, come il maestro Matani, o la piccola Kanika, che sogna di diventare insegnante, o l'enigmatico Scar Boy, un bambino orribilmente sfigurato da una iena, che nella letteratura finalmente trova il suo mondo. Ma ci sono anche i tradizionalisti che considerano Fiona una pericolosa minaccia.
Il romanzo prende spunto da un fatto realmente accaduto: dieci anni fa, in Kenya,  stata fondata una Biblioteca sul cammello, per diffondere la lettura tra popolazioni che non hanno mai visto un libro.
Con intelligenza e sagacia, Masha Hamilton ha costruito una storia vera e originale che, nel restituirci il fascino di un mondo lontano, induce a riflettere sulle grandi difficolt che inevitabilmente nascono quando due culture diverse vengono a contatto.
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L'AUTRICE.
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Masha Hamilton  giornalista e scrittrice. Ha lavorato per l'Associated Press e per il Los Angeles Times prima come corrispondente dal Medio Oriente, dove ha seguito il processo di pacificazione dopo la prima Intifada, e poi come inviata politica da Mosca. Nel 2004  partita per l'Afghanistan, per fare ricerche sulla condizione delle donne nel paese. Ha pubblicato
due romanzi di successo (The distance between us e Staircase of a thousand steps, inediti in Italia). Vive a New York con la famiglia. Prima di scrivere La biblioteca sul cammello, ha trascorso vari mesi in Africa per documentarsi, partecipando all'iniziativa Kenya National Library Service. Il suo sito internet  www.mashahamilton.com
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LA BIBLIOTECA SUL CAMMELLO.
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A Rashid M. Farah, Nimo Issack, Kaltuma Bonaya e Joseph Otieno, ideatori della biblioteca su cammelli del bush africano, dove il tasso di analfabetismo supera l'ottanta per cento.
Grazie per il tempo che mia figlia e io abbiamo condiviso con voi.
Mididima, Provincia nordorientale, Kenya, febbraio 1989.
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SCAR BOY.
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Il bambino, fermo a gambe divaricate, si lecc via la polvere dalla mano stretta a pugno e cerc di fingere che quello che stava assaggiando fosse latte di cammella. L accanto, suo padre parlava a un'acacia spinosa mentre il fratello maggiore lanciava pietre contro un termitaio. Nessuno dei due badava a lui, e agli occhi del piccolo, loro tre formavano un'unica entit. Era come se stesse contemporaneamente bevendo polvere, implorando un albero e lanciando sassi.
Dava per scontata questa loro unit. Era troppo giovane per riconoscere il concetto di separato. N sapeva del cambiamento, della paura o del castigo della siccit. La vita gli sembrava ancora totalmente prevedibile, eterna e sicura. Adesso, per esempio, l'entit bambino-padre-fratello fu avviluppata dallo spegnersi del giorno, quando la brezza aument d'intensit, il colore deflu dal cielo e le ombre scurirono simultaneamente tre paia di gote. Il bambino diede il benvenuto a quel momento. La consistenza della luce sempre pi grigia trasformava i volti. Rendeva le persone simili a ritratti a carboncino, avrebbe pensato in seguito.
Qualcosa, tuttavia, disturb il crepuscolo distogliendo bruscamente l'attenzione del piccolo dall'intimo conforto della sua lingua sulla pelle e dal gusto pungente della polvere.
Dalla penombra dei vicini cespugli emerse qualcosa di rigido, sottile, perfettamente immobile ma vibrante. Davvero strano. In base alla sua esperienza, tutto camminava o correva, volava, era trasportato dal vento o piantato nel terreno - in altre parole, si muoveva palesemente o, pi di rado, non lo faceva. Cosa pensare, invece, di quell'aere fremito immobile, di quel teso e ostinato accenno di flessibilit?
Il bambino gli si avvicin strisciando, poi si sedette per osservarlo.
La nuova prospettiva gli permise di notare un altro oggetto, piccolo e tondo tanto quanto l'altro era lungo e stretto.
Aveva il colore di una fiamma. In realt ce n'erano due.
Ah-ha, pens soddisfatto: il puzzle cominciava a prendere forma. Gli occhi, naturalmente, si muovevano e si immobilizzavano repentini, ed erano capaci di guizzare come la luce del fuoco. Quindi l'oggetto doveva essere umano. O magari animale. O forse uno spirito ancestrale.
Comunque fosse, qualcosa di imprecisato, un ricordo o un'intuizione ereditati, gli fece capire che aveva bisogno di tutto s stesso per affrontarla, cos chiam le altre sue parti, il padre-fratello. Sono qui, disse. Nemmeno mentre parlava distolse lo sguardo dagli occhi e dalla coda rigida di quella creatura misteriosa che cominciava a ingrandirsi. Poi balz in avanti. Si un a lui, quasi volesse entrare a fare parte dell'entit figlio-padre-fratello.
Non si rese conto del dolore. Il momento gli parve invece irreale e sconcertante, come assopirsi nel bel mezzo di uno dei racconti cantati dal padre e perdere cos il filo della vicenda. Cos'era gi successo? Cosa stava ancora accadendo?
Avrebbe dovuto chiederlo al padre, il mattino seguente. Solo una cosa rimase perfettamente nitida: il suono che gli sarebbe riecheggiato nella mente fino alla fine dei suoi giorni. L'umido, stridulo lacerarsi della sua carne di bimbo di tre anni mentre la iena maculata, resa folle dalla fame, gli si avventava sulla gamba, gli dilaniava rumorosamente la vita per poi avvicinarsi al suo volto e sgranocchiare, grugnendo di piacere.
In seguito avrebbe sentito raccontare come suo padre si volt, uccise la belva con un coltello, prese in braccio il figlio e si mise a correre, il sangue del bambino che gli scendeva lungo le braccia. Avrebbe scoperto che era successo tutto in meno di cinque respiri meditabondi - ma non ci credette fino in fondo. Nel suo ricordo, lo scricchiolio delle ossa e lo strapparsi della carne si protraevano per un'intera decade di tramonti e albe, spazzando via tutti gli schemi, rendendo ogni cosa separata e terrificante, indefinita e fugace per l'eternit.
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PARTE PRIMA.
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La vita delle zanzare pu anche essere effimera, la loro morte quasi sempre brutale, ma nel corso della loro breve esistenza nulla pu ostacolare i due formidabili desideri che le dominano: succhiare la linfa vitale degli esseri umani e riprodursi.
J.R. Churin, A Mosquito's Life, 1929.
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1. l'americana.
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Brooklyn, New York, dicembre 2002.
Fiona Sweeney infil un paio di jeans arrotolati nell'angolo della sacca da viaggio viola. Fuori dalla finestra della sua camera il lamento di una sirena fendeva il rumore bianco di un'umida nevicata. Quei lugubri gemiti creati dall'uomo erano parte integrante del fondale di New York City, un segnale d'allarme cos onnipresente da passare inosservato.
Ma in quel caso Fi vi fece caso, forse perch sapeva che per qualche tempo non avrebbe sentito altre sirene.
Riport l'attenzione sulla sacca, non del tutto piena. Cos'altro doveva prendere? Sollevando una fotografia incorniciata studi la madre da giovane, intenta a guadare un ruscello con stivaloni di gomma e canna da pesca. Teneva molto a quel ritratto: nella vita reale non l'aveva mai vista cos spensierata. La madre che aveva conosciuto non sarebbe certo voluta andare in Africa. In realt, non avrebbe voluto che ci andasse nemmeno Fi. Pos la foto a faccia in gi e scrut la stanza, soffermandosi sul malconcio volume di poesie irlandesi posato sul comodino. Lo infil nella sacca.
E la zanzariera? le grid Chris dal soggiorno, dove era seduto insieme a Devi.
Gi presa, rispose Fi.
E il repellente per gli insetti? chiese Devi.
S, s. Fi fece oscillare una mano come per scacciare un moscerino - un gesto che Chris e Devi non potevano vedere, dall'altra stanza. Avrei dovuto tenere la bocca chiusa, mormor.
Poco dopo l'inizio delle sue ricerche sul Kenya aveva scoperto che il bilancio annuale delle vittime della malaria ammontava a varie decine di migliaia. Aveva le pillole, aveva i repellenti, da un punto di vista razionale non prevedeva problemi, ma un dato statistico cos alto riusciva comunque a turbarla. Cominci a esserne vagamente ossessionata e - ecco il problema - si confid a Chris e Devi. Mbu, zanzara, era la prima parola swahili che aveva imparato. Talvolta quegli insetti scendevano addirittura in picchiata nei suoi incubi. Alla fine si trasformarono in una metafora di tutto ci che la rendeva apprensiva riguardo a quel viaggio: tutte le storie che aveva letto su un continente violento e caotico, a cui si sommava l'inquietudine che accompagna l'ignoto.
Ma che cosa non le era ignoto? L'unica cosa che sapeva con sicurezza, in realt, era il motivo per cui partiva. Sua madre non era mai stata una grande conversatrice, ma era riuscita a crescere quattro figli da sola. Adesso toccava a Fi fare qualcosa di valido, nella vita.
Fi. Chris, fermo sulla soglia della camera, sventol l'elenco di tutti gli oggetti che, a suo parere, avrebbe dovuto portare con s. Cintura portadenaro. Cappello. Barrette di muesli. Lo stai usando? chiese, in tono semischerzoso da professore.
Odio le liste, ribatt Fi.
Lui la osserv per un istante. Okay, disse. Allora cosa ne diresti di una pausa?
S, forza, Fi. Non vogliamo scolarci tutto il tuo vino da soli, grid Devi dal soggiorno, dove risuonava a basso volume un CD di Enya.
Raccogliendosi i crespi capelli scuri e fissandoli con un fermaglio, Fi entr in soggiorno e si lasci cadere sul pavimento davanti a Devi, stesa scompostamente sul divano, le gambe coperte dalla lunga gonna. Chris le vers un bicchiere di cabernet e si accomod sulla poltrona pi vicina a lei. Se avessero allungato un braccio, avrebbero potuto tenersi tutti e tre per mano. Fi si sentiva molto legata a loro, ma nello stesso istante, almeno in parte, si trovava gi in un altro luogo e in un altro tempo. Una tenue luce entrava dalla finestra, immergendo la stanza in un bagliore soffuso e accentuando la sensazione che tutto, intorno a Fi, fosse diafano e che lei si trovasse davvero per met l e per met altrove.
Sai, c' un sacco di analfabetismo in questo paese, dichiar Devi dopo un attimo.
Ecco perch ho fatto volontariato dopo il lavoro, replic Fi. Ma l  diverso. Non sono mai entrati in contatto con le biblioteche. Alcuni di loro non hanno mai tenuto in mano un libro.
Per non dire che  un posto pericoloso, il che, in un certo senso, lo rende attraente agli occhi di Fi, spieg Chris a Devi, scuotendo il capo. Non a caso Nairobi  soprannominata
Nai-robbery, Nai-rapina.
Anche se pronunciate allegramente, le sue parole echeggiavano quelle del fratello e delle due sorelle di Fi, la quale fu pronta a ribattere. Vivr soprattutto a Garissa, non a Nairobi, precis. Non  certo pi pericolosa di New York City. Comunque voglio correre qualche rischio. Rompere il solito tran-tran. Fare qualcosa di importante. Poi assunse un tono scherzoso. La classica irlandese idealista. Cosa ci volete fare?
A volte l'idealismo  un'imposizione, comment Chris.
E se loro non desiderassero altro che cibo e medicinali?
Sai come la penso. I libri rappresentano il loro futuro. Un legame con il mondo moderno. Fi sorrise. Inoltre vogliamo che Huckleberry Finn arrivi prima delle repliche di Sex and the City, vero?
Devi allung una mano per stringerle la spalla. Cerca solo di tornare a casa entro marzo.
Casa. Fi gett una rapida occhiata intorno a s, tentando di registrare quanto la circondava. Aveva valutato l'ipotesi di subaffittare, che avrebbe rappresentato la soluzione pi valida, ma poi era stata parecchio indaffarata e aveva lasciato perdere. Not che Chris le aveva impilato ordinatamente le riviste e riposto le candele perch non si impolverassero.
Dopo la sua partenza per il Kenya, le disse, sarebbe tornato a lavare qualsiasi bicchiere o piatto che lei aveva dimenticato in giro, si sarebbe assicurato che l'ufficio postale le trattenesse la corrispondenza e avrebbe portato le piante nel proprio appartamento. Era stato lui a pensarci, non Fi. Un gesto gentile, continuava a rammentare a s stessa. Eppure...
Gli rivolse un sorrisetto maligno mentre si allungava per rimettere in disordine le riviste sul tavolino. Il gesto le procur una certa soddisfazione, anche se sapeva che lui le avrebbe
semplicemente risistemate pi tardi.
Chris si stava dedicando anima e corpo a quella che i suoi colleghi definivano una ricerca pionieristica sul cervello umano presso il Medical Center della New York University.
Desiderava la convivenza e, alla fine, dei figli. Le sorelle e il fratello di Fi li giudicavano una bella coppia, ma questo non bastava a convincerla. Il cugino della moglie di suo fratello aveva sposato una delle sorelle di Fi, e tutti vivevano ancora a meno di otto isolati dalle case in cui erano cresciuti.
La consideravano la vagabonda della famiglia, visto che si era trasferita dal Bronx fino a Brooklyn. Volevano vederla accasata e probabilmente ritenevano ininfluente con chi si accasava, o di cosa si accontentava.
Ma persino Devi, giunta a Brooklyn dall'Iran, era d'accordo a proposito di Chris. E uno scienziato che studia la parte del cervello che elabora i ricordi, e tu lavori per un ente che fa la stessa cosa, a ben pensarci, disse una volta.
Non lo trovi perfetto?
Rammentandolo, Fi bevve un sorso di vino. Le supposizioni che facevano gli altri erano immancabilmente erronee, aveva scoperto. Certo, lei era una bibliotecaria, e lui un ricercatore. Ma Chris era disciplinato e razionale mentre a lei le piaceva considerarsi un'eccentrica. Sospettava che, alla fine, la sua spontaneit avrebbe cominciato a farlo impazzire e la sicurezza leggermente prevaricatrice di Chris avrebbe limitato la sua libert di movimento. A volte pensava che lui avesse scelto la carriera di ricercatore per immergersi in un mondo che poteva analizzare e definire. Non era questo che Fi cercava nel proprio lavoro. I libri le consentivano un'illimitata variet di assaggi vicari ma non sopperivano al bisogno di avventurarsi nel vasto e caotico mondo.
Anzi, tutt'altro. La convincevano del fatto che esisteva qualcosa di pi - qualcosa di intuitivo, che travalicava la ragione - e stimolavano il suo desiderio di trovarlo.
Di tanto in tanto, tuttavia, provava una fitta di paura che le faceva male alle gambe. Aveva trentasei anni, dopo tutto, non era pi una bambina, e quello che cercava - quel qualcosa di pi - sembrava evanescente persino a lei. Non avrebbe saputo dire di preciso cosa stava cercando, sperava di riconoscerlo non appena l'avesse trovato.
E se, a causa dell'inerzia e della pressione sociale, fosse finita con Chris, con una nidiata di figli, il barbecue nel giardino sul retro e tutti gli accessori di prammatica, e a un certo
punto si fosse svegliata per ritrovarsi sul dolce declivio oltre la mezza et, a fissare dietro di s una vita rispettabile e ben organizzata ma vissuta troppo limitatamente? Una vita che le stava stretta? Non poteva forse succedere? Non succedeva di continuo, alla gente?
Be', brindiamo alla biblioteca sui cammelli. Devi sollev il bicchiere. Che porta l'alfabetizzazione nel bush africano.
Udite, udite, le diede man forte Fi. Spalancher nuovi mondi davanti a queste persone. E anche a me, pens, ma senza dirlo. Si sentiva stordita dall'anticipazione.
La mia piccola evangelista bibliotecaria, disse Chris in tono ironico, scuotendo il capo.
Avanti. Brindiamo al progetto, lo sollecit Devi.
Okay, okay, disse lui. Al Kenya. Ai cammelli. Prese dal tavolino accanto al divano un libro sull'allevamento dei cammelli - regalo burlesco dei colleghi di Fi - e lo sollev con una mano, alzando il bicchiere di vino con l'altra.
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2. LA RAGAZZA.
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Mididima, Provincia nordorientale, Kenya, febbraio 2003.
Il sole non aveva ancora sputato il primo schizzo di oro
polveroso nella loro capanna quando Kanika fu svegliata da
un odioso ronzio. Mbu. Non una sola, un intero sciame, assiepato
nella sua pancia. Non aveva mai saputo di zanzare
che invadessero l'addome, ma non esistevano altre spiegazioni
per il ronzio vibrante che giungeva dall'interno. In
nome dei suoi sacri antenati, come avevano fatto a entrare?
Immagin le succhiatrici di sangue che le si riproducevano
nelle vene, depositando le uova lungo la cassa toracica, le
teste chine mentre tracannavano il suo prezioso liquido direttamente alla fonte.
Nyanya, chiam spaventata, premendosi una mano sulla
pancia, sulla curva della carne, nel tentativo di determinare
il numero di insetti dentro di lei. Quella non era opera
di dieci o dodici zanzare. Dovevano essercene almeno
centoventi, pi che sufficienti per ucciderla.
Sua nonna Neema, addormentata accanto a lei, socchiuse
gli occhi e poi li spalanc. Drizzandosi a sedere, allung una mano verso Kanika.
E in quel momento la ragazza ricord. Il ronzio non era
dovuto agli insetti ma a una misteriosa emozione: l'anticipazione.
Si sfreg gli occhi e rise della propria stupidit. Rimettiti gi, disse.
Neema scosse la testa come per schiarirsi le idee. Mi svegli per dirmi di dormire?
Un solletico interno mi ha spaventato, ma dipende solo dai libri.
I libri. Neema rimase abbastanza soddisfatta dalla
risposta per posare di nuovo il capo a terra, ma tenne gli occhi aperti, osservando la nipote.
Era il Giorno della Biblioteca. Il giorno in cui sarebbero
arrivati i libri, chiusi in casse di legno che penzolavano ai lati
della gobba di un cammello. Ben presto Kanika si sarebbe
ritrovata ad accarezzare copertine e a passare le dita su parole
scelte a caso, prima di concentrarsi sui due volumi che
poteva prendere in prestito. A quel punto li avrebbe ghermiti
con aria possessiva, portati a casa e depositati al centro
della stanza per poi rimandare il pi a lungo possibile il
momento di aprirli, cos da protrarre lo squisito piacere. Alla
fine, prima del calar della sera, incapace di aspettare oltre,
si sarebbe arresa e buttata a pesce su di essi. Parole in
inglese o in swahili che si sovrapponevano l'una all'altra,
trasformandosi in frasi e paragrafi, prendendo vita man mano
che lei le decifrava, rivelando segreti che le davano le vertigini.
Grazie agli insegnamenti della nonna, che aveva anch'ella
appreso il dono da ragazza, leggeva alla stessa velocit
con cui le locuste divoravano. Per anni, per, l'unico libro
di Kanika era stata una malconcia Bibbia in inglese che un
missionario britannico aveva regalato alla madre di Neema
- la prima persona della famiglia a cui fosse stato insegnato
a leggere. Per Kanika, il volume non aveva nulla a che vedere
con la religione: come i vicini, credeva nell'Essere-dalle-
cento-gambe e negli spiriti che vivevano in ogni cosa. Comunque
sia, al compimento del nono anno aveva gi riletto
le storie di Adamo e Abramo e Davide pi di cinquanta volte.
Quell'anno cap che non avrebbe sopportato di leggerle
di nuovo, ne aveva abbastanza di pecorelle smarrite, fratelli
in lotta e uomini miticamente carenti. Pensava di avere chiuso per sempre, con la lettura.
E adesso, cinque anni e cinque mesi pi tardi, quale inaspettata
profusione! Quando l'orso attacca l'uomo. Una biografia
di Nelson Mandela. Una Storia della Nigeria. E, pi di recente,
Zanzare e malaria. Ancora supina, cominci a flettere i
piedi e allung una mano per toccare il tomo sulla cui
copertina campeggiava una zanzara ingrandita, la testa china
in avanti, il corpo gonfio di sangue. La causa delle fantasie
che l'avevano destata. Niente pi libri sugli insetti, d'ora in
poi. Era convinta della saggezza della sua scelta, fintanto che
c'erano altre parole da leggere. I cammelli entravano con
passo pesante a Mididima da meno di quattro mesi, eppure
le loro scorte per lei erano gi diventate indispensabili.
Naturalmente le avevano portato molto pi che semplici
libri, persino pi che la conoscenza del mondo esterno.
Avevano migliorato il suo status. Da bambina aveva trascorso
cos tanto tempo con la Bibbia di Neema che i vicini
l'avevano liquidata come una tipa stramba. Le parole scritte
erano ritenute accettabili come diversivo tanto saltuario
quanto frivolo. Ma esserne ossessionati? Se proprio voleva
leggere, le avevano ripetuto pi volte gli anziani, era decisamente
meglio imparare a leggere gli afrori degli animali
nella brezza o gli imminenti mutamenti meteorologici nelle nubi.
L'arrivo della biblioteca aveva rappresentato un balzo in
avanti da leopardo, segnando l'inizio di una vera e propria
scuola. Matani si era sempre definito un insegnante e aveva
cercato di radunare i bambini perch scrivessero lettere
nella sabbia. Ma per quanto tempo bastoncini e terra battuta
potevano tenere desta la loro attenzione? Adesso, invece,
a tutti i piccoli si davano libri da esplorare e si insegnava a
ripetere in tono cantilenante l'alfabeto in swahili e in inglese,
a tradurre scarabocchi su carta, e Kanika era diventata
l'assistente di Matani. Aiuto insegnante, la definiva lui.
Con cos tanti libri non posso istruire tutti contemporaneamente,
Kanika. Nemmeno con l'aiuto della verga.
Prima di allora lei non si era mai vista attribuire alcun titolo,
e men che meno era stata ritenuta in possesso di conoscenze
preziose, bens giudicata fuori posto, quasi come Scar
Boy. Adesso, per, minuscoli corpi con la pelle dall'odore
acidulo le si assiepavano accanto, al di sopra dei libri aperti.
Le madri osservavano la scena con un misto di invidia e risentimento
mentre lei svelava ai figli qualche arcano segreto.
Non la rispettavano pi di prima, ma la temevano, lo sapeva,
temevano la capacit che lei possedeva e loro no.
Sbadigli e si stiracchi e pens a Miss Sweeney, l'americana
che, con la benedizione degli antenati, sarebbe arrivata
con i cammelli come aveva sempre fatto. Allung una
mano per prendere l'oggetto piatto e rotondo che teneva
accanto alla stuoia intrecciata. Un regalo di Miss Sweeney.
Un miracolo pi piccolo di un pugno chiuso. Una pozzanghera
d'acqua asciutta che si poteva portare con s e guardare
in qualsiasi momento. Uno specchio, lo chiamava Miss
Sweeney. Nessuna ragazza di Mididima ne aveva mai visto
uno, prima. Lo inclin in modo da potersi osservare nella
luce fioca: gli occhi, le guance, la bocca carnosa.
La visione di te stessa ti piace, disse sua nonna con una
risatina generosa.
Kanika scosse il capo per protestare. A piacermi  la possibilit
di osservarmi in qualsiasi momento. Non rimarr l
a chiedermi di chi si tratti, quando mi intravedo in una pozza
di acqua piovana.
Neema annu, ormai seria. Esiste una magia al di l del
nostro mondo,  vero.
Sollecitata da qualcosa nella voce della nonna, Kanika si
volt, tentata di rivelarle il suo piano. Ma si trattenne. Meglio
agire prima di parlare. E avrebbe agito, non appena
fossero arrivati i cammelli.
Sarebbe corsa accanto a Miss Sweeney e avrebbe usato
l'orlo del suo kitenge per ripulire ogni libro. Non importava
che lei, personalmente, non trovasse affatto offensiva la polvere
color tramonto che si affrettava a reclamare qualsiasi
cosa entrasse nel bush. Era irrilevante che, come i suoi vicini,
giudicasse irresponsabile sprecare ore lottando contro
granelli di terra. La polvere infastidiva Miss Sweeney quando
si posava sui libri, e quello bastava. Kanika l'aveva vista
pulirli con i suoi palmi morbidi, pallidi. Stavolta li avrebbe
spolverati al posto suo, quietamente, certo, ma in maniera
abbastanza ostentata da farsi notare. Il gesto sarebbe stato
qualcosa di pi di un tentativo di ingraziarsi Miss Sweeney,
sarebbe stato simile al prologo di un libro: non ancora la
storia, ma una sua anticipazione.
In seguito si sarebbe avvicinata a lei, l'avrebbe condotta in
disparte, le avrebbe preso la mano, magari. A poco a poco -
un elefante va mangiato un boccone alla volta - le avrebbe
confidato i suoi desideri, no, e i suoi bisogni. Trovare il modo
di andare nella Citt Lontana. O forse persino in Citt Lontane
ancora pi lontane. Lasciare il bush. Fare l'aiuto insegnante
in un luogo in cui scaffali di libri, pareti di specchi e
altri portenti erano comuni come la sabbia. Se poteva insegnare
a leggere ai bambini di Mididima, non poteva farlo
anche con altri, in luoghi dal potenziale pi cospicuo?
Sapeva che, a quasi tutti i membri della trib, il suo piano
sarebbe parso simile al sogno della neve di un nomade del
deserto. Ecco perch lo aveva rivelato solo a Scar Boy. Il ragazzo
non lo avrebbe riferito ad anima viva, naturalmente;
chi mai gli rivolgeva la parola? E raccontarlo a lui era stato
sufficiente. Aveva soddisfatto il bisogno di Kanika di spingere
le parole nelle orecchie di qualcun altro, di rendere reale
la sua visione. Scar Boy aveva ascoltato con tutto s stesso.
Bench non avesse detto nulla, era sicura che approvasse il
suo piano. Dopo tutto, ignorato com'era dai vicini, per la
sua lenta zoppia e il povero viso sfigurato, capiva benissimo i sogni.
Anche Miss Sweeney - palesemente una donna audace,
una persona che aveva visto la neve, forse ci aveva addirittura
camminato in mezzo - avrebbe ascoltato, compreso e
aiutato. Dopo tutto aveva dato una strizzatina alle spalle di
Kanika. Si era piegata verso di lei abbastanza perch i suoi
capelli le carezzassero la guancia e perch il suo odore -
quell'aroma variegato e ricco che alcuni trovavano disgustoso
- le riempisse le narici. E poi, le aveva regalato lo specchio.
Kanika giur di trovare il coraggio di agire quel giorno
stesso, prima che il prozio Elim, o altri ricominciassero a
brontolare, borbottando che lei avrebbe dovuto trovarsi un
marito gi da tempo, che doveva sposarsi prima dell'arrivo
dei venti secchi dell'estate. Prima che la intrappolassero.
Una corda di nervi arrotolata nello stomaco, oltre a una
pressione mattutina che andava sfogata dietro un cespuglio,
la spinsero infine ad alzarsi. Guard fuori dalla porta aperta,
stupita di vedere che il giorno indugiava ancora. Si stava
alzando sempre pi presto, adesso che era aiuto insegnante
aveva dei libri da leggere. La cosa sembrava avere soddisfatto
Elim, che ultimamente si lamentava meno. Un tempo si
lagnava che Kanika restasse sposata alla terra troppo a lungo,
contando sul sole perch le aprisse gli occhi a viva forza.
 pigra come un uomo morente, disse una volta a Neema
con una voce che rimbomb nell'intera Mididima, sonora
come un temporale. Non si era trattato di pigrizia -
persino adesso Kanika si sent avvampare per quella pubblica
accusa. Talvolta s, c'era una certa pesantezza mattutina
dopo che la sera prima aveva parlato fino a tardi con Scar
Boy mentre Mididima dormiva - discorsi di cui nessun altro
sapeva perch avrebbero tutti disapprovato. Ma la sua mancanza
di entusiasmo per la luce del giorno era scaturita prevalentemente
dal fatto che le giornate portassero con s
troppo poche possibilit. Sin dall'arrivo della biblioteca, invece,
tutti poterono vedere che non era affatto pigra.
Spinse da parte l'antica lamentela dello zio sferzando
l'aria con la mano destra. Quel giorno non sarebbe stata disturbata
dal pensiero di zii con la mente simile a una pozza
di fango, di mariti in agguato o di inutili incombenze quotidiane.
Avrebbe dato inizio alla mattinata con la rapidit e
la gioia di una lancia scagliata con maestria, facendo cos
volare pi rapidi gli istanti che mancavano all'arrivo della
biblioteca sui cammelli e di Miss Sweeney.
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3. L'AMERICANA.
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In un lotto non edificato accanto alla biblioteca provinciale
di Garissa, circa tre ore a sud di Mididima, due cammellieri
si affannavano ad assicurare casse piene di libri su
un fianco del cammello. Ci stavano provando gi da quindici
minuti, e si era formato un capannello composto da una
dozzina di passanti. Fi era ferma qualche metro pi in l
con Mr Abasi. Vide l'animale battere le lunghe ciglia per ripararsi
gli occhi da uno strale di luce del primo mattino e
poi spostarsi di scatto con incredibile tempismo. Le casse si
staccarono. Di nuovo. I libri piombarono a terra con un
tonfo. Era il quinto tentativo fallito. Le labbra del cammello si incurvarono in quello che somigliava a un sogghigno.
Un cammelliere vomit una serie di imprecazioni - Fi lo
intu persino senza conoscere le parole. Sollev un libro,
Corso pratico di inglese elementare, e lo scagli a terra per la
frustrazione. Sempre borbottando, l'uomo gherm un secondo
libro, Come al maiale venne il muso. Mr Abasi rimase
immobile accanto a Fi. Doveva avere quarantadue o quarantatr
anni ma, con i pantaloni a righine blu e la camicia
button-down rosa chiaro ornata di gemelli a forma di pallone
da calcio, sembrava un ragazzo che si fosse messo in
ghingheri. Rimase a guardare, impassibile, quando il
cammelliere effettu un nuovo lancio.
Era in momenti come questo che Fi, se non si controllava,
poteva regredire fino a quelli che considerava i suoi
esordi: l'epoca in cui, una dozzina di anni prima, era stata
una giovane bibliotecaria e si occupava del banco informazioni
nella sezione ragazzi della biblioteca di Bedford.
Bambini! C' gente che sta leggendo. Vi prego, niente zuffe,
qui. Una biblioteca non  un parco giochi. Be', in realt
lo , ma non come potreste pensare. A quel punto si interrompeva,
gettando la spugna, accorgendosi di essere particolarmente
inadatta a pronunciare simili rimproveri perch,
se si voleva che fossero efficaci, bisognava sapersi attenere
al bianco e nero mentre lei finiva sempre per scivolare
in elaborati grigi di forse e talvolta.
Qui aveva tentato un nuovo approccio al problema. Aveva
imparato ad ammonire i cammellieri in swahili perch
stessero attenti, con i libri: Vitunze vitabu! Aveva provato
anche con ramanzine pi lunghe, avvalendosi di Mr Abasi
come traduttore. Aveva sottolineato la vulnerabilit del dorso
di un volume, il numero limitato di tomi a disposizione,
la fiducia dei donatori. Ma poi si ritrovava a divagare, menzionando
la prima biblioteca di tavolette d'argilla raccolte
in Mesopotamia, o il primo bibliobus a cavalli creato nel
1905 a Hagerstown, Maryland, o addirittura facendo dichiarazioni
filosofiche sulla capacit dei libri di trascendere il
tempo e lo spazio - e le traduzioni simultanee di Mr Abasi si
affievolivano fino a cessare, mentre i cammellieri restavano
in silenzio.
Le ramanzine non stavano affatto funzionando. Doveva
esserci per forza un altro modo per infondere in quegli uomini
la sua stessa dedizione al bibliobus.
Con le mani tenute davanti al corpo Mr Abasi stringeva
un sacchetto marrone che, come lei ben sapeva dopo i numerosi
viaggi insieme, conteneva il suo pranzo. Non era
sposato e Fi riusciva benissimo a immaginarselo mentre lo
preparava ogni sera, posandolo poi accanto alla porta. Si
protese in avanti, gli tolse di mano il sacchetto con un movimento
fluido, allung il braccio e lo gett a terra.
Lui apr la bocca come se stesse inghiottendo acqua. Cosa
sta facendo? chiese.
Sono una visitatrice qui nel vostro paese, Mr Abasi, ribatt
lei. Voglio diventare come tutti gli altri.
Io... farfugli l'uomo. Io ci ho messo dentro dell'uva.
Sa quanto costa l'uva, qui?
Fi indic i cammelli. Anche i libri sono costosi, dichiar.
Quello... disse Mr Abasi, facendo ondeggiare una mano.
Il cammelliere  esasperato.
Lo sono anch'io. La biblioteca sui cammelli  stata creata
per permettere a chi vive lontano dalle cittadine di imparare
a leggere. Pu cambiare delle vite. Ma se i libri si rovinano,
il programma va a monte.
Si guardarono dritti negli occhi per un intero minuto,
poi Mr Abasi ruot il lungo collo per rivolgersi seccamente
al cammelliere che, con gesti plateali, raccolse a uno a uno
i volumi e li spolver, sistemandoli accuratamente insieme
agli altri.
Grazie, disse Fi, chinandosi per recuperare il sacchetto
di carta. I suoi sforzi aiuteranno la nostra biblioteca a sopravvivere.
Insieme al mio pranzo, mormor lui. Ma, mentre l'uomo
si voltava, a Fi parve di scorgere un barlume di divertimento
nei suoi occhi.
La luce si stava insinuando nel cielo grigio fungo, il pulviscolo
color vino sospeso nell'aria che diventava sempre pi
visibile. Fi apr la bocca per inghiottire un boccone di aria
granulosa che sapeva di escrementi animali, polvere e fumo
di legna. Nairobi puzzava perennemente di fuochi di carbone
ed emissioni di motori diesel, ma a Garissa gli odori sembravano
svanire nell'aridit. Nel suo appartamento di Brooklyn
sopra il Fleishmann's Coffee Shop, invece, tendevano a
infilarsi su per le scale per poi lasciarsi ricadere pesantemente
nel soggiorno come ospiti testardi che rifiutassero di andarsene:
caff amaro mescolato con schiuma di latte e glassa
di zucchero bruciata.
Tutt'a un tratto sent la mancanza dei profumi di casa.
Fece un rapido calcolo: a Brooklyn era la tarda sera del
giorno prima. Vado un attimo a telefonare, annunci a
Mr Abasi, indicando con un cenno del capo l'edificio che
ospitava la biblioteca.
Una volta all'interno utilizz la sua tessera telefonica.
L'unico lusso che si concedeva erano le telefonate settimanali,
di solito al fratello o a una delle sorelle, talvolta a Chris
o Devi, sempre fatte dalla biblioteca perch nella casa in cui
occupava una stanza fornitale dal Servizio bibliotecario nazionale
del Kenya non c'era il telefono.
A volte, tuttavia, si confondeva sulla tabella di marcia settimanale.
Il tempo aveva un che d'inafferrabile, l, dove il fiume
Tana brulicante di coccodrilli scorreva eternamente verso
l'oceano Indiano, stormi di brutti marab si appollaiavano
sulle acacie e gli uomini spingevano carretti sulle strade
di terra battuta. La batteria dell'orologio di Fi si era scaricata
due settimane dopo il suo arrivo e lei l'aveva considerato
un segno del destino, mettendo via l'orologio invece di farlo
sistemare. Devi, scoprendolo, le aveva consigliato di continuare
a telefonare perch evidentemente le serviva un legame
con il XXI secolo - quello che lei chiamava il mondo
reale, espressione con cui si riferiva al Pilates, il latte macchiato,
gli empori di prodotti biologici e gli orologi.
Fi digit il numero. Ciao, disse quando Devi rispose.
Sei ancora sveglia?
Fi! esclam l'amica. Come stai? Niente malaria, ancora?
Lei rise e infil una mano nella borsa per cercare la bottiglietta
d'acqua. Sono cos stanca di preoccuparmene,
disse. Cosa sta succedendo l?
Il sole  alto nel cielo e il tasso di criminalit pi basso
del solito, rispose Devi. Anche se l'altro giorno una star
del baseball  stata sospesa per avere usato una mazza piena
di sughero. E Lulu il travestito  il pi applaudito off-Broadway.
Ma dimmi di te.
Mididima, ribatt Fi.
Come, scusa?
 il posto in cui andiamo oggi. La mia fermata preferita.
Ne hai una preferita, adesso?
Fi flett il collo all'indietro, fino alla mano libera, e cominci
a massaggiarselo. Quel villaggio sorge nel mezzo
del nulla, raccont. Gli abitanti sono magnifici, con quella
pelle brunita. E non sono poveri come gli altri. Cio, sono
poveri, lo sono tutti, qui, ma hanno creato un sistema
d'irrigazione che non ho visto da nessun'altra parte, e non
mendicano mai, e quando compare la biblioteca sui cammelli
si entusiasmano. Li condurremo nel mondo moderno,
Devi. Sono queste le persone per cui mi trovo qui.
Loro si entusiasmano? Vuoi dire che non tutti quelli che
incontri restano elettrizzati vedendo una signora bianca e i
suoi libri? Il tono di Devi la schern bonariamente.
Okay, non tutti, ammise Fi. Insomma, non  che agli
altri dia fastidio vederci, sono semplicemente perplessi. Nella
maggior parte dei villaggi mantengono le distanze o mi
fissano impassibili. Devo sembrargli davvero bizzarra. A volte
li sento pensare: con tutto quello di cui abbiamo bisogno,
quale follia ha spinto questa signora a venire qui con
una pila di libri?
Ma conosco gi la tua risposta, disse Devi. Libri, libri
ovunque. Forza, raccontami di questa Mi-eccetera.
Mididima. Nella loro lingua tribale significa Coloro-che-
sono-radicati-nella-polvere. Mi sento pi legata agli abitanti
di Mididima che a chiunque altro. Forse perch tanti di loro
parlano inglese. Fi rise di s stessa. Be', tre di loro, comunque.
Pens alla giovane Kanika, a sua nonna Neema
diritta come un fuso, e al maestro Matani, i cui sorrisi la colmavano
di stupore e fascinazione. Ma tutti i bambini stanno
imparando, e fanno pratica con me. E c' un ragazzo
che chiamano Scar Boy, che non apre mai bocca ma culla i
libri come se potessero salvarlo. Come posso resistere a una
cosa del genere? Infil la mano in un sacchetto di plastica
per staccare un pezzetto di pane fritto dal gusto pungente e
insieme dolce. Era cosparso di terriccio e talmente secco da
richiedere diversi sorsi dalla bottiglia dell'acqua prima di
scivolarle gi per la gola. Mr A., naturalmente, odia Mididima, aggiunse.
Mr A. Non  il tizio che ti considera una colonialista che
sta tentando di omogeneizzare il mondo? Quello che odia
tutto del tuo progetto?
Ma in particolar modo odia Mididima. Dice che  un villaggio
troppo primitivo e troppo distante.  una piccola sacca
isolata e ci vogliono ore per raggiungerlo.
L'aveva stupita che Mr Abasi nutrisse dubbi sul progetto
della biblioteca itinerante, ed era rimasta ancora pi sorpresa
scoprendo che le sue riserve sarebbero bastate per
riempire una piccola enciclopedia. Non si era certo aspettata
obiezioni dal bibliotecario capo di Garissa, quando si era
proposta per l'incarico di consulente. Aveva immaginato
che tutti in Kenya, e in particolare i bibliotecari, avrebbero
trovato elettrizzante l'idea di cammelli che trasportavano libri
nell'isolata regione nordorientale.
Ma, tanto per cominciare, Mr Abasi non sembrava nemmeno
fidarsi fino in fondo dei seminomadi. Aveva studiato
brevemente a Londra e disseminava nel suo eloquio termini
tipicamente britannici come bloke (tizio) e lorry (autocarro),
e sembrava preferire gli europei sia agli africani sia agli
americani. Aveva sostenuto a spada tratta l'applicazione di
una serie di regole che Fi giudicava troppo severe ma di cui
lui aveva ribadito la necessit. Dobbiamo applicare una politica
rigorosa se vogliamo essere cos sventati da portare
dei libri nel bush, amava ripetere. Lei aveva ceduto in cambio
di un briciolo di approvazione da parte sua.
Che cosa fai nel tempo libero? le domand Devi.
Incontro insegnanti, per lo pi, rispose Fi. Un paio di
giorni fa ho parlato con un funzionario governativo locale
per discutere di futuri finanziamenti.
Ma cosa fai per divertirti?
Garissa  molto lontana dagli itinerari turistici, spieg
Fi. Vedo continuamente delle giraffe, per, e l'altro giorno
ho visto degli ippopotami nel fiume Tana. Qualche sera
fa mi hanno invitato ad ascoltare dei suonatori di tamburo.
Sent un urlo all'esterno. Devo andare, Devi.
Hai intenzione di chiamare Chris?
Ora non ho tempo, rispose Fi. Salutamelo tanto.
Salutartelo tanto? Vuoi che gli dica cos?
Sai cosa intendo.
D'accordo, disse Devi in tono strascicato. Stai attenta,
Fi, okay?
Uscendo, Fi vide uno dei cammellieri che parlava con
ampi gesti e in tono concitato mentre il suo compagno annuiva.
Il cammello stizzoso era accovacciato a terra ma stava
scoprendo i denti e lamentandosi con un forte gemito.
Ancora nessun libro caricato? grid Fi.
Mr Abasi si strinse nelle spalle. Il cammelliere definisce la
bestia un ammasso di letame senza cervello, ma credo che il
cammello e io siamo d'accordo: sarebbe pi saggio infilare la
testa nella bocca dei leoni che affrontare questo viaggio.
Fi scoppi a ridere. Su con la vita, Mr A., disse. Siamo
diretti al villaggio di Mididima, non all'inferno.
Non  un villaggio, Miss Sweeney, ma un assembramento
di nomadi che sarebbe meglio lasciare in pace, e si trova
troppo all'interno del territorio degli shifta. Ho tentato di
sottolinearlo pi di una volta.
Troppo comoda, quella menzione degli shifta, pens lei.
I predoni del deserto venivano citati solo quando c'era la
possibilit che dissuadessero uno straniero dal fare qualcosa
che un abitante del posto giudicava inopportuno.
Gli shifta rubano bestiame, non libri, sottoline. Si chin
sulla pila di volumi accatastati sul terreno, ne prese uno
- una biografia di Napoleone - e glielo pos sulla mano destra.
Provi a pensarci, Mr A., disse, tentando di assumere
un tono alla Mary Poppins. Libri, libri ovunque.
L'uomo la fiss con aria scettica, dopo di che pos il volume,
vi sistem sopra il sacchetto del pranzo, si gratt il collo e si guard intorno nella luce color zafferano, come se
stesse cercando di distinguere, sull'orizzonte piatto, quella sgangherata congregazione di anime simile a un miraggio -
l'insediamento di Coloro-che-sono-radicati-nella-polvere - che rappresentava, con suo palese e profondo rammarico, la loro destinazione.
...
.
...
4. LA NONNA.
...
.
...
Neema osserv la nipote alzarsi e vagare tra le ombre della
capanna, il suo corpo era come un lungo filo d'erba che
oscillava a tempo con una brezza privata. Kanika si mise collana
e orecchini. Vado a prenderti il chai, Nyanya, mormor.
E porto fuori le capre prima di andare da Matani.
Puoi muoverti un po' pi lentamente, stamattina.
Neema allung una mano per lisciarle i capelli. Alzandoti
cos presto, con l'aria cos secca, prima di sera sarai
una foglia avvizzita.
Stasera? Sar come un vitello appena nutrito, ribatt
l'altra, con preoccupante gaiezza, mentre usciva.
Neema scosse il capo. Non riusciva ancora a capire come
l'atteggiamento di Kanika avesse potuto cambiare tanto
drasticamente negli ultimi mesi. Amava la nipote come una
ciotola d'acqua alla fine di un mese secco, a prescindere dal
suo temperamento; dopo tutto, la ragazza le aveva salvato la
vita. Ma non poteva negare di provare nostalgia per i tempi
in cui Kanika era stata lunatica come una scrofa selvatica
gravida. C'era stato un certo potere in quella lunaticit. Era
per quella ragazza dalla caparbia volubilit che Neema nutriva
speranze. Era per quella ragazza che aveva inveito contro
il fratello del suo defunto marito, Elim - possa il vento
divorarlo - quando lui, sognando la dote, aveva insistito
perch Kanika si sposasse a tredici anni. Un ibisco su una
pianta rampicante, una vongola nel guscio e mia nipote -
nessuno di loro ha qualcosa a che fare con te! aveva esclamato.
E il suo intrepido atteggiamento le aveva fatto correre un
grosso rischio. Sapeva di occupare una posizione unica a
Mididima. In veste di vedova che aveva badato con successo
alle greggi del defunto marito, spesso poteva partecipare
alle discussioni sull'allevamento e alle decisioni sul reinsediamento.
Per questo, se Elim avesse scelto di opporsi a lei
riguardo al futuro di Kanika, avrebbe potuto contare sul sostegno
della tradizione e dei vicini.
Si sput sui palmi e si lisci i capelli sulla fronte, sospirando.
Si era ripetuta diverse volte che non avrebbe dovuto
provare altro che soddisfazione, scoprendo che Kanika si
adeguava alle aspettative della vita. Ormai cinquantaseienne,
sapeva quanto costasse trascorrere anni e anni sentendosi
soffocare da vincoli di cui gli altri parevano non accorgersi
nemmeno. Il viaggio era immancabilmente pi facile
per l'animale che portava i paraocchi. Quella era stata l'opinione
di sua madre, anche se Neema non era mai riuscita
ad applicarla nella vita di tutti i giorni.
Kanika torn portandole una tazza di chai. Stava canticchiando
a bocca chiusa. Era davvero troppo. Dov'era finito
quello spirito esuberante della nipote dall'indole mordace,
che si era opposta all'idea di essere domata ancor prima di
essere indomita... in nome del deretano di un cammello?
Neema sent qualcosa di doloroso montarle dentro. Non
voleva crescere un'altra fanciulla capace di scendere troppo
facilmente a compromessi. Prese la tazza offertale, e indic
alla nipote di sedersi. Era tempo di un intervento drastico.
Non ti ho mai raccontato del mio kutairi, disse.
Kanika si fece piccina e sorrise. Nyanya, la circoncisione
non sembra l'argomento pi adatto per stamattina.
Te l'ho tenuto nascosto, continu Neema, interrompendola,
ma ora  meglio che tu lo sappia. Era il mio dodicesimo
anno. Avevo gi sentito parlare di quell'usanza, naturalmente,
ma non vi avevo mai pensato in relazione a me
stessa, quando vennero a dirmi che mancavano due giorni
al mio momento.
Sent una vampata di calore al solo pensiero. Intinse le
dita in una ciotolina di latta contenente circa cinque centimetri
d'acqua e si inumid le guance.
Forse pi tardi potremmo...
Voglio che tu lo senta adesso, dichiar lei, risoluta. Ricordo
di avere guardato mia madre, sperando nel suo aiuto.
Ma sai cosa significa avere perso la capacit di immaginare
la vita in modo diverso? Mia madre era cos. Perci scappai.
Cos'altro potevo fare? D'altra parte, ero una bambina.
Arrivai solo fino alla casa di mia zia. Mi ritrascinarono nella
mia capanna, ma non prima che una cugina sussurrasse di
un certo masso che mi avrebbe trasformato in un maschio,
se mi ci sedevo sopra per un'intera notte.
Un masso? Gli occhi di Kanika si illuminarono.
C' magia nella terra, non dubitarne mai. Neema fece
oscillare un dito.
Ma Nyanya, non ha funzionato, sottoline la nipote,
sempre in tono scherzoso.
Neema bevve un sorso di chai tiepido, ricordando come
aveva trovato il masso, vi si era appollaiata sopra e aveva implorato
la luna che stava sorgendo. In realt, disse, quella
notte divenni per met uomo, solo che fu la met sbagliata.
Esteriormente sembravo ancora una ragazza. Si avvicin
rapida a Kanika, toccandole il ginocchio. Il giorno dopo,
mi tennero ferma e mi tagliuzzarono le carni intime
con un coltello a lama larga, prima di coprire con una foglia
la massa straziata.
Kanika guard dentro la sua tazza, attraversata da un brivido.
Dovettero sorreggermi per portarmi a casa, aggiunse
sua nonna. I parenti cominciarono a banchettare con una
capra macellata mentre io giacevo a terra sanguinante, in
preda a un semidelirio. Tre giorni dopo la ferita si riemp
di pus.
La ragazza si pos una mano sullo stomaco. Nyanya.
Mia madre era una brava donna, continu l'altra, ma
non riusciva a capire che non eravamo obbligate a farci
tagliuzzare in quel modo. O forse le mancava il coraggio di rifiutare.
Anche a tua madre mancava il coraggio.
Kanika si alz e raggiunse la porta.
Kanika, lo dico per il tuo bene, afferm Neema, alzandosi
pure lei. Dahira era mia figlia, non dimenticarlo. E sai
che ho rischiato di non sopravvivere, quando l'hanno uccisa.
Era molto pi dolce di me, ti ho gi detto anche questo.
Ma si spos troppo presto e divenne docile troppo presto.
E, cosa ancora pi triste,  morta senza saperne di pi,
concluse indicando la porta.
Io lo conosco. Gi adesso.
Neema accost il bordo della tazza al labbro inferiore e
bevve qualche sorso. Rimasero ferme in silenzio, guardando
fuori dalla capanna. Presto, gli sconosciuti sarebbero
comparsi come puntini lontani per poi gonfiarsi lentamente
fino ad assumere la forma di tre cammelli, tre uomini
scuri dell'Africa e una pallida donna straniera. Il calore che
si levava dalla terra crepata avrebbe reso indistinte le loro
sagome finch non fossero arrivati a Mididima, dove avrebbero
steso alcune stuoie intrecciate su una minuscola chiazza
d'ombra d'albero e scaricato il loro tesoro. A quel punto,
quasi tutti avrebbero accantonato le incombenze della giornata
per radunarsi l. Forse persino il figlio di Abayomi, il
povero Scar Boy, si sarebbe avventurato nuovamente fuori
casa abbastanza a lungo per cingere un libro con le braccia,
anche se nel suo caso era difficile fare previsioni.
Suo cognato Elim pass l davanti, spazzolandosi i denti
con un ramoscello di miswak, l'enorme testa che fluttuava
sopra le spalle ossute. Donne, disse, perch indugiate
sulla porta?
Stiamo pensando, ribatt sfrontatamente Kanika, ai
libri che arrivano oggi.
Libri. Elim sput da un lato della bocca. Matani avrebbe
dovuto restare nella Citt Lontana, anzich cercare di
trascinarla fin qui. Non abbiamo niente a che spartire con
quel mondo. Ci tratter come letame, se glielo permettiamo.
Ci spazzerebbe via, se potesse. Noi non lo vogliamo.
Io s, disse Neema.
Elim la guard ancora pi in cagnesco. Allora sei indicibilmente
fuorviata, asser. Se mio fratello fosse vivo morirebbe
vedendoti sprecare la preziosa luce del giorno per
guardare della carta. Faresti meglio a passare il tempo insegnando
a tua nipote come si costruiscono le case oppure
raccontandole le nostre storie.
Le vecchie storie mi annoiano, Elim, disse lei. Non mi
vanno gi, quindi forza, mettimi pure a morte. E ti prego,
fallo questa settimana, se devo sprecare il resto dei miei
giorni spiegando alle ragazze come impastare rametti e
sterco di cammello.
Subito dopo gli scocc quella che i suoi vicini, come ben
sapeva, definivano la sua occhiata da cadavere, la bocca
una linea piatta come l'orizzonte, gli occhi remoti e vitrei.
Quel trucchetto ormai trito e ritrito, perfezionato in giovane
et, fece infuriare Elim, proprio come aveva fatto infuriare
il marito di Neema e, prima ancora, sua madre. L'ultimo
commento dell'uomo giunse come uno sputo sprezzante
al di sopra della sua spalla.
Linee e curve incise nella carta non significano nulla per
noi, dichiar. Sono peggio che insignificanti. Le ore che
sprechi fissando le pagine sono un peccato abominevole.
S, buona giornata, zio Elim, mormor sommessamente
Kanika mentre l'uomo se ne andava. Allung una mano
verso la tazza vuota di Neema, che per la tenne ben stretta.
Ricordi quando hai imparato a leggere? chiese alla nipote.
Certo.
La prima frase che ti ho insegnato?
Kanika le sorrise come se gi sapesse cosa la aspettava.
Benissimo, allora, che lo risentisse pure. E ancora e ancora,
finch Neema non si fosse convinta di averglielo inculcato
per bene.
La preghiera di un pollo non tocca il falco, recit Kanika.
Il che significa?
Devo essere un falco, immagino, invece di quello stupido
pollo, replic la ragazza, sorridendo.
Neema le pos fugacemente il palmo sulla guancia, poi
la lasci andare. Una vera fortuna che le sue prime lezioni a
Kanika fossero state imperniate su vecchi adagi e sulla Bibbia.
Certo, era successo solo perch lei non conosceva nient'altro,
all'epoca.
Si vergognava ad ammettere che, fino all'arrivo della biblioteca
sui cammelli, aveva creduto che la Bibbia fosse
l'unico libro di storie al mondo. Mai, nemmeno in una vita
intera di lune, avrebbe immaginato che esistessero cos tanti
libri, con solide pelli esterne dai colori vivaci e interni
flessibili cos ricchi di gusto che le piaceva posare le labbra
sulle pagine come per bere. Mr Abasi, il bibliotecario proveniente
dalla Citt Lontana, la inform con il tipico tono da
uomo con la luna storta che esisteva una parola precisa per
descrivere quegli oggetti. Lei l'aveva sicuramente gi sentita,
spieg. Vitabu.
E Neema l'aveva davvero sentita. Vitabu. Credeva per
che indicasse solo le lunghe e pretenziose dichiarazioni che
i capi delle varie trib si lanciavano contro a vicenda, dichiarazioni
meno importanti della sabbia sotto le sue dita
dei piedi. O magari i noiosi trattatelli da eruditi che immaginava
Matani e suo padre leggessero nella Citt Lontana.
Non aveva immaginato che vitabu potesse includere tanta
variet, tanta bellezza; e cos tanti racconti inventati pi reali
della sua stessa vita. E cos tante donne. Donne che svelavano
e confermavano e sfidavano e consolavano allo stesso
tempo. Donne che erano come lei, alcune persino altrettanto
vecchie, bench le loro condizioni di vita fossero incredibilmente
diverse.
Ancora un attimo, lo sapeva, e sarebbe dovuta andare a
coltivare la terra. Si sedette e apr il libro che doveva consegnare
quel giorno in cambio di un altro. La storia di una vedova
che abita vicino a un oceano in America, e scopre che
le rimangono solo pochi mesi di vita.
Nessuno lo sapeva ma, nei mesi precedenti la prima comparsa
dei cammelli carichi di volumi, che spuntarono dal
terreno del deserto come allucinazioni causate dalla sete,
Neema aveva cominciato a sentire che la Vecchia Terra stava
per chiamarla a s. Le sue ossa parvero appesantirsi pi
di quanto giustificasse l'et. La sua memoria divent un filo
logoro e penzolante, spesso distorto. Attimi dell'infanzia
sembravano pi vicini di quelli di una settimana prima.
Una notte sogn di fluttuare sopra Mididima. Era una
giornata di spostamento e la trib radunava le sue cose per
trasferirsi altrove. Gli animali stavano brontolando, le stoviglie
di latta tintinnando, le collane di perline oscillando, e
lei si trovava lass, le braccia puntate verso le persone con
cui aveva trascorso tutta la sua vita adulta. Un gruppetto di
donne, alcune morte, altre ancora vive, procedeva in fila
indiana, salmodiando dal profondo della gola. Le aveva osservate
per un istante, poi era scivolata fino al luogo in riva
al mare dove era nata e aveva trascorso l'infanzia, e dove era
stata sepolta sua madre. Scese in picchiata sul cerchio di
conchiglie con cui aveva contrassegnato la tomba materna
e le trov sorprendentemente al loro posto.
Una donna le si avvicin e, bench apparisse pi pallida
e appesantita, cap che era sua madre. Prima di tutto, stringeva
la stessa Bibbia che la madre le aveva dato poco prima
di morire. Secondo, quando si avvicin sorrise, apr la bocca
e rutt. Fu un rutto inodore, virginale, echeggiante -
identico a quelli che la madre di Neema era sempre stata in
grado di produrre a suo piacimento. Quando lei era molto
piccola, la donna aveva utilizzato quella sua capacit per divertirla.
In seguito le aveva raccontato che i rutti avevano
uno scopo pi ambizioso: volevano dimostrarle che, stringendo
troppo forte una cosa, persino qualcosa che amava,
l'avrebbe stritolata a morte.
In seguito, dopo l'uccisione di Dahira, Neema ramment
le parole materne e temette di avere tentato di stringere la
figlia troppo energicamente, bench con le migliori intenzioni.
Quando era bambina, tuttavia, e non oppressa da simili
ansie, Neema, che ridacchiava sempre sentendo ruttare
la madre, ridacchiava ancora di pi per quel suo tentativo
di giustificare ed esaltare l'atto. Persino in sogno aveva
sghignazzato, ed era stata la sua stessa risata a svegliarla.
Ma la risata si spense rapidamente. Neema cap subito il
significato del sogno e sent qualcosa seccarsi dentro di lei
come una radice strappata dal terreno. Non ancora. Quelle
due parole montarono impetuose da un punto imprecisato
sotto il suo cuore. Era troppo giovane. Non era ancora
pronta a ricongiungersi con la madre e la figlia. Aveva altre
cose da fare, pur non sapendo bene quali. E non poteva ancora lasciare Kanika.
Una supplica non sarebbe servita a nulla. Il giorno in cui
una scimmia  destinata a morire tutti gli alberi diventano scivolosi.
Poi giunsero i cammelli. Kanika le salv la vita per prima,
ma i libri gliela salvarono la seconda volta - poco ma sicuro.
La biblioteca le restituiva un ultimo afflato di giovinezza,
giorni colmi di speranza e possibilit. Quando Neema sprofondava
in una pagina e sentiva le voci altrui, dentro di lei
la musica ricominciava, il ritmo cadenzato e saltellante che
faceva procedere l'intera vita. Non importava se i vicini erano
irrequieti e borbottavano e si lagnavano. Le storie erano la sua linfa vitale - le storie e Kanika.
Mentre chiudeva il libro e si strofinava i piedi callosi su
cui sarebbe rimasta tutto il giorno, pronunci un voto segreto.
Avrebbe curato le piantine e raccolto, trasportato,
cucinato e costruito. Ma poi, nell'imprecisato lasso di tempo
concessole, finch la vita non le veniva sottratta, avrebbe
toccato altre pagine; vi avrebbe incontrato altre ancora di
quelle sorelle sparse per il mondo; le avrebbe ascoltate sussurrare le parole inespresse del suo cuore.
...
.
...
5. L'INSEGNANTE.
...
.
...
Gli uccelli sfrecciavano nel cielo con pi energia del solito,
come stimolati dalla corrente sotterranea di eccitazione
che attraversava Mididima. O forse tensione era un termine
pi adatto. All'interno della casa di Matani, sua moglie si
stava lamentando di nuovo: il solito vecchio argomento,
quello che angustiava anche gli anziani della trib. La biblioteca
sui cammelli.
Persino nel mezzo della sua irritazione, per, non si poteva
negare che fosse una donna magnifica, con seni che puntavano
all'ins, sorridenti, gambe da pantera e occhi accoglienti
come l'acqua nel deserto di Kaisut. A dispetto, o forse
proprio a causa di quella bellezza, talvolta Matani temeva,
seppure fugacemente, che lei non fosse la scelta pi opportuna,
come moglie di un insegnante.
Se solo lui fosse riuscito a desiderare una donna pi scialba
che non si sarebbe sentita cos libera di criticare. O magari
una donna istruita che avrebbe capito. Ma quale donna
di Nairobi sarebbe mai tornata l con lui? Matani non si illudeva
di essere, alla fin fine, cos avvenente o affascinante.
Era fortunato ad avere conquistato il cuore di Jwahir. Lei
aveva ventisette anni, nove meno di lui. Aveva rimandato il
matrimonio molto pi a lungo delle altre fanciulle di
Mididima, ma non certo per mancanza di proposte. Molti coetanei
di Matani sarebbero stati felici di sposarla. Era stato lui
a farla innamorare, e la cosa non cessava di stupirlo.
Questi tuoi libri, stava dicendo Jwahir, sono troppo
stupidi, persino per i bambini. Matani riusc a stento a non
interromperla per sottolineare che non erano davvero suoi.
Kanika me ne ha tradotto uno. Jwahir pronunci le parole
seguenti in un inglese stentato: A cat. On. A hat. Scosse
il capo, poi riprese a usare la sua lingua. Se un libro contenesse
informazioni su come cacciare un leopardo, allora
forse sarebbe utile, bench persino in quel caso sia preferibile
che la conoscenza venga tramandata di padre in figlio.
Ma un libro su una creatura che siede su un copricapo?
In a hat, precis lui senza riflettere, distratto dalla menzione
di padre e figlio, chiedendosi se fosse casuale o deliberata,
magari un modo sottile e tipicamente femminile
per dimostrargli che il pi grande desiderio di Jwahir coincideva
con il suo. Si rese conto troppo tardi di averla corretta,
quindi si chin verso di lei, allung una mano verso la
sua spalla, esit e infine accarezz l'aria soprastante.  solo perch sono un maestro, spieg in tono di scusa.
La bellissima Jwahir gli rivolse un'occhiata truce. Le scuse
non erano mai bastate a lenire la sua collera. E sul tema della
biblioteca sui cammelli lei sfoggiava pi spine dell'acacia.
On o in non fa differenza. In ogni caso  una storia che
arriva dallo spazio tra i denti, afferm. Ma quelle vere sono
ancora peggio. Ho visto un libro con immagini di ci
che loro chiamano cibo. Cibo? Come possono definirlo tale?
Siamo noi, Matani, che dovremmo insegnargli cosa  importante,
non viceversa. Persino i colori erano inimmaginabili.
E gli elenchi di modi in cui prepararli... pfff! Serr le
labbra carnose, quasi le stesse preparando per un bacio,
bench i suoi occhi irritati e spalancati palesassero che non
stava pensando all'amore.
Recipes, disse Matani, usando l'inglese visto che la sua
trib non aveva un termine per indicare le ricette.
Jwahir lo ignor. Quanti cibi vengono sprecati per prepararne
uno solo? chiese, e aspett un attimo per vedere
se il marito sarebbe stato cos sciocco da tentare di rispondere.
Dieci, a volte quindici. Quanto tempo si dedica a un
simile progetto? Un'intera mattinata? Di pi? Gir verso il
cielo i palmi delle mani, le dita allargate. A cosa serve un
libro del genere quando il granturco mescolato al sangue di
cammello e cotto su un fuoco all'aperto  per noi un'autentica
leccornia?
La malinconia aveva leggermente addolcito il suo tono
indignato, e Matani si infil in quel varco. Forse i doni dei
libri si trovano in ci che ci permettono di immaginare,
sugger.
Poi si chiese se raccontarle tutto quello che pensava sull'unico
altro argomento, a parte lei, capace di suscitare la
sua passione. Come la biblioteca sui cammelli offrisse l'unica
chance di sopravvivenza a quel raggruppamento di seminomadi
con solo un tenue appiglio nel futuro. Come i bambini
dovessero fare amicizia con le parole scritte se volevano
avere dei nipoti benestanti. Come, prima dell'arrivo dei libri,
non si fosse mai sentito un vero insegnante. Ma ora sapeva
di poterlo fare, poteva contribuire a creare una generazione
in cui, invece di un unico uomo che andava a studiare
a Nairobi - come avevano fatto prima suo padre e poi
lui - ce ne sarebbero stati dieci o venti, che in seguito sarebbero
tornati ad aiutare la loro gente. Non sperava di essere
ricordato come un padre della sua trib, nulla di tanto solenne.
Voleva che si pensasse a lui semplicemente come all'uomo
che aveva contribuito a plasmare il futuro e incoraggiato
i sogni della sua gente. E per questo la biblioteca itinerante
era essenziale.
Ma Jwahir aveva ripreso a parlare e non avrebbe ammesso
interruzioni. Inoltre avrebbe giudicato le spiegazioni del
marito elevate come le nubi, finendo soltanto per arrabbiarsi
ancora di pi. Matani prefer darle qualche colpetto
affettuoso sulla mano. Lei si strinse nelle spalle per sottrarsi
a quel contatto.
Vengono qui considerandoci mabardhuli, visto che non
sappiamo leggere quegli stupidi libri, afferm.
Non  vero, non ci credono imbecilli, la contraddisse
lui, pur sentendo una fitta al petto quando si rese conto
che forse Jwahir aveva ragione.
Di te non lo pensano. Tu sai leggere. Non si preoccupano
d'altro, aggiunse la donna, per poi lanciarsi nella
discussione di un altro libro. Apparentemente, nonostante il
suo disprezzo, aveva dato un'occhiata alla maggior parte
dei volumi presenti a Mididima. E, come l'intera trib, era
convinta che l'arrivo della biblioteca fosse opera di Matani.
Nemmeno lui sapeva il motivo per cui fosse stata scelta proprio
Mididima n l'aveva mai chiesto, giudicando presuntuosa
la domanda. Ma in realt sospettava che i funzionari
della biblioteca di Garissa avessero scoperto, chiss come,
che c'era un uomo che viveva in quella minuscola manciata
di capanne e parlava inglese e aveva studiato per diventare
insegnante grazie alle entrature del padre, e rispettando i
desideri di quest'ultimo. La cosa lo rendeva responsabile
delle visite della biblioteca itinerante o, dal punto di vista di
Jwahir, colpevole.
Tent di prestare attenzione mentre lei continuava a parlare
ma si ritrov a osservarne oziosamente la nuca, la lucentezza
dei capelli, gli occhi resi cos vivi dalla passione. Si era
sposato tardi, in base agli standard di Mididima, e la sua pi
grande speranza era che Jwahir restasse presto incinta, e di
un maschietto. Il suo pi profondo timore era che, per qualche
motivo, ci non fosse possibile.
C'era stato un presagio. Un uccello era precipitato dal
cielo mentre lui passeggiava nel brusio del tardo pomeriggio,
due settimane prima. Un mangiazanzare dal petto nero.
Vortic nell'aria prima di piombare al suolo, il corpo disteso,
due passi dinanzi a Matani. Pur non recando segni di
violenza, era innegabilmente morto, le ali allargate come
per obiettare, l'anello purpureo intorno al collo reclinato
all'indietro in un'ultima protesta. Un segno, chiaramente,
ma di cosa? Matani temeva che fosse collegato alle immagini
che gli stavano danzando nella mente un attimo prima
che il volatile precipitasse: lui che camminava nel bush in
una sera futura, il devoto figlioletto al suo fianco, Jwahir
che aspettava a Mididima con la loro cena gi pronta. Non
aveva menzionato il mangiazanzare alla moglie. Si vergognava
delle proprie superstizioni, cos inappropriate per un
uomo istruito.
Scacci dalla mente l'immagine dell'uccello. La voce di
Jwahir continuava a perforare l'aria. Abbass il mento, assumendo
quello che sperava potesse sembrarle un tipico atteggiamento
d'ascolto, e si concesse un attimo, come faceva
ogni volta che doveva arrivare la biblioteca, per recitare una
tacita preghiera: Fa' che oggi tutti restituiscano i loro libri,
fa' che tutti i libri siano integri. Mr Abasi era palesemente
un uomo implacabile. In occasione di ogni visita, subito prima
di andarsene, batteva le mani e annunciava con una voce
piena di lettere maiuscole: Vi prego di tenere presente che,
in base alle regole, qualsiasi insediamento che smarrisca o
rovini un libro non verr pi visitato dalla biblioteca sui
cammelli. Purtroppo, il suo tono ricordava la carne rancida,
quindi Matani temeva che nessuno, a parte lui, ascoltasse
il monito del bibliotecario. Anche in quel caso sapeva che
l'avvertimento era comunque rivolto a lui.
Avrebbe voluto rammentare a Mr Abasi che nel bush esistevano
innumerevoli minacce per i beni di un uomo, senza
parlare della sua vita. Incuria, animali selvaggi, condizioni
meteorologiche avverse - uno solo di questi fattori sarebbe
bastato a spiegare il deterioramento di un libro, ma tutti e
tre insieme lo trasformavano in una certezza. Era troppo
gravosa, quella responsabilit. Era questo che Matani voleva
dire, che voleva dire da mesi.
Ogni volta che apriva la bocca per rivolgere quel breve
discorsetto a Mr Abasi notava la straniera, Miss Sweeney,
che gli sorrideva con l'innocente sicurezza della cerva che
non ha ancora visto la lancia. Per qualche strano motivo,
quel sorriso spazzava via la sua capacit di obiettare. Lasciava
che l'altro terminasse di parlare, poi rispondeva con un
vago cenno d'assenso. Si interrogava su quel suo annuire,
su quale tipo di contratto suggerisse tra lui e Mr Abasi. La
gioia che aleggiava in lui ogni giorno della biblioteca era
mescolata alla trepidazione, quel mattino ulteriormente accentuata
dal povero mangiazanzare morto e dalla delusione
provata dalla moglie nel vedergli amare oggetti inconsistenti e inaccurati come i libri.
Bambini, uccelli, libri. Cominciavano tutti a intrecciarglisi
nella mente. Si sfreg la fronte come per mettere ordine
nei suoi pensieri. Fa' solo che tutti restituiscano ci che
hanno preso in prestito, salmodi silenziosamente al pavimento
di terra battuta, il capo ancora chino. Per ora non chiedo altro.
...
.
...
6. LA MOGLIE DELL'INSEGNANTE.
...
.
...
Quale paradosso era annidato nella sua argomentazione
nitida, cristallina. Jwahir lo percepiva persino mentre perorava
la sua causa, persino mentre il marito, Matani, l'ascoltava
attentamente, a capo chino. Era sicurissima che la donna
bianca e il bibliotecario di Garissa fossero pericolosi invasori.
I libri che portavano, colmi di falsi valori e seduzioni
illusorie, minacciavano la stabilit e l'armonia del gruppetto
di famiglie di Mididima. Se i giovani avessero assimilato
una concezione straniera della vita, che cosa ne sarebbe stato
della gente di Jwahir? Conosceva gi la risposta: sarebbero
stati spazzati via - storia e tradizione sradicate dall'anima
di ogni bambino, come se Matani avesse accolto a braccia
aperte degli assassini. E lei era la moglie di quel folle incauto.
Aveva il dovere di parlare.
Ma cosa avrebbe fatto se Matani si fosse piegato ai suoi
desideri? Se avesse sollevato la testa e accettato di difendere
Mididima, di scacciare i forestieri?
Cosa avrebbe fatto se le visite dei cammelli fossero cessate?
Guardandolo soppesare cos scrupolosamente le sue asserzioni,
cap che la resa finale del marito alla sua richiesta
non era solamente possibile ma inevitabile. Matani credeva
nei libri, su questo non c'erano dubbi, ma si sarebbe lasciato
convincere da Jwahir e alla fine ne avrebbe assecondato i
desideri. Per amore, ecco come avrebbe spiegato la cosa,
con negli occhi un'aria preoccupante di inerme devozione.
A quel punto cosa sarebbe successo? Cosa ne sarebbe stato
della spasmodica attesa, da parte di Jwahir, di quel giorno
che giungeva due volte al mese? Cosa ne sarebbe stato della
piacevole stretta al cuore, del formicolio tra le cosce?
Quello era il giorno in cui avrebbe visto Abayomi, il tamburaio.
A tu per tu. Lo vedeva ogni giorno, naturalmente. E
non sarebbero stati soli. Eppure era quella l'impressione
che aveva: loro due insieme, il resto di Mididima in lontananza,
distratto dai libri.
E l, nello spazio sempre pi esiguo tra lei e Abayomi, era
insediata l'incongruenza tra le convinzioni sentite nel profondo
del cuore e il cuore stesso.
E se la biblioteca non fosse mai arrivata? Lei e Abayomi
avrebbero continuato a incrociarsi semplicemente per il resto
della vita? E se le sue visite fossero cessate, come avrebbero
potuto continuare le loro conversazioni? Lei non poteva
rinunciare a quel legame, cos diverso da qualsiasi altro
avesse mai conosciuto, che scendeva in picchiata e si librava
alto permettendole di avanzare lungo la nuda intelaiatura
degli altri giorni, quelli senza biblioteca. Ne aveva bisogno
cos come una zanzara ha bisogno di sangue.
Il loro incontro - il loro vero incontro, dal suo punto di vista
- era avvenuto durante la prima visita della biblioteca.
Pochi attimi prima si era allontanata barcollando dallo spettacolo
di Matani che presiedeva un regno di carta, un regno
cos palesemente illusorio da darle la nausea. I libri, prima
irrilevanti per la loro vita o quella degli antenati, erano sistemati
su una stuoia come ospiti di riguardo invece che serpenti
pronti a colpire. I vicini di Jwahir, quasi tutti analfabeti
come lei, si assiepavano l intorno carponi, come animali.
Quanto a Matani, sfavillava come un cacciatore che abbia
appena ucciso la preda - solo che non era affatto un cacciatore;
in lui non c'era traccia di quell'istinto, di quell'acciaio
interiore. Lei era rimasta cos delusa dall'uomo che chiamava
marito, che si allontan di corsa dai cammelli e dai libri
e da Matani, a capo chino, cieca nella sua angoscia, ignara
di dove si posavano i piedi. Non aspettandosi di incontrare
anima viva. Chiunque altro, in fondo, si trovava con Matani
e i cammelli e i libri.
E l, tra le capanne, si era scontrata con Abayomi. Letteralmente
scontrata. Una sagoma che attut la sua caduta e
la riport delicatamente sulla terra.
Tenne la testa china, imbarazzata. Confusa dalla solidit
dell'uomo, dal suo aroma grezzo, dalla propria volubilit. Si
scost, aspettando che lui proseguisse, ma Abayomi non lo fece.
Le mani che la presero per le spalle, le stesse che forgiavano
i tamburi da cui sgorgava la musica che lei amava, erano
tiepide e salde. All'inizio Jwahir non riusc a sollevare lo sguardo.
Lui aspett che alzasse finalmente gli occhi fino ai suoi. La
tenerezza che Jwahir vi vide rischi di travolgerla. Ebbe l'impressione
di fluttuare nell'aria. Avrebbe voluto toccargli il viso
per riacquistare l'equilibrio e per poco non lo fece.
Stai bene, Jwahir?
Lei riprese fiato, si prepar a rispondere affermativamente,
a scostarsi, ad andare per la sua strada. Ma quando apr
bocca, ne uscirono parole diverse.
I libri... disse. Matani!
All'inizio incespic nelle parole, ma lui l'ascoltava pi attentamente
di quanto chiunque avesse mai fatto, agevolando
il flusso del suo discorso e rendendolo ben presto pi rapido.
Mentre gli altri abitanti di Mididima si assiepavano
accanto ai cammelli e si davano da fare con caduchi pezzi di
carta, lei parl del suo timore che le nuove idee distruggessero
l'antica saggezza. Si accalor sempre pi. Se non stavano
attenti, dichiar, ci che era essenziale sarebbe stato
rimpiazzato da ci che non lo era. Alla fine spost la conversazione
da Mididima a s stessa. Le storie dei libri di suo
marito, gli spieg, apparivano insignificanti, mentre la musica
dei tamburi di Abayomi sembrava sacra.
Lui sorrise. Non rispose. Non servivano risposte.
Poi parlarono d'altro. L'uomo raccont di essere rimasto
seduto accanto alla moglie morente e di quanto si crucciasse
per il figlio Taban, quello che chiamavano Scar Boy - un
soprannome che Jwahir non avrebbe mai pi ripetuto ad alta
voce, ora che capiva. Lei parl del desiderio che provava
mentre sedeva all'esterno del kilinge, lo spazio sacro, ascoltando
i tamburi che si univano ai canti notturni.
La nudit delle parole che pronunciava stup persino lei.
La conversazione si era protratta lungo otto incontri, due
volte al mese, durante le visite della biblioteca sui cammelli.
Quell'altalenante colloquio prese a vivere di vita propria, e
Jwahir lo guardava con soggezione e gratitudine. Schernivano
ed elogiavano con lo stesso respiro. Sprofondavano l'uno
negli occhi dell'altra, poi distoglievano bruscamente lo
sguardo. La loro conversazione segreta era viva e tangibile,
come un bambino che avessero generato insieme e di cui
condividessero la cura.
Un bambino che avvizziva e quasi moriva ogni volta che i
cammelli se ne andavano. Jwahir e Abayomi non potevano
parlare con una simile intimit, laddove altri potevano
ascoltarli. E senza la biblioteca non restavano mai da soli.
Jwahir lo osservava, per. Osservava - con scaltrezza,
mentre scaldava il latte di cammella su un fuoco oppure
spazzava una macchia di terriccio - quando Abayomi restava
seduto davanti alla sua capanna a costruire tamburi. Lavorava
per giorni e giorni sullo stesso strumento, e ognuno
di essi era diverso, come un uomo da un altro. I muscoli
delle braccia si muovevano con armonia sotto la superficie
della pelle mentre faceva macerare il legno e piegava i vari
pezzi per costruire i telai, o puliva le pelli. Lei lo osservava
mentre donava vita ai tamburi, tendendo le pelli sui telai,
fornendo loro sia un corpo sia un battito cardiaco.
Donava la vita. Ecco cosa faceva, come la pioggia stessa. E
per Jwahir aspettare la visita seguente della biblioteca sui
cammelli era come trattenere il fiato fino a sentirsi scoppiare i polmoni.
Era possibile riuscirci solo grazie ai minuscoli talismani
che si regalavano a vicenda non appena restavano di nuovo
soli: parole che accennavano alla frequenza con cui ognuno
dei due aveva pensato all'altro nei giorni trascorsi dall'ultimo
incontro e a cosa provavano adesso che erano insieme.
Parole caute, controllate, ma che lei ripeteva mentalmente
centinaia di volte finch non ne giungevano di nuove a sostituirle.
Una sera, la settimana scorsa, avrei tanto voluto poterti
parlare di... cominciava a dire. L'avvenimento in questione
era irrilevante, la menzione del desiderio incaricata di
esprimere tutte le sue brame.
Quella stessa sera sono andato a dormire inquieto e mi
sono svegliato in piena notte. Evidentemente intuivo che
volevi dirmi qualcosa, ribatteva l'uomo, e lei sentiva rafforzarsi
il legame tra di loro.
Di recente avevano cominciato a parlare del matrimonio
di Jwahir, ma con un linguaggio cifrato, visto che quello era
il terreno pi infido di tutti. Lei aveva accennato alla propria
frustrazione, lui aveva annuito con l'aria di capire. Avevano
smesso gradualmente di parlare. Non si toccavano, ma
Jwahir riusciva ancora a sentire la pressione delle dita di
Abayomi sulle spalle.
Da quanto conosceva quell'uomo, Abayomi? Da tutta la
vita. Da ancora prima di conoscere Matani, rimasto per
molti anni nella Citt Lontana. Abayomi era gi un uomo
quando lei era nata, e si erano visti quasi ogni giorno, nel
corso della vita di Jwahir. Visti senza vedersi.
Adesso le sembrava che tra loro ci fosse sempre stato un
sentimento, qualcosa di ampio e solido che lei non aveva
semplicemente notato fino a quando la biblioteca itinerante
attravers faticosamente il bush per arrivare sotto la grande
acacia di Mididima. I libri? Erano destinati agli sciocchi
o ai fuorviati del villaggio. Ma la biblioteca portava con s
un dono: un dono noto unicamente a lei e ad Abayomi.
Eccola l, dunque, intrappolata in una contraddizione da
lei stessa creata. Giocherellando nervosamente con le perline
che le ciondolavano tra i seni, si interruppe a met discorso,
si alz e si allontan dal marito quietamente sconcertato.
All'improvviso si sentiva stremata dal dover censurare
severamente la biblioteca ad alta voce, mentre, con altrettanto fervore, dentro di s la benediva.
...
.
...
7. IL BIBLIOTECARIO.
...
.
...
Siti, la cammella di testa che portava il carico, parve rendersi
conto sin dall'inizio di essere l'ago della bilancia. Prima
di tutto ritard la partenza con capricciosi spostamenti
di peso che vanificavano gli sforzi degli uomini di fissarle
addosso i libri. Mentre si mettevano in cammino, Mr Abasi
ebbe l'impressione di notare un'aria di trionfo nei suoi occhi,
anche se si disse subito che l'aveva semplicemente immaginata.
Poi, novanta minuti pi tardi, Siti si volt a guardarlo,
batt le lunghe ciglia, emise un sonoro sospiro e si lasci
cadere pesantemente sul terreno del deserto, simile al
suolo lunare, mettendo in mostra i denti ingialliti che spuntavano
dalla mascella inferiore.
In quel momento lui comprese quello che nessun altro
poteva capire: Siti era posseduta dallo spirito della sua defunta
madre. Quando la scrut con attenzione le vide addirittura
nello sguardo caparbio l'espressione tipica della madre.
Caratterizzata da un abbigliamento aggressivamente
variopinto, la donna era stata famosa per lo stridulo rifiuto
di lasciarsi incatenare ai noiosi lavori domestici oltre che
per le chiassose lamentele dovute al fatto che il marito, responsabile
della felicit di tre mogli, non andava a trovarla
con la frequenza stabilita dal contratto. Quanto a dimensioni,
naturalmente, era il triplo del consorte. Pi di una volta
i suoi abbracci avevano rischiato di soffocare il suo esile,
unico figlio. Sono una donna da abbracciare in modo totale,
spiegava a chiunque fosse disposto ad ascoltarla. Le
mie distese devono essere attraversate come la terra stessa.
Una perenne fonte di imbarazzo, ecco cos'era. Ma
spaventosamente potente. Lui non era mai riuscito ad accettare
fino in fondo che una semplice zanzara ne avesse causato
la morte. Sua madre era troppo solida per potere essere
minacciata da una mbu, persino se portatrice della febbre
onyong-nyong, e non fu quindi una grande sorpresa scoprire
che si era reincarnata nella cammella.
Era inquietante, tuttavia, pensare che non sarebbe mai
riuscito a liberarsi di lei, a lasciarsela alle spalle.
Poi Mr Abasi si rese conto che aveva una chance di tenere
finalmente il coltello dalla parte del manico, cos si inginocchi
per mormorare qualcosa nell'orecchio della cammella.
Ascoltami, mamma. Continua a rendere difficoltoso
questo viaggio e mi sbarazzer di te, ti lascer a quella trib
primitiva, nel bel mezzo del nulla, te lo giuro. Ti taglieranno
la gola per cavarti il sangue per il loro pasto, dopo di che
richiuderanno la ferita con un po' del tuo letame misto a
peli. Un mese pi tardi ti taglieranno di nuovo per estrarre
altro sangue. Sono cos affamati. Si interruppe per un
istante affinch le sue parole venissero assimilate, poi concluse:
Quindi alzati subito oppure muori una seconda volta
a Mididima, mamma. Deciditi. In fretta.
Furono quelle parole, lo sapeva, e non le staffilate del
cammelliere a indurre Siti ad alzarsi e a rimettersi in testa
alla fila, seguita dal cammello che portava Mr Abasi, da
quello con in sella Miss Sweeney e dal quarto, carico di
provviste. Avevano accumulato un enorme ritardo. Con un
ritmo tanto flemmatico e cos tante distrazioni, erano fortunati
a non avere incontrato degli shifta. I banditi, con i fianchi
cinti da fili di lucenti pallottole d'oro, avrebbero sicuramente
ucciso quella volitiva donna bianca americana. E a
quel punto quale sarebbe stato il destino di Mr Abasi?
Sin dall'adolescenza, nei suoi sogni il lavoro ideale era
quello che avrebbe potuto svolgere all'ombra e che richiedeva
la minor quantit possibile di esercizio fisico e ancor
meno interazione umana. Quale felicit quando la bibliotecaria
straniera, Miss Fetegrin, era arrivata da Londra per
cercare uno studente meritevole di una borsa di studio, e
lui era stato scelto scoprendo cos che esisteva davvero un
impiego capace di soddisfare le sue esigenze. Era necessario
sistemare i libri sugli scaffali, certo, ma le chiarissime regole
che vietavano di parlare in biblioteca compensavano ampiamente
quel lieve esercizio di sollevamento.
Adesso, tuttavia, avevano cambiato le sue mansioni. Lo
avevano costretto a viaggiare sotto quel sole implacabile
quattro volte la settimana per estenuanti escursioni su un
terreno completamente brullo, se si eccettuava un occasionale
cespuglio spinoso o un'acacia. E perch? Perch alcuni
stranieri dall'animo zelante avevano deciso che tutti i
bambini dovevano essere istruiti. Istruiti. Il malinteso insito
nel termine lo induceva a digrignare i denti. Quegli stranieri
non riuscivano a capire che l'alfabetizzazione non rappresentava
l'unica strada verso l'istruzione. Negli insediamenti
tribali esisteva una tradizione orale, favorita dallo sviluppo
di potenti ricordi, sorretta da una rete di rituali che i
libri non avrebbero certo rafforzato.
Inoltre, quelle persone semplici erano in pace con s
stesse. Non era una sorta di saggezza, quella? Un po' di
pioggia, una ciotola di granturco, ed erano felici. Non desideravano
oggetti al di fuori della loro portata. Quel progetto
di biblioteca, gestito dal Servizio bibliotecario nazionale
del Kenya, con Miss Sweeney che fungeva da consulente in
visita, alimentava l'invidia per un tipo di vita che era impossibile
ottenere. Tra i libri donati se ne potevano trovare
alcuni adeguati, certo, ma cosa poteva farsene una polverosa
popolazione del deserto della biografia di una star del cinema?
Di un manuale fai-da-te per architetti di giardini? Di
un libro illustrato per bambini che parlava di castelli medievali?
La loro inclusione evidenziava il ventre molle di ignoranza,
e persino arroganza, degli idealisti occidentali.
Esistevano anche altri problemi. Il complicato concetto
di prendere in prestito qualcosa che andava restituito due
settimane pi tardi nelle stesse condizioni, per esempio.
Nessuno avrebbe potuto convincerlo che quella politica fosse
stata spiegata a sufficienza a quei guerrieri tribali e alle
loro mogli e figli. E la richiesta che la biblioteca-su-cammelli fosse disponibile solo per villaggi permanenti, non di nomadi.
Cosa significava quel concetto, l nel bush? Permanente
finch il pozzo stagionale non si prosciugava. Permanente
finch i banditi non diventavano minacciosi. Permanente
finch la permanenza non veniva percepita come
una noiosa incombenza invece che una scelta, finch la libert
di una nuova sede non risultava irresistibilmente pi
allettante per gli uomini del clan.
Aveva esposto quelle argomentazioni diverse volte in occasione
di diversi meeting con benefattori americani e inglesi,
mentre loro procedevano a tutta birra, escogitando il
modo di trasportare una biblioteca su un terreno accidentato
e privo di infrastrutture moderne, procurandosi finanziamenti
stranieri, raccogliendo libri. Aveva concluso che
sollevare simili obiezioni fosse una sua responsabilit e si
era espresso in modo mirabilmente eloquente, almeno dal
suo punto di vista, pur avendo tentato di non apparire troppo
orgoglioso. Poi giunse il pomeriggio in cui il suo capo di
Nairobi, Mr Munyes, gli sussurr all'orecchio: Nessuno
vuole sentire dalle labbra di un bibliotecario un'argomentazione
contro la lettura. Nonostante la pacatezza del suo
tono, Abasi cap che il tentativo di convincere quelle persone
a rinunciare allo stupido progetto, a utilizzare il denaro
per qualcosa di pi concreto nell'ambito del sistema bibliotecario,
aveva le stesse probabilit di successo del proposito
di insegnare il bel canto a un elefante. Persistere in quegli
sforzi rischiava addirittura di costargli il posto di lavoro.
Non ignorava certo il problema di percezione citato dal
suo principale. Sapeva che a prima vista il suo atteggiamento
poteva apparire burbero, i suoi commenti stizzosi. Mr
Munyes l'aveva definita incantevolmente casual, espressione
che secondo Abasi si riferiva alla sua abitudine di presentarsi
alle riunioni con una borsa viola e di spazzolarsi raramente
i capelli crespi. Non somigliava affatto alle bibliotecarie
che lui aveva conosciuto a Londra. Era di gran lunga
pi schietta e caparbia, ed esibiva un bizzarro miscuglio di
disinvoltura e solerzia.
Gli aveva raccontato che sognava di organizzare qualcosa,
che sar pi grande di lei o me e continuer a crescere
anche dopo che me ne sar andata. Con andata non intendeva
morta, naturalmente, ma lontana dal pessimo cibo locale,
dagli alloggi scomodi, dalla mancanza di privacy. Tornata
alle sue piscine, agli abiti scollati e agli sconcertanti caroselli
di relazioni sentimentali. Immaginava che le motivazioni
di Miss Sweeney nel lasciarsi temporaneamente alle
spalle tutto ci fossero lodevoli, bench talvolta apparissero semplicemente invadenti.
Ma avrebbe smesso di preoccuparsene, decise mentre raggiungevano
Mididima dopo un viaggio protrattosi per pi di
tre ore. Aveva insistito per applicare determinate regole, e
almeno su quello loro avevano ceduto. E aveva fatto mettere
a verbale cosa pensava dell'intero progetto. Di certo non
avrebbero dato la colpa a lui quando la biblioteca mobile
non motorizzata, o la biblioteca sui cammelli, come la chiamavano
loro, avesse inevitabilmente cominciato ad avvizzire sotto il sole di mezzogiorno.
...
.
...
8. L'AMERICANA.
...
.
...
Era quasi mezzogiorno quando i cammelli si fermarono
sotto l'acacia di Mididima, l'albero pi alto nel raggio di
due chilometri, bellissima ma severa come una donna elegante
divenuta troppo magra. Ogni volta che percorrevano
quel tragitto solitario - era ormai la loro nona visita - Fi restava
colpita dal momento dell'impatto, quando la quiete
del viaggio entrava in collisione con lo scompiglio di Mididima.
Poich Mr Abasi declinava immancabilmente i suoi
tentativi di fare conversazione durante il cammino, gli unici
suoni che lei aveva sentito nelle ultime ore erano l'umido
ronzio prodotto dal respiro dei cammelli, e un occasionale
uccello che si lamentava del caldo oppure festeggiava uno
spicchio d'ombra. Fi aveva immaginato di essere un nomade
antico, solitario, scagliato all'indietro nel tempo, che stava
viaggiando in una bolla di polvere.
Bastava paragonare tutto questo con il movimento e la
musica che si propagavano nell'aria come un'onda non appena
i viaggiatori avvistavano l'acacia che si stagliava in lontananza
e, un attimo dopo, il villaggio stesso. Capanne coniche
con il tetto di paglia spuntavano come un gruppetto di
funghi su un tavolato di verde, e c'era un bacino idrico di
riserva, naturale e poco profondo, un autentico dono per
gli occhi dopo le tinte desertiche di sangue secco e frumento.
Recipienti di plastica color limone che, come lei ben sapeva,
contenevano acqua extra erano allineati sotto una tettoia
di rami intrecciati. Gli abitanti di Coloro-che-sono-radicati-nella-polvere
si stavano gi radunando, attirati verso
l'acacia come da un burattinaio invisibile e seguiti dai
rispettivi animali - capre e cammelli, apparentemente pi
numerosi degli esseri umani. E anche bovini, bench la
maggior parte delle mucche venisse allevata nelle terre pi in alto.
Nei primissimi minuti dopo l'arrivo a Mididima, Fi non
riusciva nemmeno a scendere dal cammello. L'increspatura
di eccitazione lasciava il posto a un'onda di piena che li circondava
e li trascinava, con un moto spiraleggiante, fino al
suo centro. Lei immaginava che fosse la stessa sensazione
che provava un atleta issato sulle spalle dei compagni di
squadra subito dopo avere vinto una gara. L'euforia, l'eccitazione,
la certezza di rimanere giovani e forti in eterno.
Jambo, diceva, salutandoli l'uno dopo l'altro mentre gli
uomini montavano la tenda a tre pareti, stendevano stuoie
intrecciate e vi deponevano sopra i libri. Come stai, come
stai? gridavano in tono cantilenante i bambini di quattro e
cinque anni, correndo a prenderle la mano. Il dialetto locale
era un linguaggio misterioso di cui Fi non aveva mai sentito
parlare, ma loro si esercitavano con l'inglese e lei con lo
swahili, che quasi tutti conoscevano.
Erano tutti cos magri, e Fi lo notava ancora, senza per
restarne atterrita come all'inizio. Un tempo temeva che la
loro vitalit fosse filiforme come i loro corpi, ma non aveva
pi quella sensazione, forse perch sembravano tutti cos
pieni di energia e perch, almeno l a Mididima, non mostravano
mai di avere sete o fame, e ridevano quasi sempre.
Kanika, la ragazza, fu tra i primi ad avvicinarsi fendendo
la calca. Portava i capelli divisi in treccine aderenti al cuoio
capelluto e tre collane al collo. A breve distanza, dietro di
lei, era ferma sua nonna Neema, che sfoggiava una stola
arancione brillante, un abito celeste e orecchini di perline,
grandi come il pugno di un pugile. Fi non vide subito il
giovanotto pieno di cicatrici che parlava con gli occhi e le
lunghe dita. Certo, lui non figurava mai tra la ressa iniziale.
Mr Abasi scaric la cammella guida, che parve guardarlo
in cagnesco da sotto le folte ciglia. L'insegnante, Matani, lo aiut.
Matani! Jambo, disse Fi sfiorandogli la punta delle dita
con le sue. Era diventata la loro forma di saluto sin dal primo
incontro, quando lei aveva teso la mano per stringere la
sua ma l'aveva mancata, toccandogli invece i polpastrelli
mentre l'uomo si allungava per sollevare una cassa di libri.
Evidentemente Matani aveva considerato quel gesto come
una bizzarra usanza tipica della regione americana da cui
lei proveniva, perch la volta seguente le aveva sfiorato le
dita per primo. L'ampiezza delle narici e la carnosit delle
labbra gli conferivano un volto deciso e autoritario. Gli occhi,
per contrasto, ricordavano la cioccolata calda. Quando
lui si avvicinava, Fi captava un odore gradevolmente speziato,
qualcosa di simile a pepe mischiato a cannella. Quel
giorno l'uomo portava pantaloni scuri, una camicia leggera
e un braccialetto di metallo al polso sinistro.
Come sta? chiese lei.
Abbiamo fatto buon uso dei libri, Miss Sweeney, ribatt Matani.
Mi chiami Fi, lo sollecit la donna, come sempre. Ho
portato un altro fascio di riviste e altre biro e matite. Oltre a
sei libri per lei. Come procede l'apprendimento dei suoi allievi?
Lui allung una mano e prese per il braccio un bambino
a cui disse rapidamente qualcosa, prima di girarsi di nuovo
a guardarla. Lasci che Nadif glielo illustri, disse.
Nadif, che dimostrava otto anni ma probabilmente ne
aveva dodici, allung una mano su cui aveva scritto alcuni
numeri con l'inchiostro. Cominci a parlare e Matani tradusse.
Otto mucche, disse. Due muoiono per la siccit.
Poi, in primavera, arrivano quattro giovenche. L'anno seguente,
met delle mucche rimaste diventano madri, quindi
a quel punto ricominci con quindici mucche.
E, si spera, parecchio latte, aggiunse Fi.
Questo grazie al sussidiario di matematica, afferm Matani.
S, grazie troppe, disse Nadif.
Grazie tante, lo corresse l'insegnante. Troppo indica
un eccesso, Nadif. E gli rivolse un ruggito scherzoso, suscitando
la risata sia di Fi sia del piccolo alunno.
Come va con la lettura? domand lei.
Il suo inglese fa progressi. L'ultima volta ha preso un libro
sulla Costa d'Avorio, spieg Matani indicando le braccia
del bambino, che stringevano il volume.
Riesci a leggerlo? chiese Fi, piegandosi verso il piccolo.
Dopo una pausa, Matani tradusse.
Molte grandi parole, rispose Nadif.
Ma abbiamo apprezzato le fotografie, si affrett a precisare
l'insegnante. E stiamo imparando le parole.
Fi scosse il capo. I testi erano stati regalati, per lo pi, e
non sempre si rivelavano appropriati. Ci servono libri pi
semplici, vero, Matani? E ce ne servono di pi in swahili, invece che in inglese.
L'uomo sorrise. I ragazzi non prenderanno comunque
quelli facili, puntualizz. E voglio che imparino l'inglese.
Miss Sweeney, chiam Mr Abasi, siamo quasi pronti.
La stuoia intrecciata era stata stesa sotto l'acacia e i libri disposti
in file ordinate. Tutto impettito, le tese la cartelletta
portablocco perch potesse segnarvi i titoli dei volumi restituiti
e di quelli appena presi in prestito. Un bambino port
un grosso secchio rovesciato e Fi si sedette, la cartelletta posata
in grembo. A quel punto Mr Abasi rivolse un cenno
d'assenso a Matani. Come se una doppia porta invisibile si
fosse spalancata, i bambini si riversarono in avanti, seguiti dagli adulti.
Mr Abasi stava parlando in tono autoritario - esortando i
presenti, immagin lei, a formare una fila ordinata. Nessuno
gli diede retta. Voci eccitate si levarono nell'aria e si fusero
l'una con l'altra. Matani scivolava in mezzo ai bambini,
traducendo titoli, leggendo paragrafi iniziali, aiutandoli a fare la loro scelta.
Fi spunt con pazienza ogni libro restituito, controllandone
brevemente le condizioni davanti agli occhi di Mr Abasi,
che pareva considerare quel compito indegno di lui. Nemmeno
lei era la candidata ideale, eppure apprezzava questo
particolare incarico nelle minuscole e sparpagliate comunit
tribali. Le piaceva sapere quali libri venivano presi in prestito
con maggiore frequenza e quali invece ignorati. E amava
il momento in cui questi nuovi, improbabili utenti della
biblioteca le tendevano i volumi scelti e lei li guardava in faccia,
dopo di che sia la sua mano sia la loro stringevano i libri
per un attimo, mentre Fi annotava il titolo e il loro nome.
Persino se stava romanzando la cosa, il legame che sentiva di
avere con quelle persone, in quell'istante, era una componente
essenziale di ci che la motivava.
Quando Fi frequentava le elementari, la madre irascibile
e vedova sopportava solo dieci minuti di piagnucolio da
parte di uno qualsiasi dei quattro figli prima di sbottare nel
secco rimprovero: Santa Brigida di Faughart! E i biafrani
che muoiono di fame, eh? Se il bambino incriminato continuava
a piangere, ci si poteva aspettare una rapida sculacciata
sul sedere. La donna pronunciava sempre il monito finale
come fosse un'unica lunga parola e farfugliando, con
un pizzico di accento della natia Irlanda. Fi sapeva di Brigida,
la santa preferita di sua madre - la bellissima figlia di
uno schiavo capace, secondo la leggenda, di guarire i lebbrosi
e trasformare l'acqua in birra - ma starvenbeeoffrans, i
biafrani che muoiono di fame, rappresentavano un mistero,
per lei. Se solo fosse riuscita a scoprire il significato di
quella parola avrebbe finalmente capito la sua complicata e
sconcertante genitrice - una donna che arricciava il naso
davanti alla beneficenza cattolica irlandese e lavorava invece
come segretaria personale di uno studioso residente a
Manhattan di cui parlava cos raramente che avrebbe potuto
benissimo essere un personaggio inventato, per quanto ne sapeva Fi.
Ma non riusc a trovare l'inspiegabile termine in nessun
dizionario - non in quello nella sua aula n in quello nella
biblioteca della scuola e nemmeno in quello a casa della
sua migliore amica, Lizzie McElroy, che abitava nella stessa
via del Bronx. L'unica volta in cui os chiedere alla madre
che cosa erano gli starvenbeeoffrans ricevette la sculacciata
che in realt sarebbe spettata alla sorellina, la piagnucolona di turno.
Ai tempi delle scuole medie Fi aveva gi sviluppato uno
stile alquanto eccentrico, esibendosi in esercizi ginnici o
raccontando barzellette trite e ritrite nel tentativo di strappare
un sorriso alla madre rigidissima e oberata di lavoro. A
volte funzionava. Gli sforzi per instaurare una certa intimit,
invece, venivano immancabilmente redarguiti: la madre
rifiutava di rispondere alle poche domande che i figli osavano
farle - sulla sua infanzia, per esempio, o sul suo lavoro, o
persino sul loro padre, morto dopo essere stato investito da
un'auto mentre rincasava a piedi e a tarda ora, quando Fi
era molto piccola. Possiate non dimenticare mai ci che
vale la pena di ricordare, diceva sempre, e non ricordare
mai ci che  meglio dimenticare.
Cos Fi continuava a interrogarsi sugli starvenbeeoffrans.
Fu necessaria una lezione di scienze sociali al liceo perch
capisse chi erano i biafrani, dopo di che cominci a ricostruirne
la storia nella grande biblioteca al centro di
Manhattan. Per settimane, ogni giorno, fu una presenza fissa
al quinto piano, china sui massicci tavoli di legno, concentrata
come se i biafrani fossero un segreto che doveva
svelare per stabilire finalmente un contatto con la madre
emotivamente distante. Lesse della loro fallita ribellione
contro la Nigeria, dell'incertezza politica che port a eleggere
capitale quattro citt diverse, dei due milioni di morti:
bambini bruciati vivi, ragazzine tranciate in due dalle granate,
e naturalmente le vittime dell'inedia - ovunque le vittime
dell'inedia, che sua madre doveva avere visto sui giornali,
che la spingevano a sollecitare i figli a mostrare un po' di spina dorsale.
Gli amici la supplicavano di interrompere quelle ricerche
quotidiane, ma Fi non ci riusciva. Alla fine, in realt, il suo
interesse la condusse ben oltre i rimproveri materni, facendole
accantonare temporaneamente il suo cinismo adolescenziale
e generando un'idea repentina: doveva aiutare i
biafrani. Ma non sapeva come. Si rese conto, infine, che
aiutarli non l'avrebbe avvicinata affatto alla madre, che a
quel punto si era ammalata e che mor durante il secondo
anno di college di Fi. La sua morte segn l'ultima occasione
in cui Fi pianse - lacrime tanto di frustrazione quanto di
dolore, lo cap persino allora.
Accadde poi che si spinse fino in Europa, nel corso di un
viaggio estivo post-college, e divenne bibliotecaria anzich
volontaria nel settore umanitario. Fu la biblioteca, dopo tutto,
a fornirle la risposta ad almeno uno degli enigmi della
sua infanzia. Aveva inoltre l'impressione che quelle scaffalature
alte e strette la abbracciassero; in biblioteca si sentiva
nutrita e rifornita di informazioni, come avrebbe potuto
sentirsi nella casa in cui era cresciuta, se solo la situazione
fosse stata diversa. Se sua madre non fosse stata costretta a
lavorare cos duramente, il che la rendeva taciturna. Se suo
padre fosse sopravvissuto invece di restare schiacciato sotto un'auto in corsa.
Tuttavia sognava un viaggio in Africa. Quando su un sito
web per bibliotecari apparve l'inserzione di un gruppo di
societ americane che cercavano qualcuno disposto a lavorare
temporaneamente come consulente e a contribuire a
organizzare una biblioteca trasportata su cammelli in Kenya,
all'inizio non riusc quasi a crederci. Sembrava che una
divinit al corrente del suo desiderio segreto avesse creato
un impiego su misura per lei. Fece subito domanda, e sarebbe
partita persino se il suo datore di lavoro non le avesse concesso il permesso.
Kanika stava spolverando i libri e leggendo le quarte di
copertina mentre lavorava. A volte li apriva per vedere se
l'ignoto donatore aveva lasciato un messaggio - Saluti dal
North Carolina o Ciao dalla scuola elementare Mark
Twain. Un paio di volte Fi l'aveva vista sfiorare con il dito
quelle parole scritte, bench non sapesse affatto dove si trovava
il North Carolina n potesse immaginare la scuola elementare Mark Twain.
Kanika esaminava sempre i volumi di saggistica e rifletteva
a fondo prima di scegliere, contrariamente a quanti
decidevano come se stessero partecipando a uno spettacolo di
giochi in diretta e avessero solo pochi secondi a disposizione
per scegliere la porta numero uno, due o tre. Alcuni
non si soffermavano sul titolo e nemmeno sfogliavano il libro
cercando le illustrazioni ma giudicavano in base al colore,
le dimensioni o talvolta l'odore. Fi li aveva guardati accostarsi
il volume al naso, annusare sonoramente, inalare di
nuovo a bocca aperta, per poi infilarselo sotto il braccio
con un sorriso soddisfatto oppure rimetterlo sulla stuoia di
paglia, arricciando il naso.
Vuole del chai? chiese la nonna di Kanika. Neema parlava
un inglese bizzarro e stentato, influenzato dal linguaggio
della Bibbia e quindi ricco di arcaismi. Le allung una
tazza, che Fi prese. Nell'altra mano stringeva un romanzo
tascabile intitolato Progetti per l'inverno. Fi aveva letto la quarta
di copertina pochi giorni prima. Sapeva che parlava di
una donna la cui relazione fallisce, il cui marito chiede il divorzio
e ottiene la custodia dei figli. Una versione moderna
di Anna Karenina, apparentemente. Si chiese come quella
vicenda potesse interessare Neema, persino considerando
la sua passione per la narrativa. Valut l'ipotesi di consigliarle
qualcos'altro, ma la scart: la determinazione con
cui la nonna operava sempre le sue scelte impediva qualsivoglia
interferenza.
Inoltre, era convinta che l'istinto potesse suggerire i bisogni
letterari di un corpo, proprio come le brame fisiche indicavano
particolari carenze alimentari. Lo aveva sperimentato
personalmente pi di una volta tra le scaffalature ricolme
della biblioteca; non sapendo cosa leggere, aveva vagato
tra di esse, annusando lievemente, i palmi delle mani aperti.
Quando veniva assalita dall'intuizione provava una sensazione
difficile da descrivere: sembrava che le sue mani sapessero
dove andare. E quando ne allungava una, trovava
immancabilmente proprio il libro che le serviva in quel momento
- a volte un romanzo, a volte una biografia, a volte
un sottile volumetto di poesie sconosciute.
Due giovani donne erano ferme accanto a un lato della
stuoia, impegnate nello strenuo sforzo di celare il proprio
interesse per il trambusto sotto l'acacia. Una era sottile ma
ben fatta, con braccia forti, il collo e le spalle ornati di perline
gialle e azzurre. L'altra era pi tonda, con il seno voluminoso
e cascante tipico di una madre che sta allattando.
Entrambe avevano del blush rossastro e polveroso applicato
tra gli occhi, lungo il naso e sulle guance, oltre a tatuaggi
sul mento - tre linee scure e diritte - che indicavano che
erano sposate.
La folla intorno a lei si stava leggermente diradando, cos
Fi si rivolse alle due donne. Prego, disse, sollecitandole
ad avvicinarsi ai libri.
Ne prese uno intitolato I primi cinque anni del vostro bambino.
Mi aiuti, chiese a Mr Abasi. Dica loro che  pieno di facili
giochetti per stimolare lo sviluppo del piccino sin dall'inizio.
Miss Sweeney, queste donne non provano il minimo interesse
per i giochi.
Mi accontenti, Mr A.
L'uomo tenne le labbra serrate per un lungo minuto prima
di tradurre - o almeno Fi lo sperava - mentre lei premeva
il libro sulle mani della giovane madre.
La donna lo prese ma non lo guard.
Ce ne sono altri, aggiunse Fi. Allung una mano verso
un volume contenente fotografie di case costruite artigianalmente
in America e in Europa, e lo pass alla seconda
donna. Sapeva che l erano le mogli e le figlie a erigere le
abitazioni, quindi non si stup vedendo che osservava le immagini
con un certo interesse.
Torn a rivolgersi alla madre, che stringeva ancora il testo
di puericultura. Come ti chiami? chiese nel suo swahili
elementare.
La giovane abbass timidamente gli occhi a terra e poi
rialz lo sguardo, con un accenno di sorriso. Leta.
Prova con questo, la sollecit Fi, tamburellando con le
dita sul libro dedicato alla prima infanzia. Matani pu aiutarti.
Non era sicura che l'altra capisse. Si guard intorno
e vide Kanika, con due volumi in mano. Diglielo tu, ti spiace?
le chiese.
Kanika disse qualcosa a Leta mentre Fi sorrideva con aria
incoraggiante. La giovane madre la guard negli occhi, come
se stessero stringendo un accordo, prima di annuire e
allontanarsi con il libro.
Cosa ne pensa di questo? domand Kanika, tendendogliene
uno da esaminare, mentre Fi annotava il titolo di
quello preso dalla giovane madre. Fi gli diede un'occhiata:
Il senso della neve: come sopravvivere sotto una valanga. Si morse
il labbro inferiore. Alcuni dei titoli che stavano portando
in giro con i cammelli erano a dir poco assurdi.
Argomento interessante, riusc a dire, costringendosi a
usare un tono neutro. Conosci quella parola, valanga?
Kanika scosse il capo.
Ricordi la neve? aggiunse lei. Bene, una valanga  un
enorme ammasso di neve e ghiaccio e sassi che scivola gi
da una montagna. Utilizz entrambe le braccia per mimare
il movimento di una frana.
Kanika pieg la testa, riflettendo, poi le tese l'altro volume,
una biografia di Gertrude Bell. E questo?
Era una donna inglese che divenne molto potente in
Medio Oriente, spieg Fi. Aiutava a dirimere i dissidi tra
gli uomini.
La ragazza pos il libro sulle valanghe e tenne l'altro.
A proposito, Kanika, continu Fi, ho qualcosa per
te. Dalla borsa posata accanto al secchio rovesciato prese
una copia di una patinata rivista americana per adolescenti.
Alcune parti ti sembreranno sciocche, ma ho pensato
che forse...
Kanika fece un ampio sorriso, mostrando tutti i denti.
Asante, disse. Poi si chin in avanti e abbass la voce.
Miss Sweeney. Possiamo parlare?
Fi si pieg verso di lei. Forse la ragazza voleva confidarle
qualcosa? O magari chiederle un consiglio? Si sent smodatamente
compiaciuta.
Prima che Kanika potesse aprire bocca, per, la voce di
Mr Abasi si frappose tra loro. Miss Sweeney, disse, sollecitandola
con un gesto a tornare alla sua cartelletta. Un sole
ozioso non sorgerebbe mai, e a quel punto cosa succederebbe?
Fi non capiva come riuscisse a parlare in quel modo, unicamente
attraverso il naso. Arrivo, Mr A., rispose, rivolgendogli
un sorriso al di sopra della spalla. Sfior il braccio
di Kanika. Parleremo presto, promise.
...
.
...
9. L'INSEGNANTE.
...
.
...
Matani avvert un sommesso brontolio di apprensione
quando vide avvicinarsi Badru, il fratello maggiore di Scar
Boy, con l'espressione tipica di chi rechi notizie di morte o
siccit. Ma in fondo, ramment a s stesso, Badru sfoggiava
spesso un'aria che non lasciava presagire niente di buono.
Aveva un modo particolare di tenere la testa - il mento proteso
in avanti, la fronte spinta all'indietro - che celava gli
occhi intensi e metteva in risalto gli zigomi sopra la linea
fiera della bocca. Allo stesso tempo, in lui c'era qualcosa di
autoritario, un che di audace che attirava l'attenzione.
Sei venuto a scegliere un libro? Matani si assicur di
non lasciare trapelare il suo scetticismo.
Mi ha mandato Taban, annunci Badru, citando il nome
di battesimo del fratello. Oggi non si sente bene.
I malesseri di Scar Boy non erano una novit. Doveva esserci
qualcosa di pi. E cos'altro? chiese Matani.
Badru non rispose subito. Parve assimilare la scena sotto
il tendone color tan, dove i suoi vicini erano inginocchiati
davanti ai volumi allineati su un pezzo di iuta. Non trovo i
suoi libri, disse laconicamente dopo un attimo. Quelli
che sono arrivati dal dorso di questi cammelli.
L'altro gli si avvicin. Allora chiedigli dove sono.
Non  riuscito a dirmelo, maestro. Badru aggiunse il titolo con marcata cortesia.
Matani apr la bocca, ma non ne usc nulla. Non sapeva
se urlare o colpire il giovane o dargli la schiena. Non riusciva
a stabilire se si stesse dimostrando semplicemente ottuso
o apertamente insolente. Badru aveva cos paura di essere
compatito, in qualit di fratello maggiore di Scar Boy, che
appariva sempre guardingo, impenetrabile quanto la terra riarsa.
L'insegnante avvert il peso di Mr Abasi che si avvicinava.
Cosa c'? Mancano dei libri?
Matani si massaggi la tempia. Un giovane non si sente
bene, oggi, spieg. La sua voce parve fiacca persino a lui. I
libri scomparsi parvero un infausto presagio che andava
ben oltre l'irresponsabilit di Scar Boy. A un tratto rimpianse
di non avere menzionato il mangiazanzare a Jwahir. Lei
lo avrebbe consolato, gli avrebbe detto che l'avvenimento non aveva alcuna importanza.
Mr Abasi si strinse nelle spalle. Che gli ammalati si ristabiliscano
pure. Non ci serve un'adunata generale. Ci servono solo i libri.
Badru vide l'espressione negli occhi di Matani che raccomandava
il silenzio, ma la ignor. Non sappiamo dove sono,
dichiar.
E lei sarebbe... chiese Abasi.
Stavolta Badru non rispose. Prefer rimanere in silenzio.
Il fratello dell'ammalato, spieg Matani dopo un lungo
istante.
Abasi spost il peso del corpo da un piede all'altro, fiss
lo sguardo sui cammelli e poi sull'orizzonte. Quindi sono
andati persi, asser.
No, Mr Visitatore, ribatt Badru.
L'arroganza del tono era ormai evidente, e Matani non
fu il solo a notarla. Mr Abasi lanci un'occhiata truce. Non
sai dove sono. Non  forse questa la definizione di persi'?
Matani si schiar la voce, poi parl. Il ragazzo vuole dire
che suo fratello sa dove sono, ma oggi non si sente bene.
Non abbastanza per parlare? domand Mr Abasi. Davvero
insolito. Ma cosa mi dite di ieri? E una sorpresa che siamo
venuti da voi proprio oggi, lo stesso giorno in cui, due
volte al mese, affrontiamo questo sussultante, interminabile
viaggio?
Il cicaleccio sotto l'acacia era svanito, not Matani. Tutti
si immobilizzarono, la loro attenzione attratta dal capannello
formato da Badru, il bibliotecario di Garissa, l'insegnante
straniera, che si stava avvicinando con la sua cartelletta.
Matani, disse Miss Sweeney,c' qualche problema?
Un giovanotto ha mancato di restituire due libri, spieg
Mr Abasi.
Tra la gente di Mididima i sussurri si propagarono come
vento che turbina nel bush. Matani riusc a distinguere due
parole ed era sicuro che anche Badru le sentisse: Scar
Boy.
La voce di Mr Abasi fluttu sopra le teste. Ora raccoglieremo
le nostre cose, annunci. A nessuno sar concesso
di tenere libri. Se trovate i volumi smarriti avvisateci. In tal
caso torneremo da voi - a meno che, naturalmente, il vostro
giorno non sia gi stato occupato da un'altra trib che
desidera essere visitata da questa biblioteca.
Al brusio di sottofondo si sostitu il suono sottile di mani
che accentuavano la stretta sulle copertine dei libri, seguito
da un silenzio tagliente e bellicoso. Un ragazzo si pieg in
avanti per ghermire un volume ai suoi piedi. Matani sent
gli sguardi dei vicini posarglisi sopra.
Un'ottarda dal lungo collo, semiaddomesticata da alcuni
bambini, atterr vicino all'acacia. Per un attimo lui fiss
l'uccello, avvertendo una stretta al petto.
Forse, prima, noi... cominci a dire.
Tutti stavano aspettando che proseguisse, i suoi vicini, i
suoi alunni, scambiandosi occhiate, alcuni accosciati sui libri
come fossero uova da covare, altri infilandoseli sotto la
camicia, tanto che il loro ventre appariva rettangolare, altri
ancora se li stringevano tra le gambe, con il dorso in fuori,
come se questo li rendesse invisibili.
Sono sicuro che...
Matani si sforz di trovare le parole. Era lui, dopo tutto,
che li blandiva e li rimproverava perch imparassero, che
bacchettava i pi giovani in caso di necessit. Era lui, agli
occhi della trib, che aveva fatto comparire all'orizzonte la
biblioteca. Era l'intermediario che collegava gli abitanti del
villaggio agli estranei. Ora che lui e loro si trovavano dinanzi
quel serpente di una specie sconosciuta, doveva essere
Matani a sconfiggerlo.
Non appena il giovane si ristabilisce... disse.
Ma la sua voce si spense di nuovo, e lui cap che stavolta
non sarebbe tornata. L'uomo che non porta armi quando
incontra quel serpente deve mettersi a correre, e in fretta.
Non furono i due libri mancanti a sconfiggerlo, sarebbero
stati recuperati. Fu il timore che l'irresponsabilit di Scar
Boy preannunciasse una perdita pi grave, un fallimento di
pi ampie dimensioni.
Aspettate un attimo, disse Miss Sweeney. Kanika era
ferma al suo fianco e le aveva tradotto la conversazione.
Chi ha messo fuori posto i suoi libri? Posso parlargli?
Qualcuno era intervenuto. Qualcuno che stava dalla sua
parte aveva assunto un tono autoritario. Matani si sent colmare
da una gratitudine che sperava lei potesse percepire.
 Scar Boy, si affrett a rispondere. Oggi non sta bene.
Questo  suo fratello.
 questo il regolamento, Miss Sweeney, sottoline Mr
Abasi in tono ammonitorio. Lei lo ha accettato, ed esiste
per un valido motivo. Se ogni insediamento perde dei libri,
presto non ne avremo a sufficienza per proseguire con il
progetto.
Scar Boy, disse lentamente lei. E...
Non concluse la frase, ma Matani incroci il suo sguardo.
S, ribatt.
Miss Sweeney abbass lo sguardo sulla cartelletta e vi picchiett
sopra la penna tre volte. Se non sta bene,  naturale
che non li abbia portati, afferm. Non pu portarceli
qualcun altro?
I suoi familiari, intervenne Mr Abasi, non sanno dove
siano.
Qualcuno non pu correre a chiederlo direttamente a
lui? domand lei.
Matani allarg le braccia. Di tanto in tanto diventa muto.
Una reazione, forse, al suo... Si sent censurato dallo
sguardo di Badru, bench quest'ultimo non sapesse l'inglese.
Alla sua condizione, concluse.
Miss Sweeney annu come se capisse. Come poteva sapere
che gli abitanti di Mididima non riuscivano ancora a guardare
Scar Boy dritto in faccia, persino dopo tutti quegli anni?
Non dipendeva solo dal suo volto sfigurato. Ma anche
dal suo atteggiamento, dal modo in cui restava fermo, si teneva
in disparte come se si sentisse moralmente superiore,
e dal suo stesso silenzio, che sembrava rammentare agli altri
i loro momenti di vergognosa sbadataggine simili a quello
sfociato nella sua mutilazione. Ecco cosa faceva di lui un
outsider.
Lei guard direttamente Badru, studiandolo per un
istante. Dimmi, tuo fratello ha perso i libri? Dopo una
pausa in cui nessuno parl, Matani tradusse.
Non sono andati persi, dichiar Badru senza fornire
spiegazioni, e l'insegnante tradusse la risposta.
Se non si sa dov' qualcosa, significa che  perso, borbott
Mr Abasi.
I libri che il ragazzo ha preso in prestito, disse Miss
Sweeney, abbassando lo sguardo sulla cartelletta, erano
un'edizione illustrata per bambini di Iliade e Odissea e, ebbe
un attimo di esitazione, una raccolta di meditazioni
zen? Cit l'ultimo volume in tono interrogativo e serr le
labbra come per soffocare una forte emozione, ma quando
riprese a parlare, dopo un istante, la sua voce suon calma.
Non sono in casa da qualche parte?
Oppure nel bush, si intromise Mr Abasi, o magari inghiottiti
da una pantera o arsi su un fuoco o divorati durante
un pasto. Scosse il capo e borbott di nuovo. Meditazioni
zen. Buon Dio.
Riflettiamo per un minuto. Cosa possiamo fare? Miss
Sweeney rivolse la domanda a Matani, che non seppe cosa
rispondere. Nello spazio vuoto lasciato dal suo silenzio fu
Mr Abasi a parlare.
Questo suo programma  animato da buone intenzioni
ma manchevole, un'idea inadatta a trib come questa, dichiar.
Gliel'ho gi ripetuto parecchie volte.
Non ora, Mr Abasi, ribatt Miss Sweeney.
Ma lui era inarrestabile. Se dobbiamo trasportare libri
della biblioteca attraverso il deserto ci servono regole precise,
disse, alzando la voce. I libri sono costosi da sostituire.
Alla nostra biblioteca di Garissa farebbe comodo una collezione
pi ampia, e invece stiamo finanziando questa iniziativa.
E questi posti non hanno nemmeno soldi per pagare
un'eventuale sanzione, quindi dobbiamo essere irremovibili,
in fatto di regole. Dare le stesse possibilit a ogni villaggio.
Rispettare gli impegni presi solo con coloro che dimostrano
una totale affidabilit.
Senza lasciare spazio neppure per il pi minuscolo errore?
Mr Abasi scosse il capo, irremovibile. Esatto, rispose. Si
 detta d'accordo, quando il progetto  stato avviato. Non
tutti riusciranno a imparare il suo senso di responsabilit occidentale,
Miss Sweeney. Non tutti sono disposti a farlo.
La cammella guida si agit accanto all'acacia, sollevando
una nuvoletta di polvere con uno zoccolo posteriore.
Matani, non potrebbe recuperare i libri prima della nostra
prossima visita? A quel punto li riavremo, soltanto con
un leggero ritardo, afferm lei. Dovrebbe esserci un periodo
di grazia, dopo tutto. Si rivolse a Mr Abasi. Ogni biblioteca
di mia conoscenza ce l'ha.
Periodo di grazia? Non esiste, nella mia provincia, ribatt
l'uomo. Inoltre, lui come pu garantirlo?
Matani si trattenne a fatica dall'annuire di fronte alla ragionevolezza
delle parole del bibliotecario pi anziano. Non
si poteva garantire nulla - non la prole n la pioggia n il recupero
di un effetto personale scomparso. In quel momento
Miss Sweeney gli ricordava la sua dolce e schietta Jwahir, e
lui avrebbe voluto aiutare quella donna straniera, ma si sentiva
incapace di dissuadere Mr Abasi, sempre pi furioso. Si
strofin di nuovo le tempie.
Il regolamento, mi pare di capire, mira a prevenire la
distruzione intenzionale di libri, sottoline Miss Sweeney.
O il loro cattivo uso, come per esempio se qualcuno li getta
a terra. Si infil la cartelletta sotto un braccio. Le persone
hanno gi scelto i loro volumi, aggiunse. Ho gi annotato
tutto.
Forse nel prossimo posto ci assicureremo che ogni volume
venga restituito prima di permettere che se ne prendano
in prestito altri.
L'ho suggerito io stessa, precis Miss Sweeney. Settimane
fa. Lei ha detto che avrebbe richiesto ancora pi tempo.
Nel suo tono Matani colse una nota tagliente, fioca ma
nitida, che non pot fare a meno di ammirare.
I suoi vicini erano assiepati l accanto, toccandosi a vicenda,
respirando l'uno l'aria dell'altro, ascoltando attentamente
parole che la maggior parte di loro non capiva, intuendo
lo scopo di Miss Sweeney e quello di Mr Abasi. Le
loro braccia, not tutt'a un tratto lui, erano vuote. E non si
intravedeva pi nulla sotto le loro camicie. In modo impercettibile,
tutti i libri erano stati nascosti. Quel giorno Mr
Abasi non sarebbe riuscito comunque a farseli restituire.
Anche il bibliotecario doveva essersene accorto. Dopo un
attimo sbuff. Gli concederemo altre due settimane, allora.
Credo che abbia avuto un'ottima idea, Mr A., disse
Miss Sweeney.
Nel frattempo lei far rapporto spiegando la situazione.
Naturalmente, Mr Abasi. Sempre che sia necessaria una
spiegazione. Matani recuperer i libri scomparsi, dichiar
Miss Sweeney sorridendo all'insegnante.
Lui ricambi il sorriso, pur sapendosi in trappola come
un elefante incauto immerso nel fango. Riusciva solo a percepire
che cosa lo intrappolava, non a dargli un nome.
Kanika, la cui espressione dimostrava che aveva compreso
la maggior parte dell'accaduto, stava sussurrando qualcosa
alla nonna e ad altre due donne.
Basta cos, afferm Mr Abasi. Per oggi abbiamo finito.
Miss Sweeney lanci un'occhiata a Matani. Esit, e per un
attimo parve cos riluttante ad andarsene che lui pens volesse
salutare il bibliotecario anzich loro. La donna gir la
testa per guardare le case di Mididima, poi fiss di nuovo
Mr Abasi. Benissimo, disse. I bambini pi piccoli corsero
da lei per ricevere un'ultima volta le sue pacche affettuose.
Se non sta bene gli lascer il tempo di riprendersi, ma
domani vedr Scar Boy, spieg Matani a Badru. Avvisalo.
Ormai i suoi modi si erano irrigiditi fino a sembrare,
per la prima volta quel giorno, quelli tipici di un insegnante.
Il suo tono, lo sapeva, rappresentava un vano sforzo di
mascherare la paura del fallimento che gli montava come
bile nello stomaco. Si accorse di avere accanto Mr Abasi e si
volt a guardarlo. Negli occhi del bibliotecario, nel suo silenzio,
vide riflessa l'assoluta certezza che la visita seguente
della biblioteca sarebbe stata l'ultima, l a Mididima. Questo
significava che non ci sarebbe stata istruzione per suo figlio,
il figlio che intendeva avere.
Mr Abasi si volt. Cominciate a caricare, ordin al cammelliere.
La cammella guida smise di grattarsi il fianco contro
l'acacia ed emise una sonora sbuffata dal profondo della
lunga gola. Matani, senza parole, rimase a guardare i cammellieri
che cominciavano a riempire di nuovo le casse posate
per terra, mentre gli abitanti del villaggio, chinando il
capo come avrebbero fatto in mezzo a una tempesta di sabbia,
si dirigevano di buon passo verso le rispettive case.
...
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...
PARTE SECONDA.
...
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...
Gli esseri umani innamorati sussurrano in eterno e per sempre e si autoconvincono di pensarlo davvero, ogni volta. Le zanzare, d'altra parte, portano le relazioni all'estremo opposto. La zanzara femmina ha bisogno di fare l'amore solo una volta nella vita. In seguito pu disporre come meglio crede dello sperma, immagazzinato nel suo corpo.
Sarah Jenkins, Mosquito Habits, 1987.
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...
10. L'INSEGNANTE.
...
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...
Matani era seduto dietro la sua capanna a leggere agli ultimi
raggi del sole calante, quando fu distratto dal rumore
degli uomini che lavoravano per rafforzare il recinto di rovi
che avrebbe dissuaso gli animali selvatici dall'entrare nottetempo
a Mididima per aggredire il bestiame. Si interruppe
per ascoltare le voci, armoniosi accordi che scivolavano sotto
la dissonante melodia di cespugli trascinati sul terreno
arido. Chiuse il libro e tamburell con le unghie sulla copertina,
seguendo il ritmo della conversazione. Si chiese come
mai Miss Sweeney gli avesse dato quel libro su un povero
bimbo avvelenato da uno scorpione e su un padre che aveva
solo otto perle da offrire a un avido medico. Lei lo definiva
un classico. Era invece un altro presagio? Abbinato ai libri
non restituiti e al mangiazanzare morto, indicava sicuramente
qualcosa. O magari la mancanza di qualcosa. Niente acqua?
Niente cibo? O un figlio che non sarebbe mai nato?
No. Stava pensando troppo affrettatamente al peggio,
pur avendo letto solo la prima dozzina di pagine. Dipendeva
dal fatto di non avere avuto il tempo di calmarsi nelle poche
ore trascorse dalla partenza di Mr Abasi e della biblioteca.
Trovava offensivo che Mr Abasi giudicasse la popolazione
di Mididima inaffidabile e indegna dei suoi libri e non si
aspettasse che lui riuscisse a recuperare i due volumi presi in prestito da Scar Boy.
Si sbagliava, decise Matani. La questione con Scar Boy sarebbe
stata risolta il mattino dopo. Il neonato della storia
sarebbe guarito. Lui avrebbe avuto un figlio, molti figli. Si
sarebbe sbarazzato del suo lato superstizioso, cos incongruo in un insegnante.
Marito? chiam Jwahir dall'interno della casa, pi formale
del solito ma con un tono carico di inaspettata tenerezza.
Lui aveva temuto fosse ancora arrabbiata per la bibliotecaria,
ma nella sua voce sent soltanto amore. Quante
cose doveva ancora imparare su sua moglie.
S, mia cara? rispose con foga.
Il mio amato padre  venuto a trovarti, annunci Jwahir.
Il mio amato marito. Ecco come soleva chiamare Matani,
la voce che si insinuava fluida nel cerchio di pietre destinato
al fuoco. Era sempre stato un preludio all'intimit. Ma
erano passate parecchie settimane dall'ultima volta in cui
aveva usato quell'espressione lussuriosa con lui.
Matani si schiar la voce, si alz e protese una mano mentre
Jwahir e il padre si avvicinavano. La barba dell'uomo
era tinta di arancione per onorare la sua et e la sua posizione
a Mididima. Aveva cominciato a colorarla solo di recente,
e il genero trasaliva ancora nel vederla. Benvenuto,
disse. Si strinsero la mano per un intero minuto, l'espressione
sul volto del visitatore tenacemente solenne.
Notizie della notte? chiese il padre di Jwahir.
Entrarono insieme nella capanna. Jwahir li lasci soli.
Tutto bene, rispose Matani. E le tue notizie di molte notti?
La mia famiglia sta bene, grazie, replic l'altro. Ma tu puoi dirmi di mia figlia?
Naturalmente, Jwahir parlava con il padre ogni giorno e
forse, pens Matani con un certo disagio, pi sinceramente
di quanto non facesse con il marito, con il quale era cos
sfuggente. Tuttavia l'usanza gli imponeva di rispondere alle
domande di prammatica del suocero prima che la conversazione potesse arrivare al punto.
Jwahir  l'ornamento della mia casa, dichiar. Ti ringrazio per lei.
L'altro annu, prendendone atto con aria severa. Nessuna tempesta di polvere ti ha infastidito? chiese.
Nessuna.
E stai mangiando in modo adeguato?
Com'era estenuante quell'antiquata e prolungata pratica
di domandare e rispondere per ostentare un rigido decoro.
Durante i sei anni trascorsi a Nairobi, Matani non ne aveva
sentito la mancanza nemmeno una volta. Riusc a stento a
mantenere il sorriso mentre annuiva. Ti ringrazio per la
premura, disse, tentando di utilizzare un tono garbatamente
conclusivo.
Il suocero ribatt con un'altra domanda, segnalando la
disponibilit a proseguire ancora per un po'. Come stanno
imparando i bambini?
Solo la pingue dote offerta da Matani lo aveva convinto a
lasciargli sposare la sua unica figlia. Era un uomo ricco in
base agli standard di Mididima, ma con due mogli e otto figli
aveva sempre bisogno di qualcosa in pi. Sarebbe stato
meno formale, come Matani ben sapeva, con un genero
che gli piacesse, con cui potesse identificarsi, ma in lui vedeva
invece un uomo tristemente prigioniero del proprio
cervello, incapace di offrire un contributo significativo alla
sua gente.
Prego, disse indicando con decisione il tappeto.
Possa tu avere molti figli, gli augur il suocero in modo
un po' studiato. Poi finalmente si sedette, permettendogli
di fare altrettanto. Perdona la mia scortesia se giungo rapidamente
al punto.
Matani non pot impedire alle sopracciglia di arcuarsi.
Il padre di Jwahir si schiar la voce. Un tempo nella nostra
trib viveva una famiglia, cominci, i cui membri erano
famosi come cacciatori impareggiabili. Sapevano correre
nella notte. Erano rispettati e procuravano una gran
quantit di cibo. Annu con aria solenne e si pos le mani in
grembo, con i palmi all'ins. Succedeva molto tempo prima
che tu nascessi, o che nascessi io o addirittura mio nonno,
che me lo raccont dopo averlo appreso da suo nonno.
Questa  una delle nostre storie, Matani, precis, come se il
genero rischiasse di non capirlo.
In tal caso  probabile che io la conosca gi, ribatt lui.
Ti gioverebbe risentirla, dichiar il suocero. Si schiar
la voce. In un giorno di primavera, nella famiglia nacque
un bimbo con gli occhi incrociati. Un maschio: cos decret
il fato, anche se con quel difetto sarebbe stato pi facile
accettare una femmina. La famiglia, naturalmente, temeva
che il neonato le rovinasse la reputazione, bench nessuno
ne parlasse.
Guard con aria di aspettativa Matani, che spost ritmicamente
il peso del corpo da un lato all'altro nel tentativo di
fingersi interessato alla storia narrata con tanta lentezza dal
padre della sua amata Jwahir.
Allo stesso tempo, ci imbattemmo in un anno rigido.
Una Piccola Fame, non una grande. Saremmo riusciti a superarla
indenni. I membri di quella famiglia volevano ancora
essere considerati cacciatori eccezionali, ma ogni notte
tornavano a casa senza prede. Alla fine due di essi rubarono
a un'altra trib e affermarono che la preda che portavano
in dono era loro. La trib ringrazi la famiglia e mangi il
cibo senza sapere che era contaminato. Non lo scoprimmo
fino all'arrivo degli anziani dell'altra trib. Fummo costretti
a risarcirli con tre mucche, anche se erano animali di cui
non potevamo certo fare a meno.
Sospir. Avrai gi immaginato come and a finire, disse,
e Matani si sent leggermente sollevato all'idea che un finale
si stesse avvicinando. Bast questo perch tutto cambiasse.
L'anno seguente otto membri della nostra trib morirono,
incluso il bambino strabico. Quando si perde l'onore,
segue la catastrofe. Sempre. Pieg il busto in avanti, il
viso abbastanza vicino a quello del genero perch potessero
bere dalla stessa ciotola, se ne avessero avuta una in mezzo
a loro. Capisci cosa voglio dire?
Eccola l, la domanda che Matani aveva sperato di evitare.
Alz gli occhi verso il soffitto e li abbass sul pavimento,
in attesa.
Il tono del padre di Jwahir trad la sua impazienza. I libri,
proclam, devono essere restituiti.
Matani raddrizz la schiena, tutt'a un tratto molto interessato.
Non si era aspettato che l'altro toccasse l'argomento
di Scar Boy e dei volumi scomparsi. Vuoi dire che desideri
che la biblioteca continui a venire? chiese. Quello s
che sarebbe stato un cambiamento importante.
Il suocero aggrott la fronte, spazientito. La minaccia di
interrompere le visite dei cammelli non ha nulla a che vedere
con il mio racconto. Quella di cui sto parlando  una
questione di onore e sopravvivenza. Per tutti gli abitanti di
Mididima. Per te personalmente.
Matani si massaggi le tempie e trasse un bel respiro.
Quindi intendi paragonare la carne rubata a dei libri mancanti?
Sto parlando di disonore. E del fatto che tu sei il marito
di mia figlia. Lei non dev'essere disonorata.
Matani lo scrut in viso per un attimo. Si stavano avvicinando
al nocciolo della questione, ma lui non desiderava
affatto discuterlo. Si tratta di un semplice malinteso, puntualizz,
che chiarir con Scar Boy entro domani.
Il padre di Jwahir liquid le sue parole con un cenno della
mano. Scar Boy parla con gli spiriti maligni e, a parte
quello, apre la bocca solo per mangiare.
Spiriti maligni? Matani non riusc a reprimere la nota
beffarda nel suo tono.
Civilizzandoti hai perso i contatti con le forze basilari
del mondo. Il fatto  che tuo padre non avrebbe mai dovuto
adoperarsi per salvare il bambino mutilato.
Mio padre... Matani sent pulsare il sangue dietro gli
occhi. Mio padre...
Il suocero lo interruppe. Ti prego, Matani. Ci siamo
scaldati troppo. Tuo padre era sostanzialmente un brav'uomo,
e non desidero screditarlo o discutere la storia, adesso.
 il futuro che mi preoccupa.
Mio padre... ricominci lui.
Puoi capirlo meglio in questo modo, forse, dichiar il
padre di Jwahir. La fortuna della nostra trib era come
una scorta di grano, una protezione contro la siccit futura.
Con la sua improbabile sopravvivenza, Scar Boy ha esaurito
la nostra riserva di buona sorte. Tutto qui. Ma non possiamo
permettergli di sprecarla di nuovo. E meglio che parli
con suo padre.
Abayomi? Era una prospettiva tutt'altro che allettante,
per Matani, anche se gli sarebbe riuscito difficile spiegarne
il motivo, persino a s stesso. Abayomi, di sette anni pi vecchio
di lui, era tranquillo e cauto, sia nel costruire i tamburi
della trib che nel vivere la vita. Le conversazioni tra loro
due erano sempre state educate ma, in presenza dell'altro,
Matani si sentiva immancabilmente giudicato.
 davvero una questione che dovete risolvere tra voi,
continu suo suocero. Dopo tutto, Abayomi  responsabile
di Scar Boy. E tu sei responsabile della tua biblioteca.
Posso sistemare la cosa con lo stesso Scar Boy, asser
Matani. Inoltre non  la mia biblioteca. E non sono responsabile
per i libri dati in prestito.
Il padre di Jwahir si accigli. Recupera i libri, lo sollecit.
Poi lascia che noi scegliamo di mandare la biblioteca
per la sua strada. Fece oscillare una mano come per impedirgli
di ribattere. Quando a Mididima muore un anziano,
si perdono una dozzina di biblioteche, ognuna pi preziosa
di quella che giunge sulla groppa dei cammelli.
Nessuno pensa di sostituirne una con l'altra.
I giovani cominceranno a pensare che le parole dei libri
siano pi importanti delle parole degli anziani. E a quel punto
scivoleremo in un mondo che, a tuo parere, vanta pi cultura
ma che, secondo me, ne possiede meno.
Gi prima della biblioteca i nostri giovani avevano cominciato...
E noi stiamo lottando per scoraggiare la tendenza, non
per favorirla.
Se vogliamo sopravvivere come trib dobbiamo essere in
grado di valutare la direzione del vento, dichiar Matani.
O cercare riparo da esso. Il padre di Jwahir si schiar la
voce. Questa scaltra malattia che prosciuga  peggio della
siccit. Persino nei luoghi in cui sanno leggere non riescono
a trovare una cura. Noi siamo stati risparmiati. E sai perch?
Perch ci teniamo in disparte. E cosa mi dici dei bambini a
cui insegni? Vuoi che vivano tra le fanciulle che hai descritto
a mia figlia, le ragazze Coca-Cola? Vuoi che diventino cos?
Matani si sent avvampare. Rimpianse amaramente di
avere parlato a Jwahir delle ragazzine, alcune di soli nove
anni, che vivevano nei polverosi e miseri paesini sulla strada
per Nairobi e che offrivano favori sessuali agli uomini in
cambio di una bibita.
I libri non hanno niente a che vedere con quello, sottoline.
Appartengono tutti allo stesso mondo distorto. Il suocero
agit entrambe le mani, alzando la voce. E loro pensano
di insegnare a noi? Inspir a fondo. Ma ora basta discutere.
Fatti restituire in fretta i libri da Scar Boy per non costringerci
ad agire contro di lui. Ristabilisci l'onore di Mididima. Sull'importanza
di questo possiamo dirci d'accordo?
Matani esit prima di rispondere. Fin dove vola quell'uccello, s.
L'altro si alz. Possa il sole risplendere tiepido sulla tua
spalla sinistra e fresco sulla tua spalla destra finch non ci rivediamo,
gli augur, dirigendosi rapidamente verso la porta,
come se ormai non vedesse l'ora di andarsene. E possa mia figlia stare bene.
Matani si lasci cadere sul pavimento, consapevole di un
pulsare dietro l'osso nell'angolo esterno dell'occhio sinistro.
Prov un empito di rabbia nei confronti di Scar Boy.
Aveva sperato di posticipare un dibattito sul futuro della biblioteca
fino a quando i cammelli e il loro carico non fossero
ormai diventati una forza della natura, pi difficile da arrestare
che da accettare. Adesso, invece, l'ostinazione del
ragazzo aveva fatto s che la questione venisse sollevata troppo
presto. Temeva, anche una volta recuperati i libri, di
non poter differire oltre quella discussione.
Fu distolto dal suo rimuginare dalla pressione dello
sguardo di Jwahir. Era ferma sulla soglia. Nei suoi occhi
c'era qualcosa di intangibile. Matani si chiese se volesse giacere
con lui quella sera, fare un figlio. Allung una mano verso la moglie.
Parlerai con Abayomi domani? gli chiese la donna
mentre si voltava, sottraendosi agilmente alla sua presa.
Bench lei gli sfuggisse, il suo sguardo pareva seducente
e il suo tono racchiudeva una corrente sotterranea di rischio,
eccitazione e anticipazione. Quel tipo di preliminari
non gli era affatto familiare; ma era pronto a cogliere l'occasione al volo.
Allora? domand Jwahir.
Se  questo che consiglia tuo padre, lo far, rispose
Matani, decidendo in quello stesso istante, in una sorta di
accordo privato, la volont del padre in cambio dell'intimit
della figlia. Ora vieni da me, mia Jwahir.
Ma lei scosse il capo. Leggi il tuo libro, ribatt. Io vado
da Leta. Vieni l per la cena quando il tuo stomaco protesta.
E, prima di potere escogitare una risposta adatta, rimase
a fissare lo spazio vuoto in cui la moglie si era trovata un attimo prima.
La sua Jwahir voleva andare a trovare Leta. Non era certo
un male, ramment a s stesso. Anzi, la cosa avrebbe dovuto
consolarlo. Riusciva benissimo a immaginare le due amiche
insieme. Jwahir si sarebbe fatta saltellare sulle ginocchia
una delle figliolette di Leta, e avrebbero discusso di
emozioni materne, amore materno. Leta avrebbe alimentato
quel fuoco da nutrice all'interno della sua Jwahir.
Quindi quel brivido freddo che gli attraversava il corpo
non significava nulla, era causato dal dileguarsi del sole, o
pi probabilmente dal libro datogli da Miss Sweeney. Non si
trattava di superstizione: chi, dopo tutto, non sarebbe stato
reso ansioso dalla disperazione di un neonato febbricitante
per la puntura di un insetto? Non era una storia adatta alla
sera. Trov il romanzo e lo nascose in un angolo, sotto una
coperta di riserva, poi and a passeggiare intorno al nucleo centrale di Mididima, appena dentro il recinto di rovi.
...
.
...
11. SCAR BOY.
...
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...
La voce di un uomo fendette l'oscurit. Il gioo-orno,
cantava, il giorno sta svoltando l'angolo.
Una mezza dozzina di altri gli risposero. Svolta l'angolo.
Taban smise di disegnare per ascoltare il suono montante.
Radunatevi, cant la voce principale, per opporvi al
suo svoltare.
Svolta l'angolo, risposero di nuovo gli uomini, che stavano
arrivando sempre pi numerosi per salutare lo spegnersi
del giorno. Era il momento in cui cammelli e mucche,
che normalmente disdegnavano la compagnia umana,
la cercavano con foga. Era il momento in cui la terra veniva
consegnata a creature non soltanto pi forti ma anche pi
audaci e pi astute dei loro fratelli diurni. Era il momento
in cui si dimostrava che mansueto significa debole.
Taban assaporava il mutamento nella qualit della luce,
ma gli uomini, come gli animali addomesticati, lo temevano.
Nelle ore seguenti, quelli del kilinge avrebbero tenuto al
sicuro la trib con i loro colpi di tamburo, le loro storie e le
loro lodi agli antenati. I tamburi - una barriera contro il
nulla - battevano gi pi rapidi di un cuore atterrito.
Sapeva alcune cose sugli uomini nel kilinge, pur non essendosi
mai trovato in mezzo a loro. Sapeva che le fiamme
brunivano le loro guance, facendole scintillare. E che il fuoco
distorceva le ombre, tanto che ogni cosa al di fuori del
cerchio risultava ignota e indesiderabile. E che, al di l di
quelle ombre, il buio totale si radunava come un esercito e
tutto ci che finiva per trovarsi entro quell'oscurit veniva
giudicato irrevocabilmente separato.
Suo padre Abayomi si trovava accanto al fuoco, e anche
suo fratello Badru. Avrebbe potuto esserci pure lui, alzando
la voce insieme agli altri uomini, magari suonando addirittura
i tamburi che narravano cos tante storie.
Ma immaginava che cosa sarebbe successo se avesse fatto
la sua comparsa. Si sarebbero voltati verso di lui, l'espressione
velata. Sarebbero indietreggiati per fargli posto, invece
di avanzare per accoglierlo. Avrebbero abbassato gli occhi
per evitare il suo sguardo, come se rischiasse di infettarli. E
in seguito avrebbero sussurrato parole come orrore e malvagio e maledetto.
Apprezzavano gli uomini simili a loro, con la pelle perfetta,
un naso dal ponte ampio e occhi di pietra shona lucidata.
Uomini che evitavano l'ombra invece di restare al coperto.
Guardavano con diffidenza chiunque apparisse seppur leggermente
diverso - e forse, dopo tutto, quella caratteristica
non era una prerogativa degli abitanti di Mididima, forse
gli uomini erano cos ovunque, persino gli uomini della Citt
Lontana o addirittura oltre. Cosa poteva saperne un ragazzo
come lui? Per loro lui era Scar Boy, il deforme. Per loro
il suo posto era nel buio, al di l del limitare del kilinge.
Quindi era l che sarebbe rimasto e da l (ripet un antico
giuramento) non avrebbe mai chiesto nulla. Avrebbe rinunciato,
quando poteva. E quello che gli serviva se lo sarebbe preso.
Chin il capo e si concentr, gli occhi socchiusi, escludendo il suono dei tamburi. Ben presto l'unica cosa che
sent fu il rumore della sua matita che tracciava cerchi sulla pagina.
...
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...
12. LA RAGAZZA.
...
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...
Kanika pieg le dita dei piedi conficcandole nella terra
battuta, aspettando che gli occhi si rafforzassero abbastanza
per diradare l'oscurit. Inal gli odori della notte: fuochi
quasi spenti che sbuffavano volute di fumo, e l'aroma stantio,
acre del sonno. Quando, grazie alla luce della luna e
della spruzzatina di stelle, i suoi occhi individuarono il tragitto
da seguire, raggiunse la capanna di Scar Boy e si ferm
accanto al muro contro cui lui dormiva. Tast il terreno
cercando un bastoncino che poi infil in una fessura tra i
ramoscelli e il letame, vicina al terreno. Nelle notti molto
fredde Scar Boy tappava quel buco, ma sempre in modo tale
da permetterle di spingere dentro il rametto e raggiungerlo.
Quella sera il foro era aperto. Lei introdusse il ramoscello
fino a toccare qualcosa di solido. Il fianco del ragazzo,
lo sapeva, all'altezza della vita. Esplor un'unica volta,
con delicatezza, poi si ferm. Non fu costretta a premere di
nuovo. Sent ruotare il bastoncino: il segnale con cui lui le indicava che era sveglio.
Kanika and ad aspettarlo davanti alla porta. Quando lui
usc si incamminarono subito, bench lentamente, a causa
della sua zoppia. Il silenzio della notte era profondo, e lo
infransero solo dopo avere superato agevolmente il recinto
di rovi ed essersi lasciati alle spalle le capanne. A quel punto
lui si ferm e si gir a guardarla. Persino al buio lei riusc
a distinguere l'occhio sinistro malformato e la deformit
contorta e concava della guancia sinistra, bench la pelle
chiazzata e purpurea del volto non risultasse visibile. Talvolta,
quando usciva, il ragazzo si copriva il viso con un telo, ma mai quando era con lei.
Dove sono? chiese Kanika.
Non chiedi Come stai?
Come stai?
Non mi prendi la mano?
Lei gliela prese. Dove sono?
Lui sorrise nell'unico modo in cui riusciva a farlo, l'angolo destro della bocca che si arcuava verso l'alto. In quel modo
dava l'impressione di sogghignare, ma Kanika sapeva
che non era cos. Non possono essere restituiti, dichiar.
Oh!, ribatt la ragazza, sgomenta. Li hai persi? Ma come?
Lui pieg la testa di lato, guardandola. Li ho. Osserva la luna, disse.
La tensione deflu attraverso la pianta dei piedi di Kanika.
Bene, replic. Bene, bene. Ora restituiscili.
Senti l'aria, la sollecit lui. L'aria della notte  cos nuova, ogni notte.
Fallo domani, lo esort lei.
Non li rivorrebbero.
Certo che li rivogliono. A volte lui era perfettamente
limpido, pi limpido e pi pulito della pioggia. E in seguito
poteva trasformarsi in una creatura misteriosa, che parlava
una lingua esotica piena di indovinelli. Quelle erano le occasioni
che Kanika paventava. Ascoltami. Non  solo della
biblioteca che mi preoccupo. Non ho avuto il tempo di
chiedere a Miss Sweeney della mia partenza perch  arrivato
tuo fratello e Mr Abasi si  arrabbiato, come Badru ti
avr di certo raccontato. Ora, se non restituisci i libri, verranno
a riprendersi ogni cosa e io mi ritrover come la
mucca al centro della mandria, bloccata. Non riuscir a farle
la domanda e non me ne andr mai da qui.
Lui si accosci e prese a fissare la luna. I suoi piedi erano
sepolti sotto le ombre, ma una luce fragile gli ammorbidiva
le spalle. Erano diventate ampie nel corso dell'ultimo anno,
not Kanika. Sarebbe cos terribile? chiese.
Se devo restare qui per tutta la vita, evaporer, dichiar lei.
Evaporerai?
Kanika non pot fare a meno di sorridere del suo scherno
affettuoso. Allora non pensare a me, pensa a te stesso,
disse. Sono tutti arrabbiati con te. Dicono che hai disonorato
la trib. Dicono che, disonorandoci, hai aperto la porta
agli spiriti maligni, e ora ci succeder qualcosa di brutto.
Il ragazzo gir la testa come per sorprendere qualcuno
che stesse origliando, ma lo fece in modo plateale, per
prenderla in giro. Non c'era nessuno, naturalmente. Tutti
gli abitanti di Mididima erano al sicuro nelle rispettive case
o nel kilinge. La maggior parte di loro temeva il buio - e gli
spiriti che correvano nella notte, portatori di siccit e carestia
- quasi quanto temeva Scar Boy.
Anche lui avrebbe dovuto avere paura, considerando che
l'attacco della iena era avvenuto all'imbrunire, eppure non
paventava il buio. Sembrava, anzi, maggiormente a suo agio
quando il sole non era visibile. Secondo Kanika era perch
l'oscurit celava le sue cicatrici, rendendolo quasi integro.
Lei poteva parlargli in qualsiasi momento, a mezzogiorno o
a mezzanotte, e talvolta sentiva la propria voce continuare
ancora e ancora, come acqua che scorra gi per una gola
secca, persino pi a lungo di quanto avesse mai programmato,
tanto lui era bravo ad ascoltare. Ma da parte sua, il ragazzo
aspettava il buio per aprire bocca.
Gli si accovacci accanto. Ti prego, dimmelo, gli chiese.
Perch vuoi tenere i libri?
Scar Boy scroll le spalle e lei pens che avrebbe risposto,
invece continu semplicemente a fissare la luna.
Kanika chiuse gli occhi. Riflett su cosa significasse tenere
un libro tra le braccia e fare correre l'indice lungo le pagine,
lasciando che la sua mente facesse acrobazie insieme
alle parole. Come riuscisse a condurla lontano da Mididima
e come, una volta chiuso il volume e tornata indietro, si
sentisse pi grande e pi intelligente. Anche Scar Boy sapeva
leggere, ma non altrettanto bene. Glielo aveva insegnato
il padre di Matani. La lettura, in realt, era stata la prima cosa
di cui i due ragazzi avevano parlato durante la loro prima
conversazione, avvenuta anni prima.
Per te i libri sono come la notte, vero? gli chiese. Puoi
nasconderti nelle storie, e crescervi, e uscirne cambiato. Si
volt a guardarlo. Ti mander dei libri dalla Citt Lontana,
tutti quelli che posso permettermi. Solo restituisci questi,
cos potr andarmene.
Il ragazzo non la guard nemmeno. Kanika sent le guance
intiepidirsi, il sangue pulsarle nella gola e nelle tempie.
Era l'unica persona dell'intera trib, oltre al fratello e al padre
di Scar Boy, a trascorrere del tempo con lui. L'unica
che tenesse a lui, la sua migliore amica.
Hai intenzione di ululare alla luna, gli domand balzando
in piedi, oppure di essere umano? Hai intenzione di
rispondermi?
La rabbia nel suo tono lo indusse a guardarla, dritta in
faccia. Per un attimo lui parve trattenere il fiato. Di' il mio
nome, le ordin con voce tremante.
Lei lo fiss, stupita. Apr la bocca e la richiuse. Taban,
disse. Taban.
Il ragazzo espir sonoramente e le indic di sedersi. Le
cinse goffamente le spalle con un braccio. Non l'aveva mai
fatto, prima. La guard in tralice. La sua espressione a occhi
sgranati, la rigidit del suo braccio, lenirono la furia di
Kanika, facendole quasi venire voglia di ridacchiare.
Come interpretare quel suo amico taciturno, misterioso?
Il suo gesto doveva significare che avrebbe restituito i libri.
Dopo tutto, desiderava quello che era meglio per lei. Lo
desiderava pi di chiunque altro Kanika conoscesse. Quel
braccio sulle spalle equivaleva, per Scar Boy, a una promessa
fatta ad alta voce.
Voglio quello che  giusto anche per te. Lo sai, vero?
gli disse lei.
S, rispose lui, e nel suo tono non c'era traccia di
dubbio.
Bene. Era contenta che potessero restare l insieme a
guardare la luna, e che lui capisse, e che intendesse restituire
i libri cos da consentirle di parlare con Miss Sweeney e
andarsene. Si abbandon contro il ragazzo, posandogli la
testa sulla guancia sinistra. Lo sent tremare per un attimo.
Rilassati, mormor, pur sapendo che non ne era capace.
Rilassati.
...
.
...
13. LA NONNA.
...
.
...
La trib aveva vagabondato per anni, levando le tende e
mettendo radici e trasferendosi di nuovo. Ogni membro
aveva cos acquisito con gli stati d'animo altrui la stessa familiarit
che lo legava ai cambiamenti del vento, al turbinare
della polvere. Ognuno percepiva le abitudini degli altri
con la stessa nitidezza con cui avvertiva il peso del sole a
mezzogiorno o la pressione di un ventre rimasto troppo a
lungo senza cibo. Intuivano in anticipo persino una deviazione
dalla routine.
Quindi Neema sapeva, quasi istintivamente, che se voleva
parlare con Matani quella mattina doveva piazzarsi davanti
a casa sua molto presto. Dorm un sonno leggero, e stava
gi aspettando quando l'uomo usc. Bench non avessero
stabilito di vedersi n lei gli fosse mai andata incontro a
quell'ora, Matani annu senza mostrare traccia di stupore.
Questa mattina, Neema, ha tanti denti affilati come una iena,
disse. Non potremmo parlare stasera?
Gli altri denti dovranno aspettare, ribatt lei, prendendolo
per un braccio. Cammineremo insieme. Alla mia et
la lingua  pi produttiva quando si muovono anche le gambe.
Era troppo vecchia, lo sapeva, perch qualcuno potesse
inarcare le sopracciglia vedendoli insieme. Tuttavia salut
con la mano e a gran voce i tre uomini fermi a parlare vicino
ai cammelli, perch capissero che non aveva nulla da nascondere.
Arriviamo fino ai cespugli di manioca, propose.
Superarono le ordinate file di granturco, di fagioli e di
una coltura sperimentale chiamata patata dolce, il tutto
innaffiato con i kit di irrigazione a goccia che il padre di Matani
aveva portato molti anni prima. Neema si spingeva
ogni giorno fino alle coltivazioni e al piccolo bacino idrico,
ma raramente oltre. Dietro c'erano una capanna e una buca
per il fuoco accanto a cui danzavano talvolta i giovani, e
anche una seconda pozza d'acqua che la trib aveva scavato
anni prima. A volte i bambini portavano gli animali a passare la giornata l.
L'erba nella zona era ancora alta ma lei riusciva gi a distinguere
le chiazze brulle che preannunciavano la Grande
Fame. I membri della trib di suo marito vivevano con una
costante dolia in fondo all'addome che definivano la Piccola
Fame e l'accettavano come una prova di vita. Era la Grande
Fame, quella che punzecchiava come un migliaio di spine,
poi spaccava in due e infine non veniva pi percepita, a preoccuparli.
Si chiese cosa avrebbero deciso gli uomini se le Piogge
del Miglio non fossero tornate, quell'anno, se i secchi del sistema
d'irrigazione avessero perso la loro utilit e un mare
marrone avesse avviluppato il terreno intorno al villaggio.
Stavano gi pregando l'Essere-dalle-cento-gambe con i loro
canti notturni, implorando l'acqua. Ma Lui, vedendo cose
che loro non vedevano, avrebbe risposto nella Sua maniera
imperscrutabile. L'ultima volta, dopo l'inaridirsi del terreno
e il fallimento dei rituali, gli anziani avevano deciso di
non rischiare un altro Immane Disastro e di portare la trib
in un centro nutrizionale. Neema sapeva che era stata
un'umiliazione che non intendevano assolutamente ripetere.
Si chiese quali cambiamenti avrebbe causato questa volta una lunga siccit.
Si tratta di Kanika? chiese Matani, intrufolandosi nei
suoi pensieri. Qualche problema di cui sono all'oscuro?
Neema, che lo precedeva gi di qualche metro, accorci
il passo. Arrivava solo alla spalla di Matani ma le sue falcate
erano sempre state volutamente ampie in modo che - per
quanto lei non fosse disposta a confessarlo ad alta voce -
tutti i membri della trib si sentissero obbligati a camminare
speditamente per restare al passo con lei. Ramment a s
stessa che doveva rallentare per adattare l'andatura a quella
del maestro. Era necessario che lui riuscisse a sentire le sue parole.
Ti trovavi nella Citt Lontana quando la madre di Kanika
 stata uccisa. Si ferm per un attimo. Pronunciare le
parole fu doloroso, persino dopo cos tanto tempo.
 una pena antica, mormor Matani, ma appartiene a tutti noi.
Neema inspir silenziosamente, riacquistando il controllo di s. Eri lontano, quindi forse non sai che subito prima
della morte di mia figlia ero molto malata, spieg. Avevo
una tosse che non voleva andarsene, che talvolta si impadroniva
del mio corpo. A causa di ci mi trovavo nella mia
capanna quando vennero a dirmi cos'era successo a Dahira
e a portarmi Kanika. All'epoca lei aveva solo quattro anni e
un gran bisogno di attenzioni, ma io - debilitata dalla tosse
e ancor pi dalla notizia - non riuscivo a muovermi. Loro
non pensarono di aiutarmi - non se ne accorsero nemmeno.
Avevano la mente occupata dal desiderio di vendetta.
Il tremito nella sua voce scomparve. E questo va benissimo,
 giusto che sia cos, dichiar.
Smise di camminare e si volt verso Matani, che pure si
ferm. Ecco cosa successe poi, raccont. Mia nipote e io
ci fissammo senza parlare per un intero giorno e un'intera
notte. La mattina dopo, lei cominci a piagnucolare. Si
pos delicatamente la mano sul ventre. Affamata, naturalmente.
Il suo pianto mi riport alla vita. Riuscii ad alzarmi
per chiedere a una delle donne di portarmi del latte di
cammella. Lo offrii a Kanika, ma mi indic che dovevo bere
per prima. Non ne avevo affatto voglia ma lei insistette, cos
bevvi il pi minuscolo dei sorsi. Poi lei fece altrettanto e
mi restitu subito il bicchiere. Non ne avrebbe preso altro
finch non bevevo io. In questo modo consumammo per la
prima volta del cibo dopo la morte di sua madre.
Matani le mise una mano sulla spalla. Neema, cominci a dire. Lei lo interruppe.
Per un mese mi cibai unicamente di latte di cammella.
Mentre lo bevevo, la tosse scomparve, i bordi acuminati della
mia sofferenza si smussarono e il mio desiderio di morire
svan. All'inizio non volevo affatto il latte. Proprio come
molti, qui, non vogliono la biblioteca. Pieg il capo. Ma
grazie a Kanika bevvi. I figli dei nostri figli possono portare
con s una felicit grande come la luna, Matani. Lo scoprirai di persona.
Lui si sfreg la fronte con il palmo di una mano. Se hai
qualcosa di essenziale da dire, Neema, dobbiamo cominciare.
Neema aveva un'unica dote di cui andava fiera: la schiena
forte e flessibile. Come lei ben sapeva, era insolitamente
elastica, persino per una donna molto pi giovane. La tese
al massimo e lasci che il suo sguardo percorresse l'orizzonte,
mentre camminava. Si premette le dita sugli zigomi.
Sto leggendo un altro libro della tua biblioteca, raccont.
Non  la mia biblioteca, la corresse lui.
Quella della donna bianca, allora.
L'uomo apr la bocca come per obiettare di nuovo.
Non c' bisogno che discutiamo di questo, Matani. 
grazie a te che il bibliotecario di Garissa si degna di pensare
a noi, visto che viviamo come il fiore dell'acacia trasportato
dal vento. Ma quello di cui voglio parlare  questo particolare libro.
E io voglio ascoltare. Anche se stamattina, lo dico con il
massimo rispetto, potrebbe non essere...
 la storia di una donna che sente di non avere n spazio
n movimento. Ha il cuore di un nomade ma nessun
luogo in cui vagare, e il marito non desidera trasferirsi. Lui
ascolta senza sentire, guarda senza vedere. Cos lei rimane
invischiata con un uomo che non  suo marito.
Matani sorrise. Ti prego, non menzionare questa storia
al padre di Jwahir, altrimenti questa sera torner a trovarmi
per discutere ancora dei semi di corruzione che la mia biblioteca sta spargendo.
 una brava donna, aggiunse lei. Ma la scelta che fa 
sbagliata. Chi infrange le regole deve essere punito.
Lui sospir e si accosci. Mi arrendo, Neema, dichiar.
Rimarr qui. Ascolter. Abbi solo la bont di arrivare rapidamente al punto.
L'anziana donna non se la stava cavando granch bene.
Non aveva stabilito in anticipo che cosa dire ma aveva contato
sul fatto che le venisse in mente man mano. Preferiva
suggerire il significato delle sue parole anzich imporlo,
Matani invece privilegiava la schiettezza, parole chiare e rapide.
Aveva imparato ad apprezzarlo nella Citt Lontana.
Neema fece tre ampi passi, girandogli intorno, poi si ferm.
La notte scorsa stavo pensando alla tua risolutezza, Matani,
gli disse. Dopo tutto ti conosco sin da quando eri ragazzo.
Quando avevi circa dodici anni ti ho visto uccidere
una mucca ormai vecchia che era stata il tuo animale domestico.
Non hai avuto nemmeno un attimo di esitazione. A
causa della tua fermezza, fosti scelto per dare la morte a un
cammello che si era spezzato la zampa quando avevi solo sedici anni.
Lui si dimen per l'imbarazzo e al contempo sorrise.
Vorresti dire che mi ricordi spietato?
Io la metterei in modo diverso, replic Neema. Non
c' spazio per la tenerezza nei nostri uomini, e ben poco
nelle nostre donne. Ma alcuni si oppongono alla compassione
indiscriminata. Tu, Matani, sai cosa dev'essere sacrificato.
Ed  importante, ora. Non mandiamo un ragazzo a
prendere il miele, mandiamo un uomo.
Matani si appoggi pi indietro sui talloni, fissandola.
Sopravvivenza e cambiamento sono correlati, continu
lei. Chi lo sa meglio di noi? Ci siamo sempre adattati per
sopravvivere, spostandoci per seguire gocce d'acqua, per
evitare i nemici, per trovare erba per gli animali. Ora ci serve
un tipo di cambiamento diverso.
Ah. Ci avviciniamo al nocciolo della questione.
Alcuni dei nostri anziani vedono la biblioteca itinerante
come una trib nemica. Dicono che i libri sono abitati da
spiriti maligni, che distruggeranno la nostra cultura. Che i
nostri giovani verranno attirati nelle citt dove, per vivere,
spazzeranno le strade e le nostre ragazze vi dormiranno, e il
loro cuore rester eternamente vuoto perch costretti a vivere
in un unico posto anzich vagare liberi.
Ho sentito anch'io questo borbottio, mormor Matani.
Ma noi due sappiamo che, persino se i libri sono frammenti
di mondi diversi, non sono abitati da spiriti maligni.
E che imparare a leggere provocher un cambiamento necessario.
Quindi non sei d'accordo con gli anziani?
Neema si pieg in avanti, raccolse una manciata di terriccio
e la lasci cadere. Sopravviveremo a ci che verr solo
se riusciamo a raggiungere il mondo moderno, dichiar.
Coloro che ci ostacolano vanno ignorati o altrimenti rimossi.
Non ho la capacit di rimuovere...
Quello che perderemo per il fatto di avere i libri lo
avremmo perso comunque. Quello che guadagniamo  incalcolabile.
Quando vedi Scar Boy devi dirglielo. Digli anche
che non dovrebbe rischiare l'ira della sua gente, e che non
potr tenere in nessun caso ci che non gli appartiene.
Matani scosse il capo. Alla fin fine, temo che Scar Boy
avr ben poco a che fare con il futuro della biblioteca.
Io sono vecchia, afferm Neema. Sono sacrificabile.
Ma non sono l'unica a dipendere dalla vita che questi cammelli
portano. Tu. I bambini. Persino la tua Jwahir. E la mia
Kanika, anche lei ne ha bisogno - diglielo.
Neema, credo che queste parole serviranno a ben poco,
rivolte a Scar Boy. Dubito che i libri siano andati persi. Lui
si sta semplicemente comportando da irresponsabile, o da insolente.
Diglielo e basta, lo sollecit lei. Menziona Kanika.
Dopo tutto, dov' che va mai, per poterli perdere? Deve
averli per forza. Matani aveva assunto un tono quasi cogitabondo,
come se stesse parlando tra s e s.
Neema scosse il capo, interrompendolo. Spetta a te
stabilire cosa  racchiuso nel cuore e nella testa di Scar Boy,
sottoline. Sei legato a lui dalla storia e dal destino. Ma ti
prego, quando lo incontri, rammentati della nostra sopravvivenza.
Sopravvivenza. L'altro chin la testa con un sorriso stiracchiato.
Mi affidi un compito impegnativo.
A noi donne permettono di fare cos poco. Sappiamo,
per, tendere la pelle quando  ancora verde, persino se
pensiamo che l'inverno sar mite.
Matani rise e anche lei sorrise.
Quello che mi rimane da dirti  pi breve di un respiro,
dopo ti lascer andare, annunci l'anziana donna. Se
qualcuno nuoce al futuro di mia nipote, gli tenne stretto il
polso per un attimo, io lo uccider.
Che parole! esclam lui.
 compito mio. Tu invece devi eliminare qualsiasi cosa
rischi di nuocere ai bambini di Mididima.
Che parole, ripet Matani, stavolta pi debolmente.
Non sottovalutare l'importanza di quello che dici e fai
con Scar Boy, gli consigli Neema. Porta con te la tua fermezza.
...
.
...
14. L'AMERICANA.
...
.
...
Fi esit davanti alla porta, attanagliata da un'improvvisa
ondata di timidezza. Forse Mr Abasi non avrebbe gradito
quella visita non sollecitata. Ma subito dopo si rimprover
per la sua indecisione: l'uomo non era pericoloso, dopo
tutto, e lei aveva gi soppesato e scartato la possibilit che
quel viaggio comportasse dei rischi. Alcune guide, in effetti,
sconsigliavano ai viaggiatori di avventurarsi nella remota
regione nordorientale vicina al confine con la Somalia. Oltre
ad accennare alla malaria e agli shifta, mettevano in
guardia sui sanguinosi conflitti tra gruppi tribali e sul kumi-kumi,
il liquore prodotto abusivamente che poteva contenere
una dose letale di metanolo. Una guida, parlando dell'alto
tasso di crimini violenti, citava persino un cartellone destinato
agli automobilisti: Nel caso veniate aggrediti a bordo
della vostra vettura, cercate di instaurare un rapporto
amichevole con i malviventi. Ricordate: anche loro sono umani.
Quindi perch mai la prospettiva di bussare alla porta di
Mr Abasi doveva spaventarla cos?
Eppure continu a indugiare, osservando tre polli scarni
che artigliavano e becchettavano il terreno, davanti alla casa
di argilla e mattoni di Mr Abasi. Quella accanto era rattoppata
con stracci e rottami metallici, e un asino macilento sostava nel cortile.
Lei aveva trovato Nairobi memorabile, soprattutto per i
suoi slum che sprofondavano nelle vallate, i ragazzi di strada
soprannominati chokara o Coloro-che-mangiano-i-rifiuti,
e i matutu, i minibus che sfrecciavano attraverso la citt.
Era una cittadina dura, in perenne fermento, brulicante di
corruzione e tensioni razziali, che a Fi ricordava una frase
della Casa della fame di Dambudzo Marechera: La vita si allungava
come una serie di tuguri erosi dalla fame.
Il viaggio di cinque ore verso nord-est aveva rappresentato
uno spostamento nel tempo ancor pi che nello spazio.
La regione cominci ad apparire pi esotica gi venti minuti
dopo che Fi e il suo autista lasciarono Nairobi, e sempre
pi esotica dopo che lei compr corte e grasse banane lungo
la strada, a Yata, per poi raggiungere il deserto torrido e
brullo. Superarono mandriani solitari con capre o mucche,
e l'occasionale famiglia che portava i cammelli fino all'acqua.
L'eccitazione e l'urgenza che Fi provava riguardo alla
sua missione aumentarono mentre si avvicinava all'entrata
di Garissa, contrassegnata da un cartello con la scritta (CARIB,
Benvenuti in swahili. Per quanto ne sapesse, era l'unica
bianca residente a Garissa, e all'inizio suscitava un'enorme
curiosit. I bambini la guardavano a bocca aperta, sfacciatamente;
gli adulti, con maggiore sottigliezza la fissavano
da sotto le palpebre abbassate. Ma una mattina, dopo un
paio di settimane, si svegli per scoprire che tutti sembravano
avere dimenticato il colore della sua pelle, o almeno erano
ormai disposti a non farci caso. Lei stessa se ne dimentic,
anche se la cosa fu parzialmente intenzionale, scaturendo
dal bisogno di integrarsi, di avere un posto e uno scopo
precisi nella comunit.
Era felice che Garissa fosse tanto diversa dal mondo moderno,
frettoloso e distratto che si era lasciata alle spalle. Si
crogiolava in quella differenza. Ma talvolta, doveva ammetterlo,
le mancava la possibilit di navigare su Internet, di conoscere
all'istante le ultimissime notizie, di seguire i blog
dei colleghi bibliotecari. Sentiva persino la mancanza dei
clienti svitati, come la donna asiatica con i capelli tinti di un
rosso scarlatto che passava ore a leggere qualsiasi cosa parlasse
del gioco d'azzardo, compresi i romanzi, per imparare
a battere le slot machine di Atlantic City. O l'aspirante poeta
che portava sempre con s un taccuino rigonfio delle sue
preziose carte - alcune lacere o macchiate di cibo - e insisteva
per mostrarle quale posto sugli scaffali avrebbe dovuto
occupare il suo libro, se mai fosse stato pubblicato. Oppure
il sarto in pensione che andava ogni giorno in biblioteca
a leggere il giornale, e che dopo essere scomparso per
un paio di settimane le aveva raccontato di avere fatto un
viaggio con gli extraterrestri. Fu quello il giorno in cui Fi vide
l'annuncio per il posto di consulente in Kenya, e si disse
che doveva fare qualcosa di significativo nella vita.
La porta di Mr Abasi si spalanc di scatto, come se lui la stesse aspettando.
Fi sorrise. Mr A.
Miss Sweeney? Che cosa ci fa qui?
Posso chiederle una cosa?
Adesso? riusc a ribattere Mr Abasi.
Riguarda la biblioteca, spieg lei. Scusi l'intrusione,
ma  importante e temevo che in seguito non avremmo
avuto abbastanza tempo.
Mr Abasi guard a destra e a sinistra, poi fece tre rapidi
gesti con la mano destra, come se stesse raccogliendo qualcosa.
Si accomodi, certo.
Fi chin la testa per entrare nell'abitazione fiocamente illuminata.
Sci! disse lui, e lei si volt e vide due bambini
nascondersi dietro un malconcio carretto piazzato davanti
alla casa accanto. Era abituata a essere seguita dai ragazzini.
Li salut con la mano.
La casetta a due stanze di Mr Abasi era scarsamente ammobiliata,
con una stuoia arrotolata sul pavimento e una
piccola dispensa di legno chiaro. Tre libri in brossura erano
impilati in un angolo e al muro era appesa una cartina del
Regno Unito. Ma ad attirare l'attenzione di Fi fu un dipinto
stilizzato, in varie sfumature di marrone e rosso, fissato a
una parete. Mostrava una donna di grandi dimensioni che
dava la schiena a chi la guardava, le braccia sollevate e accostate
al collo e alle spalle come se li stesse massaggiando;
portava una gonna ampia ma sembrava nuda dalla vita in
su. Il carattere edonistico del quadro contrastava con l'immagine
che si era fatta di Mr Abasi. Si avvicin per osservarla
meglio e vide, infilata in un angolo della cornice, la foto
di uno dei cammelli carico di libri. Quindi l'uomo teneva a
quel programma. Fi sent crescere la propria sicurezza.
Quando si volt di nuovo a guardarlo, scopr che era ancora
in piedi e la stava fissando con un'espressione che sembrava
quasi una parodia della sorpresa. Gli si gonfi il petto
mentre traeva un bel respiro, poi parve finalmente riprendersi.
Si sieda, disse indicando un materassino marrone,
imbottito di paglia dura, steso sul pavimento. Il suo tono
aveva un che di autoritario.
Lei si sedette a gambe incrociate.
Gradisce del chai?
Fi si sent tutt'a un tratto tremendamente americana.
Non voleva il chai, voleva arrivare subito al punto. Ma si era
presentata a casa di Mr A. senza preavviso, quindi doveva fare
le cose a modo suo.
Volentieri, grazie, rispose.
L'osserv raggiungere un angolo, dove accese quella che
sembrava una versione leggermente pi grande di un fornelletto
da campeggio, sul quale poggiava un bollitore celeste
da cui usciva gi il vapore. Apr una piccola dispensa da
cui prese una grossa tazza su cui campeggiava il disegno di
una pantera simile a uno di quei souvenir dell'Africa che si
possono acquistare all'aeroporto. Vi fece cadere delle foglioline
di t scuotendo un sacchettino di plastica, poi aggiunse
la miscela bollente di latte e acqua. Non la guard
mentre lavorava, e lei intu di non dovere parlare. Dopo
qualche minuto lui le port la tazza e le si sedette di fronte.
Grazie, disse Fi, e si costrinse a bere un sorso. Il chai era
senza zucchero, leggermente speziato. Dopo quel sorso, per,
non riusc a trattenersi oltre. Mr A., perch  diventato un bibliotecario? chiese.
Lui le rivolse un'occhiata al contempo divertita e impaziente.
Miss Sweeney, cosa c'entra questo con la biblioteca sui cammelli?
Mi accontenti, Mr A.  perch ama i libri? O forse la lettura?
Per un attimo lui non rispose. Amo molto alcuni libri.
Shakespeare, per esempio, dichiar alla fine, poi abbass
la voce e inton: Occhio di ramarro e dito di rana.
Fi scoppi a ridere e l'uomo sorrise per la prima volta da quando era arrivata.
Ma se vuole proprio saperlo, aggiunse, sono un bibliotecario a causa di Miss Fetegrin.
Chi?
Fetegrin. La prima bibliotecaria che abbia mai conosciuto.
Una londinese pragmatica, con i capelli corti. Portava
tailleur attillati e aveva un vitino minuscolo, ma tutto dipese
dai suoi occhi: racchiudevano una tale passione, soprattutto
quando parlava della biblioteca di Saint James Street. La
sua voce era animata da un insolito fervore, ma si interruppe,
come se si fosse reso conto che si stava lasciando trascinare.
Si schiar la gola. Comunque, arriv da Londra e venne
a trovarmi a scuola - presumo che gli insegnanti mi avessero
raccomandato. Mi intervist per una borsa di studio relativa
a un corso di biblioteconomia in Inghilterra. E la ottenni.
Una volta l ha considerato l'eventualit di rimanere all'estero invece di tornare a casa?
Mr Abasi scosse il capo. Mi piace questo posto, Miss
Sweeney, rispose, stupito dalle sue stesse parole. Poi tacque,
e Fi cap che aveva finito di mettersi a nudo.
Io sono stata piuttosto lenta nell'imparare a leggere,
confess lei dopo un istante. Un'imprecisata difficolt
d'apprendimento non diagnosticata, immagino, ma dovetti
arrivare quasi ai nove anni prima di riuscire a leggere un libro
da sola. Lo adorai. Capii subito che i libri potevano portarci
fuori da noi stessi e renderci pi grandi. Persino fornirci
relazioni umane di cui altrimenti non godremmo. Si
interruppe. L'uomo la guardava, impassibile. A casa collaboro
con il programma di alfabetizzazione per adulti. Sa
quante persone vanno in biblioteca - persino quelle che
non sanno leggere - per trovare risposte e soluzioni?
Bene, ribatt Mr Abasi. Qual  il succo di tutto questo,
Miss Sweeney?
Lei sorrise del suo tono, tutt'a un tratto brusco e impaziente.
Mididima.
Lui annu, sul viso un'espressione soddisfatta. Lo immaginavo.
Mr A., lei giudica sicuramente importante l'alfabetizzazione.
Come pu essere un bibliotecario e pensare altrimenti?
Non ho detto...
Sa che l'alfabetizzazione pu anche aumentare il reddito?
Le sopracciglia di Mr Abasi si inarcarono. Nel bush?
E vi sono anche benefici meno tangibili. Per esempio,
un incremento della propria autostima.
Voi americani... disse lui, in tono esasperato e insieme
indulgente. Con la vostra incrollabile fiducia nella vostra
capacit e nel vostro diritto di cambiare il corso della storia altrui.
Fi allung le gambe e flett le dita dei piedi. Ho sempre
odiato la parola amministrazione. E un termine secco, noioso,
non trova? Dopo che mi dissero che facevo parte dell'amministrazione
della biblioteca ho cominciato a immaginarmi
giustiziata da un plotone d'esecuzione.
S, Miss Sweeney? la sollecit Mr Abasi dopo un minuto.
Ma gli abitanti di Mididima riescono a farmi apprezzare
di nuovo il mio lavoro, Mr A. Sono intelligenti. Meritano
una chance. E io posso aiutarli. Senza istruzione e contatti
con il mondo moderno non hanno futuro.
Certo che ce l'hanno. Lui distolse lo sguardo per un attimo,
il volto raggrinzito da un'apparente frustrazione. La
gente di Mididima esiste, in questa o quella forma mutevole,
da migliaia di anni, Miss Sweeney. Da pi tempo del suo paese.
Fi osserv la tazza di chai e poi bevve un sorso. Decise di
cambiare tattica. Sto pensando da un po' a un mio particolare
talento, raccont. Riesco sempre a trovare i libri. 
un dono meraviglioso, per una bibliotecaria. Ogni qual volta
un volume finisce fuori posto, chiamano me per rintracciarlo.
Non so bene come ci riesco, mi limito ad allungare
le braccia e a camminare tra gli scaffali, come un rilevatore
di libri vivente. La cosa sbalordisce persino me.
Sa quante persone vivono a Mididima, Miss Sweeney?
domand lui. Non pi di 175.
Sta dicendo che sono troppo poche per preoccuparsene?
Sto dicendo che ci sono molti altri posti che la sua biblioteca
pu visitare, ora che la popolazione di Mididima ha infranto le regole.
Lo trovo gratuitamente crudele.
Crudele? No. E pratico. Mr Abasi si alz per versarsi ancora
del chai. C' un'altra cosa, Miss Sweeney, aggiunse
mentre riempiva la tazza anche a lei. Qualcosa che ho imparato
quando vivevo a Londra. A volte i paesi come il suo
credono che il loro sia l'unico modo.
Non voglio certo contraddirla, ma temo di non capire
cosa intende. Io sto parlando di libri, non di un'invasione militare.
Lei ama l'idea di ci che, a suo parere, sta ottenendo a
Mididima. Ma quelle persone hanno un loro approccio alla
vita, Miss Sweeney. Non dia per scontato che lo si debba cambiare.
Che genere di vita? Penuria di cibo. Penuria d'acqua.
Lasci che le racconti una storia su un insediamento non
troppo lontano da Mididima, disse Mr Abasi, sedendosi di
nuovo. I suoi abitanti andavano ad attingere l'acqua in un
pozzo che distava quattro ore di cammino. Qualche anno fa
una missione cristiana raccolse i fondi necessari e cominci
a costruirne uno che avrebbe richiesto solo quindici minuti
di marcia. Prima che riuscissero a terminarlo, il pozzo venne
distrutto. Ricominciarono a costruirlo, e fu demolito ancora.
Alla fine chiesero alla popolazione del villaggio se erano
delle trib rivali a danneggiarlo. No, risposero gli abitanti,
erano loro. Le donne avevano sempre affrontato quelle
quattro ore di strada, una volta alla settimana, e non lo
giudicavano un viaggio troppo lungo. Concedeva loro una pausa
dalle noiose incombenze quotidiane e un'opportunit di
andare a trovare i vicini. Inoltre era diventato un rito di passaggio
dall'adolescenza all'et adulta, parte integrante della
loro cultura. Non volevano un pozzo che distava appena
quindici minuti. Questa gente ha legami con la terra e con
le tradizioni che gli estranei possano non capire.
Ma cosa pu esserci di male nell'imparare a leggere, Mr A.?
I libri che portiamo sono scritti in swahili e in inglese, e
non nelle lingue locali. Non sono libri sulla loro vita, rispose
lui. Sono libri che potrebbero addirittura farli vergognare
della loro vita.
Ci servono testi diversi, sono d'accordo.
Non sono sicuro che il tipo di libri di cui hanno bisogno
esista davvero, Miss Sweeney. Sospir. Ma ha gi preso una
decisione, vedo. La invit con un gesto a bere un altro sorso
di chai e aspett che lo facesse. Sa che molta della nostra
gente si ritiene obbligata a fornirti sempre nutrimento e riparo
se conosci cinque espressioni colloquiali nella sua lingua
tribale? Ma... Si interruppe come per sincerarsi che lei
lo stesse ascoltando attentamente. Ma se ne conosci meno
di cinque, non ti deve nemmeno un sorso d'acqua.
Fi annu, capendo cosa intendeva, ma lui insistette.
Impari quelle cinque frasi, Miss Sweeney, la sollecit.
Forse addirittura dieci, Mr A., ribatt lei.
...
.
...
15. L'INSEGNANTE.
...
.
...
Sarebbe diventato un uomo diverso, se fosse stato figlio
di qualcun altro. Un cacciatore. Un guerriero, magari. Da
ragazzino si era mosso in silenzio, trattenendo il respiro,
cosa che gli uomini della trib menzionavano regolarmente
e con occhiate eloquenti. Da adolescente aveva talvolta
immaginato di cacciare e uccidere, tornando dalla sua gente
con il necessario sostentamento.
Ma Matani, il cui amore per il padre rasentava l'adorazione,
aveva sempre saputo che alla fine avrebbe ceduto ai desideri
di lui. Impar a infilzare le parole invece degli animali.Per compensazione si diceva che in un certo senso, alla
fine, era una sorta di guerriero, forte e appassionato, che
lottava per il futuro della moglie, per i figli che sarebbero
presto arrivati, per i vicini. Ma non era la stessa cosa, lo sapeva.
Salve, maestro, gli disse Nadif. Ora di cominciare?
Lui tocc la spalla del bambino. Vai a bere un po' di latte
e raduna le forze. Sar pronto presto. Nadif non gli
chiese dove stesse andando: tutti sapevano che era diretto
da Scar Boy. Matani sentiva su di s la pressione di occhi e
pensieri; i vicini stavano aspettando di scoprire se meritava
davvero il nuovo rispetto concessogli ultimamente.
Okay, maestro, ribatt Nadif.
Solo dopo l'arrivo della biblioteca i bambini avevano cominciato
a chiamarlo in quel modo, come se questa gli conferisse
automaticamente quel titolo. Sapeva che il loro rispetto
poteva non durare. Un passo furtivo, un braccio muscoloso,
una bocca tappata: erano quelle le doti maschili
pi ammirate. E lui, dopo tutto, era semplicemente un uomo
che sapeva leggere e pronunciare parole irriconoscibili
in lingue irrilevanti. Il suo unico atto di coraggio era il sostegno
fornito a una controversa biblioteca a dorso di cammello.
Se fosse stato un tipo di guerriero pi tradizionale,
forse per Jwahir sarebbe stato pi facile capirlo.
Continuare ad amarlo, ecco cosa intendeva.
Era quella, in fondo, la vera fonte dei dubbi su s stesso.
Jwahir si era fatta distante, come se avesse raggiunto una
pozza d'acqua diversa e lo avesse lasciato dietro di s, su un
terreno inaridito. Persino la notte precedente, mentre lui si
agitava insonne, lo aveva respinto. Sentendo il respiro di
lei, Matani aveva capito che era sveglia, cos aveva allungato
una mano per toccarla, pensando che avrebbero potuto
parlare, condividere l'ansia relativa alla biblioteca, e che in
seguito sarebbe infine riuscito a riposare tranquillo. Ma lei
aveva finto di dormire e si era girata pesantemente dall'altra parte.
Mentre raggiungeva la capanna di Scar Boy, una visione
gli si affacci alla mente: lui stava tornando dalla caccia, le
spalle possenti, la pelle lucida di sudore; Jwahir lo stava fissando
con occhi colmi d'ammirazione, prendendogli le mani,
posandogli il pollice al centro del palmo, accarezzando
quel punto, facendoglisi pi vicina.
Era cos concentrato su quell'immagine che trasal quando
Badru spinse da parte il telo che fungeva da porta della
capanna. La sua espressione priva di stupore dimostr che
lo aveva sentito avvicinarsi, che lui non possedeva pi nemmeno
il passo felpato della sua giovinezza.
Salve, maestro, disse.
Uscendo dalla bocca di Badru, il saluto suon irriguardoso.
Matani si avvicin, non aspettandosi che il compito si rivelasse
difficile ma continuando a concentrarsi sulla responsabilit
impostagli da cos tante persone - non solo
Neema e il padre di Jwahir, ma anche bambini, giovani donne,
persino la migliore amica di Jwahir, Leta. Sono venuto,
come promesso, annunci. Per vedere tuo padre.
E lui non c'.
Badru lo annunci con un certo compiacimento, ma Matani
si era aspettato l'assenza di Abayomi. Ci aveva contato,
in realt. Allora tuo fratello, aggiunse.
L'altro ebbe un attimo di esitazione, prima di fargli cenno di entrare.
In un angolo della stanza sedeva Scar Boy, a gambe incrociate.
Non alz gli occhi quando l'uomo entr. Stringeva
una pietra triangolare dalla punta acuminata, marrone al
centro e grigia lungo i bordi. Somigliava agli involtini ripieni
di carne che Matani aveva mangiato per le strade di Nairobi.
Vide che il ragazzo l'aveva appena usata per disegnare
sul terriccio di fronte a lui una forma a spirale.  un animale - un cammello, forse?
Persino dopo avere osservato per anni la cicatrice di Scar
Boy tendersi e rilasciarsi, non riusciva a evitare un sussulto
interiore, ogni volta che se lo ritrovava dinanzi. Non ammirava
certo quella sua debolezza, ma era costretto a perdonarla:
la sua reazione era involontaria. La pelle cicatrizzata
sulla guancia destra era scura e insieme vivida, di un color
cobalto quasi luminoso, il tipo di tinta che lui sospettava si
potesse trovare su grandi foglie nelle fitte regioni tropicali
di cui parlava sempre suo padre. Il naso gli era stato strappato
dal viso e al suo posto c'era una massa informe simile
a una verruca con due fori. Met labbro era perennemente
tirato verso il basso, come se il lato sinistro avesse rinunciato
a lottare contro la forza di gravit.
Non erano quelle, per, le parti del suo corpo che pi
spaventavano gli abitanti del villaggio, bens gli occhi di
Scar Boy. Il destro, non toccato dalla iena, era pi alto e pi
grande dell'altro. Il sinistro, invece, era scivolato quasi fin
dentro la guancia, conferendogli un aspetto irrimediabilmente sbilanciato, ferino.
Ciao, disse Matani.
Scar Boy spost il sasso da un palmo all'altro e fece una
smorfia per salutarlo.
Qualcosa, nella sua espressione severa, provoc un dolore
acuminato nello stomaco dell'insegnante e, allo stesso
tempo, gli evoc un nitido ricordo del pomeriggio in cui
Abayomi aveva portato a casa sua un ammasso di carne masticata e sanguinolenta.
All'epoca Matani era un giovanotto, poco pi vecchio di
quanto fosse adesso Scar Boy, in procinto di andare a studiare
a Nairobi. Il padre gli stava dando da tempo lezioni di inglese
e lui ricordava ancora chiaramente come si sedesse a
gambe incrociate, le mani a coppa posate in grembo, la voce
che si abbassava e si alzava con un ritmo delicato - e come la
lezione ebbe fine quando una forza irruppe nella loro capanna
con l'impeto e la velocit di una tempesta di sabbia.
Una raffica d'aria, un odore acre, Abayomi ansimante e con
lo sguardo spiritato, il piccino che gli si dimenava tra le braccia.
Matani non aveva mai visto, n prima n dopo di allora,
nulla di cos brutale, maleodorante, orrendo. Sembrava che
il bambino stesse lottando con la morte stessa.
Si era infilato le dita in bocca e le aveva morsicate per impedirsi
di urlare mentre correva fuori, la mente ottenebrata.
Non osava allontanarsi troppo, perch temeva l'imprecisato
orrore senza nome che aveva aggredito il bambino,
perci, una volta spintosi cos in l da non riuscire pi a vedere
l'insediamento, torn furtivamente sui suoi passi, nascondendosi
tra le ombre del kilinge. Rimase lontano dalla
capanna per ore, ore preziose durante le quali il padre
avrebbe avuto bisogno del suo aiuto per curare il piccino ferito e il giovane genitore attonito.
Raddrizz la schiena, si massaggi delicatamente la pancia
e inspir a fondo, concentrandosi di nuovo sul motivo
della visita. Sono venuto per i libri, annunci. Non apprezzava
i lunghi discorsi sulle questioni importanti, quindi
desiderava che l'affermazione bastasse a lui per pronunciare
la sentenza e a Scar Boy per estrarre i volumi incriminati.
Il ragazzo cull la pietra in una mano, poi se la lasci cadere nell'altra.
Devono essere restituiti ogni volta che arrivano i cammelli,
come ben sai, aggiunse Matani. In questo caso la
biblioteca ci ha concesso due settimane extra, ma la trib
diventa irrequieta quando non tiene fede alle sue responsabilit.
Scar Boy non rispose nemmeno con gli occhi.
Li terr io fino al ritorno della biblioteca, aggiunse
Matani emettendo un sonoro sospiro per dimostrare che cominciava
a stancarsi di dire ovviet.
Badru, in un angolo della stanza, si mosse appena. Per il
resto, regnava una quiete totale.
Quel giorno di tanti anni prima, pur non riuscendo a immaginare
cos'altro avrebbe potuto fare se non fuggire, Matani
si era comunque vergognato. Rimpiangeva di non essere
rimasto, non solo per aiutare il padre ma anche per guardarlo
al lavoro. Suo padre sapeva sempre accendere un fuoco,
come diceva l'adagio; era l'uomo pi pieno di risorse
che Matani avesse mai conosciuto. Un antropologo inglese,
David Barkin, aveva fatto amicizia con lui quando era ragazzo,
vedendo qualcosa di insolito nei suoi modi disinvolti,
entusiastici. Aveva pagato per mandarlo a studiare lontano
dal villaggio. Per tre volte il padre di Matani era andato a
Nairobi per frequentare varie scuole e per tre volte era tornato
con nuove conoscenze. Ma i suoi vicini reagirono con
diffidenza quando spieg che stava imparando come fare
durare pi a lungo l'acqua, razionandone la distribuzione a
un terreno assetato. Erano convinti che la terra dovesse essere
venerata, non manipolata. Si insospettirono ancora di
pi quando torn portando con s pillole capaci, a suo dire,
di lenire una febbre o mettere fine alla sofferenza. Pastiglie
minuscole pi potenti del calore gelido che poteva impadronirsi
di un corpo? Assurdo. Ma, dopo tutto, cosa potevi
aspettarti da un uomo che si credeva in grado di controllare l'acqua?
In quel particolare giorno, tuttavia, Abayomi non sarebbe
stato annoverato tra gli scettici.
In realt, il padre di Matani non aveva poi molto con cui
curare il bimbo. Pomata antibiotica, qualche grossa benda,
sedativi, e altre pastiglie destinate pi a muscoli doloranti
che lacerati. Ma in qualche modo, con le sue esigue scorte,
aveva sterilizzato e fasciato le sbrindellate ferite di Scar Boy
e lenito il dolore. Aveva lavorato finch l'emorragia era
quasi cessata e gli strilli del bambino si erano quietati. Poi
Abayomi aveva portato il figlio dall'uomo della medicina,
ma aveva sempre attribuito al padre di Matani il merito di averlo salvato.
Quando Matani era tornato a casa, il padre non aveva
espresso critiche n sottolineato di essere stato costretto a
salvare la vita del piccino da solo. Stava spazzando via il terriccio
insanguinato dal pavimento della loro casa, ma si interruppe
per guardarlo dritto in faccia. Il bambino  vivo,
annunci. E credo che lo rimarr.
Da quel giorno sino alla sua morte avvenuta tre anni prima
aveva mostrato uno speciale interessamento per Scar
Boy, insegnandogli cose che un tempo aveva insegnato solo
a Matani. Era un interesse che nessuno dei vicini condivideva,
che nemmeno il figlio capiva fino in fondo e che, a dirla
tutta, per quanto Matani potesse vedere, Scar Boy non
aveva fatto nulla per meritare, tranne sfiorare la morte.
Adesso Scar Boy gli sedeva davanti, caparbiamente silenzioso.
Matani cerc di evocare la pazienza per cui suo padre
era stato famoso. Anche se non dipende da me, dichiar,
far del mio meglio per consentirti di prendere in prestito
altri libri in futuro, se  questo che ti preoccupa. Esit, colpito
dalla sensazione che il legame tra di loro si fosse indebolito
a tal punto che il ragazzo non riusciva nemmeno pi
a sentire le sue parole. Capisci, vero? La biblioteca smetter
di venire, se non recupera i suoi libri. Tu dovresti sapere
meglio di chiunque altro quali vantaggi traiamo dal contatto con il mondo esterno.
Contatto, disse Scar Boy, e la sua voce suon aspra, come
se non parlasse da giorni. Il mondo esterno.
S, rispose studiatamente Matani. Per sopravvivere
dobbiamo mettere fine al nostro isolamento. La biblioteca ci aiuter a farlo.
Io voglio solo questa capanna, ci che contiene e ci che vi lascio entrare.
Erano parecchie parole, per Scar Boy, e pronunciate di
getto, come se temesse che gli avrebbero impedito di dirle,
se non lo faceva rapidamente.
Allora non lasciare la tua capanna, replic Matani con
una punta di disgusto. Dammi solo i libri.
Il ragazzo lo guard sprezzante, come se non avesse afferrato
il punto. Tuo padre veniva sempre da me, disse.
Lo so.
Non si  mai ripreso niente.
In questo caso  diverso. Si tratta di una biblioteca. Ci ha
prestato dei libri. E ora tu hai messo tutto a repentaglio.
Scar Boy si oscur in volto. Hanno un aspetto diverso,
afferm. Mangiano in modo diverso, parlano e pensano in
modo diverso. Ogni volta che pronunciava la parola diverso
conficcava la pietra nel terreno, bucherellandolo e cancellando il suo disegno.
Se mio padre fosse qui...
Io non sono uguale a loro.
Matani inspir a fondo e tent di rendere la propria voce
gentile come lo era stata quella del padre quel giorno di
tanto tempo prima. Mio padre ti direbbe di restituire i libri,
dichiar.
La presa del ragazzo sulla pietra si accentu e Matani not
i lunghi muscoli del suo braccio. Lo stup rendersi conto
che Scar Boy era un giovanotto, ormai. No, disse quest'ultimo,
con voce fiera.
Non  questione di scelta. Questi non sono nostri...
Ho finito, disse il ragazzo con voce penetrante.
Appartengono a...
Finito.
Meglio che tu te ne vada, disse Badru.
Matani non capiva Scar Boy, ma non se ne preoccupava.
Aveva bisogno dei libri. Pi tempo ci voleva e pi si sarebbe
complicata la questione del futuro della biblioteca.
E pi diventava difficile tacitare le sue superstizioni, che
avrebbe dovuto lasciarsi alle spalle crescendo ma che invece
gli aderivano addosso come una seconda pelle. Non si trattava
solo della biblioteca. Libri, uccelli, bambini. Quello che
accadeva con una di queste categorie sembrava presagire ci
che sarebbe capitato con un'altra.
Badru aveva ragione, pens mentre si massaggiava il dolore
al ventre. Era evidente che lui aveva finito. Almeno per
il momento non poteva sperare di ottenere altro da quella
vita che gli sedeva di fronte, quella vita che suo padre, nel bene o nel male, aveva salvato.
...
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PARTE TERZA.
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Bisogna concederlo alle piccole canaglie. Hanno mordicchiato le caviglie dei primi uomini delle caverne. Si sono persino scolate sangue di dinosauro. Questo le pone al di sopra della maggior parte degli altri insetti. La loro vita vale davvero qualcosa. Fino a quando non vengono spiaccicate.
Intervista allo scienziato Rich Hutchins, Enthomologist's Quarterly, estate 2000.
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16. L'AMERICANA.
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Fi non aveva mai creduto alla dichiarazione di Mr Abasi
secondo cui Mididima e altri insediamenti affini potevano
scomparire con una forte brezza. L'aveva considerata niente
pi che l'ennesimo tentativo di dissuaderla dall'intraprendere
il viaggio che lui odiava. Le sembrava in realt
che le capanne di Mididima fossero radicate direttamente
nel sottosuolo e che l'insediamento potesse soltanto ampliarsi, nel corso delle generazioni a venire.
Ma stavolta, mentre vi si avvicinava, Mididima le parve
transitoria come mai prima d'allora. Forse fu perch nessuno
la aspettava. Nessun capannello si form sotto l'alta acacia,
nessun ronzio di anticipazione vibr nell'aria. In quel
momento Mididima sembrava una pianta del deserto rimasta
troppo a lungo senz'acqua, pronta ad avvizzire.
I libri, invece, erano duraturi, addirittura immortali. Alcuni,
come i due che era venuta a riprendere, facevano ormai
parte della coscienza del mondo. Le massime dei maestri
zen e le storie di Omero erano state gettate nella zuppa
della coscienza umana, amalgamandosi al resto ed emergendo
all'ora di pranzo sotto forma di pensieri individuali.
E sarebbero poi diventate i pensieri dei suoi figli, e alla fine
dei suoi nipoti. Mididima, d'altra parte, sembrava un'aleatoria
fantasia un tempo presa fugacemente in considerazione
e in seguito abbandonata. Le piante erano brinate di
sabbia, gli stessi raggi del sole polverosi per l'incuria.
Mr Abasi si era rifiutato di accompagnarla. Verr a prenderla,
invece, aveva annunciato. Sul momento le era parsa
la soluzione migliore, ma ora Fi rimpianse di non averlo accanto.
Con la sua voce stentorea, avrebbe almeno attirato
l'attenzione di qualcuno. Pens di gridare C' qualcuno in
casa? o Iu-u. Nessuna delle due alternative sembrava per
adeguata alle circostanze, sotto il profilo dell'etichetta. I
due uomini che avevano viaggiato insieme a lei sul secondo
cammello la scrutarono curiosi, aspettando di vedere che cosa avrebbe fatto.
Due ragazzini uscirono da una delle capanne e la fissarono
a bocca aperta. Jambo, grid, salutandoli con la mano.
Ridacchiarono e corsero via. Fi scese dal cammello. Uno
degli uomini che si dividevano l'altro le pass la sua sacca
da viaggio, poi sal sull'animale da cui lei era appena smontata.
Fi fece qualche passo verso la capanna pi vicina e si
volt per scoprire che i compagni di viaggio non le staccavano
gli occhi di dosso. Doveva salutarli, lasciarli liberi di riprendere
la via del ritorno. Eppure era indecisa, non se la
sentiva ancora di congedarli. Indugi goffamente sul margine di Mididima.
I due ragazzini spuntarono di nuovo, stavolta con altri
quattro bambini e Matani al seguito, Kanika subito dietro.
Come stai? Come stai? cominciarono a gridarle in inglese
i pi piccoli, ridendo e correndole incontro.
Voi come state? rispose, sorridendo. Poi not il viso di
Matani, che sembrava stupito, forse persino leggermente
orripilato. Jambo, gli disse, tentando di ostentare pi sicurezza
di quella che provava.
 appena arrivata?  gi venuta a prendere i libri di Scar
Boy? le domand l'uomo, lanciando occhiate cariche di
disagio dietro di lei. Dov' Mr Abasi?
Li ha trovati? Com'era stata sciocca a non considerare
l'eventualit che la visita non fosse pi necessaria. Ma il volto
di Matani le disse rapidamente che non erano ancora
stati recuperati, e Fi si sent invadere dal sollievo - cosa di
cui non le sfugg l'ironia. Sono venuta... E a quel punto
tentenn, chiedendosi come spiegare il motivo della sua
presenza. Per aiutare l'Africa nel suo cammino verso l'alfabetizzazione?
Troppo enfatico. Per aiutare una minuscola
lingua di terra a ritrovare un paio di libri? Troppo insignificante.
Ma il suo colloquio con Mr Abasi e la sua decisione di
comparire a Mididima con poco pi di sei bottiglie d'acqua,
uno spazzolino da denti e una zanzariera erano scaturiti
da una fiducia in s stessa che ormai era scomparsa.
Trasse un bel respiro, aspettando che le venisse in mente
la conclusione della frase lasciata in sospeso. Sentiva su di s
le occhiate dei bambini, che si stavano avvicinando piano
piano. Stavolta non era venuta con un carico di libri. Frug
nella borsa ed estrasse una matita. Vedete? chiese loro in
swahili, tenendola sollevata e stringendola tra pollice e indice.
Allung una mano per prendere quella di una bambina
e la accarezz fino ad aprirla. Ora guardate. Picchi la
matita una sola volta, delicatamente, sul palmo della piccola,
poi la sollev e la riport gi. Fece quindi una piroetta,
reggendo la matita sopra la testa, facendola oscillare, strizzando
l'occhio ai bambini e gridando: Uuu! Sapeva di
apparire leggermente folle, ma un certo senso dello stile
era indispensabile. Soffi sulla matita, a titolo dimostrativo,
sollecitando tacitamente la bambina a fare altrettanto. La
piccola ubbid, esitante. Poi Fi le picchi ancora la matita
sul palmo, sollev entrambe le mani e le abbass subito per
mostrare che era scomparsa. Dov' finita? chiese, agitando
le braccia davanti a s come un intrattenitore. Sebbene
non avessero capito le sue parole, i bambini sgranarono gli
occhi con aria di apprezzamento.
Lei indic il cielo, poi la terra, e allung una mano dietro
l'orecchio del piccolo Nadif, il ragazzino che aveva dei numeri
scarabocchiati sul palmo. Voil! Loro non avevano
idea di cosa significasse nemmeno quella parola, ma il modo
in cui la pronunci ad alta voce mentre mostrava la matita
risult di grande effetto.
Trucco di magia n. 101, imparato l'anno prima di iniziare
il liceo, usato raramente dopo di allora. Quel piccolo numero
non sarebbe riuscito a mantenere desta l'attenzione
della maggior parte dei bambini newyorkesi di otto anni,
ma il pubblico di Mididima non era molto esigente. I visetti
la fissavano dal basso mentre i piccoli non si perdevano
una sola mossa. Alle loro spalle si erano fermate alcune giovani
donne, pi scettiche ma comunque incuriosite.
Matani osservava in silenzio, esitante, con un mezzo sorriso,
chiedendosi se lei aveva fatto tutta quella strada solo
per esibirsi nel trucco della matita, magari considerandola
un'altra bizzarra usanza del suo paese. Sussurri delle fiamme, disse.
Cosa?
 la traduzione letterale del termine che usiamo per magia.
Sussurri delle fiamme, ripet lentamente lei, imponendosi
di non dimenticare l'espressione - la prima delle cinque
che doveva imparare. I bambini indugiavano l accanto.
Uno le prese la mano e la strinse. Fi si pieg verso Matani
con aria da cospiratore. Non era vera magia, spieg in un
sussurro chiaramente udibile. Ma sono brava a trovare i libri
scomparsi. Quindi ho pensato che  per questo che sono qui.
Lui la guard dritta in faccia per capire se stesse scherzando,
poi il volto gli si apr in un sorriso che si ampli tanto
da farle assaporare un istante di pura gratitudine. Le tolse di mano la borsa.
Va tutto bene? chiese lei.
L'insegnante lanci un'occhiata ai due uomini che l'accompagnavano.
Quando dovrebbero tornare a prenderla?
Non possono farlo prima di venerd. Quattro giorni. Sono troppi?
Lui allarg le braccia. E un dono per la nostra trib, Miss Sweeney, dichiar.
Fi avrebbe voluto baciarlo: aveva reso cos semplice quello
che avrebbe potuto rivelarsi atrocemente imbarazzante.
Grazie, ribatt, allungando una mano per sfiorargli le dita.
Matani diede qualche rapida istruzione ai due uomini sui
cammelli, pi autoritario di quanto non fosse solitamente
quando Mr Abasi era nei paraggi. Loro sorrisero con palese
sollievo, girarono gli animali e se ne andarono.
Ormai si era radunato un pubblico pi vasto, ancora
composto in gran parte da bambini. Star con Kanika e
sua nonna, disse Matani. Va bene?
Kanika le rivolse il suo tipico sorriso che le riempiva il volto.
Grazie, disse Fi.
Le prenderanno qualcosa da mangiare e potr riposarsi, annunci lui.
Non sono stanca. Poser le mie cose e andr a trovare il giovanotto.
Il sorriso di Matani si contrasse. Ha quattro giorni di
tempo, sottoline. Prima parleremo. E poi, magari, ci andremo
insieme? Ora sto insegnando e...
Certo, rispose Fi. Non voglio metterle fretta. Magari
posso guardarla mentre insegna?
Lui si strinse lievemente nelle spalle mentre si passava le
dita su un sopracciglio, lisciandolo. La sua timidezza era incantevole.
I libri, aggiunse lei, descrivendo un arco con un braccio.
Mi piacerebbe vedere come li usate.
In tal caso, certo che pu, replic Matani.
Venga, Miss Sweeney, disse Kanika. Mettiamo via la sua borsa.
La prese per mano. Nonostante il carattere esotico di
Mididima e la differenza d'et tra lei e Kanika, il gesto la fece
ripensare alla sua scuola elementare negli anni Settanta,
con le promesse di amicizia incontaminata: rasserenanti segreti
e messaggi scambiati in classe, semplici poesie in rima
e tutto il puro zelo dell'infanzia.
Fi. Chiamami Fi, disse.
Come per magia, Mididima era di nuovo abitata. Bambini
ridenti giocherellavano uno con le orecchie dell'altro,
come sperassero di trovarvi altre matite. Voci maschili sgorgarono
da una delle capanne, tre capre a zonzo passarono
l accanto, le donne lavoravano chine nei campi vicini, e Fi
avvert una brezza che portava con s il profumo del pane che cuoceva.
Sono felice che lei sia venuta, afferm Kanika.
Anch'io. Mentre lo diceva, Fi prov un'ondata di rinnovata
fiducia. Non era sciocco ma giusto trovarsi l. Avrebbe
rintracciato i libri, e si sarebbe assicurata che la biblioteca
sui cammelli continuasse a venire a Mididima per anni e
anni. E quella visita avrebbe rappresentato il culmine del suo viaggio.
...
.
...
17. LA MOGLIE DELL'INSEGNANTE.
...
.
...
Jwahir si pieg in avanti sopra le canne di gomma che
spuntavano dai secchi, quelle che il padre di Matani aveva
portato loro anni prima e che ora erano posate sul terreno
in dodici file diritte. Aveva il compito di esaminarle una a
una, cercando eventuali tracce di usura, scolorimento nella
gomma, accenni di fori che potessero lasciare uscire anche
un'unica goccia d'acqua laddove non c'erano piantine. Un
lavoro facile, di solito. Quel giorno, per, non riusciva a concentrarsi.
Tutt'intorno, cugine e zie e vicine stavano zappando oppure
erano inginocchiate a curare giovani pianticelle o
strappavano erbacce sgradite. La presenza di altre donne
generalmente non la distraeva - lavoravano sempre insieme
sulle coltivazioni, e in fretta, per passare poi ad altre incombenze.
Di solito, tuttavia, le donne rimanevano in silenzio. Persino
lei e Leta serbavano la conversazione per dopo il lavoro.
Talvolta si levava un canto, una canzone su un bambino, su
un matrimonio o sul lavoro stesso. Era breve e transitoria,
come un sorso d'acqua condiviso per lenire la sete.
Quel giorno nessuno cantava, eppure le voci delle donne
lavoravano molto pi sodo delle loro mani, con risultati meno
gradevoli. Un'inquietudine innaturale spuntava da loro
come una pianta del deserto oscenamente fiorita dopo un
acquazzone fuori stagione.
Perch  venuta, questa donna senza colore? chiese in
tono secco Chicha, una delle giovani madri, rivolgendosi a Jwahir.
Ultimamente a lei non piaceva affatto Chicha, che da
quando aveva dato alla luce i gemelli sembrava sentirsi superiore
alle altre. In ogni caso, Jwahir non avrebbe dovuto
subire quell'interrogatorio. La donna bianca non aveva nulla
a che vedere con lei. Solo perch era sposata con Matani,
Chicha e le altre la trattavano come se fosse in qualche modo
responsabile della visitatrice, oltre che della biblioteca.
Leta, intuendo l'umore dell'amica, rispose al posto suo.
Dice che  venuta per aiutarci a trovare i libri di Scar Boy.
Ma quale aiuto pu mai fornire? Non conosce la nostra lingua, ribatt Chicha.
E perch Scar Boy dovrebbe parlare con lei quando rifiuta
di farlo con noi? domand la sorella maggiore di Chicha.
Ha un dono magico per ritrovare i libri, rispose Leta.
Ecco cosa ho sentito.
Perch sprecare la sua magia qui? Non le importa di
noi, disse Chicha.
Ai bambini piace, puntualizz Leta.
Chicha scosse il capo. Qualcos'altro l'ha portata qui.
Matani pu anche essere troppo fiducioso per capirlo, ma io no.
Io credo a quello che dice la donna bianca, dichiar
Neema. Smisero tutte di parlare per ascoltarla, in segno di
rispetto, il che fu una vera benedizione perch Jwahir cominciava
ad avere mal di testa e desiderava che il chiacchiericcio
cessasse. La straniera avrebbe dormito nella capanna
di Neema, e tutte aspettavano di sentire cosa aveva da dire
quest'ultima. Ma Jwahir sapeva gi che le sue parole non
avrebbero mitigato a lungo i dubbi: le opinioni dell'anziana
donna erano sempre assai poco ortodosse.
Per me lei  chiara come la voce di Dio la era per Mos,
dichiar Neema, facendo riferimento alla Bibbia. Vuole
trovare i libri in modo che la biblioteca possa continuare
a venire. Forse hai ragione quando dici che non tiene a noi
ma alla biblioteca... Esit. Lei l'ama nello stesso modo in
cui noi amiamo il cibo che abbiamo coltivato e le capre che alleviamo.
Perch? Libri... Chicha emise un suono simile a quello
di uno sputo. Cosa sono mai? Non le daranno latte.
Ci sono molti modi di bere, dichiar Neema, dopo di
che Jwahir smise di ascoltare. Sapeva gi cosa avrebbe detto
l'altra, visto che Matani aveva esposto le stesse tesi parecchie
volte. Inoltre non voleva sprecare i pochi momenti liberi
che il discorso di Neema le avrebbe concesso, momenti
in cui l'attenzione delle donne si concentrava su qualcuno
che non fosse lei e il suo legame con la donna bianca.
Si alz e allung il collo indolenzito. In lontananza vide
gli uomini che badavano agli animali. Identific facilmente
Abayomi: era in piedi ben diritto, tra i pi alti, con il braccio
posato sul dorso di una mucca. Osservandolo, sent lo
stomaco contrarsi. Ripass mentalmente, come aveva gi
fatto tante volte, il giorno dell'ultima visita della biblioteca.
Era il giorno in cui aveva trovato il coraggio di tendere le
mani per toccarlo. Solo che, in verit, non si era trattato
tanto di audacia quanto di disperazione; non sapeva cos'altro
fare con quella fulminea raffica di emozioni.
Senza preamboli, senza dire nemmeno una parola, aveva
allungato le mani per seguire i contorni dei suoi zigomi.
Rammentava perfettamente l'espressione di Abayomi: sbigottita,
poi colma di tremore e affetto. Gli aveva lasciato scendere
le mani sulle spalle e ben presto erano caduti insieme, lei
e Abayomi, le labbra che si incontravano, le mani che sentivano
la pelle attraverso i vestiti, non fondendosi ancora completamente
ma incapaci di separarsi finch non udirono il
rumore dei cammelli su cui venivano caricati i libri.
Desiderava farlo ancora, e non solo quello. Fargli correre
le dita lungo la base del collo e poi gi fino ai muscoli delle
braccia, fino alle mani stesse e oltre. Voleva che lui le stringesse
di nuovo le spalle, voleva annusare il suo odore come
fosse latte fresco e sentire la ruvidezza della guancia di lui
che carezzava la sua. Non importava che rischiasse di essere
lapidata o lasciata morire di fame persino per un accenno
di adulterio. Il suo desiderio di risentire la pelle di Abayomi
contro la sua era talmente intenso da sembrarle una cavit
che iniziava sotto il collo e le occupava l'intero torace.
Jwahir, smettila di dormire! Stiamo aspettando di sentire la tua risposta.
Lei deglut, riacquist il controllo. Cosa c', Chicha?
domand in tono disinvolto.
Cosa dice Matani?
E quando avremmo avuto il tempo di parlare, Matani e io?
Allora, cosa dir?
Matani. Com'era diventato difficile discorrere con lui. Le
loro serate traboccavano di densi silenzi. Ogni giorno lei
pensava che avrebbe trovato il modo di dirgli come era scivolata
con Abayomi in qualcosa di inatteso e sbalorditivo,
qualcosa di onnicomprensivo e caotico - era amore, supponeva,
pur non avendolo mai provato prima. Ma anche se fosse
riuscita a esprimere i suoi sentimenti in una maniera che
risultasse al contempo sincera, onorevole e casta, cosa avrebbe
detto poi? Nella loro trib non esisteva un termine per
indicare il divorzio avviato da una donna. Era sempre un
uomo a richiederlo. Persino se una moglie veniva maltrattata
regolarmente, la rottura della ciotola nuziale spettava a
suo padre o suo fratello. Il padre di Jwahir non era molto affezionato
a Matani, ma lei dubitava che l'avrebbe incoraggiata
a proseguire con quello che avrebbe definito un indegno capriccio.
Questa donna non ha niente a che fare con Matani, afferm
Jwahir, o con me. E venuta qui da sola. Questo interrogatorio mi stanca.
Diede la schiena alle altre, fece qualche passo e si accosci.
Lasciatela sedere, sent dire a Leta, poi smise di ascoltarle.
Chiuse gli occhi e cominci a fingere di trovarsi davvero
molto lontano da l, lontano dalla gente e dal rumore,
in un posto non del tutto silenzioso ma dominato da un ritmo
smorzato, musicale, un posto in cui poteva riflettere.
In quello spazio interiore ricord che quando era ancora
bambina, e non pi alta della vita di sua madre, aveva sentito
parlare di una donna appartenente al clan della sua famiglia
il cui marito la picchiava violentemente ogni sera e trascorreva
le giornate nell'ozio. Una mattina, stando a ci
che Jwahir aveva udito, la moglie si svegli e subito si sedette,
rifiutando di alzarsi, cucinare o andare a prendere l'acqua
finch gli anziani non avessero ascoltato le sue lagnanze
e ordinato al marito di emendarsi.
In seguito l'uomo miglior, si mostr pi gentile e servizievole,
bench solo per un paio di settimane. A quel punto
la donna reiter la sua protesta, restando seduta. Gli anziani
avviarono altri negoziati, e stavolta il marito cambi per
due intere lune. Quando ripiomb nei soliti schemi di comportamento,
tutti si aspettavano che la moglie si lamentasse
di nuovo, e per qualche giorno nell'aria aveva aleggiato un
senso di aspettativa, perch osservare la coppia era divenuto
per i vicini un passatempo. Invece l'uomo si ammal all'improvviso
e nel giro di una settimana mor.
Un sussurro si propag attraverso la trib come un'onda:
la moglie aveva gettato un incantesimo sul marito. Nessuno
lo sapeva per certo, ma tutti la guardavano con paura, sfiducia
e disgusto. Tutti tranne Jwahir, che persino da bambina
capiva quale fosse l'esito consueto dei conflitti tra marito e
moglie. A cosa erano serviti gli anziani? Quale alternativa
aveva la donna?
Matani, naturalmente, non la picchiava. La trattava con
tenerezza, e le lamentele di Jwahir - che lui fosse troppo
passivo, troppo debole, troppo fuorviato - sarebbero state liquidate
dagli anziani, se lei avesse cercato il loro aiuto. Aveva
fatto la sua scelta, avrebbero detto. Matani non era un uomo
malvagio. Se lei avesse spiegato che amava un altro, sarebbe
stata punita. Se loro avessero sospettato un adulterio,
il castigo sarebbe stato la morte. E suo padre sarebbe stato
costretto a farsi da parte.
Quanto al divorziare, tuttavia, Matani poteva dimostrarsi
il migliore dei mariti. Era un uomo moderno. Lei aveva sentito
dire che in altri clan, insediati molto lontano da l, le
donne potevano rompere la ciotola da sole. Anche Matani
doveva averne sentito parlare. E lui l'amava. E se Jwahir
avesse trovato il modo di chiedere la sua libert, se riusciva
a mantenere la faccenda privata, strettamente tra loro due?
Forse Matani avrebbe acconsentito. E, se sembrava che la
decisione fosse stata sua, la trib l'avrebbe accettata. In seguito,
con il passare del tempo, gli abitanti del villaggio non
avrebbero obiettato vedendola scelta da un altro uomo -
fintanto che nulla di tutto ci sembrava opera sua.
Voleva discuterne con Abayomi, pur paventandone la
reazione: avrebbe pensato che lei si stesse spingendo troppo in l?
Ma Abayomi provava sicuramente le sue stesse emozioni.
Quello era solo il periodo dei dubbi, la stessa fase da lei attraversata
con dolore all'inizio del legame con Matani. All'epoca
le sue insicurezze scaturivano dalla stessa aria che
turbinava intorno a quell'uomo di Mididima rimasto a lungo
lontano e ora tornato. Le era parso cos esotico e istruito.
Jwahir non sapeva leggere, non si era mai allontanata
dal villaggio; l non c'era nessuno che mangiasse in stanze
gigantesche in cui la gente pagava per il cibo oppure andasse
in casupole buie a guardare immagini su uno schermo o
facesse una qualsiasi delle cose che lui le aveva raccontato.
Come poteva sperare di distogliere la sua attenzione da tutte
le altre donne che Matani doveva avere conosciuto nel mondo esterno?
Si scopr, naturalmente, che esotico era colui che riusciva
a viaggiare nell'anima di Jwahir, e la sapienza non aveva
nulla a che vedere con tutti i libri che una biblioteca su
cammelli poteva portare. Glielo aveva insegnato Abayomi.
Inoltre, lei aveva presto capito che Matani ammirava il
suo incedere, i suoi capelli, la linea delle sue gambe, tutte
caratteristiche sicuramente pi gradevoli di quelle di qualsiasi
donna della Citt Lontana.
Quanto ad Abayomi, plac i propri scrupoli rammentando
a s stessa che lui la capiva, e lei capiva lui. In realt erano
cos simili da essere quasi una sola persona. Ed era sicura
di riconoscere il desiderio nei suoi occhi - e adesso nel suo tocco.
Gir leggermente il capo. Sapeva di doversi rimettere al lavoro,
altrimenti sarebbero iniziate le lamentele. Prima di tornare
dalle altre donne, tuttavia, fece una promessa. Avrebbe
trovato Abayomi da solo per parlargli in un sussurro dei suoi
sentimenti, con semplicit e chiarezza. Le tremarono le gambe
al pensiero di quella conversazione finch non ricord
l'espressione di Abayomi durante l'ultima visita della biblioteca.
All'inizio sarebbe rimasto stupito, ma poi sarebbe subito
diventato ardente come i tizzoni di un fuoco serale. Insieme
avrebbero trovato le parole adatte per parlare con Matani.
Eppure quella che progettava era un'azione audace. Tanto
valeva fare un po' di pratica. Avrebbe avuto bisogno di
un intero cielo di coraggio per affrontare il sentiero che stava per imboccare.
...
.
...
18. L'INSEGNANTE.
...
.
...
Le  piaciuto il modo in cui faccio cantilenare i bambini,
raccont Matani. Lo addolor rendersi conto di come
desiderava che Jwahir si congratulasse con lui, improvvisasse
un breve balletto, ma non riusc a trattenersi. Ha apprezzato
la qualit ritmica e chiesto se poteva registrarli
mentre ripetevano le mie parole. Abbiamo recitato l'alfabeto
in inglese. Ha detto che li avrebbe aiutati a memorizzarlo.
Suonava patetico, se ne accorse. Naturalmente, oggi si
sono comportati bene, aggiunse.
Jwahir non alz gli occhi dalla collana che stava confezionando
con palline di carta fatte con le riviste portate da
Miss Sweeney. Le hai detto che non vogliamo pi la biblioteca? chiese.
Prima restituiamole i libri, rispose cautamente lui, poi
la trib decider cos' meglio fare.
Jwahir si inumid le dita con la lingua e prese un'altra
pallina, infilandovi un filo di fibra ricavata da una foglia di
agave. Non capisco la sua presenza qui, dichiar.
E io non conosco altre spiegazioni oltre a quella che ho
gi citato, che mi sembra sufficientemente chiara. Non era
del tutto vero, per. Anche lui intuiva che la visita di Miss
Sweeney non era dovuta solo ai libri mancanti. Ma forse
questo dipendeva dal fatto che quella minuscola trib, errando
da secoli nel deserto senza farsi notare, non era abituata
allo sguardo interessato di un estraneo.
Venire tra noi a osservare, giudicando, aspettando che il
castigo si abbatta sulle nostre teste, disse Jwahir. Sembra
un modo davvero bizzarro di passare le giornate, per una straniera.
Giudicando? domand lui. E chi dice che sta per arrivare
il castigo? Scar Boy restituir i libri.
La moglie gir leggermente il capo per rivolgergli un'occhiata
che lo mise a disagio. Ti piace averla qui, questa donna bianca?
Piacermi? Matani misur la stanza a grandi passi, poi le
si ferm davanti. L'acidit del tono di Jwahir lo stupiva, ma
non intendeva certo litigare per Miss Sweeney. Rappresenta
una responsabilit, per me.
In realt, le responsabilit erano diventate il suo pane
quotidiano. Miss Sweeney, i libri, Scar Boy, Jwahir, suo padre,
il futuro della biblioteca. A volte i visi di coloro a cui
sentiva di dovere rendere conto gli mulinavano nella testa
come macigni, altre volte vi saettavano come sassi. Quella
mattina, quando si era alzato e stiracchiato, le sue spalle
avevano emesso un inquietante scricchiolio.
Cosa dice di Taban? chiese Jwahir.
Matani si stup di sentirle citare il nome di battesimo di
Scar Boy. Non ne abbiamo parlato granch, rispose lui.
No? Allora te lo chiedo di nuovo. Perch  venuta?
Matani le si inginocchi di fronte. Non preoccuparti,
mia amata moglie. E di' anche a tuo padre di non farlo.
Quando Scar Boy vedr quanto disturbo ha causato, costringendo
Miss Sweeney a venire fin qui, si vergogner e
restituir i libri. A quel punto ci verr risparmiata un'ulteriore
onta e la nostra trib non subir alcun danno.
La moglie lo fiss in silenzio. Matani avrebbe tanto voluto
allungare una mano per toccarla, ma lei aveva allineato
le sue palline di carta davanti a s come per creare uno
sbarramento di rovi tra loro due. Lui si alz e si dondol sui
talloni, avanti e indietro, goffamente.
Non era sempre stato cos. La situazione si sarebbe capovolta
di nuovo, prima o poi; l'umore di Jwahir si sarebbe di
sicuro addolcito. Quella fase transitoria nella vita di una
donna travalicava semplicemente le scarse capacit di
comprensione di Matani. Un libro che spiegasse le complesse
emozioni delle donne - quello s che sarebbe stato un volume
gradito, nella biblioteca sui cammelli.
Non parliamo pi di questa biblioteca, propose. Jwahir,
amore mio. Questo  un momento importante, per noi due.
Lei alz gli occhi, scrutandolo in volto. Per un istante, la
sua espressione fu identica a quella dell'inizio: aperta, non
protetta. Colma d'amore. Gli diede coraggio.
So che desideri un figlio maschio tanto quanto me, dichiar Matani.
Lei sgran gli occhi, poi gir la testa, come se l'avessero schiaffeggiata.
Voleva un figlio maschio, vero? Tutte le donne giovani e
appena sposate lo desideravano. Persino domandarlo
avrebbe rappresentato un insulto alla sua femminilit. Lo vuoi, vero? chiese lui.
Jwahir abbass gli occhi. Mmm, rispose, borbottando.
Con l'acutezza della puntura di un'ape lui cap. La moglie
condivideva i suoi timori. Si sentiva inadeguata, temeva
di non riuscire ad avere figli. Com'era ridicolo che Matani
l'avesse immaginata cos diversa da lui, che avesse cercato
un imprecisato sintomo tipicamente femminile, quando
per tutto quel tempo lei aveva sofferto per apprensioni
identiche alle sue.
Le si inginocchi davanti. Jwahir, sarai la madre migliore
del deserto. Da Nairobi a Mogadiscio. E ti prometto che
avremo un figlio maschio. Parecchi, in realt.
Lei continu a non guardarlo.
Mia adorata, ho compreso le tue ansie soltanto ora. Ma
sono premature. Ci sono iniziative che possiamo prendere.
Lo sai meglio di me. Aveva sentito parlare, vagamente, di
sistemi per sconfiggere l'infertilit. Una donna poteva fare
il bagno nel sangue di un cammello appena nato. Oppure
poteva addentrarsi nel bush e tornare seguendo un tragitto
diverso, per poi trovare sgombro il sentiero fino alla gravidanza.
C'erano anche altri metodi, Jwahir li conosceva sicuramente
tutti.
Matani? disse lei.
Lui si pieg per esserle pi vicino, le prese la mano. S?
Hai gi parlato con Abayomi?
Matani spazz via un empito di irritazione. Jwahir, non
pensare pi ai libri, non ora. Quando avremo un figlio capirai
perch  cos importante essere istruiti. In passato
l'aveva addirittura immaginata mentre leggeva The Cat in
the Hat al loro piccolo, anche se adesso prefer non menzionare
la cosa.
Matani.
Quando ti guardo, disse lui, vedo cos chiaramente
come sar nostro figlio. Avr i tuoi occhi grandi, magnifici.
E lo spirito quieto di mio padre. Sar...
Devi parlare con Abayomi.
Certo, ma perch preoccuparsi quando... Si interruppe,
cercando di interpretare la moglie. Un tempo era stata cos
trasparente, prima che il suo volto divenisse vacuo e distante
come un cielo senza nubi. Com'era ridiventato adesso.
Jamb? Una voce femminile, con l'accento inglese.
Matani balz in piedi e si volt. Miss Sweeney.
Fi. La prego, Fi.
Spero di non disturbarvi.
No, certo che no, rispose lui. Questa  mia moglie, Jwahir.
Miss Sweeney allung una mano per stringere quella della
donna. Piacere di conoscerla. Ha un marito fantastico.
Ha fatto cos tanto per Mididima.
Matani tradusse, ma solo la prima frase.
Jwahir annu, a testa bassa.
Le piacerebbe vedere l'area intorno a Mididima? chiese lui.
E magari il ragazzo? Ma non voglio interromperla, se ha da fare.
Non mi sta interrompendo, ribatt Matani, poi disse alla
moglie: Torner prima possibile.
Mentre seguiva Miss Sweeney fuori dalla capanna si volt
a guardare Jwahir. Sedeva immobile, a capo chino, studiandosi
le mani. Presto avrebbe sorriso di nuovo, si disse lui. Le
cose tra loro si erano sistemate. Si erano chiarite, e da quel momento loro due avrebbero proceduto diversamente.
Ma qualcosa di minuscolo, un dubbio a cui non aveva il tempo di dare un nome, lo tormentava, schernendolo.
...
.
...
19. SCAR BOY.
...
.
...
Taban stava disegnando quando li sent alla porta; disegnava
cos intensamente da dimenticarsi all'interno di curve
e ombre, le forme che voleva fare uscire con un balzo
dalla pagina. La curva di una guancia, quegli occhi, quelle
labbra. Forse stavolta ci sarebbe riuscito: avrebbe estratto la
vita da un pezzo di carta. Non poteva dare un nome a quella
ossessione, nemmeno con s stesso: non conosceva le parole.
Sapeva solo che quando disegnava si sentiva parte di qualcosa.
Salve, maestro, sent dire al fratello in tono di rispettoso
sarcasmo.
Ciao, Badru.
Un suono di passi strascicati, poi Matani parl di nuovo.
Miss Sweeney e io siamo venuti per parlare con tuo fratello.
Matani parlava spesso in quel modo, pens Taban, come
se si stupisse di doverlo fare, come se si stupisse che i
suoi propositi e ordini non venissero automaticamente
compresi, e rispettati.
Taban si chin ancora di pi sul foglio, buttando fuori il
fiato, cercando di recuperare la concentrazione.
Mio padre, disse Badru, dice che devi serbare il tuo
discorso per lui.
Benissimo, ribatt Matani.
Quindi torna domani.
Domani? chiese Matani. Perch?
Taban raddrizz la schiena, immaginando la sua espressione.
Il viso di Matani mostrava tutto, come un bambino.
Era previsto che i ragazzini, crescendo, sviluppassero la
capacit di fare calare un velo sulle proprie emozioni. Perch
quella dote era sfuggita all'insegnante? Ogni volta che incontrava
Taban, per esempio, i suoi occhi tradivano ancora
la repulsione per le deformit del ragazzo.
Non sent alcuna risposta alla domanda di Matani e cap
che il fratello si stava stringendo nelle spalle. Bast il pensiero
a farlo sorridere. La scrollata di spalle di Badru era impareggiabile
- un gesto prolungato, sprezzante, di solito accompagnato
da un unico sopracciglio inarcato. Taban lo
odiava quando il fratello lo usava contro di lui, ma era costretto
ad ammirarlo quando era rivolto ad altri.
Gli uomini non sono andati da nessuna parte. Il bestiame
ha ancora acqua, noi abbiamo il cibo, disse Matani, come
se stesse passando in rassegna un elenco mentale.
Mio padre  andato da solo, spieg Badru.
Da solo? Matani alz la voce.
Il suo stupore era comprensibile, persino Taban era stato
colto alla sprovvista. Non erano una trib incline a iniziative
solitarie, n lui considerava il padre capace di violare la
tradizione. Abayomi si sentiva responsabile per l'attacco
della iena ai danni di Taban e lasciava raramente il figlio da
solo, la notte; nella sua veste di unico genitore, in realt,
portava sulle spalle una tale responsabilit che Taban temeva
finisse per ritrovarsi con il dorso gobbo di un cammello.
N Taban n Badru riuscivano a indovinare per quale motivo
il padre si fosse allontanato, anche se Badru non avrebbe
mai ammesso quella sua ignoranza davanti a Matani.
Ha detto che se venivi, spieg, dovevo invitarti a tornare
dopo una luna.
A quel punto Taban sent una voce di una donna pronunciare
parole in una lingua a lui sconosciuta. La straniera.
Lo sbalord che avesse fatto tutta quella strada. Era buffo,
e un po' triste, che Matani pensasse di avere bisogno
della donna bianca per riavere i libri, che credesse che la
cosa potesse fare qualche differenza.
Lasci cadere la matita - un regalo di Kanika, che l'aveva
presa dalla scuola di Matani - e si rilass, rinunciando a fingere
di lavorare. Forse ci avrebbe riprovato in seguito, forse
avrebbe dovuto usare un nuovo foglio di carta strappata. Fece
correre un dito sulle linee che aveva tracciato - l'arco di
una guancia, il tratto diritto di un naso - mentre ascoltava.
Tuo fratello sa che Miss Sweeney  venuta ad aiutarci a
recuperare i libri? chiese Matani dopo un attimo.
Lo abbiamo saputo, rispose Badru.
Quindi non ho affatto bisogno di parlare con Abayomi
se tuo fratello  pronto a consegnarli. Posso averli anche
da te.
Maestro, ribatt il giovane, le istruzioni di mio padre
sono state cos chiare che potrei seguirle anche nella pece
della notte pi scura.
Matani sospir. Parl alla donna nella lingua di quest'ultima.
Benissimo, disse a Badru. Verremo domattina.
Non vogliamo sprecare il tempo di Miss Sweeney con questa
assurdit.
Addio, maestro, disse Badru.
Taban sent Matani e la donna allontanarsi dalla loro capanna
di ramoscelli e letame. Quando Badru entr nella
stanza lui raccolse la matita, se la fece rotolare tra i palmi,
poi alz gli occhi. I due fratelli si scambiarono uno sguardo
d'intesa. Taban non avrebbe saputo dire chi scoppi a ridere
per primo. Gli sembr che la loro risata iniziasse nello
stesso momento. Si ampli e si propag e riemp la stanza,
espandendosi al di l della sua causa iniziale. Acquis potenza
e allent la morsa che aveva serrato per giorni il petto di
Taban. Gli accadeva di rado di ridere cos liberamente.
Quel livello di intimit tra loro due era raro. Normalmente
Badru si teneva alla larga dal fratello strano, deforme.
E Taban non poteva certo fargliene una colpa. Fosse
stato lui quello normale e Badru avesse sfoggiato un viso
straziato che nessuno riusciva a guardare senza trasalire,
che 'gli deformava l'anima e storpiava tutte le sue amicizie
tranne una? In quel caso non avrebbe cercato pure lui di tenere
le distanze?
Badru era fermo, sovrastando la spalla del fratello, abbastanza
vicino perch lui ne percepisse il calore. Lentamente,
il suo ridacchiare si attenu e si spense, e quello di Taban
mor insieme a esso. Kanika, disse Badru, guardando
gi. Hai colto ogni dettaglio. Non l'ho mai nemmeno notata,
prima. Ma tu... tu vedi davvero tutto. Come fai? Come
fai a renderlo cos vivo?
Taban non era pronto a discutere quell'argomento. Non
desiderava la reazione di Badru, nemmeno una reazione positiva.
Poteva anche essere guarito dalle ferite esterne inflitte
dalla iena, ma sulla questione dei disegni la sua crosta protettiva
era di gran lunga troppo sottile. Cel il suo schizzo con
una mano tesa. Badru si allontan di un passo, riconoscendo
e accettando rapidamente la distanza tra loro due. Nel guizzo
di una lingua di lucertola, il momento pass, e Taban scopr
di sentirne gi la mancanza.
Badru, disse. Il fratello incroci il suo sguardo. Lo stai
facendo impazzire, il nostro maestro, aggiunse, indicando
la porta con un cenno del capo.
Io? L'altro sorrise. A dire il vero sei tu a farlo. Sei sempre
stato un tipo audace.
Le parole di Badru, la loro inaspettata accuratezza, gli
causarono un groppo alla gola. Non pensava che qualcuno
avesse notato il coraggio necessario semplicemente per andare
avanti cos com'era. Un'ondata di calore gli saett dalle
dita dei piedi alle guance per poi fermarsi, come acqua,
appena dietro gli occhi. Non rispose, per. Non poteva. Abbass
gli occhi sulla propria mano allargata sulla carta rubata
e aspett che Badru si voltasse.
...
.
...
20. L'AMERICANA.
...
.
...
Dal dolce pendio su cui si trovava, Fi riusciva a vedere,
nell'eterea luce del tardo pomeriggio, l'intero panorama di
Mididima, con le case simili a funghi e il suo bacino idrico
di riserva, e lo spettacolo la fece avvampare con un senso di
soggezione. Si sent come un granellino minuscolo che i
rimbrotti di una madre irlandese e un programma bibliotecario
pilota avevano sospinto fino a quella manciata di vita
concentrata. Uomini, donne e bambini erano sparsi qua e
l come un centinaio di fazzoletti variopinti lasciati cadere
nell'erba, mucche e capre insieme a loro, non legate, come
fossero compagni prediletti. Dove trovavano i rossi e i gialli
brillanti in cui si avvolgevano? A New York la moda privilegiava
colori associati al terreno zuppo e ai cibi viscidi - neri
e marroni e grigi, ribattezzati noce moscata, platino, melanzana,
mezzanotte. L, invece, le tinte sembravano uscite da
vaschette di colori a dita, gli indumenti simili a un poema
rap o a un grido rivolto al loro dio elementare, l'Essere-dalle-cento-gambe
- un riferimento al sole, con i suoi raggi come gambe.
Fi e Matani erano fermi accanto al sistema di irrigazione
formato da secchi e canne per innaffiare che incanalavano
ogni singola goccia d'acqua. Matani si era scusato ripetutamente
per la necessit di aspettare un altro giorno prima di
potere parlare con quello che chiamavano Scar Boy. Fi gli
assicur che capiva benissimo. Sapeva che tra lui e il fratello di Scar Boy erano passate correnti profonde, di cui poteva
solo tentare di indovinare il significato. Avrebbero riavuto
i libri, ne era sicura. Evidentemente il padre del ragazzo
voleva prima dimostrare qualcosa, una questione che a lui
doveva sembrare pressante ma che per lei rimaneva elusiva.
Lasciando scivolare lo sguardo sull'orizzonte scorse una
zebra. Osservandola, not alle sue spalle un movimento e
riusc a distinguere una giraffa, poi altre due. Con le loro
chiazze color nocciola erano perfettamente mimetizzate,
come figure celate in un disegno. Risultavano visibili solo
quando abbassavano il collo di scatto per mordicchiare le
foglie pi alte di un'acacia. La zebra gironzol in mezzo a
loro, poi si ferm come una sentinella, le zampe anteriori
divaricate, oscillando delicatamente.
Le segue dappertutto, spieg Matani, guardandola.
Sognando di essere una giraffa?
Credo che abbia perso la sua famiglia e desideri trovarne
un'altra in cui inserirsi. Alle ragazzine, per, piace credere
che sia un maschio innamorato di una giraffa in particolare.
Lo hanno soprannominato Colui-che-si-strugge.
Fi rise, poi indic il sistema di irrigazione. Suo padre 
stato davvero lungimirante. La gente di Mididima si sente
sicuramente fortunata.
Matani abbozz un sorriso. Qui abbiamo un detto: un
asino ti ringrazia sempre con un calcio. Si strinse nelle
spalle. Ma ormai s, vedono che questo ci consente di vivere
meglio della maggior parte degli altri. Pi stabilmente,
con pi cibo. I genitori sono disposti a lasciare che i figli
frequentano la mia scuola durante le ore del mattino. In
molte altre trib, invece, hanno bisogno del loro aiuto per
l'intera giornata.
Libri al posto di incombenze. I bambini saranno colmi
di gratitudine.
Talvolta s, ribatt Matani. Altre volte, invece, uso la verga.
Fi non riusc a trattenersi e sussult. L'aveva vista a casa di
Matani, un bastoncino ingannevolmente sottile che sospettava
emettesse uno strillo acuto quando fendeva l'aria. Aveva
letto i rapporti delle associazioni a difesa dei diritti umani
su bambini che si erano visti spaccare le ossa per non avere
saputo rispondere a una domanda o addirittura per avere
semplicemente disturbato in classe. Si chiese se fosse mai
successo a uno degli allievi di Matani.
Lui fece un ampio gesto con un braccio. Vuole camminare?
Il sole stava tramontando, lasciando grinze scure sul terreno.
La gente di Mididima veniva attirata verso il cuore
del villaggio, mentre Fi e Matani si allontanavano insieme
nella direzione opposta. Matani avanzava facendo oscillare
le braccia, tanto da darle l'impressione che stesse ballando anzich camminando.
Quanto spesso la usa? gli chiese dopo un attimo, costringendosi a usare un tono neutro.
Mmm?
La verga.
Sent su di s lo sguardo dell'uomo. I nostri bambini
non sono abituati alle esigenze dell'istruzione formale. A
volte vanno rimessi in riga.
L'istruzione rende liberi, ma solo dopo che si usano le
catene,  cos? domand lei. La disciplina ha una funzione
civilizzante, bench i suoi metodi possano essere brutali.
Tent di suonare disinvolta. Per qualche istante proseguirono in silenzio.
Forse, quando pensiamo di insegnare a un altro popolo
che cosa  giusto - anche se quel popolo non sa leggere -
pecchiamo di presunzione, dichiar Matani, in tono controllato.
Non intendevo... Fi si interruppe. Sapere leggere
non ha nulla a che vedere con questo.
Ai nostri occhi, per esempio,  strano che lei viaggi da sola.
Touch, replic Fi. Un ribaltamento della situazione 
davvero repentino.
Cosa ne pensano suo marito, i suoi genitori, i suoi fratelli?
Lei inspir a fondo. Non sono sposata, rispose. I miei
genitori sono morti. Ho due sorelle e un fratello, ma a loro
non importa... o meglio, non  esattamente cos, si corresse.
Gli importa. Mio fratello, soprattutto, ha odiato la mia
decisione di lasciare il Bronx, che dista solo una fermata di metropolitana.
Il Bronx?
Per non mi capiscono, soprattutto mio fratello - mi ha
sempre giudicato un'eccentrica. Non abbastanza sistemata.
Gli dispiace per me. E tutti e tre si preoccupano. Si interruppe.
Stava parlando troppo. Quello che voglio dire  che
s, preferirebbero che io restassi a casa. Ma sanno che, alla fin
fine, simili decisioni spettano a me.
Solo a lei? Matani la osserv attentamente.
L non  la stessa cosa, in termini di famiglia.
Matani si ferm accanto ad alcuni cespugli nani. Stacc
due foglie grigiastre grandi come l'unghia di un pollice, cominci
a masticarne una e le pass l'altra. Questa  una
perdita, non crede?
Invece di rispondere, Fi si infil in bocca la foglia, scoprendo
che aveva un gusto sorprendentemente rinfrescante
e non dissimile da quello di un chewing-gum. Si chiese se
lui l'avrebbe inghiottita oppure sputata.
Perch le persone hanno questo... qual  la parola giusta?
Indica una rottura. L'uomo scosse il capo. Perch
non restano con la famiglia?
Sogni e ambizioni portano alcuni di noi lontano da casa.
Come nel caso della sua venuta qui?
E del suo andare in citt a studiare.
Matani distolse lo sguardo. Le mie domande sono maleducate.
Mi scusi.
Non pi maleducate del mio chiederle della verga. In
realt, Fi lo apprezzava ancora di pi proprio perch gliele
aveva poste. La gente aveva provato sin dall'inizio una spiccata
curiosit nei suoi confronti, ma una curiosit del tipo
che si potrebbe riservare a un animale esotico, forse pericoloso,
decisamente imprevedibile, che  meglio osservare a
distanza. Nessuno, a parte Matani, aveva avuto il coraggio di
cercare di conoscerla.
Lui sput la foglia masticata e all'improvviso, guardandola
dritta negli occhi, disse: Desidero un figlio. Le parole
parvero sgorgargli da sole, dandole l'impressione che
quella fosse l'informazione pi personale che chiunque le
avesse mai rivelato. Si accorse che l'insegnante aveva lasciato
di stucco persino s stesso, confessandolo.
Ce la vedo benissimo come padre, mormor lei.
Matani abbass lo sguardo sui piedi, poi lo riport su Fi.
 stata sposata in passato?
Lei scosse il capo.
Ma ha qualcuno che le appartiene?
Un modo cos antiquato di esprimere il concetto. Le
donne si sposano molto pi tardi, in America, spieg. Come
fanno i vostri uomini qui. Io ho trentasei anni. Non sono
giovane, ma credo comunque...
 la mia stessa et, disse lui sorridendo, allungando
una mano per toccarle il braccio e poi picchiandosela sul petto.
Il gesto le strapp una risata. Il fatto che fossero nati nello stesso anno glielo faceva sembrare pi familiare, in un
certo senso. Si incammin, lunghe falcate che le permisero
di precederlo di qualche passo. Da quanto  sposato?
chiese dopo un po', rallentando.
Quattro anni. Quasi.
Sua moglie  una donna bellissima. Sono sicura che 
fiera di lei.
Matani distolse lo sguardo.
Stava succedendo qualcosa tra i due, pens Miss Sweeney,
probabilmente qualcosa di semplice, un battibecco coniugale
che lei aveva interrotto senza volere. Non poteva
sollecitarlo a sputare il rospo, a togliersi quel peso dallo stomaco;
la loro amicizia non aveva ancora raggiunto un punto
tale da permetterle di posargli una mano sull'avambraccio
e dire: Non si preoccupi, si sistemer tutto. In realt
non sarebbe mai riuscita a dire cosa stava pensando. La loro
era una frequentazione fugace, pochi giorni condivisi da
una bibliotecaria americana e da un insegnante africano.
Perch mai quella consapevolezza doveva farla sentire tutt'a
un tratto cos impotente?
Il linguaggio aveva dei limiti, persino quando era condiviso.
A volte le parole non erano abbastanza robuste per reggere
tutto il significato richiesto. Lo aveva scoperto da bambina,
quando cercava la madre nella vedova angosciata e irraggiungibile,
e adesso speriment la stessa sensazione.
Ehi, ha mai provato a fare la ruota? Chiederlo la fece
sentire strana, sapeva che era una domanda inaspettata. Ma
le ruote strappavano sempre un sorriso a sua madre.
Matani la guard con aria interrogativa. Non conosco
l'espressione fare la ruota.
Lei scoppi a ridere e scosse il capo, rimproverandolo
scherzosamente. Una lacuna nella sua istruzione. In realt
non sapeva nemmeno se ne era ancora capace - erano
passati anni. Ci prov comunque, mostrandogli due volte
come fare, la torsione del polso, una mano e poi l'altra, le
gambe spinte verso l'alto, i palmi polverosi come piedi nudi,
concludendo con uno strillo esultante. Quando lo sollecit
a tentare, all'inizio resistette, ma Fi continu a incoraggiarlo
a gran voce. La vedranno solo le giraffe gli disse, e
alla fine Matani si tuff in avanti, le gambe piegate e tenute
all'altezza della vita.
Su, su, su nel cielo con i piedi, grid lei.
Ma cos mi faccio male, ribatt lui.
Fi scosse il capo e lo incit a riprovare. Si lasci andare.
E cos lui lo fece ancora una volta, la camicia che gli scivolava
gi verso la testa mettendo in mostra il ventre contratto,
muscoloso, la cui visione fece fare un'inaspettata capriola a
quello di Fi. Poi si dondol sui talloni e la guard, con un
sorriso impacciato ma soddisfatto, e la indusse a sorridere,
sbalordita dal potere che una cosa cos semplice aveva a
Mididima. E allo stesso tempo si sent attratta da Matani, e si
costrinse a distogliere lo sguardo e alz la testa verso il cielo,
che si era oscurato mentre lei non vi badava. Alla fine lui
chiese: Ha fame?
Pur non avendola, Fi sent che sarebbe stato meglio annuire
e seguirlo allontanandosi dal margine dell'insediamento,
allontanandosi dalle loro risatine condivise e dalle
gambe protese verso l'alto, tornando alla sicurezza, all'abbraccio,
alla compagnia degli altri.
Quella sera, seduta davanti alla capanna di Neema e Kanika,
sent la musica, i colpi di tamburo inizialmente sparsi
che si fondevano poi in un pulsare ipnotico che riecheggiava
nella notte, e in seguito i canti che si univano al Tutto,
dando vita a una conversazione cos profonda che Fi non
riusciva nemmeno a immaginare che potesse mai ripetersi.
Non conosceva le parole, quindi fu costretta a inventarsi
un canto e cre un'invocazione agli insetti del bush: i grassi
vermi gialli e le minacciose zanzare dalle lunghe zampe e
le mosche che indugiavano sulle guance dei bambini. E agli
animali: il cammello stizzoso, la zebra bramosa, la iena che
aveva aggredito Scar Boy. Era un'invocazione rivolta anche
agli antenati-spiriti degli uomini artefici della musica, e a
quelli delle donne che erano le loro madri, mogli e figlie, e
persino agli antenati-spiriti che avevano generato lei: una
donna irlandese bianca attratta da una trib africana, una
zebra tra le giraffe.
Ripens alle parole di Isak Dinesen in La mia Africa: Eccomi
qui,  questo il mio posto. Per un attimo immagin
di non essere un'outsider come la Dinesen, ma di vivere l
con un uomo africano, nota magari come la Signora della
Biblioteca o, meglio ancora, la Regina delle Ruote, addormentandosi
ogni notte con il corpo rannicchiato contro
quello di lui, inglobata nell'antico, caotico e potente battito cardiaco di Mididima.
...
.
...
21. LA MOGLIE DELL'INSEGNANTE.
...
.
...
Jwahir e Leta, Leta e Jwahir. Quando era bambina, Jwahir
immaginava che il vento della notte sussurrasse i loro nomi
esattamente in quel modo, intrecciandoli l'uno all'altro.
Lei e Leta erano amiche da pi tempo di quanto riuscissero
a rammentare e ormai erano affiatatissime, pur essendo
molto diverse dal punto di vista fisico e, indubbiamente, caratteriale.
Laddove Jwahir era snella, quasi filiforme, Leta
era solida, i piedi ben piantati per terra. Quando la volubile
Jwahir si lasciava trascinare dalla passione, Leta la prendeva
per un braccio e la portava a camminare nel bush finch
non si calmava. Quando Leta, d'altra parte, si faceva
troppo seria o priva di spontaneit, Jwahir - forte a dispetto
della sua magrezza - la gettava a terra e le faceva il solletico.
La loro amicizia era talmente salda che, quando erano pi
giovani e non ancora sposate, avevano addirittura parlato di
un futuro insieme come mogli dello stesso uomo, anche se
in segreto Jwahir sapeva che era impossibile perch nessuno
avrebbe potuto amarle entrambe nello stesso modo.
Poche amicizie nate durante l'infanzia, persino quelle
forti come la loro, sopravvivono al giungere dell'et adulta,
ma Jwahir e Leta erano grandi amiche persino adesso, con
due circoncisioni femminili e due mariti e due bambini tra
loro, bench il legame fosse certo alterato dalle rispettive
responsabilit femminili. Potevano passare meno tempo insieme.
D'altro canto, si conoscevano cos a fondo che spesso,
nella conversazione, tre parole ne sostituivano dodici.
Quella mattina Jwahir sedeva a gambe incrociate accanto
ai grigi cespugli di asabini, con le dita dei piedi che toccavano
la gamba di Leta, le loro capre tutt'intorno, chiedendosi
come raccontare all'amica cosa provava per Abayomi. Dicendoglielo,
tuttavia, le avrebbe rivelato che cosa non provava
invece per Matani, che a Leta piaceva. Leta lo avrebbe
difeso. Jwahir non voleva che qualcuno la dissuadesse dal
fare qualcosa - non in quel momento, non quando era cos
vulnerabile, la mente colma delle incertezze tipiche di
chi ha appena preso una decisione.
Eppure le sembrava sbagliato non raccontarlo, e apparentemente
non esistevano soluzioni facili, era quindi sovrappensiero
mentre sedeva con Leta, lasciando che l'ultima
nata dell'amica - un'autentica bellezza, con la fronte
ampia e gli occhietti vispi - arcuasse le dita intorno a una
delle sue.
Jwahir! La voce di suo padre fendette l'aria. Quella sua
abitudine di gridare un richiamo mentre si avvicinava non
mancava mai di irritarla. Adesso, tuttavia, l'interruzione la
colm di sollievo, sottraendola alla necessit di decidere se
parlare o meno.
Gli vado incontro, annunci, alzandosi. Juju, un capretto
biondo e con una macchia marrone sull'orecchio, la
segu come al solito. Leta amava dire scherzosamente che
Juju era convinto che Jwahir fosse sua madre.
Mi chiami come se io fossi la tua mucca preferita, padre,
comment bruscamente mentre lui si avvicinava. Poteva
permettersi un pizzico di asprezza perch l'uomo stravedeva per lei.
Hai qualche novit da comunicarmi? chiese suo padre.
Novit. La parola rimase sospesa nell'aria. Il cuore le balz
in gola. Suo padre aveva indovinato che c'era qualcosa
tra lei e Abayomi? Qualcuno li aveva visti insieme, aveva intuito
la verit e glielo aveva riferito? Possibile che quella fosse
per lei l'unica chance di evitare il castigo della trib? A
quel punto rimpianse di non avere fatto pratica raccontandolo
a Leta. Confessarlo a suo padre per primo sarebbe stato
pi arduo che costruire una capanna durante una tempesta di vento.
Un attimo di silenzio cal tra loro. Lui guard la figlia
con aria scrutatrice, genuinamente curioso. I libri, disse
alla fine, impaziente. I libri. Matani li ha recuperati?
Lei ridacchi prima di riuscire a trattenersi. Perch doveva
pensare che quello che aveva nel cuore fosse scritto sul
suo volto, perfettamente visibile per chiunque? La colm di
sollievo che lui non sapesse nulla, ma dentro di s sent anche
un po' di delusione. Talvolta aveva l'impressione che il
suo segreto pesasse pi di due elefanti gemelli.
Smise di sorridere e guard il cielo. Padre, perch mi
infastidisci con questo problema?
Sei sua moglie, ribatt l'uomo, prolungando l'ultima
parola, conferendole un'enfasi particolare. Matani, come
suo padre prima di lui,  troppo affezionato a un mondo
lontano e pericoloso. Rischia di influenzare i giovani, i quali
non sanno ancora che, se ci ergiamo ben alti,  perch
siamo ritti sulla schiena di quelli che ci hanno preceduto.
Tu devi adoperarti per tutelare le nostre tradizioni. Sei dotata
di forza e abilit, figlia mia. E uno dei motivi per cui ho
organizzato la vostra unione.
Jwahir abbass il mento per celare un altro sorriso. Suo
padre non sapeva ancora di non avere organizzato alcunch.
Matani aveva rappresentato la scelta di Jwahir. Il matrimonio
era il frutto delle sue manovre, abbinate alla cospicua
dote offerta dal futuro sposo. Le tornava comodo, tuttavia,
lasciare credergli di avere deciso tutto lui.
Mi aspetto di pi, da te, dichiar l'uomo.
Cosa, di preciso?
Lui sospir per la frustrazione. Jwahir conosceva bene
quell'esalazione: un sospiro davvero eccezionale, capace di
riempire un'intera capanna e durare per un intero anno.
Abbass una mano per grattare l'orecchio di Juju, mentre aspettava.
La biblioteca proviene da un altro mondo, dichiar alla
fine suo padre, indicando l'orizzonte. Un mondo di cui
non abbiamo bisogno. Nella Citt Lontana non sono pi in
contatto con ci che  reale. Niente  come sembra.
La prese per un braccio e fece qualche passo, parlando
in tono pi appassionato. Iniettano gusti falsi nel loro cibo,
Jwahir. Costruiscono monumenti che non fanno altro
che sputare acqua. Catturano persino gli uccelli selvatici, li
immergono nella pittura azzurra e poi li liberano per fare
sembrare pi brillante il cielo. E questo che fa la gente istruita?
Ti prego, non di nuovo gli uccelli. Ma lei sapeva per esperienza
che, una volta che il padre si lanciava in quella tirata,
era meglio lasciarlo semplicemente finire. Juju sollev la testa
per mordicchiarle la mano, e Jwahir gli carezz la schiena.
Il padre si pieg per raccogliere una manciata di terriccio.
Il suolo sta impallidendo, afferm in tono drammatico.
Jwahir sapeva cosa significasse. Pensi che stavolta sar una cosa seria? chiese.
Lui si lasci scorrere la sabbia tra le dita senza parlare,
poi annu. Non fraintendere, disse. Ci siamo creati un
posticino su questa terra per due millenni. Siamo sopravvissuti
all'immane Catastrofe. Ben poche persone sono autonome
come noi. Ma avremo bisogno di tutta la nostra energia
e di tutta la nostra virt per affrontare quanto sta per arrivare.
Alcuni dicono che la minaccia di siccit e carestia  una
ragione sufficiente per permettere ai nostri giovani di imparare
a leggere, di trovare un'altra via, ribatt Jwahir.
L'uomo scosse il capo. Sono parole di tuo marito, non
tue. Il problema,sono i valori. I nostri non sono i loro. Noi
rispettiamo le lezioni degli antenati. Io conosco il nome del
padre del padre del padre di mio padre. Forse che quelli
nella citt, con i loro libri, lo conoscono?
A quel punto Jwahir fu tentata d'interromperlo, di chiedergli
se ricordasse il nome della madre della madre della
madre di sua madre. Ma conosceva gi la risposta. Aveva
gi udito quella litania, un interminabile elenco dove un
maschio era preceduto da un maschio e seguito da un maschio.
Come se le donne esistessero solo come recipienti
plasmati dalle visioni altrui, ricettacoli dei sogni di padri,
mariti, figli. Prov un misto di irritazione e risolutezza. Era
tradizionalista, proprio come il padre, ma le parole di quest'ultimo
rafforzarono la sua convinzione di dovere rompere
con la tradizione almeno sotto alcuni aspetti. Era giusto
rischiare il tutto per tutto pur di fare ci in cui credeva, che
desiderava e di cui aveva bisogno come donna.
Cos' che vuoi da me, padre? chiese freddamente un attimo dopo.
Lui scosse il capo. A volte vorrei non avere scelto Matani
per te, confess, cos non dovrei usare tanta discrezione
nel fare pressioni per ci che  meglio. La prese a braccetto.
Ma, visto che devo mostrarmi saggio quando si tratta
di mio genero, tu hai un ruolo essenziale.  necessario
che accadano due cose: Matani deve recuperare i libri, subito,
e poi dire alla donna bianca che non desideriamo altre visite da parte sua.
Jwahir si inginocchi e cinse Juju con un braccio. Il tuo
consiglio termina qui? Dopo tutto, non  certo un incarico
da poco, quello che vuoi affibbiarmi.
Il padre le tocc delicatamente la guancia con il dorso della
mano. Non esiste nessuno che sia pi bello di te, Jwahir.
Lei inarc un sopracciglio. S, lo dici spesso. Ma in questo
momento qual  lo scopo di una simile adulazione?
Usa la tua influenza, ribatt lui in tono eloquente.
Influenza?
S, disse l'uomo, alzando la voce come se la credesse
sorda. S, la tua...
Poi Jwahir cap a cosa si riferisse: il potere che lui era
troppo delicato per citare esplicitamente, il potere di una
moglie di donarsi o negarsi al marito. Suo padre non sapeva
che lei evitava di congiungersi con Matani gi da settimane,
che non c'era nient'altro da rifiutare.
 diventato gentile, tuo marito, afferm l'uomo, e l'enfasi
data alla parola gentile dimostr che non lo riteneva un
complimento. Convincilo a esserlo meno, nei suoi sforzi di
riavere i libri da Scar Boy e Abayomi.
Alla menzione di Abayomi lei sent le guance intiepidirsi,
la mente vagare. Suo padre se ne accorse ma la fraintese.
Mi rincresce essere cos schietto riguardo all'uso dei tuoi
doni femminili, disse. Non lo farei, se mi fosse venuto in
mente un metodo alternativo.
Jwahir scosse il capo per schiarirsi le idee. Perch mi
provochi cos? domand. Se la biblioteca smettesse di venire,
questo soddisferebbe le tue esigenze. Quindi lascia
che i libri restino introvabili e il problema si risolver senza
il mio coinvolgimento.
Suo padre le prese le mani. Ecco perch ho menzionato
la siccit imminente, spieg. Ci ha aiutato a sopravvivere
all'immane Catastrofe, quando abbiamo avuto bisogno non
solo del nostro ingegno e abilit ma anche del sostegno delle
trib sorelle per evitare gli spiriti malevoli. Dobbiamo
mantenere la parola data, sempre, persino con coloro che
si intromettono senza un'adeguata conoscenza o un adeguato
rispetto per la nostra gente. Dobbiamo restituire i libri.
Dopo di che, potremo mandarli via.
Jwahir giocherell silenziosamente con uno dei suoi
orecchini di perline.
So che capisci, aggiunse lui, voltandosi per andarsene.
Proprio come Matani  un prodotto di suo padre, tu sei un
mio prodotto.
Jwahir torn da Leta, che sedeva con la bimba in grembo,
a capo chino. Si sbaglia, sai, disse Leta dopo un istante.
S, lo so, ribatt lei con un sorriso. Ma su cosa, di preciso?
Quello che i cammelli portano sul dorso ci serve. Il contatto
con il mondo esterno. Le nuove vie.
Jwahir fiss l'amica, poi alz le mani verso il cielo. Vuoi
che i libri continuino ad arrivare? Pensavo che fossi d'accordo
con me. La sua voce suon tagliente. Era abituata alle
divergenze tra loro due, ma quella in particolare la irritava
profondamente.
Leta esit prima di incrociare il suo sguardo. Lo ero.
Prima.
E poi cos' successo? Lei ti d un libro che spiega come
altra gente si prende cura dei neonati e tutt'a un tratto...
Leta la interruppe. Non si tratta di questo, Jwahir. Abbass
lo sguardo sulla piccina che teneva in grembo, la bimba
che tentava di afferrarle i capelli. Si tratta di lei, e di sua
sorella maggiore. Le mie figlie hanno bisogno della biblioteca.
Hanno bisogno delle possibilit che porta con s.
Parli come Matani, ribatt Jwahir, con pi amarezza del
voluto. La nostra non  una brutta vita, Leta.
Un tempo la terra ci dava di pi, quindi le dovevamo lealt,
dichiar l'altra. Ora non pi.
Un paio di anni difficili e ti comporti come fosse per sempre.
Tutto cambia, Jwahir. Tuo padre e il mio non vogliono ammetterlo, ma sono vecchi.
Tutto cambia. Jwahir non poteva certo negarlo. Tutto era
cambiato, infatti. Ecco come avrebbe spiegato s stessa a
Leta, un giorno. Quando i tempi fossero stati maturi. Ma
per il momento l'amica stava proseguendo nella sua argomentazione.
La guardo, spieg, indicando la figlioletta con un cenno
del mento, e lo vedo. Capisco, e pi tardi capirai anche tu. Matani ha ragione.
Ma tu e mio padre parlate come se la questione dipendesse da me.
Jwahir. Leta strofin il naso contro la guancia della piccola.
Sai quale posizione occupi nel cuore di Matani, ma
rifletti prima di usare la tua influenza per fargli cambiare
idea. Pensa alle mie figlie. Pensa ai figli che avrai, aggiunse
con un sorriso, presto.
Jwahir fu percorsa da un brivido, pensando a tutto quello che l'amica non sapeva.
...
.
...
22. LA NONNA.
...
.
...
Quello era lo spazio di Neema. Non la stanza in s, a cui
si sentiva ben poco legata, ma quella stuoia di fibre di agave
intrecciate e coperta da una pelle di mucca raschiata su
cui dormiva ogni notte in compagnia del tepore e dell'aroma
della nipote. Con il passare del tempo, quel letto aveva
cambiato forma in modo da abbracciarle il corpo. Odorava
di bestiame e terra, ed era solido. E, in qualsiasi momento
lo desiderasse, lei poteva allungare una mano per toccare
la figlia di sua figlia. Aveva sentito parlare di persone lontane
che dormivano da sole in una stanza, su tela o piume.
Che tristezza, che perdita. Chiunque dormisse senza nessuno
vicino, e su un simile letto, non avrebbe goduto della
benedizione dei viaggi che lei aveva compiuto in sogno, i
luoghi in cui la portavano i ramoscelli e la pelle di mucca.
Una persona del genere era destinata a quello che Neema
considerava un sonno bianco, neutro e privo di intuizioni.
Per quanto amasse il proprio letto, tuttavia, non poteva
negare che quella notte la pelle di mucca fosse implacabile,
pizzicandole la gamba destra dietro il ginocchio. I rametti
sotto di lei premevano contro il suo braccio sinistro e
le davano stilettate alla schiena. Cos tent alcuni trucchetti.
Recit silenziosamente le parole della Bibbia. Si proib
di muoversi. Immagin la madre seduta ai suoi piedi, intenta
a massaggiarglieli. Prese a respirare seguendo uno
schema regolare: tre brevi ansiti dentro, un unico lungo sospiro
fuori. Sembrava il suono di una mucca raffreddata
sotto la pioggia, e non serv a conciliarle il sonno.
Il problema non era il letto, lo sapeva. Era lo spazio
circostante. Normalmente Neema rimaneva sdraiata tra la
porta e la nipote. A volte scivolava accanto a quest'ultima,
respirando insieme a lei, pensando alla figlia - Dahira, la
madre di Kanika, colei che le legava.
Ora, invece, una persona estranea giaceva tra lei e Kanika,
sotto una zanzariera appesa a dei bastoni. Miss Sweeney,
con i suoi rumori e odori peculiari. Miss Sweeney, che
continuava a portarsi una mano alla fronte e a schiarirsi la
gola. Gli abitanti di Mididima non avevano mai avuto uno
straniero di qualsivoglia colore che dormisse in mezzo a loro.
Adesso quella donna pallida si trovava giusto dentro la
capanna di Neema.
Doveva risultare tutto ancora pi strano per Miss Sweeney,
ammise. Parlare e mangiare e bere tra sconosciuti era
una cosa, dormire accanto a loro tutt'altra.
Stesa al buio, gli occhi che mettevano vagamente a fuoco
il soffitto, tent di immaginare la New York di Miss Sweeney.
Persino con le descrizioni della Citt Lontana di Matani,
persino con quelle lette nei libri della biblioteca, le sue
visioni della patria di Miss Sweeney rimanevano nebulose e
sconcertanti. Immaginava un edificio posato in equilibrio
precario su un altro, la gente che alzava nervosamente lo
sguardo mentre passava davanti camminando spedita o
sfrecciando a bordo di automobili che, aveva sentito dire
lei, potevano muoversi con la stessa rapidit delle gazzelle.
Tent di raffigurarsi le improbabili, invisibili onde che facevano
funzionare macchinari che pulivano i vestiti mentre
la gente dormiva. E l'acqua che sgorgava in qualsiasi
stagione grazie a una semplice torsione del polso. Cibo di
ogni colore possibile e immaginabile. Libri ovunque. Sembravano
storie impossibili, potevano dimostrare soltanto
che il narratore era stato condotto chiss come alla pazzia.
Si gir su un fianco. Non riusciva a vedere bene attraverso
la zanzariera, ma l'armeggiare di Miss Sweeney indicava
che anche lei era sveglia. Proprio come Kanika.
Kanika stava sussurrando. E scomoda?
No, no, rispose Miss Sweeney. Ti sto tenendo sveglia.
Scusami.
Miss Sweeney?
Fi. Chiamami Fi.
C' una cosa di cui voglio parlarle, annunci la nipote
di Neema.
Miss Sweeney si gir su un lato e si resse la testa con la
mano.
Voglio andare nella Citt Lontana, afferm Kanika.
Che cosa? Anche Neema si puntell a un gomito, cercando
di incrociare lo sguardo della nipote, ma quest'ultima
era troppo concentrata per accorgersene.
Magnifico, comment Miss Sweeney, con entusiasmo
smorzato. Sono sicura che ti piacerebbe.
Voglio andarci per insegnare, precis Kanika, enfatizzando
l'ultima parola.
Neema si port involontariamente una mano alla bocca.
Per insegnare? Nella Citt Lontana per restarvi? Da dove
era arrivato quel sogno? Lei aveva conosciuto Kanika cos
bene quando era bambina, aveva conosciuto ogni grinza
sulla sua pelle e la consistenza del suo respiro nel sonno e
il suono dei suoi strilli subito prima che lasciassero il posto
a singulti esausti. Come aveva fatto a passare da quella conoscenza
totale a questa ignoranza?
Insegnare, ripet Fi.
Lo so fare qui. Non posso farlo l? La voce di Kanika rivelava
un briciolo di incertezza, che lei percepiva a malapena.
Ma l'affondo del suo tono suon audace e risoluto, suscitando
un'ondata d'amore e ammirazione in sua nonna.
Neema cap con subitanea chiarezza che ormai le veniva
concessa di rado: quello che lei aveva interpretato come
una quieta accettazione del ruolo femminile da parte di
Kanika, era stato in realt un piano per sfuggirvi. La cosa le
spezz il cuore e al contempo glielo scald. Non me l'hai
mai detto, disse alla nipote nella loro lingua.
Sei sveglia! ribatt Kanika.
Lontano dai miei occhi hai tramato.
Miss Sweeney, che non capiva le loro parole, sporse la testa
dalla zanzariera. Guard la reticella come se non l'avesse
mai vista prima, come se non fosse stata lei ad appenderla
prima del calar del sole, cercando i bastoni necessari e
conficcandoli nel terreno duro, stendendola sopra il punto
in cui avrebbe dormito. Poi la liquid con un gesto
sprezzante, strisci fuori e la tir gi.
Hai mantenuto questo segreto, dichiar Neema. Per
quanto tempo?
Nyanya, devo andare.
Miss Sweeney sedeva a gambe incrociate sul bordo della
pelle di mucca, al di fuori della linea visiva tra Kanika e
Neema, come per permettere alla conversazione di fluire
senza ostacoli tra di loro. Per un attimo, tuttavia, Neema
non seppe cosa dire. Certo, aveva desiderato che Kanika
fosse forte e indipendente, ma perch in un altro posto,
perch lontano dalla nonna?
 dura anche l, dichiar. Pi di quanto tu creda.
Quando chiediamo la pioggia, dobbiamo aspettarci anche
il fango.
Non voglio che questo sia tutta la mia vita.
Le viscere di Neema si contrassero. Miss Sweeney infil
una mano nella borsa per estrarre qualcosa di scuro e duro,
che ruppe in tre pezzi, offrendone uno a Neema e uno
a Kanika. Cioccolato, mormor. Kanika mise subito in
bocca il suo. A riprova del fatto, pens sua nonna, che si fidava
decisamente troppo della Citt Lontana.
Ho perso mia figlia tutta in una volta, afferm. Non
posso perdere anche te.
Se rimango mi riempir di rabbia, avvis Kanika.
Come me, vuoi dire.
La ragazza scosse il capo. Tu sei forte, non arrabbiata.
Neema non si lasciava sviare cos facilmente da un complimento.
Liquid con un gesto le parole della nipote.
Mentre lo faceva, per, ud la voce della madre. Tieni ma
non stringere, disse.
Quando lei era giovane non c'era stata nessuna biblioteca
sui cammelli con i suoi sentori di un mondo diverso, pi
vasto. L'occhiata da cadavere aveva rappresentato l'unica
valvola di sfogo per la frustrazione. Che cosa avrebbe fatto,
se ne avesse avuta la possibilit?
Annus il cioccolato di Miss Sweeney. Avrebbe tenuto
duro durante l'assenza di Kanika, dunque. Almeno, grazie
all'Essere-dalle-cento-gambe, ci sarebbe stato qualcosa da
attendere con ansia: gettare la notizia della partenza di Kanika
in faccia all'irritante cognato, la cui voce avrebbe raggiunto
le nubi mentre lui vedeva sfumare le sue chance di
reclamare la dote della ragazza.
Prima di poterci ripensare o cambiare idea, parl in
inglese. Le ho concesso il permesso di andare, Miss
Sweeney.
Apparentemente, tuttavia, non era quello che la straniera
aveva aspettato. Sistem sotto di s la zanzariera spiegazzata,
a mo' di cuscino. Kanika, disse, dovresti frequentare
una scuola speciale per ottenere un diploma di
insegnante.
S.
Ci vorrebbe tempo... un paio d'anni.
Sono pronta.
Fi rimase in silenzio. Si tir i capelli sulla nuca. Nel tentativo
di tenerli lontani dal viso si era legata una bandana
intorno alla testa, ma continuavano a svolazzare in varie
direzioni. Neema decise di offrirsi di farle delle treccine, il
mattino dopo.
Okay. Lasciami vedere cosa riesco a trovare, disse infine
Miss Sweeney, e Neema sospir di sollievo vedendo che non
avanzava l'ennesima obiezione. Tre sarebbero parse decisamente
troppe. Prima devo riavere i libri, continu la giovane
donna. Se non ci riesco, Mr A... esit, poi abbozz
un sorriso. Mr A. potrebbe buttarci tutti fuori a calci.
Era sicuramente una battuta. Mr Abasi non aveva sicuramente
una simile autorit o, se l'aveva, non l'avrebbe esercitata
solo a causa dei libri scomparsi di Mididima. Ma Neema
non ne era certa. Aveva sentito parlare della ribellione
dei mau mau, quando la gente veniva percossa e imprigionata
e scacciata per errori pi insignificanti del perdere libri.
E sapeva che gli uomini vantavano spesso un assurdo
potere sulle donne.
Sono sicura che li riavr, disse Kanika.
Miss Sweeney si sdrai sulla stuoia. Kanika, qual  il vero
nome di Scar Boy? chiese.
Taban, rispose la ragazza.
Taban. Da quanto Neema non lo sentiva pronunciare ad
alta voce? Ma era giusto, cap, che cominciassero a chiamarlo
in quel modo. Dopo tutto non era pi un ragazzo.
Aveva diciassette anni, era un giovanotto, e un giovanotto
che esercitava un'influenza sorprendente. Taban, un tempo
mutilato da una iena, ma ora con un'identit forgiata
da altri avvenimenti. Custode del segreto dei libri della biblioteca
non restituiti. Arbitro del destino della sua trib.
Taban, ripet lentamente Miss Sweeney. Puoi parlarmi
di lui?
Kanika si mise supina. Lui... Esit. Ascolta. Non ama
parlare, per. Bisogna prestare molta attenzione per riuscire
a capirlo.
Vuole qualcosa? E per questo che tiene i libri? Per costringerci
ad ascoltarlo?
La ragazza si volt a fissarla. Parve riflettere, poi sollev
entrambe le mani, a palmo in su, verso il soffitto. Li restituir.
Miss Sweeney allung una mano per stringere la sua.
S, ribatt. Certo che lo far. E anche se sono finiti fuori
posto li troveremo. Naturalmente. Annu come se si rivolgesse
a s stessa, s stiracchi e sbadigli.
Deve restituirli, ripet Kanika, in tono sommesso.
Miss Sweeney non rispose. Il suo respiro si era fatto regolare.
Cullata dall'apparente sicurezza di Kanika, la straniera
si stava addormentando. Ora, forse, ci sarebbero riuscite
anche loro due.
Neema si coric, pensando a quanto ammirava Kanika -
per i suoi desideri chiari e i progetti audaci, per il suo modo
di apparire cos sicura di s davanti a quella donna straniera
e per la sua capacit di celare i propri timori. Era
sembrata cos certa dell'imminente restituzione dei libri
da parte di Scar Boy che Neema si convinse di essere l'unica
in grado di percepire la nota di dubbio nella voce della nipote.
...
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PARTE QUARTA.
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Quello che amano sopra ogni cosa  la stagnazione. L'immobilit bitorzoluta, perenne. Adorano l'odore denso, lercio dell'acqua ferma, naturalmente, ma qualsiasi cosa che appassisca troppo a lungo - una pesca smangiucchiata, un bicchiere di vino, un braccio umano - esercita su di loro un'attrazione irresistibile.
Voce femminile registrata su nastro da The Mad, Marvelous World of Mosquitoes, Children's Museum, Londra, 1999.
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23. L'AMERICANA.
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Un crampo allo stomaco la dest. Fi apr gli occhi per
scoprire, alla sua destra e alla sua sinistra, la ragazza e la
nonna immobili, quasi inerti come fossero immerse nel pesante
torpore che segue una notte insonne. Se non fossero
state cos profondamente addormentate, temeva che il suo
stomaco rumoroso avrebbe potuto svegliarle. Sgattaiol
fuori, dandosi pacche delicate sul ventre come per zittirlo.
Non che avesse fame, non proprio. Le offrivano razioni
generose, in base agli standard della trib. Ma quante porzioni
extra di granturco mischiato a latte o sangue di cammella
si potevano prendere? La sera precedente, prima di
andare a letto, Matani le aveva offerto una leccornia locale:
latte che ha dormito. Lasciato riposare per un'intera notte
e poi mescolato energicamente con un rametto, era considerato
pi nutriente e saporito di quello fresco. Non gli
era stato facile procurargliene una tazza, visto che di solito
solo gli anziani erano autorizzati a gustarlo, quindi lei soffoc
l'impulso di annusarlo prima di bere una sorsata generosa.
Sapeva di caglio ed erba, come se provenisse da un cammello
con l'indigestione. L'unica cosa che Fi potesse dire
del latte che ha dormito era che le disturbava il sonno.
Decise di mangiare un altro po' della sua scorta di cioccolato
d'emergenza, e ritorn nella stanza per prendere
una tavoletta dalla sacca da viaggio, insieme a una bandana
per i capelli. Stacc un quadratino di cioccolato e riscivol
fuori. Mangi rapidamente il primo boccone ma poi ramment
a s stessa di rallentare, lasciando che la porzione seguente
le si ammorbidisse in bocca. Cominci a camminare
senza meta, concedendo al cioccolato il tempo di rinvigorirla.
Presto, lo sapeva, le donne si sarebbero alzate per badare
a capre incinte, cammelli e mucche, mentre gli uomini si
sarebbero allontanati con contenitori di plastica infilati sotto
il braccio per andare a prendere l'acqua in bacini lontani.
Ma per il momento gli esseri umani e i loro animali non
erano del tutto svegli e le fiere notturne erano finalmente
piombate nel sonno, e Mididima era avviluppata da un silenzio
che lei non aveva mai sentito da nessun'altra parte.
Super con agilit il recinto di biancospino che circondava
Mididima durante la notte e che non era ancora stato rimosso
per la giornata. Aveva bisogno di riflettere su Taban e
i libri; aveva bisogno anche di riflettere su Kanika e l'insegnamento
- ma il cioccolato e la pienezza del silenzio la fecero
pensare chiss come alla moglie di Matani. Jwahir, con
i grandi occhi e le labbra carnose, sembrava una donna perfettamente
consapevole della propria bellezza. Mentre le altre
della trib portavano la chioma suddivisa in treccine che
correvano lungo il cuoio capelluto per poi cadere all'indietro,
lei aveva un'unica treccina sulla fronte. Gli occhi erano
truccati e aveva disegni tatuati intorno ai polsi, dettaglio che
Fi non aveva notato nelle altre donne. Jwahir sembrava abituata
a lasciarsi viziare, almeno nei limiti consentiti dalla vita
nel bush, e per un attimo si chiese se la moglie di Matani
fosse degna di lui, poi scacci deliberatamente quel dubbio.
Un suono penetrante, tanto acuto da farla sobbalzare, la
strapp alle sue riflessioni. D'istinto si accovacci dietro un
cespuglio e chin la testa. Dopo pochi secondi sbirci fuori.
Il suono proveniva da sinistra, una dozzina di passi pi in
l. Un gruppetto di scimmie stava balzando di ramo in ramo.
Avevano il corpo grigio, il muso nero e lunghe sopracciglia
candide. All'inizio le trov graziose e buffe nella loro
iperattivit ma poi, osservandole con pi attenzione, trattenne
il respiro.
Avevano le orecchie posizionate sulla nuca. Una nube di
mosche ronzanti le circondava. E, cosa pi inquietante di
tutte, la loro espressione sembrava spiritata.
Rimase inginocchiata, osservandole. Le scimmie, cap alla
fine, stavano lanciando pietre contro un imprecisato bersaglio
dietro di lei. Spostando il corpo e muovendosi piano
piano verso sinistra, riusc a vedere, sprofondato sotto l'erba
circostante, un vitello. Aveva le zampe allargate posate
sul terreno. Sembrava si stesse riposando, osservando il
mondo, solo che Fi'not che gli occhi sgranati erano vitrei,
come per lo shock.
Per quale motivo le scimmie lo stavano bersagliando? E
perch lui si lasciava aggredire cos passivamente? Poi Fi vide
che la zampa anteriore sinistra era piegata in modo innaturale
- forse rotta? Povera bestia ferita, pens. L'intera
scena le sembr surreale.
Trov un bastone e lo picchi prima sul terreno e poi
contro un cespuglio, alzandosi e urlando. Smettetela!
Sentendo la sua voce, le creature in fermento si voltarono a
guardarla, e i loro strilli si placarono. Erano grandi circa un
terzo di lei ma la fissavano con occhietti cos freddi da causarle
una scarica di apprensione. Alcune lasciarono ciondolare
la testa di lato. Un paio mostrarono i denti. All'improvviso
Fi immagin che la colpissero oppure le si avventassero
contro, mordendo, artigliando, avvolgendole le lunghe code
intorno al collo. Sci, disse, stavolta un po' pi debolmente
di quanto avrebbe desiderato.
Una, pi grande delle altre, dava l'impressione di essere
il capo. Rimase sull'albero ma balz di ramo in ramo avvicinandosi
a lei, si lasci dondolare all'indietro per poi lanciarsi
di nuovo nella sua direzione con atteggiamento aggressivo.
Le altre la circondarono, rivolgendole occhiate in
tralice, le loro strida ormai pi flebili, pi simili a un sibilo.
Fi fece un passo in avanti, esitante, poi un altro, pi sicuro.
Indietro, disse, rivolgendosi direttamente alla scimmia
pi grossa, cercando di parlare con maggiore sicurezza
di quella che provava. Picchi di nuovo il bastone a terra e
poi lo fece oscillare verso l'animale. Via!
Le scimmie si immobilizzarono, quasi all'unisono, muovendo
soltanto la testa per guardare ora lei ora il loro capo.
Fi sent il sangue pulsarle alla base del collo. Si fece avanti,
sempre brandendo il bastone, in modo da frapporsi tra le
scimmie e il vitello.
La tenue brezza del primo mattino era scomparsa e sembrava
che tutto l'ossigeno nell'aria fosse stato risucchiato.
Sent un unico grillo, poi la scimmia pi grossa si lasci cadere
dall'albero, oscillando. Picchi per due volte i pugni
sul terreno di fronte a s.
I suoi occhi erano vitrei. Fi rimase in attesa, incapace di
prevederne la mossa seguente.
La scimmia si volt. Si allontan saltellando senza mai girarsi,
e le altre la seguirono. Prima di andarsene, una di
quelle pi piccole sollev una zampa al di sopra dell'erba
per agitare un pugno silenzioso, come per dire: Sia maledetta
tua madre. Poi scomparvero. Era tutto finito.
Fi trasse un respiro e rilass le spalle prima di avvicinarsi
al vitello, che parve agitarsi ancora di pi ora che le scimmie
se n'erano andate. Si rizz sulle zampe posteriori come
per tentare la fuga, ma non ci riusc a causa di quella anteriore
spezzata. Emise un flebile lamento.
Sshh, sshh, piccolino. Fi lasci cadere il bastone che
aveva continuato a stringere con forza e avanz piano piano
per dargli dei colpetti sul collo con la mano protesa. Cerc
di canticchiare a bocca chiusa come aveva sentito fare alle
ragazzine mentre badavano alle mandrie. Oh, lo, lo. Oh,
stai tranquillo. Oh, lo lo. Ti porteremo a casa.
Dopo qualche minuto, il vitello le lasci cadere la testa
sul ginocchio, impossibile dire se per sfinimento o fiducia,
ma lei prov un empito di tenerezza e decise di non lasciarlo solo, nemmeno per cercare aiuto. Forse avrebbe potuto
trasportarlo fino al villaggio. Era talmente magro che probabilmente
pesava meno di quindici chili.
Saggi lo spessore del bastone. Sembrava perfetto: non si
sarebbe piegato troppo n era troppo rigido. Togliendosi la
bandana dalla testa e lacerandola con i denti fino a ricavarne
tre strisce, cre una stecca per tenere ferma la zampa del
vitello.
Traendo un lungo respiro e trattenendolo nei polmoni,
infil lentamente le mani sotto il ventre dell'animale. Gli fece
scivolare un braccio intorno al torace e con l'altro gli
cinse la groppa, attirandolo a s. Poi raddrizz le ginocchia
e lo sollev. Il vitello emise un altro lamento ma rimase immobile
tra le sue braccia. Grazie, piccolino, sussurr Fi.
Continua cos. L'animale risult pi pesante di quanto si
aspettasse, e non era certo facile tenerlo stretto, ma lei poteva
tornare fino alle capanne. Non si era allontanata poi di
tanto.
Concentrata sullo sforzo di tenere il pi fermo possibile
il vitello ferito, pos il naso sul suo pellame graffiato, inalandone
l'odore umido. Di tanto in tanto lui girava lo sguardo
per fissarla con occhi acquosi.
Le sembr di impiegare parecchio per raggiungere Mididima.
Le reni cominciavano a dolerle e prese in considerazione
l'idea di sedersi per un attimo a riposare, ma decise
che poi sarebbe stato troppo difficile rialzarsi. Sei un vero
duro, piccolino, mormor al vitello.
Stava cominciando a sentirsi esausta quando ud un grido
acuto. Sobbalz: le scimmie erano tornate? No, era una
ragazza che l'aveva vista e stava chiamando le altre. Ben presto
sette donne la circondarono. Le presero il vitello dalle
braccia e lo esaminarono, le mani che svolazzavano con fare
esperto sui muscoli dell'animale. Fi sent le gambe deboli e un lieve senso di vertigini e si accasci a terra.
C'erano queste scimmie, in alto su un albero. Sollev
le braccia come per mimare dei rami, poi si rese conto di
come doveva apparire bizzarra, pronunciando parole straniere
mentre indicava il cielo. Due uomini si unirono al
gruppo e uno di loro sollev il vitello e lo port via. Le dispiacque
vederlo andare via, gli si era affezionata. Le donne
le si accosciarono intorno e cominciarono ad accarezzarle
braccia e capelli, parlandole, concentrando su di lei l'attenzione
fino a quel momento riservata all'animale. Per un secondo
Fi rimase sbalordita dalla visione della sua pelle pallida
che, accanto alle loro sfumature scure, pareva denutrita.
Ma ben presto si rilass sotto il loro tocco, tranquillizzata
dal ritmo altalenante delle loro celie, sbigottita e al contempo
confortata dall'agio con cui la coinvolsero e la inclusero
nella loro comunit femminile.
Poi Matani comparve tra loro. Le giovani lo circondarono
in fretta. Fi sorrise al di sopra delle loro teste e lui ricambi
il sorriso, ma non parlarono - non sarebbero riusciti a
sovrastare le voci delle donne. Dopo parecchi minuti queste
ultime la aiutarono ad alzarsi e spinsero lei e Matani l'una
verso l'altro, sorridendo. Era la prima volta che Fi si sentiva
accettata fino in fondo, e questo le fece desiderare qualcosa
di pi. Allung le mani per stringere quelle di una donna,
che ridacchi, e poi altre presero la sua. Alcuni uomini si
erano uniti ai margini del capannello, ma lei non ne conosceva
nessuno. A parte Matani, aveva avuto ben pochi contatti
con gli uomini, che in genere, durante le visite della biblioteca,
indugiavano appena al di fuori del crocchio, come
sentinelle.
Mi chiedono di dirle grazie, prima, spieg Matani. E
vogliono sapere cosa  successo.
Il vitello guarir, vero? chiese lei.
Sono convinte di s.
Poi Fi prese a raccontare delle scimmie. Mentre parlava,
l'incidente perse la sua connotazione sinistra e le parve di
nuovo divertente, proprio come era successo all'inizio. Cominci
a ridacchiare, ma la risata le si spense sulle labbra
mentre vedeva l'espressione di Matani farsi sempre pi severa.
Lui tradusse il suo resoconto al gruppetto, i cui membri
presero a mormorare tra loro.
Cosa c'? domand Fi. Cosa succede?
Matani e le donne parlarono per qualche minuto, poi lui
la prese per un gomito e si incamminarono verso l'acacia
sotto cui teneva le sue lezioni. Due ragazze li seguirono,
mezzo metro pi indietro. Matani sembrava assorto nei suoi
pensieri.
Cosa la preoccupa? chiese lei, posandogli la mano su
un braccio.
Avrebbe potuto rimanere ferita, dichiar l'uomo.
Invece sto benissimo.
Quando le scimmie si comportano in modo cos bizzarro
sono assetate. Impazzite per la sete.
Le ci volle un attimo per capire le implicazioni di quelle
parole. Devono essere arrivate qui da una zona arida, disse.
Le vostre buche per l'acqua sono ancora umide.
Per ora.
Fra una settimana, forse due, inizier la lunga stagione
delle piogge.
Sempre che arrivi, ribatt lui. Le piogge sono gi
mancate parecchie volte. Scosse il capo. Le scimmie sono
una riprova di ci che gi sospettavamo: la siccit sta per
raggiungerci.
Ma non lo far, perch... Fi si interruppe, non sapendo
come concludere la frase, come trovare parole capaci di
evocare un sorriso che gli inondasse il volto, come era successo
quando lui l'aveva vista pochi minuti prima.
Non assuma un'aria cos seria, le disse dolcemente Matani.
Non si preoccupi.
Ma come poteva non farlo? La siccit avrebbe portato
con s gli stenti della penuria di cibo, forse addirittura la carestia.
Poteva significare niente pi scuola. E, forse, niente
pi biblioteca per Mididima.
Ora vado a insegnare, annunci lui. Alle ragazze piacerebbe
passare la mattinata con lei.
Quindi era quello che desideravano le due fanciulle che
indugiavano ancora l nei pressi. Fi sorrise della loro palese
solerzia. Vedendola sorridere le si avvicinarono, una per lato, prendendola per mano.
Ci vediamo a mezzogiorno, disse a Matani, che rispose con un cenno d'assenso, le fossette nelle sue lunghe guance magre che si accentuavano. Poi le ragazze, ridacchiando, la portarono via.
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24. IL BIBLIOTECARIO.
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La biblioteca sui cammelli era in viaggio per la sua visita
bimestrale a due trib insediate l'una vicina all'altra. Mr
Abasi, in sella a Siti, apriva la fila sotto un cielo striato da serici
filamenti bianchi drappeggiati. Quattro settimane prima
aveva visto un branco di zebre pascolare in quell'area.
Adesso se n'erano andate e l'erba stava diventando marrone.
La terra stava senza dubbio flettendo i muscoli e, senza
un discreto periodo di Piogge del Miglio, avrebbe rivendicato
il suo predominio sulle pianure. A quel punto gli stranieri
che non capivano nulla della siccit e della carestia e
dei nomadi si sarebbero resi conto che Mr Abasi aveva ragione.
In seguito, i villaggi visitati dalla biblioteca sarebbero
svaniti come pozze d'acqua, insieme a una cospicua
fetta delle scorte di libri del paese. E nessuno pi rapidamente di Mididima.
Ma lui aveva rinunciato per sempre al tentativo di illuminare
chicchessia. La notizia della biblioteca sui cammelli
aveva fatto una certa sensazione sulla stampa internazionale,
dall'Olanda alla Bielorussia. Erano state diffuse foto di
Miss Sweeney e citate le parole del capo di Mr Abasi. Era arrivato
addirittura un fotografo da Londra per scattare rullini
su rullini ai cammelli e ai libri. Siti era ancora ornata dalle
monete e nappine fornitele per l'occasione.
A essere sinceri, Mr Abasi aveva ben altre preoccupazioni.
Ecco perch aveva atteso con ansia quel viaggio. Aveva le
paure di cui discutere, e nessuno con cui poterlo fare. Ma
c'era Siti. Dopo il giorno in cui aveva fatto la sua strabiliante
scoperta, era arrivato ad apprezzare il ribaltamento di
ruoli concessogli dagli antenati: ora poteva parlare con sua
madre, e lei era impossibilitata a ribattere.
Lanci un'occhiata dietro di s e, accertatosi che gli altri
fossero sufficientemente distanti, si pieg in avanti, accostando
la bocca all'orecchio della cammella.
So che ti piacevano i missionari, madre, disse in un
brusco sussurro. Soprattutto, e assunse un tono sprezzante,
il cibo missionario.
Siti dilat le narici muscolose gemendo un armonico monito
quadritonale. Mr Abasi non le bad. Un simile ardire
nell'eloquio gli era consentito, ormai.
S, hanno contribuito a finanziare il mio soggiorno in
Inghilterra, la piccola parte non coperta dalla borsa di studio,
aggiunse, sventolando la mano in un gesto sdegnato.
Ma non sopporto pi questi stranieri. A meno che si limitino
a saltellare nel bush con la loro incredibile gamma di
macchine fotografiche. Che passino pure il tempo inseguendo
gli gnu migratori, fluttuando su mongolfiere o facendo
paracadutismo acrobatico. Purch non abbiano nulla a che fare con me.
Siti pieg le orecchie all'indietro per dimostrare che stava
ascoltando. Lui lo trov gratificante.
Ho passato anni a osservare questi visitatori. Ammetto
che un tempo invidiavo i loro piccoli, oscuri privilegi:
shampoo profumati offerti gratis dalle game lodges e drink
serviti sotto tende affacciate sul tramonto. Invidiavo anche
il loro autocompiacimento. Al termine dei safari davano
sempre l'impressione di sentirsi... intrepidi, ecco il termine
giusto. Tornavano a casa convinti di avere affrontato
con successo l'esperienza africana e ben felici di lasciarsi dietro gli africani.
Siti emise un brontolio di gola.
Non mi dispiace essere lasciato indietro, ammise lui.
A infastidirmi nelle persone  la mancanza di sincerit.
Siti pieg la testa di scatto, facendo tintinnare le monete
e scagliandolo in avanti. Lui riusc a non cadere.
Tirati su. Non sto parlando di te, madre, aggiunse. Tu
eri sincera, ma anche pomposa. Comunque, non prendertela
per quello che dico. E di Miss Sweeney che voglio parlare.
 un tipo di straniero diverso. Non prova il minimo interesse
per i safari o gli shampoo gratuiti. Non somiglia agli
altri nemmeno nel fisico.  come se fosse appena tornata in
aereo da un lungo viaggio in un posto pi primitivo, con
quei capelli scuri e crespi svolazzanti. Niente colori mimetici
per lei, solo quella borsa viola piena di libri di poesia. 
sincera, d'accordo.  irritante. Forza, da questa parte.
Riusc a stabilire, in base all'angolazione del sole, che si
erano spinti un po' troppo a est. Mentre Siti deviava di poco
per tornare sulla rotta stabilita, Mr Abasi si sfreg gli occhi,
accorgendosi all'improvviso che il bagliore del sole glieli
faceva lacrimare. Sto dormendo male, negli ultimi tempi
mi sveglio sempre di buon'ora, spieg, ma non  certo
strano. So che se succede qualcosa, daranno la colpa a me.
S, a me! Bench sia stato contrario a questa operazione sin
dall'inizio. Mi riterranno responsabile.
Siti lanci un grido che suon quasi solidale.
Cosa potrebbe succedere? Le possibilit sono talmente
tante da non poterle contare, aggiunse Mr Abasi. Lei potrebbe
essere rapita dagli shifta. Percossa da un babbuino.
Una capra stizzosa potrebbe cavarle un occhio. Potrebbe
mangiare qualcosa di velenoso o contrarre un morbo letale.
Un anziano potrebbe lanciarle contro una maledizione
fatale. Potrebbe venire scelta come seconda moglie di qualcuno.
Sent le spalle curvarsi sotto quell'elenco di potenziali catastrofi.
Per qualche minuto, uomo e cammella viaggiarono
in silenzio. Alla fine, Abasi si ricompose abbastanza per continuare.
Non sono tagliato per questo, disse, per sovrintendere
all'incauta missione di salvataggio culturale di una
donna bianca.
Siti si ferm, si volt a guardarlo, strizz l'occhio e mostr
i denti. Lui conosceva benissimo quel sorriso falso, saccente.
Sua madre lo aveva avvisato ripetutamente che diventare
bibliotecario sarebbe stato un errore: comportava
troppa pressione gratuita. Aveva desiderato invece che il figlio
vendesse apparecchi elettronici. Ma non darmi retta,
aveva asserito pi di una volta in tono gelido. Meglio essere
un uomo che parla solo con s stesso. Cos non verrai
mai contraddetto.
Be', lo confesso, disse ora Mr Abasi. Questa parte dell'incarico
 assolutamente folle. Sarebbe stato pi saggio
permetterle di spuntare la criniera a un leone.
Ma cosa intendeva dire, usando il termine permetterti? Le
donne erano indomabili. Sarebbe stato meglio ignorarle.
Ci sto provando, dichiar ad alta voce. Sto provando a
scordarmi di lei.
Siti agit la testa con aria saputa.
No, madre, niente del genere. Lei  solo una responsabilit,
per me, afferm Mr Abasi. Sar davvero felice
quando se ne andr.
La cammella emise un sibilo scettico, sputando una
spruzzatina di saliva.
Oh, stai zitta, le intim, stizzito. E, rammentando quanto
sua madre odiasse il silenzio, si rifiut di aprire bocca per il resto del viaggio.
...
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25. SCAR BOY.
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Taban alz gli occhi dal disegno e inclin la testa di lato,
ascoltando i passi che descrivevano un cerchio incompleto
intorno alla capanna per poi fermarsi. Erano cos leggeri
che dubitava appartenessero a un uomo. Al momento, erano
i passi maschili a preoccuparlo maggiormente. Poteva
sempre sbirciare dai buchi nel muro per scoprire di chi si
trattava, certo, ma non voleva ridursi a lanciare occhiate
furtive fuori da casa sua come un topo del bush. Trasse
quattro lenti respiri prima che i passi frusciassero per poi allontanarsi.
Stanno indugiando, disse sommessamente.
Badru alz la testa dalla sua ciotola di miglio per studiarlo con aria interrogativa.
Lo fanno ormai da due giorni. Non te ne sei accorto?
Lo fiss per un altro secondo, poi si strinse nelle spalle.
Taban era sicuro che il fratello non sapesse di cosa lui stava
parlando. Forse Badru non gli credeva nemmeno. Non
aveva sviluppato un sesto senso sul rumore dei passi. Non
ne aveva mai avuto bisogno, perch a differenza di lui non
passava molto tempo dentro quelle quattro mura, captando
quello che si trovava all'esterno.
Taban, invece, aveva studiato i passi per anni. Era ormai
in grado di indovinare le dimensioni, il sesso, l'et, persino
lo stato d'animo di una persona. Era abituato da tempo allo schema consueto: le vibrazioni si avvicinavano, acceleravano
e poi deviavano leggermente di lato, come se la sua capanna
fosse protetta da un cerchio invisibile di cespugli di acacia velenosa.
I passi pi vicini alla sua casa erano sempre corti e rapidi.
La paura faceva muovere i piedi pi in fretta.
Ultimamente, per, i passi avevano cominciato a seguire
un tragitto diverso. Avanzavano verso la capanna, avvicinandosi
molto pi di prima, e si interrompevano per un lasso
di tempo pari a dieci respiri di Taban prima di fare dietrofront
e allontanarsi. Lui captava il palese avvertimento insito
in quella pausa. Volevano i libri. La presenza della donna
bianca aveva reso pi pressante il loro desiderio. Giudicavano
Taban inutile, sacrificabile, forse addirittura malvagio.
Alla fine i passi non avrebbero esitato, non avrebbero battuto in ritirata.
A volte pensava che avrebbe semplicemente dovuto andarsene
prima che la situazione si facesse rischiosa - non
solo per lui ma anche per suo padre e Badru. Loro non
erano vigili come lo era diventato lui, non avrebbero nemmeno
riconosciuto il pericolo finch non fosse stato troppo
tardi. Non avrebbero dovuto essere sacrificati.
Ma dove sarebbe andato? E come avrebbe potuto sopravvivere?
Inoltre, cosa dire di Kanika?
I passi di Kanika erano la prima cosa che aveva attirato la
sua attenzione. La sua andatura era lieve, quasi saltellante, e
lei puntava sempre verso di lui senza interruzioni. Non aveva
mai mostrato di temerlo, non era mai scappata. I passi
pesanti del padre di Taban parlavano di tristezza e senso di
colpa, quelli di Badru erano brevi e controllati. Gli uni e gli
altri gli rammentavano cosa era. Tra tutti gli abitanti di
Mididima, soltanto Kanika lo trattava come chiunque altro.
Lui trovava la cosa irresistibile.
Adesso sent di nuovo dei passi, un uomo che si avvicinava,
poi si fermava. Stavolta se ne accorse anche Badru, che
alz gli occhi e incroci lo sguardo del fratello. Rimasero
seduti in silenzio, fissandosi mentre ascoltavano. A Taban
venne spontaneo pensare a topi del bush che si facevano
piccini mentre l'aquila marziale dal becco adunco volteggiava
nel cielo; e, per quanto odiasse la sensazione, sapeva
che Badru la detestava ancora di pi perch era meno abituato
ed era convinto di non meritarla.
Rimpianse di non potersi scusare, ma si accorse di indurirsi
suo malgrado contro il biasimo che vedeva negli occhi
del fratello. Non soltanto per i libri, ma anche per la iena.
Per il fatto di essere ci in cui la iena l'aveva trasformato. E
per come la cosa aveva influenzato la vita di Badru.
Badru aspett che i passi si allontanassero. Poi, con un
unico movimento fluido, si alz, diede un calcio alla ciotola
da cui aveva mangiato, si volt e spalanc la porta con una spinta.
Taban rimase seduto in silenzio nella capanna vuota. Mi dispiace, disse.
Poi chin di nuovo il capo sul suo disegno.
...
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26. IL TAMBURAIO.
...
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...
Abayomi aveva le palpebre pesanti mentre tornava a
Mididima. Gli era gi successo di sentirsi stanco, in preda a
una spossatezza infinita, ma aveva sempre saputo di dovere
fare qualcos'altro, e quella certezza aveva funzionato come
una bevanda rinvigorente. Stavolta, invece, quando pensava
al passo seguente da fare, si sentiva insicuro. Cambiava idea
con la stessa facilit con cui l'erba alta oscillava nel vento.
Aveva lasciato l'insediamento il giorno prima, a mezzogiorno,
ed era tornato in piena notte per sedersi da solo all'interno
del kilinge. Nelle capanne intorno a lui la gente
dormiva - i suoi figli, i suoi amici, Jwahir. Aveva osservato il
fuoco per ore, sperando che il cuore gli si quietasse, ma le
fiamme lo schernivano. Cosa vuoi che faccia? aveva chiesto,
senza sapere con chiarezza a chi si stava rivolgendo o
quale forma potesse assumere la risposta. Nessuno replic.
Si era aspettato, per quanto potesse sembrare assurdo,
che qualcuno gli rispondesse.
Se n'era andato di nuovo prima che gli altri si svegliassero
e aveva camminato intorno a Mididima descrivendo una
spirale sempre pi ampia, fino a sentire le gambe che tremavano
per la brama di riposo. Aveva pensato di rimanere
lontano per un'altra notte, di nascondersi finch le decisioni
non fossero state prese, le questioni risolte senza di lui,
per poi tornare a scoprire cosa gli aveva lasciato il destino.
Ma non poteva farlo, stavolta. Stava tornando a casa sua,
ormai riusciva a vederla. Aveva dei doveri precisi.
Prima di tutto doveva parlare con Taban dei libri scomparsi,
e subito. A Mididima se ne discuteva gi fin troppo.
Ma paventava la prospettiva di interrogare Taban. Non aveva
badato ai libri - per quanto ne sapeva, il figlio li aveva
davvero riconsegnati e adesso veniva accusato senza motivo
da coloro che non si erano mai fidati di lui. Inoltre, visto
che il ragazzo trascorreva cos tanto tempo al chiuso, da solo,gli si sarebbe dovuto permettere di tenerli, se ancora li
aveva. Non voleva essere lui a togliergli i libri.
Eppure non era giusto lasciare che fosse Badru, focoso
com'era, a difendere il fratello. Badru aveva adottato da
tempo l'atteggiamento dello sciacallo pronto ad attaccare,
ma era una semplice finzione. Se non ci fosse stato Taban,
forse a quel punto Badru avrebbe gi iniziato a imparare a
leggere con Matani. Sarebbe stato un uomo premuroso, come
il padre di quest'ultimo. Stando cos le cose, invece, l'attacco
della iena lo aveva sfigurato tanto quanto il fratello,
anche se le sue erano cicatrici di sfida. Disprezzava l'autorit
come suo padre non aveva mai fatto. Abayomi sperava
soltanto che quello non diventasse il suo tratto distintivo.
Ciao, Abayomi, grid uno degli uomini vedendolo entrare
nell'insediamento. Lui rispose al saluto con un cenno
del capo. Non si aspettava domande su dove o come avesse
trascorso la notte, e certo non sul perch. I vicini, lo sapeva,
avrebbero accettato e persino onorato il suo bisogno di allontanarsi
per un po'; dopo tutto, nessun altro uomo l doveva
occuparsi dei figli. Quanto a ci che provava per Jwahir,
nessuno l'avrebbe indovinato. Lei era gi stata presa e
Abayomi era senza moglie da cos tanto tempo che dubitava che
ormai qualcuno si ricordasse della sua mascolinit. Inoltre,
tranne durante le visite della biblioteca sui cammelli, loro
due erano stati discreti.
Prima di andare a casa si ferm a bere un po' dell'acqua
conservata nei recipienti di plastica, sotto una piccola tettoia
di rami intrecciati. Ne scosse parecchi gi vuoti prima di
trovarne uno semipieno. Era pi assetato di quanto avesse
creduto. Bevve cos rapidamente che una goccia gli rotol
lungo il mento e cadde a terra.
I ragazzi stanno bene? chiese al cugino Chege.
Ho visto Badru stamattina, rispose l'altro. Andava tutto
bene.
Abayomi si sent rassicurato solo in parte: Chege osservava
i ragazzi superficialmente, lo sapeva. Non era stato costretto
a diventare una mezza-femmina come lui, quindi
non si sarebbe accorto di nulla a meno che il tanfo della
morte non emergesse dalla capanna del cugino. I figli di
Abayomi avevano bisogno del padre. Lo avevano sempre
avuto, in modi diversi, e sarebbe stato cos per altri tre anni.
Poi, tutti e due insieme, si sarebbero uniti al loro gruppo
d'et e avrebbero lasciato solo Abayomi per mesi e mesi. Badru
andava gi alle danze che talvolta i giovani organizzavano
oltre i confini dell'insediamento. Taban non lo faceva,
ma, a tempo debito, avrebbe rispettato la tradizione e sarebbe
andato a badare al bestiame insieme ai coetanei - doveva
farlo, se sperava di diventare uomo a Mididima.
Era un momento che Abayomi paventava. Temeva di rimanere
solo - poteva confessarselo, ormai. Aveva un ruolo
preciso tra la sua gente come tamburaio, e un posto nella
processione degli antenati. Ma, dopo la partenza dei ragazzi,
non avrebbe avuto accanto nessuno, quando si levava il
sole. Niente voci nella sua capanna, niente litigi, niente risate,
niente pasti condivisi.
Nessuno della sua et dormiva da solo. Avrebbe dovuto
sposare Jwahir molto tempo prima, quando ancora la vita
non era cos complicata. Il panico e una promessa lo avevano
ostacolato.
Quando diede le spalle alla tettoia vide passare le donne
dirette verso le coltivazioni. Gir il viso, poi lanci un'occhiata
verso di loro, tentando di non fissarle, sperando di
apparire disinvolto. I suoi occhi individuarono ben presto
Jwahir. Le sue anche dondolavano in avanti con ogni passo,
poi oscillavano leggermente all'indietro. Lo sguardo di
Abayomi scivol su, fino ai grani intorno al collo, poi al volto,
dolce e determinato. Anche lei lo stava osservando, ma
con la coda dell'occhio per non farsi notare. Lui riusc comunque
a captare la domanda nella sua occhiata in tralice,
nel suo modo di muoversi. Le rivolse il pi impercettibile
dei cenni d'assenso. L'espressione di Jwahir si addolc. Le
labbra si incurvarono.
S. Dopo tutte le inquiete, cogitabonde ore notturne, tutto
si era risolto cos, semplicemente. Con quel cenno d'assenso
venne preso un impegno. Lui le aveva detto di s, pur
non sapendo come avrebbe affrontato le conseguenze.
Ricordava quando aveva notato Jwahir per la prima volta.
Lei pensava fosse successo il giorno della prima visita della
biblioteca sui cammelli, e lui aveva preferito non correggerla:
non sapeva come avrebbe reagito scoprendo che il
suo desiderio era nato pi di un decennio prima.
Era accaduto un mattino, poco dopo il sorgere del sole.
Sua moglie, incinta del loro secondo figlio, aveva gi munto
il bestiame e preparato la colazione per Badru. Abayomi si
era appena alzato ed era uscito. Aveva visto Jwahir che cantava
sotto un albero. Gli dava la schiena, si credeva completamente
sola. Aveva undici anni. Lui non riusc a immaginare
come mai non stesse lavorando insieme alle altre ragazze.
In seguito avrebbe scoperto che era molto abile nello
sgattaiolare via dai compiti a lei assegnati.
Non fu il suo canto ad attirarlo: la voce, in realt, suon
ben poco armoniosa al suo orecchio, e le parole che si era
inventata parlavano di funghi raccolti dopo un acquazzone.
Ma quando Jwahir alz le braccia, ruot le spalle e fece
dondolare le gambe divaricate, il ritmo nel suo corpo lo attravers
come una sorsata di vino di palma. Rimase colpito
dalla sua sicurezza di s e dalle movenze fluide e bilanciate
del suo corpo mentre, danzando, univa i piedi per poi separarli
di nuovo. Si era accovacciato nell'ombra della capanna,
osservandola finch smise di cantare e si allontan fino
a scomparire.
Sua moglie aveva quindici anni quando lo aveva sposato e
si era dimostrata sin dall'inizio una donna scaltra, senza
neppure un briciolo dell'ingenuit di cui soffriva lui. Non
le ci volle molto per intuire l'attrazione provata da Abayomi
per quella fanciulla pi giovane, anche se lui non cap mai
come l'avesse indovinata, visto che si era affrettato a scacciarla
dalla mente. Lei gli fece giurare di non prendere mai
un'altra moglie. Lui, imbarazzato per essere stato scoperto
con tanta facilit, aveva subito acconsentito. La moglie aveva
richiesto un giuramento di sangue e lui allora si era tagliato
un dito. Lei aveva succhiato il sangue e chiesto al loro
figlio maggiore, il piccolo Badru, di fare altrettanto, anche
se il bimbo non cap cosa stava facendo o perch.
All'epoca, naturalmente, Abayomi non si era aspettato di
rimanere vedovo - di certo non cos presto.
Taban si era rivelato difficile per sua moglie gi nel grembo.
Lei aveva continuato a svolgere tutte le mansioni femminili,
ma si lamentava di emicranie. Abayomi, per, non
era preparato a perderla durante il parto. Bench ammaliato
da Jwahir, le voleva ancora bene.
Dopo la morte della donna, gli anziani del villaggio gli
proposero di risposarsi subito, affinch una nuova moglie
potesse aiutarlo nella cura dei figli. Gli offrirono la sorella
della defunta consorte. Abayomi rifiut, menzionando la
promessa di non prendere un'altra sposa e il desiderio di
concentrarsi sul piccolo Taban ancora malaticcio. Quale attenzione
avrebbe ormai potuto riservare a una donna? Gli
anziani discussero e lo blandirono, sottolineando che un
uomo non era adatto a badare a un neonato, ma alla fine si
arresero, aspettandosi comunque che cambiasse presto
idea, una volta messo di fronte all'impegno di crescere dei
bambini.
E infatti, dopo quasi tre anni di vedovanza, lui scopr che
la promessa fatta alla prima moglie sembrava ormai priva di
significato. Decise che lei avrebbe desiderato che qualcuno
lo aiutasse con i figli. Cominci a pensare spesso a Jwahir,
all'epoca quasi quattordicenne. Prov e riprov in quale
modo avrebbe potuto proporsi al padre di lei, quello che
avrebbe potuto offrire. Era forte, un gran lavoratore e tutt'altro
che povero.
Un giorno si era allontanato parecchio dall'insediamento,
Taban sulle spalle e Badru che li seguiva correndo. Aveva
lasciato i bambini a giocare nel bush mentre passeggiava
poco pi in l, pensando a Jwahir e testando la sua proposta
di matrimonio con un'acacia grigia. Non era la prima volta
che faceva pratica con un albero. All'inizio aveva incespicato
sulle parole, che alla fine, per, avevano trovato il modo
di insinuarglisi nel sangue, consentendogli di parlare agevolmente.
Di l a pochi giorni, pens, avrebbe presentato richiesta
al padre di Jwahir, dopo di che quella donna avvenente,
sicura di s e vivace sarebbe andata a vivere con lui e
i suoi figli, e Abayomi avrebbe potuto giacere con la testa
posata sulla spalla di lei.
Era cos vicino a trasformare il suo sogno in realt. La nitidezza
di quell'immagine di loro due insieme lo inebri.
Sprofondato nella sua visione, perse di vista i ragazzi. Finch
il grido acuto di Badru fendette l'aria, e Abayomi si volt.
Non avrebbe mai dimenticato l'orrore della scena che
gli si par dinanzi. Sopra il suo bambino era china una fiera
ingobbita, con la saliva che le colava dall'angolo della
bocca. I suoi occhi erano piccoli fuochi arancioni.
Balz in avanti e uccise la iena - in seguito non riusc
nemmeno a ricordare come - e si mise a correre pi in fretta
che poteva, con Taban tra le braccia e Badru terrorizzato
che gli si aggrappava alla gamba. Una volta raggiunto l'insediamento,
Badru corse a nascondersi nella loro capanna
mentre lui portava Taban dal padre di Matani.
Taban guar. Ma tutti e tre, il padre ed entrambi i figli,
portavano cicatrici, bench quelle di Abayomi e Badru fossero
meno visibili. Abayomi sapeva benissimo che quell'attacco
era un monito: non doveva risposarsi. Se lo faceva, i suoi
ragazzi si sarebbero imbattuti in altri pericoli, e la volta seguente
lui non sarebbe riuscito a salvarli.
Si era confidato con il padre di Matani, che lo sollecit a
considerare la tragedia un aspetto della vita nel bush, non
un presagio. Abayomi comprendeva la saggezza del consiglio
ma non riusciva a liquidare n la sua convinzione n il
suo senso di colpa. Aspett che Jwahir si sposasse. Quello,
pensava, gli avrebbe permesso di dimenticare.
Jwahir, tuttavia, non si spos presto come le altre donne.
Divenne ancora pi bella e disdegnava i giovanotti con cui
era cresciuta. Suo padre aveva due mogli e otto figli, ma
soltanto una femmina. Le permise di fare di testa sua. Cos
Abayomi aveva conservato un briciolo di segreta speranza,
senza ammetterlo neppure a s stesso, finch Matani torn
e i due si sposarono. Appena prima del matrimonio, il padre
di Matani mor, e a quel punto non rimase nessuno che
potesse intuire la disperazione di Abayomi.
Poi, meno di quattro anni dopo il matrimonio, giunse il
giorno in cui Jwahir si scontr letteralmente con lui. Quel
contatto fisico, seppure accidentale, lo lasci al contempo
euforico e allarmato. Cosa ancora pi incredibile, lei aveva
cominciato a parlargli. E sembrava apprezzare le loro conversazioni;
pareva assumere una sorta di lucentezza; voleva
di pi.
Era per sposata con il figlio dell'uomo che aveva salvato
la vita di suo figlio. Quindi si era imposto di accontentarsi
del lasso di tempo loro concesso dalla biblioteca sui cammelli.
Un dono che gli giungeva da una fonte improbabile:
una collezione di libri. Era riuscito a sentirsi appagato fino
al giorno in cui Jwahir gli tocc la guancia e gli fece correre una mano lungo la spalla.
In seguito gli avvenimenti presero a muoversi con la rapidit di un ghepardo.
Ormai era arrivato a casa. Esit un attimo davanti alla porta.
Quel giorno Matani sarebbe andato da lui, lo sapeva. Sarebbe
andato a discutere di Taban e dei libri scomparsi, ma
avrebbe trovato ad attenderlo un argomento diverso. Per
Abayomi sarebbe stato difficile parlare di Jwahir con l'uomo
che lei aveva sposato. Era bravo a costruire tamburi, lo sapeva.
Parlava benissimo con le mani. Ma quando creava parole,
invece, si impappinava. Eppure capiva che le parole erano
ci che aveva appena promesso a Jwahir. Ed era, ramment
a s stesso, un uomo che rispettava la parola data.
Bench il giorno stesse solo cominciando, non vedeva l'ora che terminasse.
...
.
...
27. L'INSEGNANTE.
...
.
...
Le avevano tracciato una riga rossa orizzontale sulle
guance e tre nere sulla fronte e adesso, pur indossando ancora
i jeans sbiaditi e una maglietta color lavanda e avendo
i capelli arricciati intorno alla testa, sembrava un'altra. Gli
occhi ben distanziati parevano balzarle fuori dal viso. Matani
si stup di non avere mai notato prima come fossero straordinari:
il centro era azzurro ma orlato dal marrone della
terra, come se non riuscissero a decidere quale dei due colori
assumere. Fu distratto brevemente dalle clavicole di lei.
La maggior parte delle donne se le copriva con collane. Si
costrinse a concentrarsi di nuovo sul viso. Aveva l'aria di essersi
sbarazzata da molte lune di responsabilit. Ci siamo
divertite, annunci.
Lo vedo. Matani le pass una tazza di chai e un tozzo di
pane. Vuole fare una passeggiata dopo pranzo, prima che
andiamo da Scar Boy?
Lei annu. Com' andata la lezione?
Stamattina erano... Lui esit, cercando la parola giusta.
Erano irrequieti. La storia della sua battaglia con le
scimmie si  propagata.
Miss Sweeney bevve un sorso di chai e abbass gli occhi
sulla tazza. Matani, disse, potrebbe parlarmi dell'immane
Catastrofe?
Lui sollev le mani verso il cielo. E una storia breve. Per
cinque anni, raccontano i nostri anziani, la pioggia smise di
cadere dal cielo. Lo chiamiamo il Periodo del Biancospino.
 questo che mangiava la gente.
Fi lo guard, in silenzio.
La met di loro mor, continu lui. Le madri impararono
questa lezione: una ninna nanna non riesce a calmare
un bambino affamato.
Fi rinunci a stare seduta a gambe incrociate e le allung
in avanti, flettendo le dita dei piedi. Quanto tempo fa 
successo?
Una generazione fa. Non ricordo.
Una generazione? Allora non accadr di nuovo, dichiar
Miss Sweeney. Non in quel modo. Oggi avete l'irrigazione.
Ci sono organizzazioni internazionali, e centri assistenziali,e cittadine che potete raggiungere in caso di necessit.
Matani scosse il capo. La nostra gente  piena di contraddizioni,
precis. Gli anziani preferirebbero bere dall'orma
di un elefante piuttosto che condurre la trib in una cittadina
o riportarla in un campo per vittime della carestia.
E se vi fossero costretti?
Matani cerc un modo per spiegarglielo senza insultarla.
Gli anziani le diranno che le cittadine e i centri nutrizionali
sono pieni di gente che ha fallito. Si affrett ad aggiungere:
Senza offesa.
Miss Sweeney gli tocc delicatamente i polpastrelli con i
suoi, lasciandosi dietro un accenno di tepore. La prego,
non pesi le parole quando parla con me, lo sollecit. Non
sono cos fragile. Lui tent di non pensare a quel tocco, se
non per rammentare a s stesso come fossero di gran lunga
diversi i rapporti tra uomini e donne, nel paese di Miss
Sweeney.
Comunque, continu Fi, non potrebbe convincerli
che non bisogna temere le cittadine?
Io?
 stato a Nairobi.  istruito.  gentile e intelligente.
E... Si interruppe di scatto e un'espressione che lui riconobbe
come imbarazzo le balen sul viso. Ne rimase stupito.
Di solito Miss Sweeney era sfrontata, come Jwahir, che
non appariva mai a disagio. Tra loro due, era lui quello incline
all'imbarazzo.
Lei esagera la mia importanza per la trib, afferm
con delicatezza.
Miss Sweeney si pieg in avanti, in silenzio.
Sa dei gruppi d'et? chiese Matani.
Ogni tredici anni, tutti i giovani di et compresa tra i...
cosa? i dodici e i venticinque anni? formano una sorta di
confraternita.
Lui annu. E ogni nuovo gruppo d'et comincia con
l'accamparsi all'esterno del villaggio per fare pascolare le
mucche, diventando cos una compagine molto unita e rafforzando
il legame tra i vari membri. Quando il mio si form,
mio padre mi mand a studiare lontano da qui.
Non  colpa sua.
Ma, a causa di ci, vengo considerato diverso. Mi manca
l'intimit che molti altri uomini condividono. Ebbe un attimo
di esitazione. Alcuni mettono in dubbio la mia lealt.
Dicono che preferisco la citt alla trib.
Aveva dato l'impressione che fossero gli uomini a lanciare
simili accuse, ma in realt quell'imputazione giungeva direttamente
da Jwahir. La sera prima lei gli aveva detto che
doveva mandare via la biblioteca, una volta recuperati i libri
di Scar Boy. Altrimenti, aveva precisato, lui avrebbe dimostrato
di anteporre la Citt Lontana a lei. Mentre Jwahir
parlava, Matani aveva visto il viso del suocero fissarlo severo.
Quello che aveva desiderato era tenere la moglie tra le braccia,
ma lei si era trasformata in un anziano della trib. Lui
non aveva ribattuto. Non le aveva confessato la convinzione
che la lealt verso di lei e la trib gli imponesse, in realt, di
fare tutto il possibile per assicurarsi che le visite della biblioteca
proseguissero. Il trascorrere del tempo, sperava, avrebbe
permesso loro di discuterne con pi agio.
Miss Sweeney aspett che continuasse.
Gli anziani della trib si considerano sopravvissuti che
hanno stipulato un patto con la terra, spieg lui. La leggenda
dice che eravamo schiavi di un'altra trib - forse un
migliaio di anni fa. In seguito riuscimmo a fuggire. Non
avevamo armi, ma la terra ci protesse. Ci offr cibo e
nascondigli. Quindi il legame tra la nostra gente e la terra 
molto forte. Non solo con questo luogo in cui si trova Mididima,
ma con tutta la terra. Per noi  un essere vivente, con
pensieri e sentimenti. Ecco perch, quando mio padre port
per la prima volta i secchi per l'irrigazione, fu accolto
con enorme diffidenza. Molti pensavano che non avremmo
dovuto ingannare il terreno.
Suo padre stava semplicemente tentando di sfruttare al
meglio l'acqua che avete.
Matani si strinse nelle spalle. Forse le sar pi facile capire
se le dico che molti, qui, credono che la siccit non sia
un fenomeno naturale. La ritengono una calamit che noi
stessi ci attiriamo addosso.
Come?
In vari modi. L'Immane Catastrofe, per esempio, avvenne
perch un uomo della trib impose la sua volont a una
giovane donna.
Stupro, vuole dire, ribatt lei.
Non conosco quella parola, disse lui. La vide dare un
morso al pane, impassibile. L'ho offesa.
No.  sciocco.  stato romantico da parte mia pensare
che non aveste questo tipo di problemi, qui. Si fiss la mano
sinistra, poi se la pul sui jeans. Cos' successo all'uomo?
Niente, per diverse settimane. Il suo migliore amico era
il fratello della donna quindi, naturalmente, si sforz di capire
cosa avrebbe desiderato l'Essere-dalle-cento-gambe. Alla
fine, uccise l'amico colpevole.
Come?
Un fucile. Il primo che la nostra trib avesse mai visto.
Lui lo baratt con due mucche. E oggi viene onorato per
questo. Figura tra i nostri sacri antenati. Ha rimediato a un
torto.
Se pensate che la questione sia stata risolta, perch mai
la cosa dovrebbe provocare la siccit?
Il castigo giunse troppo tardi, spieg Matani. Quando
l'uomo mor, la siccit aveva gi sfoderato gli artigli e preso
piede.
Cosa ne fu della donna? chiese Miss Sweeney dopo una
pausa.
Non venne ritenuta del tutto esente da colpe. Anche la
sua vita si colm di infelicit. Alla fine si offr a una trib di
passaggio e se ne and da qui.
A Fi rimaneva ancora met del pane. Lo pos su un rettangolo
di stoffa steso a terra.
E lei? chiese. Cosa provoca la siccit, a suo parere?
Matani esit. Sono un uomo moderno, afferm. Eppure
lotto con questo. Non riesco a scrollarmi di dosso fino
in fondo il sospetto che i nostri misfatti possano causare catastrofi
di ogni genere.
Rimasero seduti in silenzio per pochi istanti. Matani osserv
Miss Sweeney passarsi le dita tra i capelli. Aveva cos
tante domande, pi numerose di quelle che lui aveva mai
immaginato qualcuno potesse porre. La gente di Mididima,
se ne rese conto, non aveva poi molto di cui chiedere.
Alcuni si erano informati su Nairobi - o sulla Citt Lontana,
come si ostinavano a chiamarla - ma di solito bastavano un
paio di frasi per soddisfare la loro curiosit. E talvolta, a
scuola, i bambini facevano domande, anche se con altrettanta
frequenza lui si trovava dinanzi occhi errabondi e lingue
mute. In generale, nessuno dei suoi vicini sembrava sognare
un luogo diverso. Prima dell'et adulta, in loro veniva
instillata la convinzione che non esistesse nessuna conoscenza
importante che gi non possedessero.
Lui era curioso, per. Curioso, per esempio, riguardo a
Miss Sweeney.
Tra tutti i posti in cui sarebbe potuta andare, perch
proprio questo? chiese. Perch l'Africa?
Fi non rispose subito. Un miscuglio di espressioni le balen
sul viso a una tale velocit che desider di poterle fermare
e immobilizzare a una a una, finch riusciva a decifrarle.
Pensavo che la biblioteca potesse cambiare la vita della
gente, in insediamenti come questo, dichiar infine. Lo
credo ancora. Ma c'era anche una ragione personale. Sapevo
che esisteva qualcosa al di l del mio mondo, qualcosa di
importante. Come un gusto che dovevo assolutamente assaggiare
se volevo sentirmi davvero viva.
Le sue parole gli mozzarono il fiato. Pensava di capire
perfettamente cosa intendesse dire. Aveva sempre saputo,
persino da bambino, che avrebbe seguito le orme paterne e
studiato a Nairobi. Aveva anche saputo che sarebbe tornato
a casa per aiutare la sua trib, proprio come lui. Ma Nairobi
gli aveva mostrato che c'erano parecchie cose da sperimentare,
al di fuori di Mididima. Era quello il sogno che
nutriva per suo figlio - avrebbe studiato anche lui a Nairobi
- ma aveva fatto un giuramento: il figlio non sarebbe tornato
nell'arido deserto, dove c'erano raramente cibo e acqua
a sufficienza, dove un uomo non poteva alzarsi in piena
notte per accendere una lampada e sedersi su una comoda
poltrona a leggere. Suo figlio sarebbe rimasto al di l di Mididima, e avrebbe assaggiato il mondo.
Miss Sweeney si alz. Scar Boy, disse.
Lui era talmente assorto nelle riflessioni su suo figlio che per un attimo rimase perplesso.
Prima facciamo due passi, propose lei. Poi andremo a riprendere quei libri.
Non era l per conversare con lui e salvare vitelli, ma per i libri della biblioteca. Era l e ben presto se ne sarebbe andata.
...
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...
28. LA RAGAZZA.
...
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...
Badru le and incontro sulla porta, il che la colse alla
sprovvista. Senza riflettere, aveva dato per scontato che Scar
Boy fosse solo. Era cos che lo vedeva sempre, da solo. Ma, in
fin dei conti, non era mai andata l durante il giorno, prima.
Kanika, disse Badru. Alit il suo nome in un modo che
la irrit. Lei si sent come se delle mosche le ricoprissero il
corpo o delle zanzare le aleggiassero sopra la testa.
Conosceva Badru, naturalmente, ma non aveva mai badato
a lui. Vide che aveva l'aspetto che avrebbe potuto avere
Scar Boy se una iena non lo avesse aggredito. La pelle era
dello stesso marrone caldo e lucente del terriccio umido.
Aveva spalle larghe - in realt, le parvero pi ampie di quelle
di qualsiasi altro membro della trib tranne Scar Boy. Gli
zigomi erano alti e ben definiti, gli occhi limpidi. Le labbra
erano carnose, lucide come fossero state lustrate. Le fiss
per un attimo, girando leggermente il viso per vedere se
riusciva a cogliervi il proprio riflesso come faceva nello
specchio di Miss Sweeney.
Lui spost il peso del corpo da un piede all'altro, in attesa,
senza sorridere.
Sono venuta a parlare con tuo fratello, annunci.
Badru non si fece da parte. Mio padre ci ha detto di
non lasciare entrare nessuno durante la sua assenza.
Kanika rise per rimetterlo al suo posto. Non si riferiva a
me, precis.
Badru non la contraddisse ma nemmeno si spost. Loro
due avevano mai parlato, prima? Se s, lei non lo rammentava.
Ebbe l'impressione che lui fosse pungente come Scar
Boy, con le parole.
Tuo fratello vorrebbe sicuramente parlare con me, disse.
Falla entrare, disse la voce di Scar Boy.
Badru la osserv ancora per un attimo, da capo a piedi,
poi si scost. Kanika gli scocc il tipo di occhiata che avrebbe
riservato a un bambino che non si stesse impegnando
durante le lezioni - bench lo facessero quasi tutti, con lei.
Scar Boy sedeva su una stuoia intrecciata, con la schiena
ben eretta. La stup rendersi conto di non essere mai entrata
prima nella sua capanna - si incontravano sempre all'esterno.
C'era un gran disordine, not. Ciotole di metallo
gettate in un angolo, abiti in un altro, nulla al suo posto. I
libri potevano trovarsi sotto un ammasso qualsiasi. Abayomi
avrebbe dovuto risposarsi. Lei non riusciva a pensare a un
altro uomo che avesse perso la moglie e non lo avesse fatto.
Scar Boy le sorrise e poi, lanciando un'occhiata al fratello,
la salut.
Lei gli si sedette di fronte. Sono venuta non appena ho
potuto.  importante.
Badru, disse lui. Kanika non si volt a guardare il giovane.
Osserv solo il viso di Scar Boy.
Hai bisogno che qualcuno rimanga con voi, dichiar
Badru. Ne avete bisogno entrambi.
Aveva ragione, lei lo sapeva: era tab per una giovane
coppia restare sola in una capanna. Bench Kanika trovasse
inconcepibile che qualcuno potesse sospettare Scar Boy di
fare parte di una coppia, Badru stava comunque cercando
di proteggere il fratello minore da ogni possibile accusa.
La sua asserzione era sensata, ma perch la faceva sentire
cos stizzosa?
Scar Boy esit, poi annu. Spost l'attenzione su Kanika.
Hanno cominciato a portare amuleti per la pioggia,
raccont lei. Due anziani sono diretti al monte Surina per
recitare preghiere speciali.
Superstizione, comment Scar Boy. Non ci credi, vero?
Tu no? chiese lei. Ma non ha importanza. Quello che
crediamo noi non conta. Se il clima diventa leggermente
pi secco, cercheranno qualcosa, qualcuno a cui dare la
colpa.
Lui guard la parete alla sua sinistra come se vi fossero
scritte delle parole. Forse esiste qualcosa che punisce, afferm.
Qualcosa di malvagio e spiritato che falcia i bambini
piccoli o le madri incinte. Ma uno specifico peccato umano
che spazza via le nubi della pioggia... Si interruppe e
scosse il capo.
Non voglio che incolpino te. Devi restituire i libri. Ormai
non  solo per me.
Lui allung la mano come per toccare la sua, poi la ritrasse.
Tu pensi a me, mormor.
Certo, conferm Kanika, lasciando che la sua voce suonasse
tagliente. Non ci sarebbero state manifestazioni d'affetto,
non con Badru che non si perdeva una sola parola.
Inoltre, in un certo senso Scar Boy aveva trasformato la gentilezza
dell'amica in un'autorizzazione a comportarsi in modo
ridicolo. Penso a te, aggiunse, e penso a me e penso
all'intera trib.
Scar Boy la stava fissando con qualcosa di dolce e dolente
nello sguardo. Qualunque cosa fosse, lei non la desiderava.
Si alz e assunse un tono gelido. Restituisci i libri. Poi
si rivolse a Badru.  tutto quello che volevo dire a tuo fratello.
Ora me ne vado. E tu puoi tornare a sorvegliare la
porta.
Badru si spost. Tu e io, disse. Un tempo giocavamo
insieme. Quando eravamo piccoli.
Non ricordo, ribatt lei.
 solo perch eri pi piccola di me. Ti piaceva. Ti piaceva
giocare con me.
All'improvviso Kanika cap come mai lui la irritasse tanto:
con lo sguardo, il tono, sembrava accennare a una certa intimit
tra loro due. Nessun altro osava guardarla in quel
modo, nemmeno Scar Boy.
Non ricordo, ripet.
Ti arrampicavi sempre sulla mia schiena, raccont Badru,
e io ti portavo in giro. Strillavi, lo ricordo. Scommetto
che, se ci pensi bene, te ne rammenterai anche tu.
Ne dubito.
Lo farai. Lui le tocc delicatamente il braccio, con aria
seria. E subito dopo, ferma davanti alla porta, dando la
schiena a Scar Boy, Kanika sent qualcosa fluire tra di loro,
qualcosa a cui non seppe dare un nome perch non l'aveva
mai provato prima. Era qualcosa di elusivo, come una raffica
di vento caldo, o erba che le carezzasse una gamba. Riusc a confonderla.
Lo spinse via, qualsiasi cosa fosse, e socchiuse gli occhi
mentre usciva. Si scontr direttamente con Abayomi.
L'uomo parve ancora pi stupito di lei. Apr la bocca, la
chiuse, poi la riapr. Kanika, disse. Stai bene? Cosa ti ha spaventato?
Lei non rispose. Che Scar Boy e il fratello dicessero pure
quello che volevano. Prima di andarsene, per, lo guard
dritto in faccia. Mentre guardava, vide da dove proveniva
Badru. Le labbra di Abayomi avevano la stessa forma, gli occhi
lo stesso colore e la stessa grandezza. Solo che lui non era altrettanto bello.
Non sarebbe pi venuta a trovare Scar Boy durante il giorno, si ripromise.
...
.
...
29. L'AMERICANA.
...
.
...
La passeggiata si era protratta. Avevano parlato per la
maggior parte del pomeriggio, un patchwork di argomenti
che si sovrapponevano l'uno all'altro. Quando si fermarono
accanto all'araucaria, lei gli chiese di sua madre. Non sapeva
di preciso da dove fosse scaturita la domanda, e lui esit
prima di rispondere. La calura che aveva gravato sulle loro
teste stava appena cominciando ad attenuarsi.
Tutto quello che so di lei consiste in un tessuto verde a
fiori rossi, dichiar Matani.
Qualcosa, nel viso di lui, le ramment il fugace profumo
del caprifoglio. Le fece desiderare di afferrare quel momento
e tenerlo ben stretto. Non mosse nemmeno un muscolo.
Quando ero piccolo, aggiunse Matani, mio padre
prendeva quel pezzo di stoffa dall'angolo in cui lo conservava,
avvolto nella carta. Se lo posava in grembo e lo lisciava
con le mani. A volte se lo accostava al viso.
Poi tacque e lei aspett a lungo; aspett finch non temette
che lui avesse abbandonato definitivamente l'argomento.
Non ha mai scoperto... Fi non concluse la frase.
Apparteneva a mia madre, ma lui non mi disse mai
nient'altro. Io volevo di pi, volevo un ricordo di mia madre,
visto che non ne avevo di miei, ma mio padre diceva
che i ricordi rendono tutto ancora pi difficile.
Pi difficile ma al contempo pi dolce, replic lei.
S?
S. Fi stava pensando alla madre e al padre. Ai ricordi
che aveva e ai ricordi che, come nel caso di Matani, le erano
stati negati. Pos la mano sul tronco dell'araucaria, scoprendolo
fresco nonostante la calura. Dopo oggi, credo
che dovrei incidervi Io sono stata qui. Lo vide assumere
un'aria perplessa.  quello che talvolta fa la gente. Graffiti,
li chiamano. Le persone lasciano il proprio marchio in
un posto speciale, come un ponte che le collega a chiunque
altro passi di l in seguito.
Una bella usanza.
Lei scoppi a ridere. Non la pensano tutti cos, nel mio
paese. Ci sono leggi che lo vietano.
Lui lisci il tronco con la mano. Venga, disse alla fine.
Voglio mostrarle una pianta che respinge le mbu. Le prosciuga-succo.
Quelle che lei chiama zanzare. Kanika mi ha
detto che ha portato con s una zanzariera.
La condusse appena oltre le capanne, fino a un gruppetto
di piccole piante grigiastre che crescevano vicine al terreno.
Le foglie erano grandi come un pollice e quasi altrettanto
spesse. Ne stacc una mezza dozzina. Allunghi il
braccio, le disse. Lei lo fece e lui spezz le foglie, una alla
volta, per farne uscire un liquido che poi le spalm sulla
pelle con lunghi gesti, le dita scure che andavano dalle spalle
ai polsi di Fi per poi tornare indietro. Lei lo osserv mentre
lavorava, osserv il viso concentrato, il ritmo delle mani.
L'umidore uscito dalle foglie le raffredd la pelle, la fece
pizzicare. Matani gliene applic un poco sulle spalle, poi sul
collo, spostandole i capelli di lato.
Odoro di cipolla, disse lei ridendo.
Ma adesso non avr pi bisogno della zanzariera.
Ho imparato qualcosa di nuovo.
Mi  gi capitato di pensare, disse lui, sorridendo, che
l'insegnamento dev'essere una strada a doppio senso.
Raggiunsero la capanna di Scar Boy, zittendosi, in preda
a un leggero imbarazzo, come pu succedere alle persone,
dopo che hanno condiviso un'inattesa intimit e non sanno
bene come la cosa le abbia cambiate, pens Fi. Ma, naturalmente,
quell'intimit non aveva cambiato nulla. Nel giro
di un'ora lei avrebbe riavuto i libri. Il mattino seguente
avrebbe guardato di nuovo Matani mentre insegnava, e magari
l'avrebbe addirittura aiutato.
Lui grid un richiamo mentre raggiungevano la capanna
di Scar Boy. L'uomo che li accolse sulla porta era sorprendentemente
muscoloso, con le classiche braccia da lavoratore,
e Fi si rese conto di essersi abituata alla tipica corporatura di Mididima.
Il padre di Taban, Abayomi, le disse Matani, dopo di
che lei lo sent pronunciare il suo nome.
Mentre lui parlava, Abayomi continuava a spostare il peso
del corpo da un piede all'altro, fissandosi i piedi, poi le mani,
poi alzando lo sguardo sul viso dell'interlocutore e distogliendolo
quasi subito. Per prima cosa, decise Fi, lo avrebbe
esortato a non preoccuparsi, che non era colpa di nessuno,
erano cose che capitavano. Gli avrebbe spiegato che, in
America, talvolta gli utenti accumulavano multe stratosferiche
prima che la biblioteca, alla fine, revocasse le loro tessere;
ma l la scorta di libri era cos esigua, l'eventualit di incassare
sanzioni cos remota, che avevano optato per una
politica pi severa - troppo severa, in realt.
Quando l'altro tacque per un istante, Abayomi pronunci
alcune parole di getto. Matani scosse il capo e indic Fi.
L'altro parl di nuovo e lei, pur senza capire il significato
della frase, ne capt l'urgenza.
Vuole parlare da solo con me per un attimo, le spieg
Matani. Mi dispiace. La nostra gente non  abituata agli
stranieri. Torno subito.
Naturalmente. Fi guard i due uomini allontanarsi. Il
fratello maggiore di Taban, quello che il giorno della visita
della biblioteca aveva portato la notizia dei libri scomparsi,
era fermo appena fuori dalla porta. Lei gli sorrise ma non
ottenne risposta.
Oh, bene, disse. Alz gli occhi verso il cielo che si stava
oscurando e li riport sul fratello maggiore, che la stava ancora fissando.
Rimpianse di non avere accanto Kanika perch, in quel
momento, la sua mente sembrava svuotata di qualsiasi parola
swahili, e lei ne conosceva cos poche nel dialetto locale.
Sapeva dire Piacere di conoscerla, cos lo disse, ma senza
ottenere alcuna reazione. Voleva trovare il modo di discorrere
con lui almeno del tempo, o della rapidit con cui calava
la sera. Oppure del tenue profumo del granturco che
cuoceva intorno a loro. O persino delle zanzare.
Si sentiva davvero una mzungu; la parola swahili significava
straniero e lei ne aveva sempre amato il suono sprezzante.
Tanto vale che reciti dei versi, pens, poi tent di
dirlo ad alta voce, rivolgendosi direttamente al flemmatico
fratello maggiore: Tanto vale che reciti dei versi.
Il viso del giovane rimase impassibile, cos lei ripet la
frase, tanto per provare, allargando le braccia e calcando
sull'ultima parola. Lui la fiss senza battere ciglio.
Fi abbass la voce e apr una mano. Ti porto con mani
reverenti i libri dei miei innumerevoli sogni. Si schiar la
voce e decise di fingere di trovarsi su un podio in una sala
di lettura, leggendo Un poeta alla sua amata di Yeats a un
pubblico che non era imperturbabile come quel fratello
maggiore, ma tacitato dall'intensit dei versi. Divaric le gambe e alz la voce.
Bianca donna che la passione ha consumato, recit,
come il mare consuma la sabbia grigio tortora. Per un attimo
ebbe l'impressione di fluttuare nell'aria, osservando la
scena dall'alto: una donna nel bush africano che recitava
con enfasi teatrale per un pubblico incapace di capirla e costituito
da un'unica persona. Cominci a ridacchiare. Ma se
il fratello di Taban giudicava bizzarro il suo comportamento,
non lo diede a vedere. Il suo volto rimase del tutto inespressivo.
Fi soffoc una risata e continu. Bianca donna
dagli innumerevoli sogni, inton, ti porto le mie rime appassionate.
Guard dietro di s e si sent sollevata vedendo tornare
Matani - non pi sollevata, probabilmente, del giovanotto
che osservava la donna straniera intenta a fare ampi gesti
con le mani. Grazie a Dio c'era Matani, che avrebbe ridacchiato
non appena lei gli avesse spiegato la situazione.
Ma, mentre lui si avvicinava, la sua espressione spazz via
la gaiezza di Fi per la seconda volta quel giorno. Aveva
un'aria abbattuta, spalle curve, occhi vitrei. Dipendeva ancora
dalla siccit? Oppure dal timore per i libri scomparsi?
Lei pens subito Fa' che non siano stati i libri a causare
quest'ansia. Sarebbe stato troppo.
Abayomi non si vedeva ancora. Matani, cosa c'? chiese Fi.
Devo portarla a casa, rispose lui confuso, e la invit a
seguirlo con un cenno della mano.
Lei si volt a guardare il fratello maggiore di Taban, ancora
imperterrito. Cos' successo?
Matani fece circa una dozzina di passi prima di allontanarsi
dalle case di corsa, spingendo da parte il recinto di cespugli
di rovi che gli uomini erigevano ogni notte intorno a
Mididima. Lei lo segu per poi trovarlo ad alcuni metri di
distanza dal recinto, piegato in due, intento a vomitare.
Matani. Gli mise una mano sulla fronte per sostenerlo,
come aveva sempre fatto sua madre quando loro stavano
male - unica occasione in cui la sua asprezza svaniva. La
fronte dell'uomo era appiccicosa.
All'inizio Matani parve non accorgersi del suo tocco. Fu
scosso da nuovi conati. Dopo pochi minuti si gir verso di
lei, stupito e imbarazzato. Mi scusi, mormor.
Dovrebbe mangiare del ghiaccio tritato. Lei gli cinse le
spalle con un braccio. E un vero toccasana, dopo il vomito.
Naturalmente non pu certo trovarne qui. Ha mai avuto
del ghiaccio, la gente di Mididima? Stava parlando a vanvera, lo sapeva.
Lui annu, poi scosse il capo. Mi scusi, ripet.
Capita a tutti di stare male. Non si preoccupi. La aiuter
a tornare a casa, dove sua moglie potr prendersi cura di
lei. Possiamo occuparci dei libri anche domani, non sar troppo tardi.
Matani le diede la schiena, assalito da altri conati. Il suo
petto continu ad alzarsi e abbassarsi ritmicamente mentre
lui parlava. Non a casa, disse.
Come? chiese lei, sicura di avere capito male.
Lui si lasci cadere a terra, le ginocchia accostate al petto,
e Fi gli si accosci accanto. Come? ripet.
Non posso.
S che pu. L'aiuter io.
Matani distolse lo sguardo e lei rimase in attesa. Abayomi,
raccont dopo un istante, dice che mia moglie, mia
moglie...
Fi intravide un accenno di disperazione sul suo volto.
Matani, anche se avete litigato, ormai non ha importanza.
Quando si sta male si ha bisogno di..
Non mi vuole, la interruppe lui.
... si ha bisogno di andare a casa, riposarsi, parlarne pi
tardi...
Abayomi me l'ha detto.
Fi non capiva. Si tratta dei libri?
Mentre la biblioteca era qui, Abayomi e mia moglie...
Lei scosse il capo, ancora confusa, poi, tutt'a un tratto,
cap. Vuole dire... Si sent stupida. E ingenua. Vista dall'esterno,
la vita a Mididima le era sembrata cos linda e priva
di complicazioni.
Gli tocc la spalla. Cosa le ha raccontato, di preciso?
Matani si sfreg gli occhi, poi guard gi. E tutto confuso.
Non ricordo.
Forse ha frainteso. E rimasto lontano solo cinque minuti,
troppo pochi per qualcosa di importante.
Ha detto che gli dispiace, cominci a spiegare lentamente
Matani, e che ha un debito enorme nei confronti di
mio padre ma ha sempre amato Jwahir e loro due sono stati
insieme durante le visite della biblioteca e lei vuole diventare
la madre dei suoi due... Si interruppe, con l'aria di
stare di nuovo male.
Fi lo abbracci goffamente, dandogli pacche sulla schiena.
Non ha senso, disse, impotente. Forse  soltanto una
cosa... temporanea. Dio, che commento insulso. Ma cosa
avrebbe dovuto dire? Non conosceva trucchi magici per quello.
Matani si alz e si allontan di qualche altro metro dal recinto
di rovi, con passo malfermo. Fi lo segu. Gli prese il
braccio all'altezza del gomito per sostenerlo. Non sapeva se
si sarebbe divincolato, ma Matani si appoggi a lei, apparentemente
senza rendersene conto.
Lo sapevo, dichiar, e anche se parl in inglese fu come
se si rivolgesse a s stesso. Nel profondo del cuore lo sapevo.
Ecco perch lui non ha avuto bisogno di dire molto.
Fi fu assalita da un empito di rabbia. Venga. Pu stare da
Kanika, lo sollecit, pur sapendo che lui non poteva vivere
in quella capanna con tre donne.
Matani scosse il capo. Raddrizz la schiena, con uno sforzo
evidente. La riaccompagno, annunci.
Fi gli prese la mano mentre camminavano. Il palmo di
Matani era calloso, le sue dita sorprendentemente lunghe.
Si chiese cosa avrebbe fatto, quella sera, ma prefer non
chiederlo. Una volta raggiunto il margine del gruppetto di
capanne lo costrinse a fermarsi, colpita da un'intuizione
improvvisa. Non lasci Mididima, disse.
Certo che lui non l'avrebbe lasciata, pens subito dopo
averlo detto. Come poteva allontanarsi? A piedi? E per andare dove?
Ma Matani non liquid il suo commento come assurdo.
Rimase immobile, braccia penzoloni. Non rispose.
Non se ne vada, lo preg Fi. E si protese verso l'alto per
baciarlo sulla guancia, inalando il suo odore. Fu un piccolo
bacio casto, ma comunque del tutto inappropriato, proprio
come desiderava - come se la sua indiscrezione potesse impedirgli
di abbandonare il villaggio. Di abbandonare lei.
La sicurezza di s che aveva provato a Mididima, se ne rese
conto, scaturiva da Matani. Lui le aveva facilitato le cose.
Quindi adesso si sarebbe dimostrata presuntuosa, gli avrebbe
rivolto un appello. Stanotte vada dove ha bisogno di andare, gli disse. Ma si faccia trovare qui domani.
...
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PARTE QUINTA.
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La siccit riesce a decimare le zanzare, ma solo per una stagione. Poi, come dimostrano gli studi, esse tornano in gran numero. Sono, in realt, inarrestabili. Non bisogna dimenticare che hanno duecento piccoli per volta e sono portatrici di malattie che uccidono una persona ogni venti secondi. Non stupisce che Aristotele abbia composto un trattato su di loro, e che gli antichi Greci le citassero nei canti funebri e che gli Egizi le maledicessero nei geroglifici.
Conferenza sulle zanzare del prof. Petri Jaaskela, Dipartimento di entomologia forestale, Universit di Helsinki.
...
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30. LA MOGLIE DELL'INSEGNANTE.
...
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...
Le spalle di Jwahir cominciarono a ruotare, i suoi piedi a
slittare. Chiuse gli occhi, tese le braccia, rovesci all'indietro
la testa e fremette. Si contorse e si dimen e flett le dita.
Le collane le battevano sul petto. Gli orecchini le saltellavano
ai lati del viso mentre canticchiava.
Quando sono nato sono stato avvisato - canter tutta la notte,
Di mia madre e mio padre - canter tutta la notte,
Di come batte il sole - canter tutta la notte,
Sopravviver al giorno - ma canter tutta la notte, Al mattino torner a casa.
A casa...
Faceva da eco agli uomini che, poco pi in l, stavano
cantando quelle stesse parole nel kilinge. Amava il ritmo dei
colpi di tamburo serali, il suo affondo di vita e calore e lussuria e promessa.
Al contempo, per, la rendeva furibonda. Era diventato il
suono dell'esclusione. Lei poteva danzare e cantare in casa
sua, come stava facendo ora, o nella capanna di Leta o con
una delle altre donne. Ma solo l. La sera le donne abbastanza
vecchie per essere madri - anche se non avevano ancora
partorito il primo figlio - erano bandite dal kilinge. Uomini,
nonne e bambini, invece, potevano entrarvi liberamente.
Perch? aveva chiesto al padre anni prima quando, ancora
bambina, si era accorta per la prima volta di quella regola.
Perch non dovrei poterci andare?
Non preoccuparti, le aveva risposto lui, ridendo. A
quel punto non ti interesser. Chi trasforma il terreno in cibo
e il letame in riparo la sera ha bisogno di sonno, non di nettare. Vedrai.
Ma non era affatto cos. Jwahir aveva bisogno di nettare.
E continuava a non capire perch a lei e alle sue sorelle e
cugine si dovesse chiedere di creare le armonie della giornata
- facendo tintinnare piatti e sferzando sterpaglia e impilando
legna - e proibire, invece, la pi inebriante musica della notte.
Ricordava ancora la prima volta in cui il padre l'aveva accompagnata
nel kilinge. Doveva avere cinque anni, forse sei.
Era rimasta ferma accanto a lui, bilanciandosi prima su un
piede e poi sull'altro, ipnotizzata dal viso dei cantori. Erano
persone che conosceva, che vedeva tutto il giorno, ma la sera,
all'interno dello spazio sacro, sembravano trasformate.
Tuttavia, dimentic in fretta lo scintillio nei loro occhi, il
fiero gonfiarsi del loro petto. Dimentic completamente la
loro presenza mentre si perdeva nel ritmo che l'avviluppava
come l'oscurit. Percep il battito cardiaco degli animali,
capt i loro dispiaceri animali. Si sent unita persino a creature
che non aveva mai visto: uccelli variopinti che volavano
sopra nubi foriere di pioggia e topi dai grandi occhi che si
abbeveravano in fiumi sotto la superficie della terra.
E mentre restava ferma l, trasformata, cominci a danzare.
Ma senza rendersene conto. Nessuno glielo aveva mai insegnato.
Se avesse tentato di esprimerlo a parole, avrebbe
detto di essere diventata musica. I piedi, la vita, le gambe e la
testa erano tutti in movimento. Avrebbe piroettato fino al
centro della capanna sacra, accanto al fuoco, se il padre non l'avesse presa per un braccio.
Sei parte del cerchio, le aveva spiegato. Non il suo centro.
Ma  quello il mio posto. I suoi piedi stavano ancora pestando
sul terreno, la stavano ancora tirando verso il centro.
Jwahir.
La voce del padre non lasciava adito a discussioni, quindi
lei gli ubbid, rimase ai margini perch non voleva perdere il
diritto di tornare. Quanto avveniva all'interno del kilinge era
la parte pi autentica di una vita, lo cap subito. Le offriva la
possibilit di esprimere ci che normalmente si teneva dentro.
I tamburi, i canti, i corpi che volavano dentro il luogo sacro
si fondevano per dare vita a un'unione tra coloro che vivevano
in quel momento e coloro che li avevano preceduti.
E lei divenne parte di ci che sarebbe vissuto in eterno.
Quella stessa sera sogn di essere una donna anziana, abbastanza
vecchia per guidare le altre nel canto e nelle oscillazioni.
Abbastanza vecchia perch tutti i suoi fratelli e sorelle
potessero sentirla cantare e dire Oh, s, e, grazie alle
sue parole e al ritmo dei tamburi, comprendere meglio l'essenza
della propria vita.
Se fosse stata in Matani, avrebbe trascorso ogni notte nel
kilinge. Le giornate, a quel punto, sarebbero balzate in avanti
come un giaguaro invece di strisciare come una tartaruga.
Ma Matani era fatto di tutt' altra pasta. Bench la sua andatura
dinoccolata e dondolante sembrasse a Jwahir un preludio
alla danza, non sentiva la musica chiamare il suo nome.
Sgattaiolava sempre via dal cerchio per tornare da lei.
Nei primi mesi di matrimonio, la sua devozione l'aveva colmata
di orgoglio. Aveva sposato un uomo di Mididima davvero
fuori dal comune. Ma pi tardi, in un totale capovolgimento
della situazione, cominci a sentirsi imbarazzata per
i tanti modi in cui Matani si distingueva dai vicini.
Pens a tutto questo mentre, sola nella loro capanna,
danzava. La serata procedeva e Matani non era ancora tornato,
dal che lei cap che Abayomi gli aveva parlato. Tent,
sempre ballando, di immaginare la conversazione, quali frasi
doveva avere utilizzato Abayomi, come Matani poteva avere
risposto. Si dondol e si mosse a scatti e vibr finch le
gambe presero a tremarle e il petto a dolorarle e il sudore a
colarle tra i seni. Sent il ritmo dei tamburi farsi pi rapido,
pi insistente, e un trillo emergere dal kilinge, e immagin
una lotta, forse addirittura un omicidio. Ma fu una visione
fugace. Sapeva che Matani era troppo civilizzato per uccidere
Abayomi solo perch quest'ultimo amava sua moglie.
Matani era troppo parte della Citt Lontana. Quello era, in
realt, il principale motivo di lagnanza di Jwahir. Il mio
principale motivo di lagnanza, canticchi ad alta voce
mentre i capelli e i piedi volavano a tempo con la musica.
Un giorno, quando si sarebbe sistemato tutto, avrebbe creato
una canzone su Matani e Abayomi.
Danz finch fu cos stanca che la forza d'attrazione della
terra la stuzzic, croll sulla sua stuoia, finch fu in grado
di coprirsi con una pelle e dormire senza pensare al futuro.
Piomb in un sonno profondo e senza sogni.
Un rumore all'esterno la dest. Si mise seduta, pensando
che potesse trattarsi di Abayomi, che lei aveva atteso vagamente
per tutta la notte, o di Matani, che di certo non si sarebbe
arreso. Per un attimo non seppe quale dei due uomini
avrebbe preferito trovarsi davanti.
Jwa-jwa, chiam una voce femminile. Sei pronta?
Era Leta, che veniva quasi sempre a prenderla, al mattino.
Possibile che fosse gi mattina?
Leta infil dentro la testa, la figlioletta dormiente assicurata
al petto. Matani  gi impegnato? chiese. Sei fortunata,
amica mia. Nessuno degli altri uomini si  gi alzato.
Ieri notte hanno fatto tardi, al kilinge.
Jwahir evit di incrociare il suo sguardo, mentre si alzava.
Abbiamo tempo per il latte?
Leta la osserv con attenzione. Hai dormito male, disse.
Forse hai qualcosa di piccolo e tiepido, dentro? Le
tocc il ventre e sorrise.
Jwahir usc per raggiungere le capre. Il suo corpo, che
era stato cos fluido fino a tarda notte, sembrava adesso irrigidito.
Fu seguita dall'amica.
Esit di fronte a una capra. Ricordo... disse.
Cosa?
Ricordo di avere amato Matani come un fuoco che arde.
Leta non disse niente ma la spinse delicatamente da parte
con la spalla e si incaric di fare schizzare il latte della capra
in una tazza, le lunghe braccia che si muovevano aggraziate
nonostante il fagotto fissato al suo torace.
Ogni goccia di sangue nel mio corpo sembrava viva,
prosegu l'altra. Si sedette pesantemente sui talloni. Temevo
sempre di morire, guardandolo in viso mentre parlava.
Era appassionato.
Lo  ancora, comment Leta.
Jwahir si sfreg gli occhi per scacciare il sonno. S, ma
soprattutto riguardo al motivo per cui dobbiamo essere
istruiti in questo modo diverso, triviale.
E riguardo all'avere un figlio, credo. Leta interruppe la
mungitura e le pass la tazza. Bevi.
Jwahir bevve una lunga sorsata. Persino all'inizio, quando
i suoi discorsi mi incantavano, spieg, non ero sicura
di crederci. In un primo momento ho pensato che volesse
che la nostra gente acquisisse questa capacit per potersi
procurare lavori redditizi. Un motivo di carattere pratico,
quindi. Pensavo che, forse, persino mio padre avrebbe imparato
ad accettare l'idea.
Tuo padre! Leta scosse il capo. Le tolse di mano la tazza
vuota e riprese a mungere.
Ma non era per i soldi, continu Jwahir. Matani desiderava
i libri di per s stessi. Ha insistito perch la biblioteca
sui cammelli venisse qui. Quindi le conseguenze vanno
imputate a lui. Fiss l'amica come per sfidarla a contraddirla,
poi le restitu la tazza.
Non  colpa sua se Scar Boy  quello che , precis Leta.
Non dovrebbe essere biasimato per questo.
Non sto parlando di Taban.
Leta osserv la sua tazza di latte. Jwahir,  da un po' che
voglio dirtelo. Sto imparando a leggere.
Matani non  tornato a casa, ieri sera.
Leta alz gli occhi di scatto. Bene, persino il grande Matani
mastica troppo khat, di tanto in tanto, disse dopo un
istante. Forse dovremmo andarlo a prendere.
Non volevo che tornasse a casa.
Leta impresse un movimento circolare alla tazza, facendo
roteare il latte. E cosa ha fatto per irritarti? chiese con disinvoltura.
Irritarmi! Jwahir agit le spalle. Non  una cosa cos insignificante.
Io amo... La bimba cominci ad agitarsi e la
voce di Jwahir, si abbass all'improvviso. Un'altra persona,
concluse, ma cos sommessamente da non essere sicura
che l'amica l'avesse sentita al di sopra degli strepiti della
figlia.
Leta si alz, facendo saltellare la piccola. Non si sveglia
mai a quest'ora, spieg. Oggi c' un'atmosfera strana, a
Mididima. Sussurr qualcosa alla figlioletta, parole inintelligibili
che Jwahir sapeva essere una benedizione degli
antenati.
Dopo un istante la bambina si tranquillizz. Leta rimase
in piedi. Jwahir, disse, bada di non restare invischiata
nelle tue stesse assurdit.
Jwahir detest il suo tono condiscendente. Avrebbe voluto
scrollarla, addirittura farle male. Riesci a essere cos esasperante,
dichiar.
Io?
Jwahir gir intorno alla capra, a grandi passi, il corpo improvvisamente
colmo di passione in esubero. Ricordi
quando ero incinta e ti ho detto che sentivo che c'era qualcosa
di sbagliato nel bambino?
Ne abbiamo discusso a lungo.
Ma alla fine hai accettato di aiutarmi a mettervi fine. Mi
hai portato Yanchi. Ricordava di avere inghiottito il tubero
che le donne davano alle mucche che avevano appena partorito.
Aiutava gli animali a espellere la placenta. Aveva sentito
le donne sussurrare che Yanchi poteva mettere fine a
una gravidanza. Nessuno le aveva detto per quanto sarebbe
stato doloroso: i crampi la costrinsero a restare piegata
in due dalla sera fino al pomeriggio seguente, persino dopo
che il bimbo non nato era uscito da lei.
Leta teneva il viso rivolto verso terra. Perch me ne parli ora?
Ho mentito, confess Jwahir, dando a ogni parola il peso
che le spettava.
Lo so. L'altra parve ancora pi infelice. Rimpiango
ancora che tu abbia nascosto la gravidanza a Matani.
Non mi riferisco a Matani. Ho mentito a te.
Cosa?
Non ho mai pensato che ci fosse qualcosa che non andava
nel bambino, confess Jwahir. Solo che non volevo un
bambino. Non lo voglio.
A me? Leta si volt di scatto e gir intorno alla capanna,
gli occhi abbassati, accarezzando la testa della figlioletta.
Quando torn si ferm davanti a Jwahir. Sospir, un suono
gravoso volto a dimostrare quanto avesse faticato per riconquistare
la pazienza, ma poi parl. Tutte hanno paura
della maternit, dichiar, in tono teso ma rassegnato.
Non  poi cos spaventoso, quando succede. In realt, la
tua vita diventa...
Paura? chiese Jwahir in tono sprezzante. Io non ho
paura. Non voglio che il mio seno si sgonfi e si appiattisca,
Leta. Non voglio che il mio viso si raggrinzisca per la preoccupazione.
Non voglio la tua intimit con la spossatezza.
Ora che aveva attirato l'attenzione dell'amica, le avrebbe
svelato l'intera verit. Pest un piede a terra, un gesto involontario
che subito rimpianse per la sua puerilit. Amo
Abayomi, dichiar ad alta voce, sollevata di averlo detto.
Leta rimase a bocca aperta, e Jwahir si sent brevemente
gratificata, vedendo che la sua dichiarazione riusciva a suscitare
stupore. Poi l'altra scosse la testa con aria sprezzante.
Abayomi? E un vecchio.
Tuo marito ha solo dieci anni meno di lui.
Abayomi appartiene a un altro gruppo d'et, precis
Leta. Crea tamburi che parlano ma non sa parlare. Presto ti
annoier. Perch mai dovresti volere lui invece di Matani?
Con me parla.
Quando mai hai...
Quando la biblioteca sui cammelli arrivava qui.
Leta fece un passo verso di lei, allung una mano come
per scrollarla stringendole una spalla, ma poi la lasci ricadere
accanto al fianco. Vuoi davvero disonorare Matani in
questo modo? Vuoi rischiare la punizione che dovrai affrontare
per averlo disonorato? Scosse il capo. Spero per
il tuo bene che qualsiasi cosa tu abbia fatto possa essere annullata.
Le due donne si fissarono per un istante. Siamo le ultime
del nostro genere, sai, afferm Jwahir. Presto le donne
capiranno che non  la famiglia a essere sacra ma la loro
vita.
Leta emise un suono basso, sdegnoso. Quello che ti divora
 dentro i tuoi vestiti, Jwahir. E sempre stato cos, con te.
No. Sono cresciuta, da quando ho sposato Matani.
Abayomi e io ci capiamo.
L'altra scoppi a ridere. Posso immaginare quale lingua
parlate tu e Abayomi. Il linguaggio della pioggia mielata.
Jwahir si tapp le orecchie. Ti sono sempre stata leale.
Perch tu non puoi fare la stessa cosa, ora?
Leta le stacc le mani dalle orecchie. Ti appelli alla tradizione
quando ti fa comodo criticare la biblioteca e la rifiuti
quando pensi di desiderare un altro uomo.
Sono due cose diverse.
Hai l'animo di un cantore che ama una certa canzone al
sorgere del sole e un'altra al tramonto, dichiar Leta. Non
vedi che entrambe fanno parte dello stesso giorno?
No, rispose Jwahir, con una voce che suon piatta persino
alle sue orecchie. Tutt'a un tratto si sent stanca. Quindi
era questo che avrebbe affrontato, un semplice assaggio
di ci che le si sarebbe riversato addosso. Diede le spalle all'amica,
convogliando nella voce la poca energia rimastale.
Ho finito con questa discussione, annunci. Le capre aspettano. Andiamo.
Quelle, giur, sarebbero state le ultime parole che avrebbe rivolto alla sua amica d'infanzia.
...
.
...
31. LA RAGAZZA.
...
.
...
Kanika si svegli nella nebbia. Il cielo era privo di nubi,
lo stesso colore della cenere, e lei aveva l'impressione che i
suoi passi fossero meno saldi del dovuto, come se rischiasse
di incespicare da un momento all'altro. Come se, durante
la notte, avesse perso la consapevolezza di s. Kanika chi?
Quella sensazione le rimase saldamente aggrappata mentre
preparava una ciotola di granturco bollito e la passava a
Miss Sweeney. Continu a tormentarla mentre lei sentiva la
mano di Miss Sweeney sulla schiena, e persino mentre la
donna cominci a parlare. Fu solo quando la donna rest
in attesa di una risposta, che Kanika torn abbastanza lucida
per tentare di rammentare che cosa era appena stato detto.
Adesso? Non preferisce aspettare Matani?
Miss Sweeney fiss la propria ciotola con un'intensit indecifrabile.
Io... Esit prima di concludere la frase. Credo
che stamattina abbia da fare.
Oh, no, Miss Sweeney. Lui vorrebbe sicuramente accompagnarla.
Kanika si interruppe, capendo che il sottinteso
era che lei, invece, non lo desiderava affatto. Vado a cercarlo,
annunci dopo un attimo, e si volt solerte per mettersi
sulle sue tracce, cos da non essere costretta ad andare da Scar Boy.
Aspetta, Kanika.
Nella voce di Miss Sweeney c'era una strana urgenza che
la indusse a fermarsi. Per la prima volta pens che forse
Neema aveva ragione. Forse esistevano davvero differenze
culturali che non erano traducibili, che erano, in realt,
irrisolvibili. Forse, dopo tutto, non sarebbe dovuta andare
nella Citt Lontana, e il vigore di quell'inatteso sospetto la stup.
Stava male, ieri sera, raccont Miss Sweeney. Forse oggi
dorme fino a tardi. Non vorresti portarmici tu?
Kanika guard il fuoco della cucina e immagin che
frammenti di lei stessero fluttuando via insieme al fumo.
Cosa poteva rispondere se non s?
Prima non vuole finire di mangiare? chiese. Miss Sweeney
annu, colmandola di sollievo persino per quella breve tregua.
Kanika torn dentro, si fece correre le dita sulle treccine
aderenti al cuoio capelluto e raddrizz le collane adagiate
sulle clavicole. Prese il regalo di Miss Sweeney, lo specchio,
e si osserv gli occhi - prima uno, poi l'altro. Non si era mai
studiata in quel modo: invece di volere scoprire cosa avrebbe
scorto in s stessa, stava tentando di intravedere fugacemente
ci che qualcun altro avrebbe notato.
Sent la nonna alle spalle. Sono felice che tu vada con
Miss Sweeney, disse Neema. Una mosca senza qualcuno
che la consigli segue il cadavere fin dentro la tomba. Ma tu
riuscirai a parlare con Scar Boy. Riuscirai a farti restituire i
libri dal ragazzo.
L'insolito scintillio nello sguardo della nonna la sorprese.
Non  pi un ragazzo, precis Kanika con nonchalance.
Pi vero di quanto tu creda. E la parola giusta, detta da
te, risulter pi affilata di un rasoio. Neema la spinse fuori
dalla porta. Vai, disse. Non lasciare che te la dia a bere.
Quando Kanika e Miss Sweeney arrivarono a casa di Scar
Boy, nessuno le accolse sulla porta. Questo significava che
Badru non c'era. Scar Boy era solo. Kanika si sent subito
pi rilassata. Ayayaalaa, canticchi scherzosamente mentre
entravano, lasciando che la voce rotolasse sui suoni come
se stesse salmodiando all'interno dell'area sacra.
Scar Boy non aveva un'aria allegra. Non le salut nemmeno.
Sedeva sulla stuoia, gli occhi bassi, le mani posate
mollemente in grembo. Doveva averle sentite arrivare e avere
indovinato lo scopo della visita. Come avrebbe potuto
non intuirlo? Kanika lo aveva avvisato pi volte che doveva
restituire i libri. Si guard intorno, immaginando per un
istante che fossero posati da qualche parte, impilati l'uno
sull'altro, in attesa. Cos'erano quei volumi a cui Scar Boy
era tanto restio a rinunciare? Uno parlava di regioni di altri
popoli, le sembrava di ricordare, pur non essendone sicura.
Comunque fosse, non ve n'era traccia.
Siamo qui, Taban, disse del tutto gratuitamente e, bench
irritata, lo compativa perch si era lasciato mettere alle
strette, perch non riusciva a rinunciare a quel gioco nemmeno
quando il momento si era fatto serio, quando una
donna straniera era andata fino a Mididima e gli anziani
avevano spiegato chiaramente ad Abayomi - che lo aveva
senza dubbio spiegato anche al figlio - che i libri dovevano
essere restituiti.
Quando alla fine Scar Boy alz lo sguardo, lei sent svanire
quello che restava della sua empatia. Il suo sguardo era
distante e freddo e non tradiva alcuna vergogna bens lanciava
un'accusa. Un'accusa che Kanika non seppe interpretare,
se non per capire che era rivolta a lei - forse perch
era lei, alla fine, a portare l la donna bianca.
Sarebbe venuto Matani, spieg, ma non siamo riuscite
a trovarlo. Miss Sweeney non pu aspettare oltre. Mi ha
chiesto di venire qui per tradurre la sua richiesta, cos lei
pu tornare a casa e tutto questo pu finire. Scar Boy continu
a fissarla, lo sguardo gravido di un significato che lei
non capiva. Non  colpa mia. Ti ho messo in guardia pi e
pi volte. Lui non si mosse. Ti prego, disse Kanika. Domani
puoi tornare a essere loquace come un granello di
sabbia, ma oggi  tempo di parlare. Dille dove sono i libri,
dopo di che la porter via.
Scar Boy si schiar la voce. Mio fratello  bello, disse
lentamente. Non  vero?
Kanika sent il cuore balzarle in gola. Le sue dita cominciarono
a danzare nervose sui grani che le cingevano il collo.
I libri. Dove sono?
Lui si tocc l'angolo esterno dell'occhio solcato dalla cicatrice.
Mio fratello Badru, disse.
Perch lo stava facendo? Forse aveva un motivo preciso.
Aveva visto qualcosa in lei che Kanika stava rifiutando di vedere
in s stessa? Forse potevano parlarne, soli ai margini
dell'insediamento, ma non l, non in quel momento. In
quel momento lui stava violando tutto quello che c'era tra
loro due pronunciando quelle parole davanti a un'estranea
- anche se un'estranea che non capiva la loro lingua.
Sei un uomo, dichiar Kanika. Sei quasi un uomo.
Non sei un bambino.
Lui fece ruotare la spalla sinistra. Ti... Si interruppe,
raddrizz la schiena e allung il collo. Ti piace?
Perch lo stai dicendo? grid Kanika. Cosa ti  successo,
Scar Boy?
Un'espressione rabbiosa si diffuse sul viso del ragazzo.
Lui la fiss per un lungo istante ardente, e lei ricambi l'occhiata,
altrettanto furiosa. Come mi hai chiamato? chiese.
Fu solo a quel punto che lei si rese conto di cosa aveva
detto. Sgran gli occhi e inspir una rapida boccata d'aria
ma non rispose.
Eri l'unica, continu lui, l'unica che credevo non mi
avrebbe mai chiamato in quel modo. Ero convinto che non
mi chiamassi cos neanche nella tua mente. Ero convinto
che, nei tuoi pensieri, tu avessi altre parole per me.
Si tratta di oggi, ribatt lei. Sono stata...
Ma lui non stava pi ascoltando. Si volt verso Miss Sweeney,
che indugiava ancora accanto alla porta. Kanika si era
praticamente dimenticata della sua presenza. Voglio parlare
con lei da solo, dichiar Scar Boy, indicandola con il
mento.
Non puoi. Avete bisogno di me per parlarvi. Non condividete
nessuna lingua, spieg Kanika. Lo disse pacatamente,
come una madre potrebbe rivolgersi al figlio che ha punito
con eccessiva severit: Okay. Passiamo oltre.
Scar Boy, a gesti, sollecit Miss Sweeney ad avvicinarsi e a
sedersi. Lasciaci soli, disse.
 sciocco. Ma Kanika sapeva che non si sarebbe piegato.
Scar Boy possedeva una determinazione ferrea. Lei lo aveva sempre saputo.
Miss Sweeney, ora seduta, la guard con un viso colmo di
domande, ma Kanika non riusc a trovare le parole per spiegarlo
in inglese, cos non disse nulla. Sollev le spalle, le lasci ricadere e se ne and.
...
.
...
32. SCAR BOY.
...
.
...
Non appena Kanika usc, Taban non pot evitare di stupirsi
di quanto aveva fatto. Pur avendo sempre evitato la
gente, aveva appena insistito per restare solo con qualcuno
- una donna, e una sconosciuta - che parlava una lingua
che lui non capiva neppure lontanamente. Fiss la straniera
senza sapere cosa fare. La fiss finch il momento non divenne
insopportabilmente lungo, poi la fiss ancora.
Alla fine lei infil la mano in una borsa che aveva tenuto
sulla schiena ed estrasse un libro, tenendolo sollevato come
per mostrarglielo. La copertina aveva un colore magnifico -
rosso, di una sfumatura che non aveva mai visto: non intenso
come quello che poteva sfoggiare la terra n acceso come
la carne sezionata di una mucca. Era un rosso scuro,
colmo di promesse e inaspettatamente lucido. Si chiese se
poteva trovare un modo di ricreare quel colore. Gli sarebbe stato utile.
E lei stava parlando con una voce che non lo infastidiva.
Scar Boy riusciva quasi a visualizzarla, densa e strutturata e
leggermente roca. Naturalmente le mancava la lieve musicalit
della sua Kanika - ma a quel punto si affrett a correggersi,
non la sua Kanika. Stava per cominciare a pensare
a quello, e all'infossatura inondata di amarezza che aveva
nel cuore, quando quella donna straniera lo stup aprendo il libro e porgendoglielo.
Lo aveva aperto in corrispondenza di una pagina che
mostrava lo schizzo di una figura dalle sembianze umane
che si stringeva il petto. Se per il dolore o la passione, Taban
non riusc a stabilirlo. Era un disegno semplice, ma fu
come cibo per gli affamati. Lui avrebbe voluto fissarlo, studiarne
ogni linea, vedere come era stato realizzato.
Ma, troppo rapidamente, lei ritrasse il volume e lo apr su
un'altra pagina e cominci a leggere, con la mano posata
sul collo. E mentre il ragazzo la osservava, seguendo l'andamento
della sua voce, cominci a capire che per lei i libri significavano
quello che i suoi disegni significavano per lui.
Erano (si sforz di tradurlo in parole nella sua mente)
un'evasione - no, di pi - un luogo in cui conservare
quell'ingannevole afflusso di emozioni umane, dalla gratitudine
per il fatto di essere vivo alla frustrazione per gli stenti di
quella stessa vita - no, di pi - un'espressione del bisogno
di staccarsi dalla propria limitatezza per unirsi all'Essere-
dalle-cento-gambe, ai raggi del sole.
Cos allung una mano dietro di s e spinse da parte una
stuoia di paglia. Prese quella decisione, e in un solo secondo.
Non aveva le parole necessarie per spiegare a quella
donna che quello che avevano fatto era sbagliato. Per spiegare
come fosse incivile portare un dono non richiesto dal
loro mondo e poi prescrivere come doveva o non doveva essere usato.
Non disponendo di quelle parole, avrebbe invece rivelato
ci che inizialmente intendeva mostrare solo a Kanika. Fogli
e fogli di immagini dettagliate e vivide che erano sgorgate
dal suo centro, scorrendogli lungo le membra, fuoriuscendogli
dai polpastrelli, e che gli avevano permesso di parlare dei suoi sogni.
Le avrebbe mostrato cosa ne era stato dei suoi libri della biblioteca mai restituiti.
...
.
...
33. L'INSEGNANTE.
...
.
...
Matani si svegli sentendo ridere dei bambini. Il suo primo
pensiero fu che non avrebbe mai avuto un bambino.
Nessun bambino da cullare, da guidare, o a cui fare seguire
le orme paterne portando il mondo moderno, a poco a poco,
a Mididima. Le sue ambizioni non erano state cos elevate,
dopo tutto. Ma ora per lui sarebbe finita tragicamente
come per il pescatore di perle nel libro datogli da Miss
Sweeney. Senza un figlio, sarebbe stato disonorato di fronte
alla sua gente. E ancora peggio: non sarebbe mai stato ricordato
come si ricorda un figlio maschio, non sarebbe mai
divenuto il sacro antenato di un determinato uomo. E cos
sarebbe morto pi completamente degli uomini con figli.
Sarebbe passato con maggiore rapidit nel vuoto del nulla.
Ma prima che quella consapevolezza potesse dargli di
nuovo la nausea, una seconda lo assal. Non avrebbe dovuto
sentire dei bambini che ridevano. Non era ancora mezzogiorno
- lo cap dall'angolazione con cui il sole brillava attraverso
le fessure nelle pareti. Quei bambini avrebbero dovuto
essere a scuola. Non c'erano, naturalmente, perch lui
si trovava l. Steso nel kilinge, ripiegato su s stesso, la lingua
felpata e la testa gonfia.
Era gi l la sera precedente, quando gli uomini avevano
iniziato a radunarsi, le loro voci stupite mentre lo salutavano.
Il canto cominci e, al di sopra del rumore dei tamburi,
qualcuno - non ricordava chi - gli pass delle foglie da masticare.
Pur non amando particolarmente il khat, lui le prese.
All'inizio trov il gusto tanto amaro che per poco non
sput tutto. Spost la pallottolina di foglie su un lato della
bocca e accost una tazza all'altro, bevendo latte che ha
dormito. Lentamente, smise di avvertire il sapore. Il khat
riusc a distrarlo, per un po'.
Distese il corpo raggomitolato. Si strofin le guance laddove
sentiva la pelle ruvida e sporca e si massaggi il cuoio
capelluto con entrambe le mani, come per riattivare la circolazione
del sangue fino al cervello. E ramment Miss
Sweeney: la sua mano fresca mentre gli reggeva la fronte, i
suoi occhi seri mentre Matani cercava di spiegare qualcosa
che nemmeno lui capiva. Ricord le sue labbra, ben definite
mentre gli si posavano sul viso. Gli era servita tutta la sua
forza di volont per non spalancare le braccia e cadere tra quelle di lei.
Ma Miss Sweeney veniva da un luogo cos inimmaginabile.
Chi poteva dire se la sua comprensione non rappresentasse
semplicemente un atto di gentilezza scontato, nel suo
paese? Matani non voleva pi cercare di indovinare nulla,
ormai. Cominciava a comprendere la fragilit del cuore.
La cosa peggiore che gli fosse capitata fino ad allora era
la morte del padre. Era avvenuta una settimana prima del
suo matrimonio con Jwahir. Si era detto che quel tempismo
aveva lo scopo di rafforzare ulteriormente l'amore tra lui e
Jwahir. Avrebbero condiviso suo padre, aveva annunciato
lei; sarebbero stati marito e moglie e fratello e sorella nello
stesso tempo. E lui le aveva creduto. Come avrebbe voluto
tornare a quel periodo, per affliggersi come avrebbe dovuto
invece di affrettarsi a proseguire con la sua vita.
Scroll le mani come per sbarazzarsi della tendenza a
pensare sia a Jwahir sia a Miss Sweeney in modi imprevisti,
che sembravano tutti sbagliati. Miss Sweeney era venuta per
recuperare i libri, nient'altro, ed erano gi trascorsi abbastanza
giorni privi di costrutto. Probabilmente aveva saputo
che lui stava smaltendo l'ebbrezza dormendo nel kilinge
quando invece avrebbe dovuto essere in piedi, intento ad
accompagnarla da Scar Boy. Matani avrebbe dovuto farsi
forza per affrontare quell'incombenza, persino se significava
guardare oltre Abayomi.
E cosa aveva saputo Jwahir? Matani aveva bisogno di andare
da lei, ma non voleva andarci quando ancora rischiava di scoppiare in lacrime.
Si costrinse a lasciare lo spazio sacro e si spruzz dell'acqua
sul viso. I due bambini ridenti erano Nadif e il suo cuginetto pi piccolo.
Ragazzi! Matani tossicchi, tentando di scacciare la raucedine dalla gola.
Erano accovacciati sul terreno, impegnati a giocare con
dei sassolini. Nadif alz la testa.
Raduna tutti. Faremo lezione, anche se in leggero ritardo.
L'abbiamo gi fatta, ribatt Nadif.
Nei tuoi sogni, forse, ma non stamattina.
S, invece. Con Kanika e Miss Sweeney.
Con... Matani distolse lo sguardo, posandolo sulle capanne
ammassate dietro di loro. Cosa avete fatto?
Miss Sweeney ci ha insegnato un po' della sua magia,
rispose il cugino di Nadif.
Non solo quello, precis Nadif. Abbiamo lavorato sulla
lettura, poi abbiamo insegnato a Miss Sweeney.
Insegnato a Miss Sweeney? chiese Matani. Ragazzi,
Mididima  troppo piccola per potere raccontare frottole.
 vero. Le abbiamo insegnato a dire Le foglie dell'albero
hanno fatto impazzire le scimmie, spieg il cuginetto di Nadif.
Lui li fiss socchiudendo gli occhi. Dov'?
 andata da quella parte, maestro, rispose Nadif, indicandogli la direzione.
Basta giocare, per ora, dichiar Matani. Radunate gli
altri. S, so che avete letto, ma abbiamo altre cose da fare.
Si diresse verso le coltivazioni, poi verso la zona in cui
Miss Sweeney aveva visto le scimmie, ma fu solo quando arriv
accanto alla prima pozza d'acqua che la trov. Fu felice
di scoprire che era sola, anche se ragazze e capre si trovavano
a distanza di urlo.
Jambo, disse. Si sent decisamente meglio al solo vederla,
e ud il sollievo nella propria voce.
Lei si volt a guardarlo con un sorriso serio e aspett che
la raggiungesse. Volevo vedere quanta acqua avete, spieg.
Quando riusciamo a scorgere il fondo ci preoccupiamo,
disse Matani. Lo si vede gi?
La donna scosse il capo.
Allora non c' motivo di preoccuparsi. Lui allung spontaneamente
una mano verso la sua spalla e gliela strinse.
Sono felice di vederla, disse lei.
Matani avrebbe tanto voluto sapere come interpretare
commenti del genere. Si tocc la guancia nel punto in cui,
la sera prima, lei lo aveva baciato. Poi strofin quella di
Miss Sweeney con il dorso della mano. Si  scottata, mentre era qui.
Sto benissimo, precis lei.
S, replic sommessamente lui, e aggiunse: Stamattina
ha fatto lezione ai bambini. Mi scusi. Ieri notte ho passato troppo tempo con le stelle.
 stato fantastico. Sono cos intelligenti. Abbass una
mano per intingere le dita nell'acqua. Come ha passato la serata?
Matani non voleva raccontarle della sua serata dai contorni
indistinti. Ricord che a un certo punto si era alzato e
aveva iniziato a cantare. Il mio amore, aveva cantato, e gli
uomini gli avevano fatto eco. Il mio amore.
 un mangiazanzare con il petto nero e la gola viola,
aveva cantato, e loro l'avevano ripetuto.
 caduto dal cielo, aveva proseguito. Ed  atterrato ai miei piedi.
Uno o due di loro, ne era sicuro, erano scoppiati a ridere.
E non poteva certo biasimarli. Anche lui avrebbe riso se
non fosse stato nei suoi panni, con la moglie che stava per
essergli sottratta non dalla morte, il che sarebbe stato meno
disonorevole, ma dalla propria mancanza d'amore.
Qualcuno lo aveva preso per il braccio - anche se non
rammentava chiaramente chi. Ecco cosa ci toglierebbero i
tuoi libri, aveva detto l'uomo. I nostri canti sacri. Le nostre tradizioni.
Un altro aveva aggiunto: Vedi gli spiriti malvagi che entrano
a Mididima perch la donna bianca si trova qui, in un
posto che non  il suo? Deve andarsene.
Ricordava di essersi infuriato, sentendolo. Aveva sottolineato
che Miss Sweeney era buona e pura, poi c'erano state
alcune risatine sotto i baffi e il padre di Jwahir si era frapposto
tra lui e gli altri, e qualcuno aveva gridato: Se pensi
che quel mondo sia tanto migliore, allora tornaci. Tornaci
con i tuoi libri e la tua donna bianca.
Miss Sweeney aspettava in silenzio, le mani infilate nelle tasche dei jeans.
Grazie di avermi aiutato, ieri sera, le disse. Mi spiace.
E a me dispiace per... Lei si interruppe.
Matani si accosci, e Miss Sweeney si inginocchi, e lui osserv
il loro riflesso nell'acqua, chiaro e scuro, e, dietro, un
cielo pallido. Pens di confessarle che, sotto alcuni punti di
vista, non era mai stato cos in confidenza o cos sincero con
una donna come gli era gi successo con lei.
Sa cosa mi ha detto Abayomi? chiese invece. Che il
suo cuore balza fino al cielo con Jwahir, e che a lei succede
la stessa cosa con lui. Fu doloroso dirlo ad alta voce, ma fu
anche come lavare una ferita. Ha detto che, visto che onorava
mio padre, si sarebbe offerto a me. Si  steso a terra e
mi ha passato un fucile che aveva preso dal kilinge.
Lei inarc le sopracciglia. Non dir sul serio.
Lui rise del suo tono. Vista attraverso gli occhi di Miss
Sweeney sembrava una scena folle: Abayomi a terra, Matani
che teneva mollemente il fucile nella mano sinistra, la canna
puntata verso i suoi piedi.
Grazie, disse. Sono felice che lei sia qui. E, per un attimo,
desider di poterla toccare, e di parlarle ogni volta
che lo desiderava e di qualsiasi argomento desiderasse, e si
chiese come sarebbe stato essere sposato con una persona
come lei. Ma non c'erano donne come lei nel suo villaggio.
Forse non c'erano da nessuna parte donne come lei, capace
di diventare cos in fretta una componente indelebile di un luogo straniero.
Poi si tocc la testa, perch ramment come mai Miss
Sweeney si trovava l. I bambini mi stanno aspettando,
spieg. Ma in seguito, non l'ho dimenticato, andremo da Scar Boy.
Ci sono gi stata.
Davvero? Matani distolse lo sguardo perch si vergognava
di averla abbandonata, poi riprese a guardarla dritta
in faccia perch voleva sapere. Li ha riavuti?
Alcune ragazze con le capre si stavano avvicinando. Miss
Sweeney si alz e le salut con la mano.  complicato. Potremmo
parlarne stasera, dopo cena?
Quindi Scar Boy continuava a tenere duro. Seduto in un
angolo della sua capanna, inebriato dal proprio momento
di potere, costringeva Miss Sweeney ad aspettare, minacciando
il futuro della biblioteca. Un accesso di rabbia gli saett
attraverso le braccia, gli sal lungo il collo e si propag
nelle guance. Possa la sabbia ostruirgli la gola, borbott.
Non si preoccupi. Si sistemer tutto.
Matani sapeva che la rabbia che il suo cuore riversava su
Scar Boy proveniva anche da altri luoghi, ma non gli andava
di fare luce sulla cosa, al momento. S, ribatt. Si sistemer.
Quindi parleremo stasera?
Basta cos. Lui aveva permesso all'amore di suo padre per
Scar Boy di proteggere quest'ultimo troppo a lungo.
Matani?
S, s, stasera, rispose. Sarebbe andato direttamente dal
padre di Jwahir, senza curarsi delle conseguenze. Voleva che
tutta Mididima sapesse cosa stava facendo il figlio di Abayomi, come aveva rifiutato di restituire i libri. Stasera.
...
.
...
34. LA NONNA.
...
.
...
Neema non vide la nipote fino a parecchio tempo dopo
il lavoro mattutino. Si era incaricata di assicurarsi che due
bambine passassero il pomeriggio accanto alle coltivazioni,
scacciando gli uccelli. Alcune delle loro preziose piantine
erano gi state mangiucchiate a causa della sbadataggine, e
tutti sapevano che non era l'anno giusto per perdere neppure un boccone di cibo.
Ma non fu facile trovare le piccine. I bambini di Mididima
erano scomparsi come antichi Egizi inghiottiti dal mar
Rosso. L'intero insediamento, in realt, pareva sull'orlo dello
scompiglio, come se un vento stesse per soffiare impetuoso,
quel genere di vento che strappa fili dal tessuto e favolare
in giro il pane piatto. Nessuno stava pi seguendo le regole.
Le capre erano state portate fuori in ritardo, e cosa
succedeva con la scuola? In lontananza le donne erano disseminate
qua e l, gli abiti dai colori vivaci simili a bandierine,
come se nessuna di loro avesse del granturco da cuocere
o stuoie da intrecciare. Voci maschili filtravano dal kilinge,
solitamente deserto durante il giorno. Lei sapeva che gli
uomini avevano acceso il fuoco e gli avrebbero impedito di
spegnersi per chiedere all'Essere-dalle-cento-gambe di portare
la pioggia e che i pi anziani avevano iniziato a radunarsi
con lo scopo di raggiungere le montagne per supplicare
l'acqua di cadere dal cielo.
Ma l'inquietudine aveva anche un'altra causa; Neema
sussurr un nome tra s e s e sper che Kanika avesse risolto
la questione.
Alla fine trov due bambine intente a giocare con dei
bastoncini e disse loro di seguirla e portare con s i libri della
biblioteca. Non passate tutto il tempo a chiacchierare, le
esort. Una pu esercitarsi nella lettura mentre l'altra controlla
se arrivano degli uccelli.
Subito dopo cominci ad aggirarsi per l'insediamento,
cercando Kanika con un'urgenza crescente. Sembrava che
nessuno sapesse dov'era sua nipote, il che non fece che accentuare
la sua sensazione di gorgogliante disagio.
Kanika doveva avere recuperato i libri non riconsegnati,
si disse. Non solo era risoluta e persuasiva, ma Scar Boy
l'avrebbe sicuramente ascoltata. Anche se nessun altro se
ne accorgeva, Neema aveva visto cosa tradiva il volto del ragazzo,
le poche volte in cui era emerso nella luce del sole
per raggiungere la biblioteca sui cammelli. Vedeva cosa lui
provava per sua nipote.
Finalmente la not in lontananza, mentre rideva con
Wakonyo e Thegoya. Era un fatto insolito: Kanika non frequentava
molto quelle fanciulle. Non venivano cresciute
nello stesso modo di sua nipote. Wakonyo era stata addirittura
circoncisa.
Kanika, chiam. La ragazza si volt, la salut con la mano
e pieg la testa verso le altre due, parlando per un altro
minuto prima di dirigersi verso di lei.
Pace a te, Nyanya, disse allegramente.
Quindi andava tutto bene. Neema le carezz la guancia.
Tu e Miss Sweeney avete riavuto i libri?
Kanika si accosci e vers su un pezzo di tessuto il miglio
secco contenuto in una ciotola.
Dovresti fare sapere a tutti che non abbiamo pi sul collo
il fiato asciutto del leone, aggiunse Neema.
La nipote non rispose, non la guard nemmeno.
Scar Boy era pentito? Ha spiegato perch li ha tenuti?
Kanika us entrambe le mani per setacciare il miglio, togliendo
i sassolini come se fosse un'incombenza che esigeva una concentrazione totale.
Kanika?
S?
Miss Sweeney ha i libri? Neema si pos la mano sul ventre,
sentendolo contrarsi adesso che era stata costretta a formulare
una domanda diretta. Non  vero?
La ragazza non rispose.
Neema si pos le mani sulla testa e si lasci cadere sui talloni.
Cosa ti ha detto Scar Boy?
Se... Kanika si interruppe. Taban mi ha mandato via,
raccont. Lui e Miss Sweeney hanno parlato da soli.
Non possono parlare da soli, sottoline l'altra. Lui
non pu mandarti via.
Sua nipote si strinse nelle spalle. Da dove proveniva quella
scrollata di spalle? Neema dubitava di averle mai visto fare
quel gesto, prima.
Quindi lei ha riavuto i libri, disse.
Non ne abbiamo parlato. Stamattina Matani non c'era e,
quando  tornata, Miss Sweeney mi ha aiutato a insegnare.
Non ha detto niente?
Ci ha insegnato delle canzoni, una su un ragno, l'altra
sulle nostre orecchie che penzolano e vanno annodate. Alz
gli occhi verso il cielo e ridacchi.
Ma te l'avrebbe detto, se non avesse recuperato i libri,
dichiar Neema. La ragazza chin di nuovo la testa sul suo
lavoro. Dopo un attimo, la nonna aggiunse: Perch Scar
Boy avrebbe dovuto mandarti via?
Kanika lanci da parte una manciata di sassolini e si alz.
Nyanya, finir pi tardi, se me lo permetti. Ho promesso a
Wakonyo di aiutarla a raccogliere legna per il fuoco.
Wakonyo? Per la prima volta, Neema si chiese se la nipote
stesse dicendo la verit. Ricord la figlia Dahira che,
con il pretesto di andare a prendere l'acqua, sgattaiolava via
per incontrare l'uomo che in seguito sarebbe diventato suo
marito. Non aveva dubitato di Dahira nemmeno per un attimo
perch era sempre stata cos ubbidiente. Pi ubbidiente
di Kanika.
Ma Kanika non voleva questi ragazzi. Non lo aveva detto
lei stessa, soltanto due sere prima? E Neema voleva che
uscisse nel pi vasto mondo; sapeva che era giusto, a dispetto
del dolore che sentiva al petto quando pensava di avvicinarsi
alla morte nel vuoto lasciato dall'assenza della nipote.
Tu e Wakonyo siete amiche, adesso?
Kanika si strinse di nuovo nelle spalle. Stiamo per andare
a raccogliere legna.
E, mentre lei si allontanava, Neema not le sue gambe:
erano diventate cos lunghe che forse l'ampiezza dei passi
di Kanika eguagliava gi quella dei suoi. Tra un anno la ragazza
avrebbe avuto la stessa et a cui sua madre si era sposata.
Era impossibile trattenere il tempo. Nulla deve essere
affrettato, nulla pu mai essere rallentato.
Si sedette e prosegu il lavoro di Kanika con il miglio. Le
piaceva sentire i grani tiepidi che le si spostavano sui palmi
delle mani, e tastare i sassolini, di forma irregolare e leggermente
pi freschi. Di solito riusciva a vagliare il cereale a occhi
chiusi - in realt, era cos che preferiva farlo.
Adesso, per, non riusciva a quietare la mente, che guizzava
da una preoccupazione all'altra. Copr il miglio e si alz.
Una donna bianca non avrebbe dovuto essere difficile da
trovare a Mididima, avrebbe dovuto spiccare come un ammasso
di scintillante sabbia marina, eppure Neema si spinse
in ogni angolo del villaggio senza risultato. Quando chiese
notizie di Miss Sweeney, molti le rivolsero una strana occhiata
che la colm di disagio e la convinse che gli abitanti
di Mididima stavano per perdere la pazienza - ma non con
Scar Boy, come avrebbe dovuto essere. Con la biblioteca sui
cammelli. Con Miss Sweeney.
La donna bianca dovrebbe andarsene, disse esplicitamente
una donna, Chicha. Neema fece oscillare la mano
per liquidare il commento, ma alla fine abbandon le ricerche
e torn a casa. E l, davanti alla capanna, c'era Miss
Sweeney, la schiena appoggiata alla sua borsa, gli occhi
chiusi.
Cos non andava. Neema aveva gi teso fino allo spasimo
la propria pazienza, aspettando di scoprire cosa era successo
con i libri. Prese una ciotola di latta e vi vers dell'ugali,
lasciando che il cucchiaio urtasse rumorosamente il metallo.
Quando si volt, vide che gli occhi di Miss Sweeney erano
aperti. Ora mangi. Le pass il contenitore. Il cibo ha
evitato la sua bocca, stamattina.
L'altra prese la ciotola senza parlare e raddrizz la schiena.
Neema le si accosci accanto. Aspett il pi a lungo possibile.
Miss Sweeney non aveva ancora mangiato nemmeno
una cucchiaiata, ma lei doveva assolutamente parlare. I libri,
disse.
Miss Sweeney guard nella ciotola, poi la pos a terra.
Vado da lui, annunci l'anziana donna, improvvisamente
ad alta voce, incapace di contenere la frustrazione. Non 
una manciata d'acqua che non pu essere afferrata.
Non servir.
Erano parole in inglese che Neema conosceva, ma non le
cap fino in fondo, sentendole uscire dalla bocca di Miss
Sweeney. Quindi i cammelli non sarebbero tornati? Persino
adesso che i libri di Scar Boy erano stati restituiti? Niente
pi libri come quelli che le avevano salvato la vita, che
avrebbero permesso a sua nipote di avanzare fino un luogo
diverso, pi moderno?
Ma perch?
Forse il consiglio degli anziani pu trovare il modo di dimostrare
a Mr Abasi che siamo persone di luce e non di
buio, dichiar, sapendo benissimo che gli anziani non si
sarebbero mai abbassati fino al punto di cercare di persuadere
Mr Abasi di alcunch.
O magari posso convincerlo io.
Sarebbe stato maleducato dubitare di Miss Sweeney, ma
quest'ultima aveva gi spiegato loro che Mr Abasi aveva pi
potere di lei. A decidere del destino di Mididima sarebbe
stato il bibliotecario di Garissa, che a Neema non sembrava
affatto misericordioso.
Miss Sweeney sollev la sua bottiglia d'acqua e la tenne
alzata verso il cielo azzurro. Bevve una lunga sorsata prima
di parlare. Non si preoccupi, Neema, disse.
Altre parole non del tutto sensate.
Forse, almeno, poteva spianare la strada per la nipote prima
che fosse troppo tardi. Lei e Kanika avete insegnato,
oggi, cominci a dire, esitante. Pu vedere che Kanika
avr molto da offrire, nella Citt Lontana.
L'altra non rispose. Aveva gli occhi chiusi e sembrava pallida.
Non poteva dimostrarsi della minima utilit, per il momento.
Mangi, la sollecit Neema, scuotendole delicatamente
il braccio. Mangi mentre guardo.
Miss Sweeney apr gli occhi. Lei aspett che prendesse
una cucchiaiata. Osserv la donna bianca tenere in bocca il
morbido intruglio e poi inghiottirlo.
Ancora, le disse.
Miss Sweeney sorrise. Le andrebbe di parlare, mentre
mangio?
Di cosa?
Della sua vita. Miss Sweeney mescol il suo ugali. La
madre di Kanika era la sua unica figlia? chiese lentamente.
No. Ne ho persi due, prima di lei. Entrambi durante il
parto. Una maledizione provocata dall'essermi seduta su
un masso. Il masso su cui l'aveva mandata sua cugina, quello che non l'aveva trasformata abbastanza per permetterle
di evitare la circoncisione ma era riuscito lo stesso a causarle
problemi durante il travaglio.
Mi dispiace.
Neema fece ondeggiare una mano. All'epoca fu doloroso,
ma  da parecchio che non penso a quei due piccini.
Dahira, invece, mi manca ancora. Accade che chi va a prendere
l'acqua con te  pi difficile da perdere di coloro che
sono semplici possibilit.
Miss Sweeney pos la ciotola ma lei la prese e gliela pass
di nuovo. Aspett di vederle inghiottire un altro boccone.
Mia figlia era mia madre rinata, spieg. Entrambe pi
miti di me. Ho perso la madre una seconda volta, quando
Dahira  stata uccisa.
Miss Sweeney inghiott un'altra cucchiaiata e mise da parte
la ciotola. Cos' successo, di preciso?
Neema distolse lo sguardo. Non ne parlo, afferm.
Mi scusi.
Non  per risparmiare me che taccio. E per risparmiare
Kanika.
In tal caso, forse sbaglia. Miss Sweeney allung una mano
per toccare le sue, come per addolcire le proprie parole.
Parve ancora pi stanca. Anche mia madre aveva dei segreti,
e io non percepivo certo la cosa come un dono, spieg.
Avrei preferito sapere. Era la mia storia, oltre che la
sua.
Neema pieg il capo e studi la donna pallida che aveva
davanti. Perch dovrei opprimere Kanika con una tristezza
che non le appartiene? Ne avr abbastanza di sua, alla fine.
Non ha bisogno della mia. Poi indic il cibo. Ne mangi
ancora.
Miss Sweeney inclin la ciotola per mostrarle che era
vuota.
Neema si alz, si piazz dietro di lei e cominci a passarle
le dita tra i capelli castani e ricciuti. Voglio farle le treccine,
annunci. Che almeno una cosa venisse messa in ordine,
in quella giornata di anarchia.
L'altra inclin un poco la testa all'indietro. Pu parlare
mentre lo fa? La prego.
Neema raccolse i capelli dietro la nuca, tastandone la consistenza.
Trovava faticoso parlare in inglese. D'altra parte, le
storie di altre vite lette negli ultimi mesi l'avevano portata ad
apprezzare pi profondamente il filo della sua esistenza:
un'infanzia trascorsa accanto all'oceano, poi, quando era ragazza,
il suo restare ammaliata da un uomo proveniente dal
deserto, un uomo con una pelle stupenda e occhi scintillanti
che la port a vivere tra la sua trib e la lasci vedova troppo
presto. Grazie alla forza di volont, era diventata l'unica
vedova di Mididima a occuparsi del gregge di famiglia. Aveva
cresciuto da sola la figlia e poi la nipote. Adesso stava istradando
Kanika su un sentiero che le avrebbe procurato molte storie tutte sue.
Ma, ben presto, Neema avrebbe lasciato quel posto.
Un'improvvisa consapevolezza della cosa le saett dentro.
Senza la biblioteca sui cammelli, la sua ora si sarebbe avvicinata di nuovo, ne era sicura.
Se non raccontava adesso le sue storie, non l'avrebbe fatto mai.
Un dissidio legato ai diritti sull'acqua, cominci, parlando
piano. Erano parole in inglese pi numerose di quelle
che aveva dovuto usare in precedenza. Ecco perch mia
figlia e suo marito furono uccisi accanto a un piccolo bacino.
I nostri uomini giurarono di vendicarsi. Raggiunsero a
frotte l'insediamento dell'altra trib. Ma, una volta l, si accontentarono
di otto bovini e quattro capre in cambio di
mio genero, tre mucche in cambio di mia figlia. Visto che
mi stavo occupando di Kanika, ricevetti io tutti gli animali.
Non molto per la vita di una figlia.
Non aveva mai pettinato capelli con la consistenza di
quelli di Miss Sweeney. Erano sottili, le treccine si scioglievano
facilmente. Ne avrebbe usati meno, decise, facendo treccine
pi strette. Si inumid le dita sulla lingua e riun i riccioli
arruffati accanto alla tempia destra della donna.
Non mi trovai d'accordo con quanto fecero i nostri uomini,
spieg. Il compromesso non reca alcuna pace al
cuore. Un anno dopo l'uccisione di Dahira feci mangiare a
una delle mie mucche la radice velenosa della pianta di
chuchi e la macellai subito, affinch il veleno restasse nella carne.
Si interruppe, rammentando come, una mattina di buon'ora,
aveva portato la mucca lontano dal villaggio per poi
farle uscire dal collo abbastanza sangue da riempire un vaso;
infine, mentre l'animale indebolito era steso a terra ansimante,
gli aveva tagliato la gola. Ricord la repentina ondata
di sollievo scaturita dall'atto di togliere la vita a qualcuno
e come quel senso di liberazione le avesse insegnato
qualcosa che non aveva pi scordato.
Miss Sweeney si mosse, piegando la testa per guardarla
dal basso. Stia ferma, le disse, e aspett che si immobilizzasse di nuovo.
Gli uomini volevano sapere come mai avevo sprecato la
mucca, continu, ma io risposi le ragioni di quanto facevo
si trovava dentro la mia cesta. Andai al pozzo dove avevano
ucciso mia figlia e raccolsi legna da ardere e arrostii la
carne. Le fanciulle della trib che uccise Dahira vennero ad
attingere acqua e, vedendo una sconosciuta, tornarono indietro
a chiamare i giovani uomini.
Ormai aveva acquisito un certo ritmo. Le sue mani si stavano
muovendo sul cuoio capelluto di Miss Sweeney come
fianchi che oscillino a tempo con la musica, creando file ordinate
laddove c'era stata una massa intricata. La donna teneva
la testa reclinata all'indietro, gli occhi chiusi.
Gli uomini giunsero con i loro toni sgradevoli, raccont
Neema. Io parlai con la voce docile della mia defunta figlia.
Dissi: Sono venuta a lasciare della carne per un figlio
che ho perso e, con il vostro permesso, sistemerei l'offerta
accanto al pozzo in modo che lui possa bere mentre mangia.
Erano giovani. Dal modo in cui pronunciai la parola
figlio dedussero che mi riferissi a un bimbo e immaginarono
di avere pi da guadagnare che da perdere, con uno
spirito cos piccolo. Risero di me e accettarono.
Ormai le treccine cingevano la testa di Miss Sweeney.
Neema lavorava sui capelli rimasti sulla nuca.
Resi la carne il pi profumata possibile, aggiunse, poi
me ne andai. Dovette passare un'intera luna prima che sapessi
che due di loro erano morti avvelenati.
Miss Sweeney pos le mani sulle sue per fermarle. Ma la
cosa non prosegu? chiese. Gli uomini dell'altra trib
non si vendicarono a loro volta?
Non avrebbero potuto. Persino se avessero indovinato
quale fosse la fonte del veleno. Avevano rubato la carne a
uno spirito.
Neema ricominci a intrecciare i capelli e, dopo un attimo,
l'altra parl. E se coloro che morirono non erano i diretti
responsabili della morte di sua figlia?
A Neema non sfugg il dubbio nella sua voce. Evidentemente
Miss Sweeney proveniva da un luogo dove, a dispetto
- o forse a causa - di tutta la sua magia moderna, gli uomini
erano meno determinati.
Ogni qual volta si infrange un giuramento o qualcuno
viene disonorato, gli spiriti maligni vengono attirati contro
la nostra gente, dichiar risoluta. Il castigo per il trasgressore
- o chiunque lo rappresenti - deve essere severo, altrimenti
gli spiriti maligni se la prenderanno con noi.
Indietreggi per esaminare Miss Sweeney. Il viso della
donna bianca era esposto alla luce del giorno, nudo, i capelli
finalmente quietati. Bench adesso fosse pi difficile
non notare l'espressione angustiata della donna, Neema
aveva fatto senza dubbio un ottimo lavoro. Le pos i pollici
al centro della fronte per poi spingerli verso le tempie, come per lisciare la superficie della pelle.
Ora sei mia figlia, annunci. Appartieni a noi. Quindi non preoccuparti. Ci prenderemo cura l'una dell'altra.
...
.
...
35. L'AMERICANA.
...
.
...
Dopo l'ugali di Neema e le parole di Neema, Fi dorm un
sonno profondo, sognando l'acqua. Acqua per il bagno, acqua
che scorreva su piatti della cena sporchi e scrosciava gi
per le toilette e inumidiva prati e sciabordava in secchi per
pulire i pavimenti. Acqua trattata dentro piscine e taniche
di acciaio galvanizzato, spruzzata dagli idropulsori dei dentisti,
acqua che sgorgava da fontanelle. Pozze stagnanti sopra
cui sfrecciavano zanzare e acqua in fontane con il fondo
costellato di monetine. Acqua che schizzava verso l'alto
dai pozzi artesiani e scendeva a cascata lungo i versanti delle
montagne. E, soprattutto, acqua dal cielo: goccioloni simili
a piselli dei tropici, goccioline simili a grani di miglio,
pioggia sospinta dal vento che cade obliqua, e acquazzoni
che spazzano via la polvere da automobili e persone.
Si svegli, forse un'ora pi tardi, la gola secca e la mente
piena di brandelli di poesia: Le mie ossa bevvero acqua; l'acqua
cadde entro tutte le mie porte, sei un uomo migliore di me, Ganga
Din. Un portatore d'acqua dalla pelle scura, un ignorante
soldato bianco giunto da lontano.
Ancora parzialmente addormentata, la poesia che le saettava
nella mente, accost la bottiglia dell'acqua alle labbra
screpolate, socchiudendole per accogliere il liquido. Dipendeva
dalla forza della suggestione oppure l'aria era davvero
pi secca, rispetto a quattro giorni prima? Apr il libro di
poesie irlandesi che si era portata da casa e lesse versi familiari
mentre beveva. Si sentiva svuotata. Dormiva di rado durante
il giorno, ma le conversazioni con Matani, e poi con
Scar Boy, l'avevano stremata, inoltre il tempo si era come
fluidificato. Non riusciva a misurarlo, in pomeriggi nuvolosi
come quello. Quando la luce si rifiutava di segnalare con
chiarezza il mattino o il pomeriggio, le ore si fondevano
l'una con l'altra, e lo schema a cui lei si era aggrappata -
ora avrebbe mangiato, poi dormito, dopo di che si sarebbe
alzata - diventava un sentiero invaso dalla vegetazione, impossibile
da seguire, e alla fine inutilizzabile. Era rimasta
stupita quando Kanika le aveva ricordato che il giorno seguente
era quello in cui i cammelli sarebbero tornati a prenderla.
Mentre leggeva ridivent del tutto umana. Un verso di
poesia era un momento perfetto, una spruzzatina di parole
audaci e sufficientemente sonore per condurla in un luogo
inatteso. Un unico verso, il verso giusto, poteva immergerla
in qualcosa di essenziale. Non era anche per quello che era
venuta in Africa? Per essere assorbita in qualcosa che la travalicava,
che era pi significativo di lei.
Prese lo specchio di Kanika e rimase di stucco vedendo
come appariva diversa con i capelli intrecciati, ogni ciocca
catturata e chiusa in un recinto. Gli occhi erano sempre stati
il suo punto di forza, grandi e di colore indefinibile, ma
adesso sembravano pi profondi. La sera dopo, tornata a
Garissa, si sarebbe sciolta le treccine e lavata i capelli con lo
shampoo allo zenzero per poi lasciarli asciugare all'aria - si
sarebbero increspati e gonfiati. Ma per quella sera era qualcun
altro. Una persona esotica e intuitiva e colma di possibilit.
Sent Neema all'esterno. Per la prima volta dal suo arrivo
a Mididima, non era ansiosa di trovarsi tra la gente. Preferiva
serbare il suo eloquio per Matani. Quella conversazione
poteva rivelarsi difficile. Cos rimase dentro la capanna, osservando
un ragnetto minuscolo salire e scendere agevolmente
lungo il muro, oscillando da una parte all'altra, le
zampe ondeggianti e nessuna ragnatela in vista. Appariva
audace mentre si tuffava, aggrappato al suo filo invisibile,
pi sicuro mentre si arrampicava, ma poi piombava di nuovo gi.
Mentre studiava il ragno, si rese conto che forse era il
momento giusto per le preghiere. Se avesse saputo come fare
avrebbe potuto chiedere misericordia per Scar Boy, comprensione
da parte di Matani o per s stessa. Ma non aveva
mai imparato a pregare, non in un modo che sembrasse autentico
o naturale. Sapeva come inginocchiarsi e ricevere
l'eucaristia. Sua madre era solita mettere in ghingheri i
quattro figli e portarli in metropolitana fino all'antica cattedrale
di St. Patrick, all'angolo tra la Prince e la Mott, piena
d'incenso per le funzioni festive. Vedendo come lei serrava
le labbra non appena entravano, tuttavia, e come gli occhi
le si facevano pi piccoli e stretti, i ragazzini capivano che
quelle visite erano una semplice messinscena. Qualcosa aveva
privato la loro madre della fede, qualcosa che lei rifiutava
di discutere, e quando Fi aveva circa dieci anni smisero
di andare alla St. Patrick, persino durante le vacanze. Quindi,
invece di pregare, osserv il ragno reggersi, ancora e ancora,
a una fune da lui stesso creata, puramente per il brivido, la grazia, il rischio.
Finalmente sent la voce di Matani, la cui angoscia della
notte precedente non era pi percepibile. In realt suonava
allegro, come se stesse raccontando una barzelletta a Neema.
O magari un indovinello. Catturate un indovinello,
gli aveva sentito dire ai bambini quando stava per interrogarli.
Kanika aveva tradotto per lei. Un'altra espressione
dello slang locale. Quando gli alunni erano bravi, lui li premiava
con mucche immaginarie. Non conoscevano altro, in fatto di voti.
Usc dalla capanna e Matani si volt a guardarla. Pronta?
S, rispose lei.
Lui si allontan con falcate oscillanti da Mididima, come
se volesse sbarazzarsene, e Fi tenne il passo, come se sapesse
dove erano diretti, pur non avendone idea e preferendo non chiederlo.
Camminarono per circa mezz'ora, parlando a stento, a
volte affiancati, a volte con Matani che la precedeva, fino a
raggiungere il basso bacino di cui Neema le aveva parlato, e
una capanna, e una magnifica area verdeggiante - un'oasi
formato tascabile.
Come potete pensare alla siccit quando tutto questo si
trova cos vicino a voi?
Si  gi ridotto, rispetto a un mese fa, spieg lui.  qui
che le ragazze portano le capre e il bestiame, bench non
pi di una volta a settimana. Ora  impossibile capirlo, ma
un tempo la stessa Mididima era pi verde e umida di questo
fazzoletto di terra. Un insediamento permanente prosciuga la riserva d'acqua.
Si sedette sui talloni accanto alla capanna. Lei gli si piazz
di fronte, a gambe incrociate.
Non ci spingiamo pi lontano di cos, a causa degli shifta,
spieg Matani. Con l'eccezione dei giovani, che portano
via il bestiame per periodi pi lunghi.
 magnifico.
Lui si guard intorno come se vedesse il posto per la prima
volta. S,  vero, concord, poi si volt a guardarla. 
anche il luogo in cui vengono le coppie per stare insieme.
Fi scoppi a ridere. Come un drive-in nel bush?
Matani si strinse nelle spalle, sconcertato. Qui, uomini e
donne trascorrono la notte insieme. Arrivano a conoscersi
meglio. Per noi  perfettamente legittimo.
La stava fissando in modo cos diretto da costringerla a
distogliere lo sguardo.
Non mi ha chiesto di Taban, disse Fi.
Ma so tutto. Non intende rinunciare ai libri, nemmeno
per ridarli a lei. Lo far, per. Gli uomini stanno discutendo
per trovare il modo di costringerlo. Lasciamo che ci pensino loro.
Matani. Lei pos i palmi delle mani sul terreno, sentendo
il tepore del suolo salirle lungo le braccia. Non possono recuperare i libri.
S, invece. Faranno pressioni su suo padre, dopo di che...
Lui li ha usati.
Matani allarg le mani. Cosa vorrebbe dire?
Ha strappato le pagine.
L'uomo si alz. La rabbia gli divamp sul volto. Li aggiusteremo,
disse, senza sperarci granch.
Anche Fi si alz. Ci ha disegnato sopra.
Disegnato?
In Iliade e Odissea c'erano dei disegni, corpi di guerrieri
e donne. Lui ha passato la matita sui contorni. Pi e pi volte,
Matani. Per imparare. E negli spazi bianchi del volume
di meditazioni ha fatto degli schizzi.
Disegni. Matani gir intorno alla buca per il fuoco,
borbottando. Venderemo una mucca. Rimborseremo il costo...
E ne aveva altri. Credo che gi prima avesse strappato
pagine dai libri, senza che noi ce ne accorgessimo. Le ha
nascoste in una buca nella sua capanna.
Matani si port una mano alla fronte.
Fi cominci a parlare pi lentamente per costringerlo ad
ascoltarla. Lui  incredibile, Matani. Il talento grezzo. Vede
in modi davvero notevoli.
L'uomo parve non sentirla. Come ha fatto a tenercelo
nascosto? chiese.
Non sono arrabbiata per...
E perch suo padre non...
Deve andare in citt, dichiar Fi. Mi ascolti. Voglio
aiutarlo. Dovrebbe seguire delle lezioni, ma in una maniera
che non interferisca con il suo impulso elementare. Il suo
lavoro andrebbe sviluppato.
Lavoro? Matani la guard, incredulo. Vuole premiarlo?
La regola sui libri mancanti  troppo severa, non trova?
Lui scosse il capo. Anche se io dovessi accettare, il consiglio
degli anziani rifiuterebbe. Dir che Mididima non pu
fare a meno di un giovane per lasciarlo andare a disegnare
figure.
Cosa fa adesso Taban perch non si possa rinunciare a
lui? domand Fi. Non l'ho ancora visto fuori dalla sua capanna.
C' un'altra obiezione. Come sopravviverebbe in una
citt?
Se Kanika lo accompagnasse...
Kanika?
Vuole diventare insegnante.
Lei mi sbalordisce, disse Matani. Di nuovo.
Fi gli sorrise. Sarebbe solo per un po', ribatt. Fra un
paio d'anni torneranno. E a quel punto Kanika avrebbe gi
terminato gli studi.
Come si pagherebbe tutto questo?
Lasci che sia io a preoccuparmene. Ho gi un paio di
idee.
Lui la guard e scosse il capo. Ha tramato alle nostre
spalle, disse. Vuole portare via due di noi?
Preferirei tre. Rimase stupita dalle sue stesse parole,
pronunciate senza riflettere e con insistenza. Ma quando
Matani la guard in faccia, lei rifiut di rimangiarsele.
Si riferisce a me? chiese lui con un tono tanto vulnerabile
da commuoverla.
Dopo tutto, riflett Fi, non gli avrebbe forse giovato andarsene
in quel momento? Senza una moglie, cosa lo tratteneva
l? Lei potrebbe accompagnarli, Matani, e aiutarli a
sistemarsi, spieg. E magari fermarsi per qualche tempo.
Riprendere gli studi.
L'uomo le rivolse un sorriso mesto. Gli studi fatti l non
mi hanno aiutato granch, qui.
Potrebbe viaggiare. Luoghi, cibi, persone nuove.
Miss Sweeney...
Fi, lo corresse lei. E diamoci del tu, vuoi?
Fi. Finalmente lui la chiam per nome. Non posso risponderti
riguardo a Kanika e Scar Boy. Se dici sul serio, saranno
altri a dovere decidere. Ma non vorrei...
Lei sventol una mano per fermarlo. Staremo a vedere.
Si mise le mani sui fianchi. E ora passiamo alla biblioteca
sui cammelli.
Non parliamo di questo, si affrett a replicare lui.
I libri non sono andati persi per negligenza, precis
lei. La prossima volta porter della carta da disegno. Si sistemer
tutto.
Matani scosse il capo. E troppo tardi perch possa sistemarsi.
Ma non  di questo che voglio parlare adesso, non di
Scar Boy n dei libri n dell'aria assetata o...
Fi gli pos un dito sulle labbra per zittirlo. Okay, hai ragione.
Basta parlarne. Non ora.
Quando lei tolse la mano, lui si tocc le labbra con le dita
lunghe e affusolate e per un attimo rimase in silenzio. Domani
pomeriggio, disse infine, e abbass lo sguardo sul terreno
per poi riportarlo su di lei. Cos presto.
Fi era consapevole del color carbone degli occhi di Matani
e dell'aria notturna sul proprio collo. Matani, voglio ringraziarti
di tutto. Ieri sera, quando ti ho chiesto di rimanere,
mi sono resa conto... Esit.
Vorrei... disse lui, poi si chin per raddrizzare i sassi intorno
alla buca per il fuoco e raggiunse la porta della capanna.
Lei lo segu.
 cos che sei arrivato a conoscere le donne? gli chiese,
indicando la casupola.
Lui scosse il capo. Non ho mai passato la notte qui.
Come mai?
Quando tornai dalla citt ero gi pi vecchio della maggior
parte degli uomini non sposati, cos passai direttamente
al matrimonio.
Lei sbirci all'interno, vedendo una grande stuoia intrecciata
coperta da tre o quattro pelli.
Le coppie giacciono insieme fino al mattino, spieg
Matani, al suo fianco. Hanno il tempo di parlare.
Solo parlare? Lei lo stava prendendo in giro e temette
di vederlo dimenarsi per l'imbarazzo, ma lui non lo fece.
Non solo parlare, concesse. Ma la donna tiene la gonna
legata tra le gambe, in modo che non vi sia un bambino
inatteso. E in seguito i due sono - come posso dire? - amici
non-ordinari.
Gi, lo immagino. Fi rise.
Come te e me, disse Matani, parlando lentamente, osservandola.
 cos che fa la nostra gente, aggiunse dopo
un attimo. Tutto  cos incerto e fugace, per noi. Piover la
prossima settimana? Avremo cibo, il mese prossimo? Quando
siamo qui dimentichiamo tutto questo. Diciamo che stiamo
bevendo pioggia mielata.
Lei trattenne il fiato. Pioggia mielata, disse. Una perfetta
espressione poetica.
Matani sgran gli occhi mentre la guardava. Fi... disse.
Si interruppe. Le sfior la punta delle dita con le sue, poi
indic la porta della capanna.
Fu un momento sconcertante. Fi cap cosa lui le stesse
chiedendo, persino senza le parole, ma si chiese se glielo
stesse chiedendo perch lei appariva esotica o perch la
moglie gli era stata infedele o perch provava qualcosa per
lei. Si domand se la cosa avesse importanza. Tent di riflettere
lucidamente ma lo trov difficile, e si sovvenne che simili
decisioni venivano prese di rado con lucidit.
Poi nella mente le balen l'immagine di Matani che sorrideva
per darle il benvenuto, in occasione del suo arrivo a
Mididima.
E un'altra di lui che imparava a fare la ruota.
E un'altra di lui che la ascoltava raccontare delle scimmie.
E le sembr, per un unico impossibile istante, di essere
venuta a Mididima non solo per portare libri e favorire l'alfabetizzazione
bens per quello, per imparare a bere la
pioggia mielata grazie a quell'uomo africano nel bush, e
portare poi via con s quella conoscenza.
Indugiando sulla soglia della capanna, gli rispose facendo un passo in avanti.
...
.
...
PARTE SESTA.
...
.
...
Attenti alle zanzare: accorrono a frotte nei finali. Sono presenti alle morti, quando il sangue scorre liberamente. Prosperano sul finire dell'estate. Rimarranno qui, ultima beffarda forma di vita che si libra sull'ultima pozza d'acqua dopo che l'ultimo incauto essere umano  scomparso e il mondo  terminato.
Predicatore nero del culto Heaven's End, Angolo tra Bourbon Street e Conti Street, New Orleans, giugno 2003.
...
.
...
36. LA RAGAZZA.
...
.
...
Gertrude Bell era una grande donna. Kanika si sput
sulla mano e se la asciug sotto il braccio prima di voltare la
pagina. And dappertutto e conobbe tutti. Scal montagne,
visit rovine, diede consigli ai governanti. Era una
spia. Confer particolare enfasi all'ultima parola, pur avendo
solo un'idea assai vaga del suo significato. Ci sono molti
modi di essere potente, per una donna, dichiar, tamburellando
sulla pagina con un dito. Per lei era stata una scoperta
straordinaria: prima aveva pensato che quello di Neema fosse l'unico metodo.
Wakonyo, che le sedeva di fronte, si dimen, impaziente.
Leggi cos tanto, Kanika, disse. Dopo un attimo aggiunse:
Ma forse  un bene. Distoglie la tua attenzione da questo
posto. C' una brutta atmosfera, da quando  arrivata la donna bianca.
Kanika scosse il capo. Non era Miss Sweeney a causare la
tensione nell'aria. Era Scar Boy il problema: Scar Boy che
mandava a monte programmi, esacerbava lo stato d'animo
generale, dominava cupe conversazioni tra gli anziani. Era
sicura che ormai lo sapessero tutti, a Mididima, ma non le
andava di discuterne con Wakonyo. Sospir. Dovresti leggere
questo libro, disse. Un paragrafo o due alla volta.
L'altra giocherell con una delle treccine sulla sua nuca.
Tutto quello che voglio imparare a leggere sono i cartelli nella Citt Lontana.
Kanika le rivolse un'occhiata attenta. Vuoi andare l?
Ne dubito, ma voglio sapere leggere i cartelli. L'altra rise.
Dopo un attimo aggiunse: Dicono che i cammelli non verranno pi, comunque.
Wakonyo andava benissimo per alcune conversazioni, e
sapeva fare oscillare le anche e allargare le braccia quando
camminava. Aveva un talento che a Kanika mancava. A volte
portava le collane lunghe sulla schiena, uno stile che sosteneva
di avere inventato lei stessa e che i ragazzi trovavano affascinante.
Alcune discussioni, per, non valeva semplicemente la
pena di affrontarle, con lei. Kanika affond ancor pi il naso
nel libro. Miss Sweeney era come Gertrude Bell, almeno
un poco. Avrebbe trovato il modo di fare s che le visite della
biblioteca sui cammelli continuassero. E la volta seguente,
Kanika lo aveva gi deciso, avrebbe preso un libro sull'oceano,
un oceano qualsiasi purch somigliasse a quello
sulle cui rive era cresciuta Neema, un oceano abbastanza
grande da cingere un intero continente. Voleva leggere delle
creature che si aggrappano alle rocce o si confondono
con le alghe, palesandosi solo quando un nuotatore si avvicina.
Voleva leggere delle correnti che portano a riva le cose
per poi ritrascinarle via.
Wakonyo cominci a recitare filastrocche senza senso alle
capre, quindi lei dovette concentrarsi a fondo sulle parole
del libro. Quando si rese conto che qualcuno stava chiamando
il suo nome, cap che era stato pronunciato pi di
una volta. Gir la testa per guardare.
Cosa stai facendo? chiese Badru.
Wakonyo ridacchi, ammicc e si scost ulteriormente.
Kanika si alz in tutta fretta. Come mai lui era l, fuori da
casa sua? Lei aveva pensato che, se non fosse andata nella
capanna di Scar Boy, non avrebbe visto nemmeno suo fratello.
Ma era stata un'idea sciocca. Era Scar Boy quello che restava sempre al chiuso.
Badru stava sorridendo e la cosa la stup. Non era sicura
di averlo mai visto sorridere. I denti erano bianchi e piccoli.
Kanika voleva assolutamente parlare prima che lo facesse
lui, per celare lo sconcerto. Gli uomini sono arrabbiati con tuo fratello, dichiar.
L'ho sentito.
Con tutti voi.
Lui annu.
Non so cosa faranno. La voce di Kanika suon troppo
angustiata alle sue stesse orecchie. Fece un passo indietro.
Forse non molto, alla fine, aggiunse con ostentata indifferenza.
E questo che dice Neema. Non menzion che sua
nonna disapprovava la clemenza nei confronti di Scar Boy,
che auspicava una punizione severa, e il pentimento.
Infil il libro sotto il braccio con fare conclusivo. Si gir
ma senza allontanarsi. Badru si guard i piedi, concedendole
un secondo di tempo per osservarlo. La pelle del giovane
rifletteva la luce, rendendo pi intensa e accentuata la sua
scurezza. Aveva lo stesso colore delle profondit dell'oceano, pens lei.
Come sta tuo fratello? chiese, soprattutto perch non
le venne in mente altro.
Non sei nemmeno andata a trovarlo, ribatt Badru.
Kanika si sent avvampare. Sapeva che Scar Boy aveva disegnato
alcuni suoi ritratti. Glielo aveva detto Miss Sweeney.
Si chiese se Badru lo sapesse, se avesse visto gli schizzi.
 per questo che sei venuto? domand. Per dirmi di
andare a trovarlo?
No, rispose lui, in tono sorpreso, ma a quel punto lei si
era gi incamminata, non allontanandosi da Mididima n
dirigendosi verso di essa, bens procedendo parallela al
gruppo di abitazioni e persone, il nucleo di ci che conosceva.
Si muoveva rapidamente. Badru la raggiunse con due
lunghi passi. Adatt l'andatura alla sua.
Ho saputo da Wakonyo che potresti andartene da qui.
Potrei, conferm lei, chiedendosi quando l'altra ragazza
gliene avesse parlato.
Cosa vorresti fare?
Imparare a insegnare.
Lo sai gi fare. Lei gli lanci una rapida occhiata per
vedere se la stava prendendo in giro. Mi insegneresti a leggere?
Io?
Non posso imparare da Matani.
Kanika fece qualche altro passo, consapevole della sensazione
di avere delle zanzare ronzanti nello stomaco, proprio
come appena prima dell'arrivo della biblioteca sui
cammelli. Se vuoi, rispose.
Torneresti qui? domand lui. Come ha fatto Matani?
Lei si ferm e si gir a guardarlo.  troppo presto per
queste domande. Non so nemmeno se me ne andr davvero.
Lui sorrise. Kanika, disse dopo un attimo, perch non
vieni mai alle danze? Chiunque cammini sa anche danzare,
chiunque parli sa cantare. Sai delle danze, vero?
Certo che lo sapeva. Talvolta, la sera, aveva persino immaginato.
come sarebbe stato sgattaiolare oltre i cespugli di rovi
che racchiudevano Mididima e unirsi ai coetanei mentre
battevano su tamburi presi in prestito dal kilinge e cantavano
le loro canzoni, diverse da quelle degli adulti, e danzavano
fintanto che la luna fluttuava nel cielo. Come mai non
c'era mai andata? Perch Neema non voleva che lei fosse
come tutte le altre? No, pensare cos era ingiusto: non lo
aveva desiderato nemmeno Kanika.
Sono divertenti, aggiunse Badru. Wakonyo ci va.
Lei sapeva che ballavano accanto al bacino pi lontano,
dove a volta le bambine portavano le capre. C'erano una
buca per il fuoco e una capanna. Pens a Badru laggi. Suscitava
un leggero timore negli adulti perch era il fratello
di Scar Boy e perch sfoggiava una sorta di ferocia, ma era
popolare tra i giovani. Probabilmente era tra quelli che guidavano
i canti. Kanika immagin le fiamme che gli si riflettevano
sul viso, e Wakonyo che lo guardava cantare, Wakonyo
che si dondolava con le collane sulla schiena. Prov
una strana sensazione, come se un nodo, dentro di lei, si
stesse sciogliendo o come se avesse creduto di avere terminato
una mansione per poi scoprirla incompiuta.
Devo andare, annunci. Miss Sweeney parte oggi. Ho
un braccialetto di peli di capra da darle e i bambini sono...
Si interruppe, ricominci. Devo andare.
Si volt.
Verr da te domani, le grid Badru.
La frase la costrinse a fermarsi. A che pr? chiese.
Lui indic il libro ancora infilato sotto il suo braccio.
Per cominciare a imparare a leggere.
...
.
...
37. L'INSEGNANTE.
...
.
...
La sorpresa della cosa, il suo carattere inatteso, lo shock,
in realt, come una rara mattinata fredda. Matani non aveva
programmato nulla di tutto ci.
E la magia, ognuno dei due abbracciato dall'altro: scuro
su chiaro su scuro. La dolcezza che liberava qualcosa che lui
aveva trattenuto con forza per settimane, mesi, forse pi a
lungo. Per un attimo temette di scoppiare a piangere.
Lei se ne accorse e gli tocc l'osso sotto l'occhio destro.
Cosa c'?
Lui scosse il capo senza rispondere.
Ma Fi non gli permise di restare in silenzio. Nulla, in realt,
avrebbe potuto prepararlo al modo in cui lei lo faceva
parlare. Con Jwahir tutto era stato controllato, trattenuto,
persino il respiro; Matani non aveva conosciuto nessun altro
modo di stare insieme. Con Miss Sweeney, invece, le parole
uscivano a fiotti persino mentre i loro corpi si avvicinavano
e si univano, rendendo tutto ci che accadeva tra loro
esotico, pi lento, pi intenso. Le parole assumevano una
qualit onirica, mescolandosi e poi filtrando dalle pareti
della capanna. Immagin quelle parole che rotolavano nella
polvere, viaggiando in tutte le direzioni fino a incontrarsi
di nuovo nel paese di lei, all'altro capo del mondo.
Quando mi tocchi l... Fi trattenne il respiro, poi si ferm e
gli pass un dito sulle sopracciglia.
Matani le accarezz il collo, tuffandosi sotto la clavicola.
E l. Lei gli baci le dita. Perch ti piace insegnare?
Lui la fiss, cercando di concentrarsi per lo spazio di un
battito cardiaco. La rapidit delle loro menti. La sua, invece, stava rallentando.
Lei incontr la sua gabbia toracica. La tua bocca, la tua lingua.
Si scost inarcandosi, poi si allung in avanti per mormorargli
qualcosa nell'orecchio. Cosa ha dato a tuo padre il
coraggio di andarsene da qui ?
Lo spirito di suo nonno gli disse di andare.
I loro piedi si intrecciarono, e vederli uniti lo sbalord di
nuovo. Prima che potesse abituarvisi, lei gli fece un'altra
domanda. E se tu potessi andare dovunque, dove andresti ?
Stavolta Matani esit pi a lungo, prima di rispondere.
Forse nella tua America. Fece correre verso il basso le dita
allargate, sulle cosce di lei, poi di nuovo su.
Poi, mentre Fi inspirava con rantoli musicali: Canteresti per me? Una delle tue canzoni.
Cantare? Adesso?
S.
Ho bisogno... disse lui, le parole esitanti. Si concentr.
Ho bisogno di qualcuno che mi faccia da coro.
Rabbrividendo leggermente, lei lo spinse via, rallentando
il ritmo respiratorio per potere parlare, il suo tono risoluto.
Fallo in inglese. Io ti far eco.
La risata di Matani proruppe ampia e spontanea, poco familiare
alle sue orecchie come lo sarebbe stato il pianto.
Molti dei nostri canti vengono creati sul momento. Vediamo
se ci riesco. Scosse il capo per schiarirsi le idee, poi us
la coscia a mo' di tamburo.
Radunatevi e ascoltatemi, cant, e lei gli fece eco.
Ci siamo incontrati sotto un cielo improbabile - che il sole resti gi.
La terra si  divisa per creare un sentiero - che il sole resti gi.
Ora il gusto della pioggia mielata - che il sole resti gi.
Rimarr per sempre sulle nostre lingue - tenete gi il sole.
Quando lui arriv all'ultimo verso, Fi rimase immobile
per un attimo, poi ricominci a toccarlo partendo dall'alto,
ciglia, guance, spalle. Stavolta rimase in silenzio finch lui
le svett sopra e le apr le gambe, dopo di che le sue parole suonarono irregolari.
Bevendo pioggia mielata.
In tutti gli argomenti che toccarono, prima e durante e
dopo, non parlarono del futuro. Di nessuna sua parte. Nessuno
dei due chiese n promise cosa sarebbe successo in seguito
- alla biblioteca sui cammelli, a Mididima, a loro.
Matani ne era felice. Non voleva tentare di spiegare come il timore
di un'imminente siccit rendesse pi severa la trib.
In altri luoghi, non troppo lontani, la gente parlava del clima
con toni disinvolti. La pioggia arrivava oppure no, un
evento veniva posticipato, un uomo si toglieva un indumento
o magari lo aggiungeva. A Mididima, invece, dopo troppe
stagioni senza nubi la gente cominciava ad accasciarsi
sotto il peso di una certezza: stava subendo un castigo. I vecchi
intraprendevano lunghe marce attraverso il bush e su
per le montagne in modo da essere pi vicini all'Essere-dalle-cento-gambe
e implorare il perdono, mentre quelli che
rimanevano nell'insediamento tentavano di stabilire con
precisione cosa dovesse essere perdonato. I libri, Scar Boy,
lo stesso Matani - chi poteva sapere quando avrebbero avuto
termine le accuse, stavolta, o dove si sarebbe abbattuto
infine il biasimo? E mentre loro discutevano, Matani lo sapeva,
il terreno a perdita d'occhio assumeva implacabilmente
il colore slavato della pelle di un uomo bianco, e gli
animali sarebbero stati i primi a morire.
Come poteva parlarle di ci? Non in quel momento,
quando stavano spremendo le ultime gocce di squisitezza dal giorno.
In seguito non ci pens nemmeno pi. Scomparve tutto
- la polvere secca, il cielo vuoto, i libri rovinati, il figlio che
aveva desiderato. L'intera Mididima. Scopr di non sentirne la mancanza.
L'Essere-dalle-cento-gambe lo trad, portando troppo
presto i raggi del mattino, la luce che ronzava di moniti. Lui
tenne strette le mani di lei, baci i palmi. Sulla via del ritorno
sostarono accanto all'araucaria. Le prese il braccio per
fermarla e le tocc il centro del petto, sopra il cuore. Io sono stato qui, disse.
Poi Fi and a casa di Neema, Matani nel kilinge. Non sent
provenire alcun rumore dall'interno, quindi rimase stupito
di trovarvi il padre di Jwahir. Non era pronto per quello,
non ancora, ma non aveva nessun altro posto in cui andare.
Si prepar al saluto prolisso.
L'uomo, tuttavia, si limit a guardargli i piedi, le gambe e
poi gli occhi. I libri di Scar Boy, disse.
S, sono perduti. Matani si sedette per lasciare riposare
gambe e braccia. Un tempo non l'avrebbe annunciato con
tanta sfrontatezza. Avrebbe trovato il modo di addolcire la notizia.
Il padre di Jwahir cominci a misurare la stanza a grandi
passi. Non volevo crederci prima di sentirlo direttamente
da te, spieg, e dal suo sguardo di ghiaccio Matani cap
che stava cercando di decidere dove indirizzare il biasimo.
Perduti per sempre?
Lui annu. Scar Boy ha strappato alcune pagine, disegnato su altre.
Gli hai spiegato le regole?
Certo.
Allora cosa...
Nessuno di noi avrebbe potuto immaginare cosa stava
facendo. Matani esit, tenendo sulla corda l'interlocutore,
volendo apparire pi riluttante di quanto non fosse in realt.
Nessuno tranne suo padre, precis.
Abayomi. Dopo un attimo, il suocero si gir verso il
fuoco. Gli anziani sono partiti, ma dubito che riusciranno
a convincere le piogge a venire, stavolta, dichiar. La
donna straniera se ne va oggi. In seguito avremo del lavoro
da fare.
Naturalmente.
Ora sono sicuro che tua moglie ti aspetta.
Matani non era dell'umore adatto per lasciarsi scacciare
dal kilinge. Se mai ebbe bisogno della grazia degli antenati
che si riunivano l, fu in quel momento. Rimase seduto, immobile.
L'altro apr la bocca come se volesse aggiungere qualcosa
ma non lo fece. Usc camminando a ritroso.
Matani si alz e tenne sollevate le mani davanti al fuoco
che gli uomini tenevano sempre acceso, ormai, e che avrebbero
alimentato per tre interi giorni come parte del loro
appello per la pioggia, mentre gli anziani affrontavano il
viaggio. Inoltre, lo sapeva, sarebbero state sacrificate tre capre,
a partire da quella sera. Avrebbero fatto tardi anche
quella notte. Ma non pens a quello.
Dopo pochi minuti si sedette di nuovo, appoggiando la
schiena a un tamburo. Si interrog su una vita diversa per
s stesso, in un posto lontano. Un uomo come lui, un africano
cresciuto perch cercasse di aiutare la sua gente, aveva la
possibilit di scegliere semplicemente di trasferirsi altrove?
Non ne aveva idea, e aspett di vedere se sarebbe arrivata
una risposta. Mentre attendeva, sprofond nelle lingue color
rame e oro delle fiamme, e mentre i suoi occhi si facevano
vitrei e la sua mente cominciava a vagare, il sibilo del
fuoco si trasform nel suono di un acquazzone, poi di un
temporale, poi di una tempesta e infine un martellare di
tuono come se il terreno stesso fosse una pelle ben tesa suonata
da un maestro che esigeva troppo dai suoi danzatori,
un passo troppo leggero e troppo rapido, ma li ricompensava
con inondazioni provenienti dal cielo.
Maestro! Svegliati! Era Nadif, che gli tirava il braccio,
rischiando quasi di staccarglielo. Matani, che non dormiva
mai durante il giorno, lo aveva appena fatto per la seconda
volta di seguito.  pronta a partire.
Lui scosse la testa per schiarirsi le idee, ma la spossatezza
gli rest aggrappata addosso. Si aspettava di scoprire che
fuori era finalmente, miracolosamente, piovuto. Invece era
tutto secco: l'acqua era comparsa solo nel suo sonno.
Sent le voci dei bambini librarsi nell'aria e li vide fare capriole
per l'eccitazione. Erano riuniti sotto l'acacia, intonando
una canzone d'addio. Si ferm a breve distanza, osservando.
Una delle bambine pi grandi guidava il canto e
le altre danzavano, sollevando nuvolette di polvere rossa
con i talloni.
Lei sedeva a gambe incrociate sotto l'albero. Non aveva
l'aria di chi fosse rimasto sveglio per tutta la notte, la sua
pelle era fresca e limpida come acqua. Si stava guardando
intorno, andando a caccia con gli occhi, e sorrise quando lo
vide.
Matani si chiese come dovesse apparirle la scena, gli indigeni
impegnati nella danza d'addio, e si chiese se rimpiangesse
di non avere una macchina fotografica per immortalarla,
per raccontare agli amici in America della sua incursione
in un primitivo insediamento africano. Rimase stupito
dalla propria amarezza. Ma cos'altro poteva aspettarsi da
quel momento, con la sua chiassosa illusoriet, dopo un assaggio
dell'altro?
Lei se ne sarebbe andata, e loro sarebbero rimasti l con
quello, con l'annientamento di Scar Boy, e la cosa si sarebbe
inerpicata furtivamente verso l'alto tutt'intorno a loro
per cingerli come le pareti di una capanna che avrebbero
dovuto abbandonare molto tempo prima. Era felice che la
biblioteca sui cammelli fosse giunta fin l, portando i libri e
quella donna a Mididima? Certo. S, era felice. Ma sapeva
anche che aveva portato pi problemi di quelli che aveva risolto.
I laceri schizzi di Scar Boy non avrebbero mai potuto
essere ritrasformati nelle pagine di un libro della biblioteca.
Le parole di Abayomi non avrebbero mai potuto essere cancellate.
In lontananza vide i cammelli che si avvicinavano. Fi segu
la direzione del suo sguardo e li scorse anche lei. E riport
lo sguardo su di lui con un'espressione sbalordita,
quasi come se non se li avesse minimamente aspettati. E
c'era qualcos'altro sul suo viso. Un senso di perdita.
Ecco cosa gli gherm il respiro e lo contorse. Come se lei
sapesse gi qualcosa che lui ignorava. Invece lei non lo sapeva;
qualsiasi cosa credesse di sapere poteva essere errata.
Matani cerc di ricordare tutto quello che Fi gli aveva
raccontato sulla sua esistenza lontano da l, e si chiese come sarebbe
stato vivere insieme a lei in cima a una rampa di scale
in una citt dove tutto poteva iniziare nel momento presente,
dove la pressione del prima e del dopo non sarebbe
stata riflessa su ogni volto che vedeva.
Fi stava abbracciando e baciando Kanika e Neema e alcune
altre donne.
Maestro, maestro, vai a salutare, lo incitarono i bambini,
spingendolo da dietro.
Lei si volt a guardarlo, ma nessuno dei due parl. Poi Fi
si volt di nuovo verso i bambini e indic loro di farsi da
parte, e nello spazio rimasto vuoto lo fece. Una ruota. Un
rapido, aggraziato volteggio del corpo.
I bambini, considerandolo un altro trucco destinato a loro,
risero e indicarono, ma lei non bad ai piccoli. Rimase
di fronte a lui, aspettando in silenzio. Matani sapeva cosa
stava aspettando, ma non era disposto a fare un trucco, non
in quel momento. Non si mosse n parl.
Dopo qualche istante i bambini si radunarono allegramente
nello spazio tra loro due, e Fi si pieg sopra le loro
teste. Torner, promise. Molto presto.
Matani sentiva il bisogno di rispondere. Sentiva il bisogno
di dire Bene, torna, o, meglio ancora, Non andare, o, meglio
ancora, Ti raggiunger. Avrebbe voluto dire. Il tuo collo 
bellissimo. Avrebbe voluto dire Non ho mai, mai pensato che la
mia vita avrebbe incluso questo, e se la tua partenza  quello che devo
perdere per ci che mi  stato dato, allora ne  valsa la pena.
Ma i bambini erano tutt'intorno a loro e Mr Abasi la stava
chiamando e stava facendole cenno di raggiungerlo, e
comunque, ormai lui sapeva, se prima non l'aveva saputo,
che le parole avevano dei limiti - le parole nell'aria o su
una pagina.
Allung una mano, le sfior le dita con le sue. Fi abbass
lo sguardo sulla mano che Matani aveva toccato. Poi sal sul
cammello e salut. Lanciando un'occhiata a lui. A Kanika.
A Neema. Ai bambini. A lui.
...
.
...
38. IL TAMBURAIO.
...
.
...
Quello che era uscito dalla mano del figlio lasci di stucco
Abayomi. Schizzi di Mididima, vista da lontano, di notte,
un bagliore che emergeva dal kilinge. Altri di donne che lavoravano
nei campi, incorniciate dalla porta aperta della
sua capanna. Uno dello stesso Abayomi, visto da dietro, chino
su un tamburo. Kanika da varie distanze e angolazioni,
le linee del mento e le ombre degli zigomi, l'arco delle sopracciglia,
i capelli ornati. Ogni ritratto abbastanza reale
per poterlo abbracciare eppure contenente una minuscola
invenzione, un elemento di fantasia. Fiori laddove non ce
n'erano, una nube dalla forma impossibile. Immagini inserite,
sovente, per incorporare e nascondere la scrittura sulla pagina.
Abayomi conosceva l'arte di costruire un tamburo. La
considerava l'atto di dimenticare s stesso o forse - non ne
era sicuro - ricordare s stesso. Sapeva come forgiare il corpo
di un tamburo, dargli vita, renderlo aperto e bilanciato.
Sapeva raschiare e tendere la pelle in modo che una goccia
d'acqua potesse scorrervi sopra senza affondare, e poi fissarla
al telaio, tesa ma con abbastanza gioco perch la nota
di risonanza potesse rivelarsi generosa come una lunga
pioggia o una donna dolce.
Sapeva, inoltre, come testare il tamburo finito, come posizionare
il palmo della mano, poi premere delicatamente,
poi battere con forza crescente, poi picchiare per sincerarsi
che lo strumento fosse all'altezza del suo compito, che
fosse in grado di pulsare insieme ai momenti che trasformano
una vita, che devastano o elettrizzano.
Sapeva cosa significasse cominciare a costruirne uno all'alba,
terminarlo dopo quella che sembrava un'ora e scoprire
che era gi tramonto.
Non sapeva nulla, tuttavia, di cosa si potesse costruire
prendendo una matita e facendola scorrere su una pagina.
A dispetto della sua ignoranza, era impossibile non distinguere
il potere in ci che Taban aveva fatto. Abayomi si
sent assalire dall'orgoglio e dal desiderio che tutti vedessero
i disegni - abbinati alla consapevolezza che l'opera era
privata come un pensiero, soprattutto i ritratti di Kanika.
A suo figlio doveva essere risparmiata quell'esibizione
pubblica.
Ma suo figlio non sarebbe stato risparmiato. Lo cap nel
momento in cui il padre di Jwahir si present davanti alla
capanna per farsi consegnare i disegni.
All'interno del kilinge, gli schizzi di Taban descrivevano
un'orbita intorno al fuoco, rischiarati dalle fiamme. Alcuni
rimasero stretti pi a lungo nelle mani di un osservatore, altri
vennero passati con maggiore rapidit. Abayomi sent
esclamazioni sommesse, il saltuario sospiro profondo. Ma i
disegni stessi non rappresentavano il fulcro dell'interesse.
Nessuno disse, come a volte dicevano di lui - e avrebbero
dovuto dire di Taban - che l'autore era stato toccato dai sacri
antenati.
Batterlo? Una voce.
Un castigo insufficiente, sostenne un'altra.
Di gran lunga eccessivo, secondo Abayomi. Ma non era
ancora arrivato il suo turno.
Tre mucche?
E come togliere a noi stessi.
Inoltre, a chi dovremmo darle? Alla donna bianca? All'uomo
con il naso sottile che viene dalla Citt Lontana?
Nessuno dei due saprebbe cosa farsene.
Condividiamo una parte della colpa per avere lasciato
venire qui i libri.
Quindi dovremmo punire noi stessi?
Se non facciamo niente, verremo ridotti in niente. A
dirlo fu Neema, l'unica donna presente. Se non gli imponiamo
un castigo, l'Essere-dalle-cento-gambe ne imporr a
tutti noi uno pi severo.
Cosa consigli, Neema? Che venga ucciso?
Abayomi sollev la testa dalle mani. Ecco, finalmente -
pronunciata in tono di sfida - la domanda che aveva lambito
i margini di quella riunione e di Mididima sin da quando
si era saputo dei libri. Pensavano che Taban non l'avesse
sentita?
Ucciso? Neema fiss direttamente lui, esitando prima
di rispondere. Osserv poi il cerchio di persone, studiando
ogni viso a turno. No, disse infine, anche se il suo tono
suon poco convincente alle orecchie di Abayomi. Ma
qualsiasi cosa pensiate dei libri e del mondo che li manda -
qualsiasi cosa abbia significato per voi questa biblioteca itinerante
- non si pu negare che il figlio di Abayomi sia colpevole
di una violazione. E, a causa di ci, credo che tutti
sappiamo cosa si abbatter su di noi.
Abayomi la riteneva una donna saggia che aveva dovuto
affrontare numerose perdite, ma sapeva anche che era stata
istruita in base alla spietatezza del primo libro mai entrato
a Mididima: la Bibbia datale da sua madre.
Dillo chiaramente, Neema, mormor qualcuno.
Il ragazzo dev'essere scacciato, dichiar lei. E poi deve
essere...
Il bando non  pi che sufficiente? La voce che la interruppe
apparteneva a Matani.
Un anziano alz una mano, zittendoli. Abayomi. Pronunci
il nome del tamburaio in modo tale da fargli capire
cap che, infine, era arrivato il suo turno di parlare. Un momento
che lui aveva aspettato, eppure si sent lo stesso attanagliare
da uno strano panico.
Doveva salvare il figlio questa volta, visto che non l'aveva
fatto in precedenza. Non era stato abbastanza vigile per notare
la iena tra i cespugli e metterla in fuga prima che aggredisse
Taban.
Ma cosa doveva dire? Avrebbe tanto voluto potere prendere
un tamburo tra quelli allineati lungo il muro del kilinge
e battervi la sua petizione. Vi sarebbe riuscito molto meglio
che non facendo discorsi.
Guard Matani, seduto ai margini del cerchio. Un tempo
avrebbe cercato l'aiuto di Matani, l'eloquenza di Matani.
Distogliendo lo sguardo incroci quello del padre di Jwahir,
che lo osservava attentamente. La freddezza negli occhi dell'uomo
gli fece sospettare che fosse gi troppo tardi perch
le sue parole potessero servire a granch. Ma doveva tentare.
Era la sua ultima chance.
Mio figlio, cominci a dire con palese esitazione, Taban,
lo conoscete. Gli tremava la voce. Inspir, sperando
di renderla pi salda. Vive con noi. Eppure non lo fa, bench
non per colpa sua. I giorni passano e lui rimane - per
vostra scelta tanto quanto sua - non visto.
Sent il calore del fuoco carezzargli le guance, e il sangue
tiepido nella punta delle dita. La sua forza, lo sapeva, risiedeva
nelle mani, in ci che sapevano creare. Desider che il
loro vigore si estendesse al suo eloquio. Chi pu vivere in
quel modo, chiese, con la sua esistenza ignorata? Pu darsi
che rifiutando di diventare un niente e trasformando fogli
di carta in frammenti di s stesso - osando rendersi visibile
attraverso i suoi disegni - Taban sia stato, pi di qualsiasi
altra cosa, audace.
Inspir, non sapendo se stava facendo una pausa o aveva
finito, finch riapr la bocca senza trovare altre parole. Per
qualche minuto nessuno parl, poi uno degli anziani annu,
congedandolo. Adesso avrebbero discusso in privato.
Lui sarebbe stato riconvocato per ascoltare la loro decisione,
ma non troppo presto. Il loro dibattito su onore e dovere
e vergogna sarebbe probabilmente proseguito per tutta
la notte.
Prima di andarsene, per, Abayomi aveva ancora un obbligo
da espletare. Gir intorno al cerchio fino a raggiungere
Matani, poi abbass il mento in modo che le sue parole
fossero udite solo da colui a cui erano destinate. Questa 
la mia punizione, ci che  successo a Taban. Lo so, disse.
Devi tornare da Jwahir. Appartiene a te. Lo capir anche
lei, presto. E, una volta che i libri smetteranno di venire, sar
pi facile.
Matani lo ascolt in silenzio. Non sembrava arrabbiato. E
nemmeno sbigottito e addolorato come quella prima sera.
Il suo volto appariva invece chiuso e al contempo pi complesso,
come se custodisse segreti. Era un viso, cap Abayomi,
che Jwahir avrebbe trovato molto pi interessante di
quello che aveva sposato. Pi affascinante, alla fin fine, dello sguardo schietto di Abayomi. Anche se lui non la restituiva
a Matani, anche se non diceva niente, Jwahir sarebbe tornata spontaneamente dal marito.
Non interferir oltre tra te e Jwahir, annunci. Non parler mai pi di questo.
Raddrizz la schiena e usc. Una volta fuori dal luogo sacro,
incurv le spalle per un attimo, prima di rincasare. Gli
sembrava che le sue viscere fossero carne straziata. La ferita
avrebbe lasciato cicatrici, ma sapeva per esperienza che si
sarebbe rimarginata. Era possibile, dopo tutto - e avrebbe
aiutato anche il figlio Taban a impararlo - vivere con un amore che non poteva essere ricambiato.
...
.
...
39. IL BIBLIOTECARIO.
...
.
...
Si trovavano nella sala riunioni della biblioteca, seduti intorno
a tre scintillanti tavoli bianchi disposti a triangolo, tre
persone su ogni lato, finestre intorno a loro, un ventilatore
portatile posato sul pavimento, un tavolino nell'angolo ingombro
di caff coltivato in loco, t Assam, gonfi pasticcini
pieni d'aria. Angoli vivacemente illuminati ovunque. Mr
Abasi sedeva in uno di essi accanto al suo principale, Mr
Munyes, giunto apposta da Nairobi. Alla sua destra c'erano
altri tre funzionari del servizio bibliotecario regionale, poi
tre esponenti dell'azienda straniera che sponsorizzava il
progetto, vestiti con completi scuri e cravatte praticamente
identici. Dopo di loro c'era Miss Sweeney, poi si tornava al
principale di Mr Abasi e ricominciava tutto da capo. Mr
Abasi non aveva mai visto Miss Sweeney portare altro che jeans,
mentre adesso indossava una gonna scura e sobria che
sembrava in contrasto con l'immagine che ormai si era fatto
di lei. Ma, con quella tenuta, somigliava a un alto filo di
miscanthus: vulnerabile, s, eppure forte.
I rappresentanti della societ investitrice avevano esclamato
di stupore davanti alla fauna e alla flora selvatiche osservate
con il binocolo, avevano assaggiato nyama choma,
carne di capra cotta alla griglia, e adesso desideravano, sopra
ogni altra cosa, vedere il valore del denaro della loro
azienda in un nero su bianco quantificabile. Libri al bush.
Alfabetizzazione incrementata. Dov'erano le prove?
Il boss di Mr Abasi stava scorrendo varie colonne di cifre,
per lo pi stilate dallo stesso Abasi. Lui odiava i numeri.
Odiava pensare a essi, riunirli, batterli per ricavarne fogli di
calcolo elettronico. Osserv Miss Sweeney prendere appunti
su un blocco di carta gialla e ripens a qualche giorno
prima, quando era tornato a prenderla a Mididima.
Non appena l'aveva vista aveva effettuato una rapida ispezione
visiva delle sue membra. Niente di rotto. Niente lacerazioni
visibili. Alz il viso al cielo per ringraziare gli antenati
per la sua buona sorte, poi riport lo sguardo sulla donna.
A una seconda occhiata not che c'era qualcosa di diverso,
in lei. Decise che doveva trattarsi dalla lieve scottatura solare.
Quindi si  divertita? le aveva chiesto mentre lasciavano Mididima.
S.
E i due libri non hanno subito danni.
Ah. I libri, aveva ribattuto lei.
A quel punto lui avrebbe dovuto fermarsi, avrebbe dovuto
capire che non erano infilati in quella sua borsa viola, ma
aveva chiacchierato un altro po', dato il sollievo di averla
trovata sana e salva. Il progetto della biblioteca sui cammelli
ha fatto sensazione, mentre lei era qui. C' una pila di
ritagli di giornale che la aspetta. Vorr sicuramente prolungare
il suo soggiorno, ora che  diventata... Solo a quel
punto si era interrotto. I libri, aveva aggiunto.
Cos Miss Sweeney glielo aveva raccontato mentre tornavano
indietro, e aveva i pomelli delle guance arrossati e
spieg che intendeva sfruttare quella riunione per proporre
una revisione delle regole, un ampliamento degli scopi
del programma, ma lui l'aveva a malapena ascoltata perch
si era sentito soddisfatto, innegabilmente compiaciuto; la situazione
era proprio quella che aveva preannunciato - quel
che  perso  perso - ma allo stesso tempo gli dispiaceva
per lei, perch si era affezionata a quel villaggio dimenticato
da Dio, fatto di sterco di cammello e...
Mr Abasi.
S?
Qual  la sua opinione su questo? Uno degli stranieri si
stava rivolgendo a lui. Questa  la sua gente, dopo tutto.
Forse si trattava di Mr Jackson o di Mr Beller - sembravano
tutti intercambiabili. Guardarono verso di lui.
Abasi si schiar la voce. Su cosa, di preciso, desideravano
la sua opinione?
Dopo una pausa che dur solo un istante, l'uomo - s,
era Mr Beller - si volt a guardare Miss Sweeney. Non mi
interessa cosa fai con le sanzioni per libri mancanti, Fi. Gestisci
la cosa come meglio credi. Ma quest'altra tua proposta...
be', il consiglio di amministrazione ha accettato di
versare una sovvenzione una tantum per una biblioteca sui
cammelli. Nient'altro.
Lei appoggi le braccia sul tavolo. In poche parole, 
una buona causa, troppo buona per poterla ignorare.
Beller sbuff. In verit, Fi, ci sono un sacco di buone
cause. Il pregio che questa aveva era di essere ben congegnata,
ragionevolmente costosa e politicamente attraente.
Bevve un sorso d'acqua prima di continuare. Quest'altra
richiesta, invece... be', l'elenco di quello che potrebbe andare
storto riempirebbe diverse pagine. Alz una mano
per mostrare che non aveva finito. Ricordo i nostri meeting
iniziali a New York, Fi. All'epoca sei stata chiarissima su alcune questioni.
Stavo operando nel vuoto pneumatico.
Eri consapevole dei precisi limiti di questo programma.
Libri per persone che non ne avevano mai avuti, per incoraggiare
l'alfabetizzazione in luoghi arretrati. Un piano originale
su come portare quei libri nel bush e che avrebbe
sfruttato una risorsa naturale della comunit - i cammelli.
Era un concetto molto ben definito, un sicuro successo. Insomma,
si tratta di filantropia, ed esiste una componente di
soddisfazione personale, ma vogliamo un briciolo di profitto
per il nostro dollaro benefico e, con la pubblicit su cui
contavamo, eravamo sicuri di ottenerlo. Ora, per, ci stai
proponendo, sfogli frettolosamente alcune carte che aveva
davanti, di individuare nomadi meritevoli, portarli in
citt, trovare loro una casa, istruirli, incrociare le dita nella
speranza che fili tutto liscio. E pi caotico, pi costoso e
molto meno sexy. Sospir. Ascolta, non sto dicendo di
no. Quello che ti consiglio  di redigere una proposta per
l'anno prossimo e stare a vedere come va.
Non voglio aspettare. Due di loro, forse tre, sono pronti a partire subito.
S, lo vedo. Un ragazzo che sa disegnare.
Miss Sweeney raddrizz la schiena. Voglio fare una differenza
nella sua vita, annunci. Abbiamo bisogno di aiutare
gli utenti della biblioteca sui cammelli a entrare a fare
parte del pi ampio mondo. Dopo tutto  questo lo scopo di istruirli, giusto?
Non rientra nel nostro mandato, ripet Mr Beller.
Allora ampliatelo.
Era la donna pi impavida che avrebbe mai potuto sperare
di conoscere, cap Mr Abasi.
Mr Beller si allent la cravatta. Siamo giunti a un lieve
impasse, direi. Mr Abasi? Non abbiamo ancora sentito la
sua opinione.
Le teste si girarono ancora una volta nella sua direzione.
Lui si sfreg nervosamente le mani sotto il tavolo. Guard
prima il suo principale, che sollev le spalle nella pi minuscola
delle scrollate. Lanci un'occhiata a Miss Sweeney,
aspettandosi di leggere un appello sul suo viso - invece non
ne vide. La mascella della donna era serrata con la risolutezza
che lui ben conosceva.
Sent qualcosa di sconosciuto attraversarlo, per poi insediarglisi
nelle viscere. Un senso di potere. Oh, aveva flettuto
qualche muscolo con sua madre, sotto forma di Siti, ma
quella - uomini che si erano mossi di scatto sull'orlo della
sedia, in attesa - era tutt'altra cosa.
Ma si rese conto che il suo potere era limitato. Non sarebbe
stato lui a decidere del destino della biblioteca sui cammelli.
Comunque poteva dichiarare in pubblico alcune cose,
esporre argomentazioni che aveva provato e riprovato
cos spesso e con tanta eloquenza, spiegare che il concetto,
pur apparendo generoso, era in realt ingenuo. Tentare di
portare l'alfabetizzazione occidentale agli abitanti di un
luogo come Mididima poteva addirittura rivelarsi dannoso.
L'intrusione, in effetti, rischiava di scombussolare pericolosamente la loro esistenza.
Quello era il suo momento. Stavano aspettando.
Si schiar la gola. Miss Sweeney lo stava fissando. Si sent
attirato dentro i suoi occhi. Aveva la sensazione di rivolgersi solo a lei.
I fatti che avete di fronte - il numero di utenti raggiunti,
i titoli dei libri pi popolari, il costo per utente - non riflettono
efficacemente i costi umani dello sforzo di portare
a persone come queste una biblioteca a dorso di cammello,
afferm. Queste persone conducono un'esistenza difficile
ispirata ad antichi valori, e ne vanno fiere. Hanno sviluppato
una filosofia precisa per affrontare la siccit e la
morte. Quando noi arriviamo dall'esterno e insistiamo perch
imparino a leggere - libri che, si scopre, trattano per lo
pi di luoghi e preoccupazioni assai diverse - le confondiamo.
Forse le indeboliamo addirittura. Penso che Miss Sweeney
vi dir che i loro giovani sono estremamente intelligenti.
E i loro anziani potrebbero benissimo essere pi saggi.
Paragonati a loro, dopo tutto, noi membri della societ
stanziale, istruita, abbiamo una sorta di inflessibilit. Quindi
il vostro progetto suscita una serie di domande. Loro vogliono
fare parte di quello che chiamate il pi ampio mondo?
E chi dovrebbe insegnare a chi?
Il suo principale, che si aspettava fuochi d'artificio, si esamin
le unghie con profondo interesse. Mr Beller si strofin
il mento. Sotto il tavolo, Abasi si pizzic una mano e prese una decisione.
Naturalmente, alcuni di loro desiderano unirsi a noi, come
Miss Sweeney ha scoperto. Inoltre dubito che abbiate
donato fondi in cambio di una discussione cos teorica, aggiunse,
rivolgendosi direttamente a Mr Beller. Se ho ben
capito, l'idealismo non  ci per cui la vostra societ sta versando
denaro. Il vostro progetto, essendo originale e attraente,
come avete appena sottolineato, ha gi attirato parecchia
attenzione. Quello che desiderate sono altri articoli di
giornale, forse addirittura targhe dorate da appendere nella
sede del vostro consiglio di amministrazione. Si interruppe,
grattandosi la testa. Quello che non desiderate, invece,
sono titoli su ricche corporazioni americane che rifiutano
una chance di aiutare i lettori della biblioteca sui cammelli
versando una somma equivalente al costo di, diciamo, tre biglietti
aerei, in business class, da New York a qui.
Sollev il mento, rimpiangendo fugacemente che Siti
non si trovasse nella stanza per poterlo sentire. Lanci
un'occhiata a Miss Sweeney che teneva la testa china, un accenno
di sorriso che le danzava sulle labbra. Poi si appoggi
allo schienale della sedia, nel silenzio generale.
...
.
...
40. SCAR BOY.
...
.
...
Disegn. In modo ossessivo, senza mai fermarsi: aveva
forse altra scelta? Avrebbe dovuto restare seduto ad aspettare
come suo padre, afflitto e silenzioso? Il suo stesso corpo,
alimentato dall'energia nervosa, avrebbe rifiutato di farlo.
A cosa sarebbe servito, comunque? Gli uomini chiusi nel kilinge sarebbero giunti a una decisione seguendo i loro tempi;
nulla poteva impedirlo, ormai, cos come nulla poteva
mettere loro fretta. Avrebbe dovuto allontanarsi di corsa
dalla capanna a ogni sorgere del sole, deciso a evadere lavorando
tutto il giorno e danzando tutta la notte, finch il
corpo glielo consentiva? Avrebbe dovuto, in breve, diventare
suo fratello? Non poteva, naturalmente.
Ormai era sicuro di una cosa di cui non si rendevano
conto, nel mondo della donna bianca: un ragazzo non pu
modificare il sentiero del suo destino. Dal momento dell'attacco
della iena, il futuro era avanzato rapido, inarrestabile
e predeterminato, e non importava che lui imparasse o
meno a leggere, o si innamorasse, o che invece aspettasse in
silenzio come il padre. Nemmeno disegnare gli avrebbe
cambiato il destino, ma non riusciva a impedirsi di farlo.
Cos disegnava.
Gli schizzi erano pi piccoli, ormai: la carta era diventata
ancora pi preziosa. Ma il lavoro era eccitante. Lui stava attingendo
a ogni secondo delle tante ore di pratica, per ritrarre
Badru. Solo che non era esattamente Badru. Era in
parte Badru: Badru segnato da una delle cicatrici di Taban.
Niente di eccessivo. Niente zoppia. Niente occhi deformi.
Solo la malformazione della bocca, lo sfregio che tirava le
labbra verso il terreno, che dominava l'espressione e che
avrebbe influenzato ogni bacio.
Vide, una volta disegnato quel viso, che un'unica cicatrice
- pur avendo un notevole impatto - sarebbe stata molto di
meno e gli avrebbe consentito molto di pi. Ma lui non poteva
cambiare ci che era accaduto n con la iena n con
Kanika n con i libri della donna bianca. Cos ritrasse Badru
nella capanna, Badru sulla porta della capanna con la donna
bianca, Badru dietro la capanna con una ragazza che
Taban avrebbe potuto disegnare anche nel sonno, bench in
quei ritratti lei non avesse volto.
Un suono: passi brevi, rapidi, che divennero stridenti prima
di fermarsi davanti alla porta. Abayomi.
Taban osserv una mbu posarglisi sul dorso della mano.
Rimase immobile, riuscendo a scacciarla con la mera forza
di volont mentre il padre si alzava per accogliere il cugino
Chege. Cosa portava, Chege? Taban sapeva che non si era
ancora presa una decisione. Perch altrimenti avrebbe sentito
i tamburi della trib, simili al ronzio di uno sciame di
zanzare. Gli insetti pi assetati e risoluti del bush.
Non era abbastanza curioso per tentare di ascoltare le voci
del padre e del cugino. Si concentr, invece, sulle gambe
della figura di Badru. Gambe forti, in movimento. Voleva
mostrarne la forza e le potenzialit, evidenziare ogni muscolo.
Taban.
Sapeva di poterci riuscire, se si fosse esercitato abbastanza.
A quel punto sarebbe stato talmente vicino a Badru da potere
forse sperimentare una parte di ci che lui assaporava.
Taban, sto parlando con te.
Alz gli occhi. Il viso di suo padre torreggiava sopra di
lui. Taban vi not qualcosa che non aveva mai visto prima. I
contorni delle guance formavano frecce puntate verso gli
occhi. Le sopracciglia erano parte di una cornice, e all'interno
degli occhi... era l che Abayomi tratteneva tutte le
sue emozioni. Ed erano immense. Taban aveva pensato che
il padre non nutrisse simili passioni.
Chege  venuto ad anticiparci la notizia. Quindi sbrigati.
Prendi quello che puoi portare sulla schiena, disse Abayomi.
Al momento, tra le emozioni del padre predominava la
paura, not lui.
Ci dirigeremo a est.
C'era cos tanto da disegnare, nel viso paterno. Gli erano
sfuggite davvero molte cose.
Ho sentito che c' dell'acqua l, ai piedi di una grande
montagna.
Adesso, finalmente, Taban ud le parole. Doveva essere
quella, quindi, la decisione. Lo avrebbero scacciato. Si chiese
se fosse meglio della morte, il verdetto che si era inconsciamente
aspettato.
Ma forse era proprio a morte che li avevano condannati.
Dopo tutto, come avrebbero potuto sopravvivere?
Il tuo passo non  rapido, ma non dimenticare che non
ne esistono di pi silenziosi, aggiunse Abayomi, come se
gli avesse letto nel pensiero. Ci daranno uno dei fucili della
trib. E la tua mira migliorer. Saremo al sicuro. Guard
dietro di s, poi fiss di nuovo il figlio. Qualunque sia la
loro intenzione, saremo al sicuro.
Rimaneva una domanda, per. Taban aspett, ma Abayomi
si volt senza aggiungere altro. Lui lasci cadere il palmo
della mano sul disegno. Badru? chiese.
Suo padre stese un telo a terra e sistem al centro tre sacchetti
di granturco e una pentola, prima di rispondere. Sta
meglio con gli altri, disse.
Aveva ragione. Badru aveva gi cominciato ad allontanarsi.
Inoltre, Abayomi e Taban erano i responsabili della iena.
Ora sarebbero stati Abayomi e Taban a trasferirsi altrove.
Taban avrebbe dovuto alzarsi, aiutare il padre con i preparativi.
Ma non poteva farlo, non ancora. Si chin di nuovo
sulla pagina con la figura Badru-Taban e, in un altro angolo,
disegn l'interno della capanna, la capanna che aveva
racchiuso la sua intera esistenza, gli spazi nelle pareti che lasciavano
entrare polvere e luce, i fori attraverso cui Kanika
infilava i bastoncini, le stuoie dove loro tre si erano sdraiati,
gli strumenti paterni per costruire tamburi, laggi nell'angolo,
e Abayomi seduto sui talloni davanti al telo che avrebbe viaggiato con loro.
Disegn tutto, in modo da poterlo stringere ancora una volta prima di lasciarlo andare.
...
.
...
41. L'AMERICANA.
...
.
...
L'andatura solenne e oscillante dei cammelli non aveva mai infastidito Fi ma adesso tendeva la sua pazienza fino al punto di rottura. Desiderava un'auto, un treno, un elicottero, una moderna macchina metallica che potesse portare la velocit; voleva bruciare il terreno sotto di lei. Immagin di paracadutarsi sulla meta, le provviste fissate al ventre. Jambo, jambo! Eccomi qui.
Invece faceva parte di quella lenta carovana: tre cammelli,una guida, una guardia del corpo, Mr Abasi e lei. E, in pi, casse di libri della biblioteca e, nella sua sacca da viaggio, un modulo per l'iscrizione a scuola, una risma di fogli da disegno color crema, matite e un temperino. Immagin l'ampio sorriso di Kanika, lo sguardo saldo di Taban. Voleva fare capire a quest'ultimo che ricambiava la fiducia che lui le aveva accordato mostrandole i suoi disegni.
Tutto questo cambier radicalmente la sua vita, aveva detto d'impulso a Mr Abasi in un momento di debolezza, quando l'anticipazione aveva preso il sopravvento, poi si era preparata a sentire un commento sarcastico, un accenno ai nomadi incolti. Lui aveva scosso la testa, ma senza parlare.
Fi si tocc le labbra, poi il collo, e pens alle reni di lui, dove fioriva un'aiuola di peluria. Non riusciva a immaginare la logistica e non si preoccup di tentare; sapeva solo che voleva le mani di Matani sulla vita, il proprio viso affondato nell'incavo tra la spalla e il collo di lui.
AIDS, aveva detto Devi durante la conversazione telefonica di pochi giorni prima, quel semplice acronimo che sostituiva un'intera frase, una domanda confusa, un sermone di un'ora.
No. Non l. Non lui.
Sei sicura?
Sicura, rispose Fi, scacciando il dubbio.
Bene, allora, ribatt Devi e trasse un respiro chiaramente udibile. In tal caso  magnifico. E perfetto, tesoro. Memorabile, un'avventura, nulla della potenziale permanenza di qualcuno solido e affidabile come Chris, e non il genere di relazione in cui rischi di ritrovarti con il cuore spezzato. Qualche attimo dopo, nel silenzio del telefono, aggiunse: Giusto?
Giusto. Indubbiamente. Quello era bere la pioggia mielata, ecco cos'era.
Talvolta, per, accadeva l'inaspettato; poteva esserci una unione che dall'esterno appariva altamente improbabile, e ostacoli sufficienti per riempire un'enciclopedia, eppure un attacco di emozione finiva per determinare il futuro.
Non che si aspettasse niente del genere, in quel caso.
Potrei restare l una notte in pi, aveva preannunciato a Mr Abasi. Giusto nel caso che non riesca a esaminare il modulo di iscrizione insieme a Kanika. Lei avr bisogno di aiuto per compilarlo.
L'uomo inarc un sopracciglio. E come far a tornare?
Qualcuno di Mididima mi accompagner.
Lui la fiss per un lungo istante, poi fece oscillare la mano e si volt. La sua occhiata saputa la mise a disagio, ma Fi apprezz che non avesse sollevato obiezioni. Mr Abasi le piaceva sempre di pi.
Faceva caldo, una giornata abbastanza torrida per scurire le punte dell'erba pi audaci. Seduta in groppa al cammello,si vers dell'acqua nella mano messa a coppa, poi se la strofin dietro il collo e tra i capelli. Dov'era Mididima?
Non avrebbero dovuto vederla spuntare sull'orizzonte, ormai? Era gi passata l'ora di pranzo, dopo tutto. Un orologio avrebbe potuto esserle utile, consentendole di stabilire da quanto erano in marcia.
Mr A.
Lui gir la testa per guardarla.
Ci siamo persi?
L'uomo scosse il capo.
Ma non dovremmo...
Questo posto si trova in capo al mondo, ribatt lui.
L'ha dimenticato? Ma stiamo per arrivare.
Lei non era nemmeno sicura che il paesaggio che le sfilava accanto fosse familiare. Era diventato pi marrone, in una sola settimana. Si chiese se riconosceva quella macchia di cespugli grigiastri. E, proprio quando pensava che avrebbe dovuto chiederlo di nuovo, evidenziando cos la sua cocente impazienza, eccola in lontananza: quella donna maestosa, elegante, l'altissima acacia. Fi chiuse gli occhi per un attimo per trattenere l'anticipazione. Ci siamo quasi, ci siamo quasi.
Poi li riapr, ansiosa di vedere il fumo che saliva dal kilinge, la miriade di abiti variopinti.
I cammelli avanzarono, un passo pesante dopo l'altro, ma le capanne non comparvero. Possibile che si trattasse dell'acacia sbagliata? Lei la esamin. No, era proprio quella.
Cosa... Lasci sospeso nell'aria l'inizio della domanda. I tre cammelli rallentarono mentre si avvicinavano all'albero, sbuffando, facendo risaltare il silenzio.
Mididima. Era scomparsa. Il terreno appariva leggermente spazzato nel punto in cui si era trovata, ma un solitario uccello nero con un anello viola intorno al collo rappresentava l'unico segno di vita. Saltell audacemente verso di loro, poi si volt per spiccare il volo.
Miss Sweeney, cominci a dire Mr Abasi, e la nota rassegnata nella sua voce la spron all'azione. Fi cinse il collo del cammello con le braccia e cerc di farlo deviare verso sinistra.
Sapeva dove doveva andare. L'animale rifiut di muoversi, non volendo separarsi dal gruppo.
Una bestia gibbosa non avrebbe certo avuto la meglio su di lei, quanto a ostinazione. Scivol a terra e si allontan di buon passo.
Miss Sweeney?
Torno subito, Mr A.
Dopo pochi minuti, ormai invisibile agli altri, cominci a correre. Corse fino a raggiungere la capanna in cui lei e Matani avevano trascorso la notte. Si ferm davanti all'entrata.
Le pelli che avevano coperto la stuoia intrecciata erano scomparse, ma per il resto era tutto identico a prima, lame di luce che si insinuavano all'interno attraverso le fessure nei muri, aggrappandosi alle ombre. Entr e cammin un'unica volta in tondo lungo le pareti, cercando una traccia di qualcosa a cui non avrebbe saputo dare un nome.
Chiuse gli occhi e si raccolse i capelli sulla nuca, piegando la testa di lato, cercando di sentire il succo di foglia che Matani le aveva spalmato sulla pelle. I suoi respiri erano brevi e
poco profondi.
Fuori, la buca per il fuoco era fredda. Ma il contenitore dell'acqua non era vuoto - il che la colm di sollievo. Non avrebbero mai abbandonato la preziosa acqua. E non avrebbero abbandonato lei, non in quel modo. Matani non se ne sarebbe mai andato. Dovevano essere nascosti da qualche parte. Uno scherzo, un trucco magico per rispondere al suo, s, ecco di cosa si trattava.
Torn a grandi passi fino all'araucaria e frug tra i rami, aspettandosi vagamente di trovare un indizio che l'avrebbe indirizzata verso il nascondiglio successivo, e poi verso quello dopo ancora, una caccia al tesoro, finch non li trovava, alla fine. Pos la mano sul tronco dell'albero. La corteccia risult sottile, sconnessa e secca, come la pelle di un uomo molto anziano.
Le coltivazioni. Certo. Ecco dove dovevano essere. Erano sicuramente riuniti l, in attesa, ridacchiando della sua vana ricerca. Si mise a correre, concentrata, tenendo sgombra la mente finch non raggiunse l'altura. Le piantine erano state sradicate, il suolo straziato come la vittima di un crimine violento, i secchi per l'irrigazione scomparsi. Fiss nella direzione in cui aveva visto le giraffe e la zebra. Dove sei, Matani? sussurr.
Torn lentamente verso l'acacia. Mr Abasi e gli altri si stavano dimenando imbarazzati, parlottando tra loro.
 successo qualcosa, disse lei. Sono appena stata qui con loro. Non c'era nessuna...
A volte accade cos.
No. Non ha senso.
Mr Abasi non ribatt.
Erano cos preoccupati per quei libri scomparsi. Non avrebbero...
Non l'hanno fatto. Lui indic qualcosa. E l, sotto l'acacia, Fi vide le pile. Tre ordinati altopiani rettangolari, dozzine di dorsi variopinti. Avvert un doloroso senso di vuoto allo stomaco mentre si inginocchiava e frugava tra i libri. Progetti per l'inverno. I testi di matematica.
I primi cinque anni del vostro bambino. Lo cap senza nemmeno contare: con l'eccezione della Bibbia e dei due che Taban aveva usato, erano tutti i volumi rimasti a Mididima.
Deglut, aspettando di riacquistare la favella, tentando di ignorare il senso di costrizione tra gli occhi. Dove sono andati? chiese dopo un minuto, girando la testa.
Mr Abasi alz le mani. Chi pu dirlo?
Ma non possono essere andati lontano, inoltre hanno bisogno d'acqua. Li cercheremo. Odi il tono tremulo della sua voce.
Miss Sweeney. Mr Abasi le si accosci accanto. Il suo progetto si  ampliato. Libri, libri ovunque. Adesso abbiamo una dozzina di altri posti dimenticati da Dio che aspettano una biblioteca, e non abbastanza giorni nella settimana.
Scosse il capo. Alla fin fine, la sua biblioteca sui cammelli  pi grande di una minuscola trib.
Cos, come se niente fosse?
A volte.
Lei si gir di nuovo verso i libri, lasciando cadere le braccia sulle pile. Cerc di elencare mentalmente gli altri luoghi che la biblioteca visitava e di rammentare i nomi delle trib in attesa. Alle sue spalle, Mr Abasi si alz per dire qualcosa alla guida e alla guardia del corpo, e Fi li sent allontanarsi. Una zanzara le si pos sull'avambraccio e lei la schiacci,
crudelmente. Come se la cosa potesse calmarla, cerc di elencare le parti del corpo di una zanzara: torace, spirotromba, addome a strisce.
Vado a fare una passeggiata, annunci Mr Abasi. Per pochi minuti. Poi torneremo sui cammelli, Miss Sweeney. Fi senti i suoi passi allontanarsi. Cominci a frugare tra i libri, reimpilandoli, sollevandone alcuni a caso da annusare.
The Cat in the Hat. La biografia di Gertrude Bell. La perla. Si sofferm su quest'ultimo. Aveva dimenticato di averlo dato a Matani. Non sapeva se lui l'avesse letto o meno; non ne avevano mai parlato. Un'altra cosa di cui non avevano avuto il tempo di discutere.
Sfogli il libriccino sottile, che si apr verso il fondo, dove un pezzo di carta fungeva da segnalibro. Lesse oziosamente un paio di righe.
Ci seguiranno? chiese lei. Pensi che tenteranno di trovarci?
Tenteranno, rispose Kino. Chiunque ci trovi prender la perla. Oh, ci proveranno.
Il segnalibro, not, era un foglio di carta piegato in due. Una delle pagine di Taban, strappata da un libro della biblioteca?
La apr, trovando parole scritte in inchiostro nero.
Il nome di Matani spiccava in calce. Per mezzo secondo prov l'incertezza tipica dell'assetato: ingollare avidamente oassaporare l'ultimo sorso d'acqua? Poi cominci a leggere.
Cara Fi, ora vorrei avere un telefono per potertelo dire con la mia voce. La mia gente ha deciso che  tempo di calpestare altre sabbie. Cercano un posto favorito da maggiori precipitazioni, inoltre non vogliono che i giovani dimentichino in che modo si abbatte e si costruisce una casa. Alla fin fine,  questa la conoscenza che ritengono troppo importante perch vada perduta. Ma io tenter di insegnare anche a leggere, quando posso.
Alcuni bambini si stanno esercitando con la tua magia, cercando di farsi scomparire un bastoncino tra le mani. Loro, e io, non ti dimenticheremo mai.
Grazie nella tua lingua suona cos incompleto. Noi abbiamo un modo di dire migliore. Acqua fresca sulle tue guance, Fi Sweeney. Tuo per sempre, Matani.
Acqua fresca sulle tue guance. Era la quinta espressione locale che aveva imparato? In tal caso - cos' che le aveva detto Mr Abasi? - Matani non poteva rifiutarle cibo, acqua o riparo.
Ma, naturalmente, poteva rifiutare lei. Certo che poteva, perch era andato via.
E se era giusto, se quello era l'unico modo, e il migliore, per Mididima, per Matani, per lei e Matani, Fi non poteva ancora ammetterlo. In seguito avrebbe rivissuto ogni momento del suo bere la pioggia mielata. Si sarebbe chiesta come stessero Kanika e Neema e soprattutto Taban, che aveva voluto aiutare forse pi di tutti. In seguito si sarebbe domandata, pi e pi volte, chi aveva dato, in quell'arido insediamento di Mididima, e chi aveva ricevuto, chi imparato e chi insegnato.
Ma non era il momento adatto. Sent Mr Abasi schiarirsi la voce alle sue spalle. Presto si sarebbe avvicinato. Presto le avrebbe chiesto se stava bene, se era pronta, e lei avrebbe risposto, un po' seccamente: Certo, Mr A.. Si sarebbe alzata e pulita le mani sui jeans, dopo di che avrebbero impacchettato i libri di Mididima. I cammelli avrebbero protestato vedendosi costretti a fare dietrofront dopo un intervallo cos breve, ma sarebbero partiti. Ben presto Mr Abasi avrebbe aggiunto a matita una trib che prendesse il posto di Mididima nella tabella di marcia della biblioteca sui cammelli e Fi sarebbe salita su un aereo e tornata a New York, dove avrebbe abbracciato Devi e visto Chris, e sarebbe tornata nella sua biblioteca di Brooklyn a cercare un altro progetto capace di catturarle il cuore e scatenarle l'immaginazione.
E presto, l, o sarebbe piovuto, riempiendo i contenitori dell'acqua, oppure no, e il terreno si sarebbe riempito di crepe per protestare. Sapendolo, Fi si sedette sotto l'acacia fintanto che poteva. Spost lo sguardo dal messaggio con la calligrafia di Matani al lotto di terreno che era stato cos recentemente Mididima, e viceversa. Io sono stata qui, disse ad alta voce.
Subito dopo, per un attimo, non riusc a parlare; sent un groppo alla gola mentre l'acqua fresca di Matani le inumidiva le guance prima di evaporare nell'aria implacabile, assetata.
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FINE.
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RINGRAZIAMENTI.
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Ai primi, generosi lettori Dan Gilmore, Arra Hamilton, Susan Ito, David Orr, Jennifer Stewart, Nancy Wall e Amanda Eyre Ward per i preziosi consigli.
Alla mia editor, Claire Wachtel, per lo sguardo acuto e la tenace dedizione.
Alla mia incomparabile agente, Marly Rusoff, e al suo team per avere creduto a questa storia sin dall'inizio, per averla guidata in ogni passo del suo cammino e per... be', praticamente
tutto.
A tutti gli straordinari bibliotecari che hanno instillato in me, sin dall'infanzia, la loro passione per la lettura.
A Rupert e Arra Hamilton, per il costante amore e incoraggiamento, per avere sostenuto il non convenzionale e avermi sempre fatto credere di poterci riuscire, qualsiasi fosse l'impresa da affrontare in quel momento.
A Briana, per avermi parlato per la prima volta della biblioteca sui cammelli.
E a David, Briana, Cheney e Daylon per avere ascoltato le rudimentali prime stesure di questa storia man mano che si dipanava, per avermi perdonato i lavori domestici non svolti e i pasti non cucinati perch stavo scrivendo, e per la loro capacit di riempire d'amore e significato i miei giorni.
Grazie.
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Le donazioni in libri alla Biblioteca a Cammelli possono essere inviate a:
Garissa Provincial Library. For Camel Library. Librarian in Charge. Rashid M. Farah. P.O. Box 245. Garissa, Kenya.
Le donazioni in libri alle piccole biblioteche sparse in tutta l'Africa possono essere inviate tramite: African Library Project. www.africanlibraryproject.org.
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FINE.